giovedì 22 febbraio 2018
Apriamo il gas
In soggiorno a casa dei genitori di M non c'è mai stata la tele e questo facilitava le conversazioni e favoriva la conoscenza delle reciproche vite quotidiane, anche perché l'unica televisione presente in casa era un quattordici pollici mal funzionante e poco attivo.
Quella sera, come molte altre prima e molte altre dopo, nel soggiorno di casa si chiacchierava, si rideva, si scherzava, ci si confrontava e confortava, si cresceva, si ampliavano le conoscenze l'uno degli altri affrontando minuscoli temi e grandi verità.
Niente di strano per loro, magari in altre famiglie non capitava spesso, ma da loro il racconto, lo scambio, l'amicizia, l'aiuto e l'interesse reciproco erano pratica quotidiana.
Certo, allora tutto era facilitato dall'assenza di quelle piccole e medio piccole protesi che portiamo in mano adesso: non c'era possibilità di comunicazione con gli esterni se non il telefono di casa, a cui molti genitori di amiche di M avevano addirittura messo il lucchetto come fosse un vizio proibito, da evitare o quanto meno da utilizzare con estrema parsimonia.
Insomma, per una serie di fattori endogeni ed esogeni, a casa di M la sera dopo cena quattro presone appartenenti a due sessi diversi e a due generazioni diverse dibattevano tra loro con piacevole riscontro.
Quella sera, si diceva, l'Arch, che allora poteva avere l'età che ha oggi M, a un cero punto ebbe una delle sue illuminazioni, che pochi comprendono, e disse: "Apriamo il gas".
Ai più potrebbe sembrare una frase poco adatta a una serena serata in famiglia, ma "apriamo il gas" voleva dire, fermiamo il tempo, restiamo così per sempre: voi due adolescenti e spensierati e noi due quarantenni sereni e realizzati.Tutti in salute, tutti belli, giovani, nel pieno delle forze. Innamorati gli uni degli altri, in pace. Prima che tutto cambi, che la casa si svuoti, che i problemi della vita quotidiana entrino a turbare le vostre vite di ragazzi. Prima della fatica, della tristezza, dei dispiaceri, delle malattie, delle separazioni, prima di tutto.
"Apriamo il gas" era il suo "sono felice,abbiamo tutto quello che di più bello potevamo sperare".
Non abbiamo aperto il gas quella sera, ed è stato un bene: sono passati anni, la casa si è svuotata, abbiamo affrontato problemi più o meno piccoli e due brutte malattie. La ricerca del lavoro, i traslochi, un matrimonio e due gravidanze, qualche lutto dovuto al corso naturale della vita e qualcuno meno aspettato. Il Bilancio è sicuramente positivo, noi siamo sempre quattro e ci ritroviamo ancora anche se raramente nello stesso soggiorno.
Ma quell'apriamo il gas dell'Arch, inno alla felicità, è rimasto indelebile nel ricordo di M e a volte in soggiorno con i nani la sera, quando ancora le prestano un po' di attenzione, anche se la tele è accesa, quando li ritrova dopo una giornata faticosa passata lontani, un po' ci pensa, e sorride.
lunedì 6 novembre 2017
Remember Paris (1995)
magrissima;
ha i capelli ricci e scuri, un sorriso contagioso e 44 di piede anche se dichiara un paio di numeri in meno.
Parla cinque lingue, tra cui un italiano che sembra musica.
E' instancabile: potrebbe girare a piedi per giorni e giorni senza mai ricordarsi di mangiare nè fare pipì.
E' single e non ha figli e questo è davvero "pena" come dice lei, che sarebbe "peccato" da noi, perché è buona, dolce, paziente, sensibile, affettuosa e ha una memoria da elefante che M le invidia parecchio.
E' l'amica di Barcellona che M conobbe a Parigi nella sua vita numero 1, quando vinse una borsa di studio e per un po' visse lì in un losco monolocale con gli specchi al soffitto e il bagno senza porte nel cuore del quartiere latino.
Da allora (1995) M e Isabel si sono viste nelle poche occasioni in cui M hostess, nella sua vita numero 2 tra il 1997 e il 1999, passava per Barcellona e la invitava a condividere i lettoni a cinque stelle, le chiacchiere, le confidenze e la colazione in camera.
Poi non si sono più viste.
M le scrisse una lunga mail, di cui non ha memoria alcuna, quando scoprì di aspettare il nano numero 1, in cui le confidava dubbi e gioie. Poi si sa la maternità il lavoro, case - libri - auto - fogli di giornale (come dice Celestina e Tiziano prima di lei), e non si sono sentite più.
Questo fine settimana Isabel era a Roma e si sono riviste dopo quasi venti anni. M sentiva un leggero imbarazzo mentre andava all'appuntamento sabato ma appena l'ha riconosciuta da lontano altissima in mezzo agli altri, l'ha invitata a cena a casa per farle conoscere i nani e farle assaggiare le due cose che sa cucinare.
Isabel è identica a come era a Parigi, e nei due giorni che è rimasta a Roma ha visitato cose di cui M ignora l'esistenza: catacombe, chiese, strade, musei; ha messo la mano nella bocca della verità e l'ha ritratta tutta intera, ha mangiato supplì scambiandoli per arancini e si è seduta a lungo in una chiesa ad aspettare il sole.
Poi a cena si sono ritrovate a ricordare, ridere e confidarsi come se non fosse passato un giorno, davanti a un paziente e variegato pubblico di tre maschi.
martedì 3 febbraio 2015
Metti una sera in chat
"Senti ma il candidato1 che ti aveva fatto?"
"Niente!"
"Mi ricordo che ti aveva fatto una bastardata mille anni fa.."
"..mi aveva fatto qlcs e l'ho incredibilmente rimossa???? Ho superato un rancore??"
"Si e tu dicesti che era peggio di Lui"
"Non ci posso credere"
"Si!"
"Finalmente una bella notizia"
"Bisogna chiedere a Me..Aspetta che le chiedo..Lei sicuro ricorda"
"Facciamo una prova. Chiedile cosa indossavo e che taglia e taglio di capelli portavo all'epoca dei fatti..
Vorrei avere la sua ram.."
"Le ho solo chiesto del torto.."
"Non so se voglio saperlo.. per una volta che ho superato un'offesa...
Puzzonissima me "
"Comunque ti aveva fatto qualcosa di brutto..Tu gli avevi tolto il saluto, ma se non vuoi saperlo.. lo tengo per me"
"Lo sai o no?"
"Non ancora"
"Forse sono curiosa..Ma secondo me potrei rinnovare l'offesa"
"Me non risponde..dorme.."
"Beata.."
"Era una cosa tipo..Che non ti aveva dato un'informazione che aveva..
Non ricordo cazzarola"
"E invece forse me lo sono ricordata!"
"Daiiii..Che aveva fatto?"
"Avevano chiesto referenze sul mio conto e lui aveva detto che ero scarsissima! Miiiiiiiiiiii.. mi sono offesa di nuovo.."
"Ridissimo..ma non aveva detto così. Aveva detto testualmente:
Non lo so non la conosco.. E tu ti eri incazzata perché invece un po' ci conoscevamo e avrebbe potuto dire una cosa più carina.."
"Mica mi sarei offesa..Sentiamo Me"
"Ha detto che ero una pippa
Cosmica Galattica Inutile e domani
vengo su e ci litigo"
"Aspetta di sentire Me!"
"Ma c'è? Comunque ci litigo lo stesso!"
"Daii! Che litighi dopo 10 anni??"
"Ma Me, dov'e' quando serve???"
"Che ridere..stasera sono anche sola.."
"Sola anch'io"
"H è a Tel Aviv.."
"P a Viterbo.. Ancora a Tel Aviv???"
"Si.. Credo abbia un'altra.."
"Comodo..S'e' fatto l'altra famiglia li'? Almeno e' sicuro ke nn vi trovate i figli in classe insieme"
"Noooo! Dice di andare li, ma sta qui!"
"E quindi magari li trovi al supermercato insieme che fanno la spesa per la cena? Fichissimo!"
"No, impossibile io non faccio mai la spesa."
martedì 20 gennaio 2015
Tra le altre cose
Il nano è stato allattato al seno per 10 mesi, 5 dei quali da una tetta sola. Questo ha comportato, tra le altre cose, che M per 5 mesi ha avuto una tetta taglia seconda e una tetta taglia quarta, particolare ben evidente nelle foto del matrimonio.
M ha allattato per tigna, con una fatica inenarrabile, contro il parere della ginecologa che a un mese dal parto le disse che nessuna donna sana di mente avrebbe continuato nelle sue condizioni, contro il volere del nano che non aveva l'istinto di suzione e la costringeva a utilizzare strani capezzoli finti di cautchu.
Ha allattato perché le avevano fatto credete che rientrasse nei doveri di una madre. Ha allattato nonostante sia cresciuta a latte artificiale, perché il pediatra le aveva detto di allattare e perché nessuno le aveva mai rivelato l'esistenza di un farmaco magico fatto apposta per evitare l'allattamento.
M ha allattato per 10 mesi, anche se considera l'allattamento al seno pratica odiosa e poco elegante, pressoché inutile e spesso imbarazzante.
Oggi era al controllo dal dentista del nano. Non il dentista che gli ha ricostruito il dente una settimana fa, ma quello che possiede pieni poteri nella scelta di mettere o meno l'apparecchio.
Dopo una serie infinita di
"Apri, chiudi, deglutisci"
Il dentista si è rivolto a M
"Lei lo ha allattato al seno?"
"Sì!"
"Già..vede ecco il nano soffre di deglutizione infantile. Succede quando si è stati allattati al seno a lungo. Lei ha allattato a lungo?"
"10 mesi.."
"Già..adesso prima di mettere l'apparecchio deve andare da una logipedista per imparare la deglutizione adulta, forse basteranno un paio di mesi.."
"..."
Insomma l'allattamento al seno può avere, tra le altre cose, anche effetti prolungati nel tempo.
La buona notizia è che il mezzonano, dopo la scoperta del farmaco magico, non è stato allattato al seno nemmeno una volta.
Ps. Oltre alla logipedista il nano dovrà sottoporsi a un intervento di frenulectomia, ma ne parleremo più avanti.
lunedì 19 gennaio 2015
Sportivi si nasce
A casa di M c'è un televisore.
In realtà ce ne sono due ma uno è in camera della muta suo personale e quindi è come se ce ne fosse uno.
Questo unico televisore è in soggiorno, perché M e H sono contrari alla tele in camera (M è in realtà contraria alla tele ovunque essa sia), così come sono contrari all'abbonamento a Sky, sicché i nani, dalla nascita, sono i padroni assoluti dell'unica tele della casa.
M pensava che il peggio fosse passato, perché il peggio per lei sono stati i tre anni di in costante compagnia dei Teletubbies. Il nano infatti, da piccolo, mangiava solo se ipnotizzato davanti a una puntata dei 4 pupazzoni colorati.
Uscito dal tunnel dei Teletubbies, le cose sono cominciate a migliorare: Pingu, la Pimpa, Sam, Pat, Bob, Paddington, Thomas.
Poi si è avuto un momento di regressione in compagnia di Peppa Pig che, tanto innocua e educativa all'inizio, ha cominciato a essere un po' invadente anche lei, ma sempre di gran lunga meglio dei pupazzoni.
Adesso però il Mezzonano, con un padre che pratica il tennis e la bicicletta in palestra e totalmente estraneo al calcio, ha cominciato a impadronirsi di telecomando per seguire lo sport, cioè quel che resta dello sport a una tele non provvista di abbonamento Sky.
In questa ultima settimana questi sono gli sport che ha seguito con una passione e una concentrazione quasi preoccupanti:
Hockey su ghiaccio
Hochey su ghiaccio per disabili
Hockey su prato
Pallavolo, purché maschile
Calcio a 5
Palla a mano
Rugby
Pallanuoto.
Forse è arrivato il momento di presentargli Lala e Thinky Winky, o di abbonarsi a Sky.
domenica 28 dicembre 2014
Piane tempestose ovvero "che tempàz"
M ha provato a ricordare da quanto tempo non trascorresse un capodanno all'Altro Mare e con un grosso sforzo di memoria, è risalita al capodanno del 2007 quando con l'insfangabile nano di tre mesi e H appena tornato dal Venezuela ci andò in occasione dell' imminente parto della cugnida.
Quindi 8 anni fa.
In questi 8 anni M aveva dimenticato:
Il freddo insistente e umido che penetra nelle ossa e non ti lascia più;
L'inspiegabile idiosincrasia degli Altri Nonni nei confronti del riscaldamento, anche se fuori il termometro indica 0,5;
Il brivido gelido quando si appoggia la testa sul cuscino talmente freddo da sembrare bagnato e il vento che soffia dentro "le gobbe" adibite ad armadi;
Il paesaggio del mare con la neve, che per lei invece sono elementi distanti e inconciliabili;
Quella pigrizia atavica che la prende quando il freddo le fa passare qualsiasi fantasia e la relega sul letto sotto la coperta, tutta imbacuccata.
M si ricordava perfettamente:
La difficoltà di buttare qualsiasi cosa nel giusto cassonetto, perché è la stessa difficoltà che incontra d'estate;
Il piacere di un piatto caldo sempre diverso e pronto come per magia a pranzo e a cena, perché è una magia che non conosce stagioni;
Le lenzuola blu, che anche loro sono un immancabile presenza nel letto 12 mesi l'anno;
Il viaggio accompagnato dall'ansia della neve.
M è arrivata oggi all'Altro Mare, dove si fermerà una settimana e festeggerà il capodanno 2015 insieme agli amici di H che sono diventati un po'anche suoi.
Ps. In ogni caso M non si è fatta sorprendere e per i nani ha portato le tute da sci. Queste:
mercoledì 24 dicembre 2014
La vigilia
Quando M aveva l'età che oggi hanno i nani la vigilia di Natale verso le sei e mezza di pomeriggio babbo Natale arrivava in casa in un'atmosfera magica resa suggestiva dal camino acceso e dalle fiamme delle candeline sull'albero, perché allora le lucine elettriche non erano ammesse in casa sua, così come i capelli sotto le spalle, lo smalto alle unghie, la frangetta, gli stivaletti, le merendine e il cerchio alla gonna del vestito di carnevale.
Poi alle otto M con il fratello, NonnaG e l'Arch andava a casa dei nonni materni e lì, in una allegra caciara di 11 cugini, 21 zii e 2 nonni, si tratteneva per la tanto attesa cerimonia dell'albero, il cenone a base di pesce per i grandi e con la pasta al forno per i piccoli e il mitico mercante in fiera dello zio Andrea che durava fino a notte inoltrata e i cui ricchissimi premi sono ancora oggi oggetto di racconti e invidie.
La cerimonia dell'albero prevedeva che i cugini di mettessero in fila indiana in ordine di altezza/età nel lungo corridoio, che anni prima era stato abitato quotidianamente da una famiglia con sei bambini, e che entrassero uno dopo l'altro nel soggiorno dove, intorno all'imponente albero, qualcuno aveva lasciato, in cestini di vimini con il nome sopra, i regali per ciascuno.
Questo rito, perpetrato per almeno 25 anni e tanto amato da noi sempre meno piccoli, è entrato dentro ognuno di noi e ha messo radici inestirpabili.
Oggi il rito è stato tramandato ai nostri nani.
Al posto dei cestini ci sono i sacchi ricamati dalla NonnaGiò; al posto della grande casa dei nonni ci sono le nostre case, che a turno mettiamo a disposizione per questa magica serata. Al posto nostro ci sono i nostri figli e al posto dei nostri genitori ci siamo noi.
L'entusiasmo è lo stesso di allora e anche la posta al forno.
Buona vigilia!
mercoledì 19 novembre 2014
Lo schiaffo
Soltanto una volta nella sua vita NonnaG ha dato uno schiaffo a M. Uno schiaffo vero sulla guancia.
M se lo ricorda bene perché è stato l'unico e poi perché non ne aveva capito il motivo e lei quando non capisce non va avanti, resta lì.
M avrà avuto 16 anni.
Successe che come sempre dopo un tema in classe portò la brutta copia a casa per leggerla come d'abitudine a NonnaG e ottenere la sua approvazione. A NonnaG però quella volta il tema non piacque e M ci restò parecchio male.
Lo stesso tema però piacque alla professoressa di italiano che dopo qualche giorno lo riportò in classe con un sette sopra.
M me fu molto felice.
Quando NonnaG tornò a casa, in soggiorno, davanti alla panchetta di paglia, trovò una trepidante M che le spiattellò il suo sette e lo accompagnò con una linguaccia provocatoria di sfida.
A NonnaG partì la mano e così M ricevette l'unico schiaffo in faccia della sua vita.
Che poi se ci si pensa bene è un paradosso a 16 anni prendersi uno schiaffo per un tema andato bene, ma tant'è.
Tanto bene M quello schiaffo non l'ha capito mai. La linguaccia non è certo un gesto carino da fare, ma di qui a prendersi uno schiaffo ce ne vuole.
Solo quando è diventata mamma M ha finalmente capito. Che ci sono delle giornate che proprio non vanno e che può succedere di prendersela con qualcuno che non c'entra o di avere reazioni sbagliate.
Oggi M è in una di quelle giornate, anche se di schiaffi a casa non ne sono volati.
Insomma aveva avuto ragione NonnaG a darle quello schiaffo. La sua ragione.
giovedì 6 novembre 2014
C'è un prima e un dopo
La collega ha concluso il racconto con questa frase: "esiste un prima e un dopo quando ti capita di sentire tuo figlio che fa l'amore con qualcuno".
Quel "prima e dopo" hanno girato nella testa di M tutto il giorno portandosi dietro diverse occasioni che per lei sono state così importanti da determinare che ci fosse un prima e un dopo ognuna di esse.
Queste occasioni sono state, in ordine sparso:
Quando è morta la sua adorata maestra delle elementari, durante l'estate tra la terza e la quarta, perchè per lei era la sua maestra e dopo di lei, nonostante altri 10 anni di scuola e 4 di università, non ne ha più avute.
Quando una M diciassettenne ancora illibata, particolare di fondamentale importanza, sentì i suoi genitori scambiarsi effusioni amorose, tra l'altro per una sfortunata coincidenza di elementi, da molto vicino.
Quando M è stata lasciata dal fidanzato storico e ha capito che le cose non sempre si possono prevedere e programmare e che si sopravvive a tutto anche quando si crede impossibile.
Quando M è diventata Mamma la prima volta perché l'equilibrio si sposta e l'asse si inclina in maniera irreversibile da un lato.
Quando M ha traslocato nella sua attuale abitazione perché è la casa per la vita e la stabilità (anche se le cose non sempre si possono prevedere e programmare).
Tutte le volte che M ha incontrato qualcuno di importante, le amiche soprattutto.
Quando M ha avuto il primo attacco di panico nello sharks corner a 30 mt sotto il livello del mare alle Maldive mano nella mano con un indianino a farle da guida, perchè ha capito di non poter contare sempre su se stessa.
Quando NonnaG si è ammalata e poi è guarita, perché fino ad allora per lei era un punto fisso e un essere immortale.
La prima volta a Caprera.
Dopo alcuni libri.
Quando è nata l'erba.
martedì 14 ottobre 2014
Senza patemi
Per chi non lo sapesse un ashram è un luogo di culto induista dove vivono in comunità delle persone che hanno scelto di dedicare la loro vita all'induismo e per fare questo hanno abbandonato le loro vite vissute fino allora. In un ashram possono viverci induisti laici o monaci induisti.
La cugina di M ha fatto le cose per bene: è diventata monaca, ha cambiato nome e ha abbandonato per sempre la vita precedente con annessi e connessi.
La cugina di M era molto bella, e lo è tuttora seppur vestita perennemente con una tuta informe color arancio. Magra alta con bellissimi occhi grigio azzurri da gatta.
Dall'età di 12 anni aveva avuto parecchi fidanzati tutti meno belli di lei, e sempre sbagliati.
Ecco, a distanza di tanti anni M che all'epoca rimase offesa e indignata per quella risposta così distante da lei che quasi non riusciva a comprenderla, oggi l'ha finalmente capita.
È bello stare insieme, vivere, condividere, ma appunto senza patemi, eh.
Aveva ragione quel tipo lì, che forse si chiamava Livio e indossava un Henry Lloid rosso, e che già al liceo aveva capito tutto.
domenica 5 ottobre 2014
5 ricordi che contano
1) da piccole quando ci mettevamo a dormire nei letti attaccati nell'enorme camera del mare e chiacchieravamo al buio per ore
2) la prima volta a Caprera e l'ultima, la passeggiata allo spaccio, l'alba ai lavandini, la gita a cala dei francesi, il vento, i colori e Carla che me l'ha fatta conoscere e amare
3) il click (leggi qui)
4) la fine dell'università per il senso di libertà e il brivido dell'ignoto
5) l'uscita dai tunnel di Mmm e dell'Arch.
mercoledì 24 settembre 2014
Corsi e ricorsi
Nel lontano 1997 M si laureò. E organizzò una festa di laurea invitando i suoi amici.
Non c'erano ancora i telefonini, qualcuno l'aveva ma M no e quindi gli inviti li fece per telefono.
Una telefonata a un amico di vecchia data che non sentiva da un po' fu questa:
"Ciao Giorgio sono M è un sacco che non ci sentiamo, come stai? Io tutto ok volevo invitarti alla mia festa di laurea il 14 giugno..la faccio al mare..Non puoi mancare!"
"Ciao M.. sai mi becchi in un momento un po'così.."
"No non ti inventare niente..ci vieni e basta!"
"Immagino tu non abbia saputo ma stanotte è mancato mio padre.."
Circa sei mesi fa in questa fantastica comune che è il giardino di VR una MdVR ha chiesto in prestito a M il mini pimer. M non è una assidua cuoca, ma erano un po'di giorni che H le ricordava di richiederne la restituzione. Siccome da un po'di tempo M non la incontra, stasera si è decisa a chiamarla.
"Pronto ciao come state?"
"Ciao M in effetti un po'così.."
"..."
"Stanotte è mancata la mamma di husband"
"...mi dispiace molto..Non sapevo niente.."
"Già...siamo tornati adesso.. tu perché chiamavi?"
"..no.. niente lascia stare.. una cavolata davvero.."
"No..dimmi.."
"..Bè...il mini pimer..lo avete ancora voi?"
martedì 2 settembre 2014
Il cittadino del mondo
Glielo aveva regalato H all'inizio dei tempi.
Lo aveva realizzato un orafo dell'Altro Mare circa 10 anni fa.
M lo avevo messo spesso, ma le era sempre andato largo e sapeva che prima o poi lo avrebbe perso.
E infatti lo ha perso.
Arrivati all'Altro Mare è partito il progetto "duplicazione anello perso" che ha comportato continui passaggi dall'orafo per correggere, fare, disfare l'anello di cui non esistevano fotografie, né tracce alcune.
Siccome H patisce parecchio la determinazione di M, all'ennesima visita all'orafo per chiedere il rifacimento totale dell'anello, non si è presentato.
E M è andata da sola.
L'orafo si è dimostrato in tutti gli incontri gentile e paziente, compreso l'ultimo.
Al termine dell'incontro:
"Una volta voglio vedere i vostri figli.. devono essere molto belli.. tu sei bella..e H..bè H.."
"H?"
"H immagino che tu lo sappia era il più bello del paese.."
"Ah.. davvero?? Non lo sapevo.."
"Sìì da ragazzi lui era il più bello.. aveva la figa attaccata ai piedi!"
"..."
"Sì sì gli morivano dietro, era pieno di donne, ogni volta con una diversa.."
"..."
"Cioè scopavo anche io parecchio, ma mai quanto lui.."
"Bè buon per lui.."
"Che poi io se fossi stato bello come lui, avrei anche scopato di più.. perché poi lui non era stronzo, piaceva non solo perché era bello.. ma aveva anche quell'aria da intellettuale.."
"..."
"..studiava.. sapeva un sacco di cose.. ti dico.. la figa attaccata ai piedi.."
"Sì sì.. ho capito il concetto..Bè io l'ho conosciuto che aveva già 35 anni.."
"Ma è sempre bello!! E' bello anche adesso!!! Lui poi è cittadino del mondo.."
"..."
"Sì lui lo metti in Australia e diventa australiano, lo metti in Africa e diventa Africano.. e poi con quei lineamenti, quegli occhi.. un tuareg sembra.."
"..bè riferirò sarà contento.. lui è del segno del leone figurati.."
"Ah è leone? Però non è superbo..si vede che ha i lati più belli del leone.."
"...si vede di sì..."
Forse anche l'orafo nella sua cortesia e pazienza, ha un po' patito le continue richieste di modifiche di M.
In ogni caso, per sicurezza, M ha controllato e sotto i piedi di H e non c'è più la benché minima traccia di figa attaccata.
mercoledì 18 giugno 2014
Il 1991 e quel depresso del Leopardi
Prova scritta di italiano.
E' uscito Quasimodo, che è una tragedia perché solitamente non ci si arriva mai e il programma finisce prima; la grande guerra; una bella frase di Renzo Piano sulla nostra Italia che in tempo di mondiali ci sta, una traccia sulla pervasività della tecnologia e il solito tema sulla violenza e la non violenza, che credo non manchi mai.
Nel 1991 toccò a M.
Si presentò senza cinturone con le cartucce cucite dentro, con la coscienza pulita dei bravi e la classica notte insonne alle spalle, passata in compagnia dei compagni, in un 'epoca dove non esistevano i social né i telefonini e se volevi condividere qualcosa con qualcuno lo dovevi incontrare o al massimo potevi telefonargli dal telefono di casa a disco.
Aveva il Devoto Oli sotto il braccio, una penna in mano e la carta di identità in tasca, le maniche corte e i pantaloni lunghi. Sicuramente le superga ai piedi.
Si sedette al banco singolo che trovò libero, non troppo avanti né troppo indietro, ma sicuramente più indietro che avanti e scelse la traccia di letteratura: Leopardi.
Tempo a disposizione sei ore, che di solito ne avevano tre per i temi in classe e a lei quelle sei ore sembravano decisamente esagerate. Invece le impiegò quasi tutte per scrivere l'unico tema della sua vita in una unica copia (né bella nè brutta ma comunque definitiva).
Prese nove, decisamente il migliore degli inizi, per un esame di maturità.
Oggi ha cercato in quel posto ricchissimo, magnifico e infinito che è la rete la traccia della sua maturità e l'ha trovata e si è chiesta come cavolo abbia fatto a prendere nove e cosa mai avrà potuto scrivere.
Eccola:
Illustri il candidato il senso e il valore del seguente brano attraverso opportuni riferimenti ai Canti conosciuti e alle caratteristiche stilistiche dell'opera leopardiana. "Che cosa è la vita? Il viaggio di uno zoppo e infermo che con un gravissimo carico in sul dosso, per montagne ertissime e luoghi sommamente aspri, faticosi e difficili, alla neve, al gelo, alla pioggia, al vento, all'ardore del sole, cammina senza mai riposarsi dì e notte uno spazio di molte giornate per arrivare a un cotal precipizio o un fosso e quivi inevitabilmente cadere" (Zibaldone).
E in ogni caso ha pensato che Leopardi era decisamente depresso e che la vita non è affatto come lui la descrive, per fortuna.
lunedì 16 giugno 2014
Nonno Lello
Nel suo essere buono. Nel mettere il bene degli altri sempre al primo posto. Nella calma e nella pazienza che mette nel portare a termine un impegno. Non l'ha mai visto eppure inconsapevolmente porta con sé qualcosa di lui.
Amava stare in compagnia, le grandi tavolate, loro che minimo a tavola erano in otto.
È per questo che nei ricordi di M la sua faccia e quella di Pizzul di confondono un po'.
venerdì 6 giugno 2014
Geometrie di vita
mercoledì 4 giugno 2014
Sotto i 53
Eccolo.
martedì 8 aprile 2014
8 aprile 1997
Aveva 23 anni e era finalmente arrivato il giorno di discussione della sua tesi di laurea.
Presenti con lei la fedelissima MK, l'ancora fedele ma non per molto Fidanzato Storico, Silvia amica persa per strada, NonnaG e l'Arch, che qualche giorno prima l'aveva accompagnata ob torto collo a comprare quell'orrendo completo in quel di vigna stelluti, probabilmente vomitando.
C'era anche Stosola l'amica di Latina, che aveva conosciuto a Parigi due anni prima in occasione di una borsa di studio, che essendo di Latina parlava senza le doppie che siamo soliti usare noi romani e da cui il soprannome perché lei diceva "a Parigi stosola" e non ssola come avrebbe detto M, così come, sebbene meno spesso, diceva c'hofame e c'hofreddo.
Così per dire.
martedì 25 marzo 2014
Car2go ben arrivato
E insieme al body phon, che in mente sua era un'oggetto tecnologico e invisibile che, installato in ogni bagno all'uscita della doccia, avrebbe sostituito chilometri e chilometri di ingombrantissimi asciugamani, con un notevole risparmio di acqua, detersivi ed energia, si inventò la pratica del car sharing.
E anche se ancora non ne ha usufruito, si collega mille volte al giorno per vedere se, nel caso si rendesse necessario, nel raggio di 400 metri da dove si trova c'è una macchinina azzurra pronta per portarla ovunque voglia.
giovedì 20 marzo 2014
Alla scrivania accanto
Quella che vi racconto stasera è una di queste.
Era il 1999.
Il primo giorno di lavoro, M si presentò con dei pantaloni che NonnaG definì "a zompafosso", scarpe alte con il cinturino alla caviglia e giacca blu.
Tutte le stanze del corridoio erano deserte tranne una dove, alle 9 di mattina, si stava svolgendo un nutella party.
A M fu chiaro fin da subito che lì si sarebbe trovata bene.
Aveva 26 anni, il fidanzato storico ancora nel cuore, il recente passato ad alta quota e un po' di ansia verso il futuro.
In questi 14 anni di convivenza c'è stato qualche litigio, qualche incomprensione, molte chiacchiere, confidenze a luce bassa, litri e litri di acqua bevuta, mail scritte da una scrivania all'altra, qualche lacrima, un anello e una poesia, alcune ingiustizie, tantissime risate, preoccupazioni più o meno serie, tre pance, un'assunzione molto sofferta, numerosi matrimoni, qualche funerale, una vacanza in due alle Maldive, fidanzati più o meno sbagliati, una parentela.
Insomma un bel pezzo di vita lungo 14 anni di convivenza. Più di quelli che M ha vissuto con H, per dire.
