lunedì 19 settembre 2011

Se

Se avessi avuto una figlia femmina sarebbe stato bello: le avrei messo i miei vecchi vestiti punto smok che ammuffiscono in soffitta da trenta anni, le avrei spazzolato i capelli la sera prima di andare a dormire, le avrei fatto la coda di cavallo per andare a scuola e le trecce per andare al mare che c'è vento.
Le avrei insegnato quello che so e quello che ancora non so di sapere.
Avrei sperato che non mi somigliasse nel fisico, che prendesse i colori e le gambe del padre, i miei capelli, la saggezza della NonnaG, la bontà dello zio matto, e la fantasia dell'Arch.
L'avrei vista crescere tra le sue amiche prima da vicino e poi allontanandomi poco a poco.
Durante l'adolescenza avrei sofferto con lei, dopo lunghe chiacchierate in penombra prima di dormire, per un amore non corrisposto, per un'amica non troppo amica, per un brufolo in un giorno importante e per tutti quei piccoli immensi dolori che attraversiamo noi ragazze in quegli anni lì.
L'avrei vista imbruttirsi e poi rifiorire.
L'avrei accompagnata dal ginecologo, dall'estetista, a vedere le vetrine in centro e a piangere al cinema davanti a una storia d'amore.
Ci saremmo forse scambiate scarpe e vestiti.
L'avrei rassicurata nei momenti di sconforto e aiutata nelle scelte che la vita ci pone davanti.
L'avrei spronata a inseguire i suoi sogni e a assecondare le sue inclinazioni.
Avremmo litigato certo, rivali e amiche insieme. Diversissime e uguali come sempre accade. Avremmo avuto un linguaggio e dei segreti tutti nostri "e non lo dire a babbo che si arrabbia".
Poi un giorno mi avrebbe detto di essere innamorata, ci saremmo abbracciate e commosse e un altro mi avrebbe detto di essere incinta e di nuovo ci saremmo abbracciate e commosse.


Ma ho avuto due figli maschi che adoro e che non cambierei con nessuno al mondo. E, a parte i vestitini, le trecce, il ginecologo e la maternità, spero che mi permetteranno di fare con loro tutto il resto.

domenica 18 settembre 2011

Guardando s'impara

Nell'ultimo mese il mezzonano è diventato capriccioso e noioso. Dice sempre no quando gli si chiede di fare qualcosa, piange spesso e ogni volta che si arrabbia si avvicina a chiunque abbia a portata di mano e allunga piccole ma rabbiose sberle.

L'altro giorno dopo il bagnetto, M stava asciugando il nano.
"Lo sai che nell'ultimo mese sei diventato proprio bravo?"
"Sì"
"Non fai più i capricci, ascolti quello che ti dicono mamma e babbo, giochi con tuo fratello e sei anche generoso.."
"Sì"
"E come hai fatto a diventare così bravo, che eri una lagna continua non prestavi mai niente a nessuno e non ascoltavi mai?"
"Bé me lo hanno insegnato"
"Ah e chi è stato così bravo da insegnartelo?"
"Il mezzonano"
"Il mezzonano ti ha insegnato a essere bravo e generoso?"
"Sì io guardavo lui e ho imparato a fare come lui"
(...)
"Lui era bravo, vi ascoltava, era buono e io l'ho guardato per un po' e ho imparato"
"Ma che bravi..però lui adesso non è più tanto buono.."
"Lo so"
"Ah e sai anche perché?"

"Sì"
"E me lo dici?"
"Certo: perché mentre io guardavo com'era bravo lui, lui guardava com'ero noioso io e ha imparato da me".

Mistero svelato: i nani nell'ultimo mese si sono semplicemente scambiati i ruoli. Tutto qui.

giovedì 15 settembre 2011

Nozze d'argento tra M e la ceretta

Quest'anno festeggio 25 anni di cerette. Un quarto di secolo, le nozze d'argento, l'età per votare al Senato. In questi 25 anni ho provato varie mani, e numerosi metodi (caldo freddo home made e professional), ho cambiato diversi posti, ho sofferto più o meno dignitosamente e sono uscita più o meno soddisfatta.
Ovviamente non posso ricordare tutte le cerette trascorse in questi 25 anni, tuttavia ci sono alcuni episodi indimenticabili:
1) la prima (non si scorda mai): periodo giugno, location bagno (cieco) della NonnaG e dell'Arch, la NonnaG nel ruolo di estetista e l'Arch in quello di anestesista dotato di (inutile) spray congelante. Durata dell'operazione infinita, sudore espulso incalcolabile (nonostante la gamba congelata), risultato "na gamba sì na gamba no";
2) quella volta last minute il 31 dicembre al V.O. in un posto infame e infamato, dove l'estetista alla mia umile presentazione "sono un po' lunghi perché sono tanti mesi che non mi depilo.." rispose sincera e candida "Ma che lunghi tesoro, noi qui depiliamo i trans.. figurati!";
3) quella volta in cui ingenua credetti a un annuncio sul giornale che proponeva a sole 500 mila lire una ceretta DE-FI-NI-TI-VA , e invece era una ceretta NOR-MA-LIS-SI-MA (a parte le 500 mila lire);
4) quando nel 1989 in Costa Smeralda, in un posto raggiunto con difficoltà col mio Sì nuovo di pacca, che mi seguiva ovunque, una ragazza enorme mi depilò "dal ginocchio in giù" per 90 mila lire, e il ginocchio NON era compreso;
5) quella volta che ho capito davvero cosa significava "integrale", ma era troppo tardi ormai;
6) le infinite volte a casa, fai-da-te o da-altre, sul tavolo da pranzo, sul letto matrimoniale, in piedi in terrazza, per terra sulla carta lucida dell'Arch..;
7) quando era tutto pronto, ma la ceretta preparata sul fuoco con la ricetta di Madame Lebeau (acqua, zucchero e limone), era così buona che ho tenuto i peli e me la sono mangiata;
8) il 21 dicembre dell'anno scorso interrotta a metà dalla maestranumerodue per caduta nano a scuola (leggi qui).

In confronto a tutto questo, cari H cosa volete che sia farsi la barba, seppure tutti i giorni?

mercoledì 14 settembre 2011

Quando una lettera fa la differenza

Solitamente non lavorano, e se lavorano lo fanno per diletto, sono magrissime, preferibilmente bionde, hanno i capelli lunghi, vanno dal parrucchiere per la messa in piega e dall'estetista per la manicure.
Sembrano sempre molto carine, ma non tutte lo sono sul serio e a volte hanno chiesto una mano al chirurgo.
Sono curate nel vestire, hanno macchine enormi o piccolissime parcheggiate perennemente in doppia fila. Hanno un figlio solo o più di due. Girano con la tata al seguito, cucita ai piedi come l'ombra di Peter Pan. Sembrano non avere husbands al fianco e girano in gruppi di pari.
Hanno il tempo per comprare i fiori, per andare a trovare le amiche, frequentare un corso di nouvelle cousine e per fare shopping.
Non hanno la tata., hanno Jessica, Giusy, Mary, Laureen.
Hanno gioielli vistosi e borse griffate, comprano riviste femminili e amano le loro vite.
Non si scandalizzano che tutto l'occorrente per la scuola comprese le risme di carta non rientri nella retta scolastica, né che vada rinnovato ogni anno.

I loro figli vanno alla scuola dei ricchi, hanno la divisa camicia bianca e pantaloni blu, i capelli a caschetto, sempre lisci. Preferibilmente sono biondi e spesso sono maschi. Seguono mille attività extrascolastiche, l'au pair parla loro in inglese e loro, quando le rispondono, lo fanno in italiano. Giocano a calcio, fanno lezioni individuali di tennis, hanno la psp a quattro anni e feste di compleanno che sembrano matrimoni, con il catering, i fuochi d'artificio, il buffet per grandi e piccoli e la stanza dove riporre i regali, che non vengono aperti mai.

Si riconoscono a distanza, sono le MdVF, che differiscono dalle MdVR per una lettera e qualcos'altro. 

Ps. l'argomento di questo post è stato suggerito da alcune MdVR.

martedì 13 settembre 2011

Basta chiedere

"Prego, accomodatevi..come ti chiami?"
"Nano"
"Che bel nome..e quanti anni hai?"
"Quasi cinque"
"Sei sicuro? Sembri molto più grande.. allora Nano, adesso con questo spiecchietto guarderò bene i tuoi dentini e con questo piccolo uncino li contiamo insieme, ok?"
"Ok"
"Bene i tuoi denti sono sani..niente carie..però qui sopra il dente che hai sbattuto c'è una piccola ferita per toglierla devo fare un buchino con questa specie di trapano"
"Anche babbo ha il trapano"
"Già proprio come quello di babbo però più piccolo vedi? Ti farò un buchino dietro il dente così come faccio adesso sul tuo dito..senti male?"
"No"
"Ok apri la bocca grande grande e facciamo il buchino nel dente"
"Ok"
"Lo facciamo grande grande così rimane sempre pulito"
"Ok"
"Se senti male o fastidio o ti sei annoiato alza la mano e io mi fermo, ok?"
"Ok"
"Apri la bocca grande grande bravo così.. Ecco fatto, finito sei un vero campione e ti meriti proprio un bel premio, vero mamma?"
"..sì.."
"Sììììì un premio adesso subito, ok mamma?"
"Sì certo sei stato bravissimo.."
"Bene arrivederci.. ci vediamo a dicembre per un controllo.. ciao campione"
"Ciao"

Non è un sogno, ieri M ha portato il nano dalla pedortodontista,con nove mesi di ritardo, per l'ascesso causato dalla caduta a scuola il 21 dicembre. Le avevano pronosticato lunghe e dolorose cure canalari, estrazioni traumatiche, pianti, urla e  invece tutto si è risolto in un indolore buchino dietro l'incisivo.
M è incredula:
1) per l'infinita quanto anomala successione di pacifici "ok" uscita dalla bocca del nano,
2) per la docilità, la serenità e il coraggio da lui dimostrati,
3) per la faccia da culo della dolce pedortondontista che, davanti al categorico rifiuto di M, solitamente muta e solerte, di pagare 250 euro per un lavoro di tre minuti, fosse anche un buchino grande grande, svolto senza preventivo perché "signora ma è davvero una cosa da niente..", le è "venuta incontro", scontandole 150 euro.

M ha imparato che nella vita basta chiedere.

lunedì 12 settembre 2011

Il primo giorno di scuola

Capita che il primo giorno di scuola ci si svegli tutti molto presto.
Che si provi un misto di euforia, insicurezza, emozione e paura.
Capita che il giorno prima per misurare la crescita estiva dei nani (otto centimetri in due) si sbatta irrimediabilmente il mignolo del piede sinistro contro la gamba di legno del divano, rompendoselo, forse.
Capita che una volta vestita e vestiti i nani di tutto punto (uguali) si senta il grande urlare
"il mezzonano ha fatto la pipì addossoooo"
e H innervosirsi sonoramente
e capita che di conseguenza si decida di rispondere
"H ci penso io non ti preoccupareeee".
Capita di arrivare sul posto zoppicando per il mignolo dolorante, di scivolare rovinosamente su detta pipì, di cadere e di sbattere il sedere. Capita di piangere, di mortificarsi, di chiedere aiuto per alzarsi, di dover lavare il mezzonano e di doverlo rivestire da capo a piedi (diverso), scarpe comprese.
Capita di doversi cambiare per evitare il puzzo di "pipì santa" sui vestiti.
Capita di dover riporre nella scatola il trenino elettrico, battezzato dai nani Thomas, che, da quando siamo tornati a casa, ipnotizza il mezzonano e che è il motivo per cui, invece di spostarsi in bagno, ha deciso di pisciare sul posto.
Capita di dover minacciare di non ricostruire più la pista del trenino elettrico Thomas "fino a natale", che loro non sanno nemmeno cosa voglia dire in termini di tempo.
Capita che poi si metta il grembiule a entrambi e in quel momento ci si dimentichi di tutto.
Ci si ricorda solo che sono molto carini, che sono diventati grandi, che un po' si somigliano e che benedetta sia la scuola, compreso il primo giorno.

Ps. In serata il trenino elettrico Thomas ha traslocato in cantina, dopo la seconda pipì in ipnosi del mezzonano. Il mignolo dolorante di M, a dispetto di chi diceva "se fosse rotto sarebbe diventato viola" è diventato viola. La muta Mar, in cucina mentre M cercava di giustificare  in lingua inglese il suo zoppicare, poco interessata le chiedeva "and what about sir?" indicando un sir seduto sul divano con il piede, tracinato e ustionato più di un mese fa, a bagno nella bacinella con euclorina, come prescritto dall'utimo dottore che lo ha visitato.

domenica 11 settembre 2011

11 settembre 2001

Sono quelle cose che quando succedono tutti si ricorderanno per sempre dove si trovavano, cosa stavano facendo e con chi erano. Io ero nell'isola che non c'é. L'isola che ho scoperto troppo tardi, ma nel momento giusto.
Dove il rumore diventa suono.
Dove l'ansia si ferma.
E le puzze si trasformano in odori.
Dove il motore é la vela.
Dove l'uomo é natura.
Dove la paura è voglia.
Dove l'uguaglianza è ristabilita, tra uomo e donna, adulto e ragazzo, bello brutto, buono e cattivo.

Alle tre sono in barca, dove non é possibile essere raggiunti da niente, che non possa essere trasportato dal vento.

Al rientro é sera, tutto è già successo.
E la notizia arriva anche a me, sul molo, senza immagini e inimmaginabile.