martedì 11 ottobre 2016
In amore e in guerra
C'è un incontro inserito nel Film Festival, che non andrà a specificare.
M come in tutte e cose un po' pazze ha coinvolto KK in questa iniziativa e le ha chiesto di andare a comprare i biglietti.
I biglietti sono esauriti.
Ma M vuole andare e quando M ha un obiettivo finché non ha fatto tutto quello che è in suo potere per raggiungerlo, e chi la ferma.
M lavora in qualche modo nel mondo dello "spettacolo" e il Film Festival è spettacolo.
Quindi stamattina si è presentata dalla Donna Con La Valigia, il suo Direttore che ha preso un anno fa il posto di Lui, il giovano capo che M adora(va).
Le ha chiesto un incontro di pochi minuti, senza specificare i motivi.
Alle 12.30 la segretaria l'ha chiamata e le ha detto che erano arrivati i suoi pochi minuti.
(Livello di confidenza con la Donna Con La Valigia pari a 0,5 in una scala 0-10; argomenti extra-lavorativi dibattuti in precedenza con lei, 2: località frequentata in vacanza, numero e genere di appartenenza dei rispettivi figli. Caratteristica principale della Donna Con la Valigia: scarsa predisposizione per la parte emotiva della vita propria e di quella degli altri, M compresa; approccio maschile e quindi pratico alle situazioni. Empatia non rilevata.)
"Ciao DCLV scusa ti rubo solo pochissimi minuti..per una scemenza"
"..."
"sono qui non in veste di tua dipendente"
(M giura su ciò che ha di più caro di aver detto proprio così)
"..."
"sono qui in veste di... AMICA"
(M giura di nuovo)
"...beh in questo caso.. aspetta finisco di rispondere a un messaggio e sono da te"
"..."
(M in attesa, lei scrive sul telefono)
"eccomi dimmi tutto"
"beh ecco vorrei andare a un incontro all'Auditorium domenica pomeriggio.. all'interno del Film Festival e ho provato a comprare i biglietti che costavano tra l'altro 10 euro una fesseria e infatti sono esauriti e non li ho trovati e mi chiedevo se noi.. tu.. potevi richiedere un accredito per me.."
"Di che incontro si tratta?"
"Beh ecco diciamo che esula dall'ambito lavorativo è più una specie di PASSIONE"
"Lo immagino.. e con chi è questo incontro?"
"Jovanotti"
(un minimo senso di vergogna, per non aver detto Oliver Stone o Meryl Streep, ma nessun rinnegamento)
"..capisco.."
"..."
"A chi devo scrivere per richiedere questo accredito?"
"Davvero??"
"Sì certo, non ho nessun motivo per dirti di no e non mi costa niente, per cui.. a chi devo scrivere?"
(sorride)
In amore e guerra tutto è lecito.
Adesso aspettiamo risposta, e comunque KK, M se la porta lo stesso.
giovedì 29 gennaio 2015
L'attimo di gloria
In ufficio.
Riunione con gli autori.
(tutti seduti)
"io avrei in mente un gioco"
"..."
"sì lo so gli autori siete voi..certo.. ma io.. ho in mente un gioco che secondo me è molto carino..ve lo dico?"
"..."
"Dai sì ve lo dico.."
(lei si alza in piedi)
"non è che sia proprio una idea mia di sana pianta.. l'ho vista fare con gli attori e noi avremo i cantanti ma si può fare lo stesso"
"..."
"Allora, il gioco originale quello con gli attori sarebbe questo.. beccare un attore a una rassegna un festival un premio etc e infilargli in testa un paio di cuffie fargli sentire uno alla volta cinque pezzi di copione che ha interpretato negli anni preso da 5 suoi film diversi e farglieli indovinare.. è molto divertente credetemi..poi ve lo faccio vedere.. ne ricordo uno molto carino con la Cortellesi.. poi verdone ma anche stranieri.. uno con Jeremy Irons che l'aveva presa molto sul serio.."
"..."
"l'idea sarebbe trasportare questo gioco da noi.. abbiamo i cantanti e quindi al cantante di turno gli facciamo vedere una frase di una sua canzone come fosse un sottopancia, un tweet etc in grafica, senza base, non deve essere il ritornello ovviamente.. ma una frase di una strofa.. e poi gli chiediamo che canzone è.. deve essere a tempo, tipo quiz.. che dite?"
(si siede di nuovo, nel silenzio degli astanti)
"le faremo sapere".
Per chi non conoscesse il gioco con gli attori al quale mi sono ispirata e che è stato ideato da quel Genio di Gparker ecco qui il link dovete potete trovarne alcuni.
mercoledì 28 gennaio 2015
La giornata della memoria
Ieri sera a tavola.
"Allora cosa mi raccontate? Che avete fatto di bello oggi a scuola?"
"Noi abbiamo visto un film!"
"Davvero? E dove nano, in classe?"
"Sì sulla lim!"
"E di cosa parlava questo film?"
"Parlava ehm di una suora che andava a casa di un generale molto severo che non rideva mai e che aveva sette figli. La moglie era morta e ehm poi lui va in guerra ma non muore eh perché la storia finisce bene.."
"E come mai avete visto questo film?"
"Perché oggi è il giorno della memoria.."
"E cosa bisogna ricordare?"
"Bisogna ricordare che 70 anni fa hanno aperto i cancelli di un posto dove stavano gli ebrei che erano tenuti lì dai tedeschi che a quel tempo erano cattivissimi.. e li tenevano lì chiusi e gli facevano fare delle cose folli.."
"Per esempio?"
"Per esempio scavare tutto il giorno delle buche enormi e poi fargliele riempire di nuovo.. una follia!"
"..."
"Però poi quel giorno della memoria sono arrivati gli americani hanno aperto i cancelli e hanno liberato gli ebrei"
"Ok e cosa c'entra il film? I bambini erano ebrei?"
"No, americani"
"Ah..e la suora era ebrea?"
"No"
"Tedesca?"
"No"
"E quindi cosa c'entrava con il giorno della memoria?"
"Niente"
"Ah.. e tu Mezzonano hai fatto qualcosa a scuola per il giorno della memoria?"
"Sì"
"Cosa? Anche tu un film?"
"No.. la maestra ci ha fatto fare un minuto di silenzio per i morti, che noia".
Ora, per chi non l'avesse capito, il film del nano era "Tutti insieme appassionatamente".
Questa brevemente la trama del film da my movies: Negli anni Trenta, un colonnello austriaco assume per i suoi numerosi figli orfani di madre una simpatica istitutrice che conquista l'affetto dei ragazzi e sarà di valido aiuto quando la famiglia dovrà fuggire dal paese conquistato dai nazisti.
martedì 18 novembre 2014
Senza pelle
Nel film "Senza pelle" vuol dire essere molto sensibili, troppo.
Non riuscire a ripararsi dalle cose che succedono, non avere la pelle come ultimo strato di delimitazione tra noi e tutto il resto.
Essere senza pelle può essere molto bello ma può anche essere orribile e spaventoso. Perché si vive tutto senza filtri. Si viene investiti con tutta la violenza possibile dalle cose belle e da quelle brutte che ci entrano dentro senza niente in mezzo ad attutirne il colpo.
M in questi giorni si sente proprio così: senza pelle.
Le sembra di essere soggetta a tutte le correnti, alla pioggia, alla neve che non c'è, al vento che le entra dentro. Ha sempre freddo, le sembra di avere tutti gli organi a vista, come quei mezzi busti di plastica sezionati a metà che si usavano a scuola per conoscere e studiare il corpo umano.
Sarà che è Novembre e M questo mese proprio lo patisce di brutto.
giovedì 17 luglio 2014
La scatola di cioccolatini
La vita è una scatola di cioccolatini Forrest, non sai mai quello che ti capita.
Leggendaria frase di cui M conosce anche l'esatta traduzione in inglese per via di una maglietta fichissima e purtroppo regalata che comprò negli States a cavallo tra la vita numero 1 e la vita numero 2.
E siccome qui non si millanta: Life is a box of chocolate Forrest, you never know what you're gone to get.
Questo per dare a Cesare quel che è di Cesare e per dire che M non si è proprio inventata niente con questa scatola di cioccolatini, solo la prende in prestito.
M adora il cioccolato, tuttavia le scatole di cioccolatini ne contengono davvero di svariati tipi e non tutti sono di suo gradimento.
Quando le capita il liquore vorrebbe sputarlo appena messo in bocca e così anche le bucce di arancia ricoperte, le ciliege nascoste dentro, la menta, quelli al caffè che ti fregano sempre.
Poi però ci sono quelli extrafondenti, o quelli pralinati, quelli con la nocciola dentro e allora non smetterebbe mai.
La vita è proprio così cose buone e cose cattive insieme, un intenso avvicendarsi di gioie e fregature, di illusioni e amarezze, di sapori conosciuti e sorprese più o meno gradite.
A ognuno la sua scatola.
Stamattina M ha avuto un piccolo dispiacere e stasera, poco fa, una grande gioia.
mercoledì 5 febbraio 2014
A memoria
"Sarei arrivato a 4"
"Scioccata?"
"Ma scherzi? Io qui ci vengo sempre e tu non lo sai ma questa camera la danno a ore!"
"Sei seduta sui miei fax"
"Su questi proprio non c'ero mai stata"
"Senti tutto questo è molto carino, le chiacchiere etc , ma io.. sono a botta sicura ok?"
"E perchè prendi l'attico se soffri di vertigini?"
"Perchè è il meglio"
"Cosa vuoi?"
"Cosa fai?"
"Tutto tranne baciare sulla bocca"
"Raramente le pesone mi stupiscono"
"Beato te la maggior parte mi sciocca a morte!"
"Sarò talmente carina con te che non mi lascerai più andare via"
"Vorrei un po' più di deferenza.."
"Lei non solo è bello ma è anche potentissimo.."
"Non con me, con lei"
"Bella cravatta!"
"Dov'è l'insalata?"
"L'insalata viene servita alla fine.."
"Era l'unica posata che sapevo.."
"Ti sviliscono a tal punto che finisci per crederci"
"Io credo che tu sei (ahiahiahi) una donna intelligente e bella"
"E' molto più facile credere alle cattiverie"
"Dimmi una a cui è successo, solo una.."
"Vuoi un nome eh.. tu vuoi un nome...cazzo.. eccolo ce l'ho!! Quella granculo di Cenerentola!"
"Mi si sono aggrovigliate le budella"
"Voleva dire che le è piaciuta molto perchè era molto bella"
"Dimmi cosa vuoi"
"Voglio la favola"
"No è un rapporto irrealizzabile.Casco sempre sui rapporti irrealizzabili"
"Io non ti ho mai trattato da prostituta"
"L'hai fatto ora"
"E' difficile lasciar andare via qualcosa di così bello.."
"E cosa succede dopo che lui salva lei?"
"Che lei salva lui"
martedì 4 febbraio 2014
Vivien
M aveva 16 anni e una mezza tresca con un tipo brutto ma molto simpatico con il vespino bianco i ricci castani e i denti grandi.
Era settembre, si andava in giro la sera senza giubbotti né calzini. M mentre era seduta dietro in vespa aveva pochissime informazioni di quello che la aspettava e altissime aspettative.
E appena fu buio e la vide così grande bella e luminosa seppe con certezza che non sarebbero
state deluse.
Da allora sono passati 25 anni, un quarto di secolo, le nozze d'argento, l'età per votare al senato e M l'ha rivista almeno una volta ogni anno conservando invariati stupore ammirazione e incanto.
Stasera, tra poco, la vedrà di nuovo e la sta aspettando come si aspetta una vecchia amica di cui si conosce tutto, ma che nonostante questo o forse proprio per questo, si ha sempre voglia di vedere per ripercorrere insieme quel pezzo di strada lungo 25 anni.
martedì 12 novembre 2013
Diversivi generazionali
Tempo fa, quando ancora non esisteva wikipedia, M era solita togliere l'audio dei film e con l'audio svaniva qualsiasi paura. Oggi si sente molto NonnaG che,quando sale l'ansia, si alza dal divano e si inventa un diversivo qualsiasi: scaricare la lavapiatti, fare pipì, controllare la chiusura della porta di casa o consultare il Mereghetti, che sta a lei come wikipedia sta a M.
domenica 2 giugno 2013
Allo zoo
Il senso è che anche dalle situazioni più negative qualcuno riesce a trarne vantaggio rigirandole in positivo e divertendosi.
A M viene spesso in mente questa scena "Allo zoo" perché lei è una di quelle persone che anche in una situazione di per sé spiacevole o noiosa, riesce a trovare il lato positivo e a trarne giovamento. Era così da piccola a scuola e è ancora così ancora oggi che ha l'età che ha.
Una di queste situazioni è stata l'attività lavorativa che nelle ultime sei settimane l'ha portata a Milano tutti i giovedì e venerdì. Di per sè l'attività non aveva molto di speciale e tanti al suo posto si sarebbero lamentati degli orari massacranti, della trasferta settimanale, della scarsa considerazione dell'attività da parte dei diretti superiori, della continua pioggia, del bunker senza finestre adibito a ufficio per lei e il collega siamese e delle cene alla macchinetta del caffè. Invece M non solo si è divertita, non solo ha conosciuto persone più o meno piacevoli che le sono diventate familiari settimana dopo settimana ognuna con le sue manie, ma adesso che tutto è finito, che quelle persone difficilmente le incontrerà di nuovo e che nel bunker non ci tonerà più, le dispiace anche un po'.
lunedì 1 aprile 2013
Lacrime di pasqua
1) il nano, a dispetto di tutte le nefaste previsioni di M, ha imparato ad andare in bicicletta senza rotelle. M ha pianto lacrime di gioia, incredulità, sollievo perché ormai era sicura che non avrebbe imparato mai.
2) venerdì sera ha visto il remake di un film straziante che era anch'esso la riproposizione cinematografica di un romanzo lacerante. M ha pianto lacrime di rabbia, amarezza, empatia e disperazione.
3) sabato sera ha visto un film strano e spoetizzante. M ha pianto lacrime di commozione e immedesimazione.
4) domenica ha finito di leggere il libro iniziato pochi giorni prima che raccontava la storia di un uomo con tre figli che viene abbandonato dalla moglie alla vigilia di natale senza apparente motivo, ma con un milione di motivi non apparenti e ampiamente condivisbili. M ha pianto lacrime di solidarietà e comprensione.
5) lunedì il mezzonano ha fatto un volo con il monopattino e si è andato a schiantare per terra sbattendo la fronte sull'asfalto esattamente dove quest'estate gli avevano incollato i due lembi di pelle. M a stento ha trattenuto lacrime di preoccupazione, sfinimento e esasperazione.
6) stasera ha visto un film terribile, seppur a lieto fine, una storia vera che ha dell'impossibile. M ha pianto lacrime di struggimento, afflizione, angoscia. In una parola lacrime di mamma.
E' stata una pasqua un po' così e menomale che è durata solo tre giorni.
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| La conquista |
lunedì 21 gennaio 2013
Tre settimane
La storia era che a causa di una collisione della terra con un'enorme meteorite, era prevista la fine del mondo.
Tempo rimanente: tre settimane.
In queste tre settimane le persone erano libere di scegliere come passare il tempo: niente lavoro, qualche suicidio, il recupero di fidanzate storiche, un saluto alle famiglie lontane, abbuffate fino a scoppiare e al diavolo la dieta, fughe, pianti, malinconie, scatole di ricordi e nuovi improbabili amori.
M le sue ultime tre settimane le vorrebbe passare con i ragazzi, con H, con le amiche di sempre e con le amiche nuove, quelle del circolo di lettura e quelle della piscina, le mamme del giardino e le amiche dell'ufficio. Con l'Arch e con NonnaG e con lo zio matto.
Le piacerebbe portare i nani sulle montagne russe, finire il libro che ha appena iniziato e leggere anche quello che aspetta sul comodino; le piacerebbe mangiare il gelato e la pizza. Le piacerebbe rivedere il suo film preferito e ascoltare la sua musica, sempre la stessa.
Le piacerebbe fare una passeggiata sulla spiaggia e lasciarsi bagnare i piedi, nuotare a delfino fino a scoppiare, pomiciare anche senza fare l'amore e ridere.
Le piacerebbe che i nani non sapessero niente del meteorite, che si addormentassero sereni la sera e che non avessero la sensazione dello sfuggire del tempo.
Le piacerebbe che H smettesse di dannarsi per l'ufficio e che riuscisse a essere sereno.
Le piacerebbe che NonnaG e l'Arch non discutessero anche se è da sempre il loro modo di parlarsi.
Le piacerebbe che fosse estate, che non si deve perdere troppo tempo a vestirsi e asciugarsi, che le giornate sono lunghe e la luce forte, che si cammina a piedi scalzi e la frutta è più buona.
Ma per fortuna i Maya non c'hanno preso.
giovedì 5 luglio 2012
Al telefono /2
Bip Bip
1 nuovo messaggio
"Il film dei due figli che cercano il padre che è il fratello"
(M pensa che si sia sbagliata, che manchi qualcosa nel messaggio o che comunque non fosse per lei)
Qualche ora più tardi
Bip Bip
1 nuovo messaggio
"Leggi sms"
(era per M quindi)
"Il messaggio del film? Non ho capito, forse è scritto male"
Più tardi mentre M prendeva un aperitivo con le MdVR
Bip Bip
1 nuovo messaggio
"Abbiamo pianto tanto la madre muore e il notaio dice che i figli devono cercare il padre"
(...)
"Credo di non averlo visto. Con chi è? E' italiano?"
Immediatamente dopo
DRIIIN DRIIIIN
"Pronto NonnaG?"
"Ciao senti dai tu l'hai visto per prima hai pianto un sacco e mi hai detto di andarlo a vedere.. bellissimo.."
"Ma di quanto tempo fa stiamo parlando?"
"Un paio di mesi"
"No guarda me lo ricorderei.. ma è italiano?"
"No macchè Italiano, afgano"
"@_@"
"Ma sì dai loro vanno a cercare il padre poi lo trovano e da un tatuaggio che lui ha sul tallone scoprono che invece è il fratello.. gliel'aveva fatto fare la madre.."
"Zero, mi dispiace temo di non averlo visto"
"Vabbè ciao"
"Ciao"
NonnaG è partita lunedì per la montagna e usa M come fosse Google.
M è molto lusingata, al gioco dei mimi via sms non aveva mai giocato prima e le è piaciuto.
P.s. alla fine M ha indovinato il titolo: "La donna che canta" (che M non ha ancora visto ma che possiede in dvd e che vedrà conoscendo ormai la trama, colpi di scena finali inclusi)
lunedì 23 aprile 2012
Ciak
"Avete tre minuti per presentarvi nella mia stanza!" andava urlando in corridoio e tutti temevano un suo improvviso attacco d'ira e soprattuto di esserne l'oggetto.
Come vermi che escono dalle mele tutti i convocati sono usciti dalle loro stanze, hanno abbandonato i loro dati, le tabelle, i conti e le presentazioni e si sono avviati mesti alla riunione.
Nella stanza del Dir al centro erano state posizionate due sedie una di fronte all'altra a circa un metro di distanza tra loro.
Tutti hanno cominciato a prendere posto e a sedersi intorno e anche M si stava sedendo quando il Dir ha detto
"M e ME qui sulle sedie!"
(...)
Per fortuna il Dir non era arrabbiato. Tutt'altro. Nel bel mezzo di una normale mattinata gli era venuto in mente di mimare la scena di un film: due attrici una di fronte all'altra che litigavano per lo stesso uomo.
Ha iniziato improvvisando Angelina-ME senza uno straccio di canovaccio
"Dimmi che motivo c'era di chiamarmi a quell'ora ieri sera..."
@_@
(Julia-M non ha sapito cosa ribattere)
Il Dir incalzante
"Allora dai queste battute forza!"
"Dimmi che motivo c'era di chiamarmi a quell'ora ieri sera!" ha ripetuto Angelina-ME sempre più compresa nel ruolo
"..in effetti non avevo chiamato te..e non era con te che volevo parlare.." ha risposto Julia-M titubante e perplessa.
"Ah no? E allora perchè mai mi hai chiamato sul cellulare???" ha chiesto con un tempismo perfetto Angelina-ME dimostrando di avere capacità di improvvisazione non comune e invidiabile disinvoltura.
@_@
E spiazzando ancora una volta Julia-M, mettendola al tappeto muta e imbarazzata con gli occhi interrogativi di una ventina di colleghi addosso.
La scena si è conclusa così con la schiacciante vittoria di Angelina e il mutismo di Julia.
Il Dir si è poi dilungato con la spiegazione di come si gira una scena, quante persone sono coinvolte e l'importante ruolo della controfigura.
Poi ogni vermino è tornato nella sua mela, ai propri dati, alle tabelle, ai conti e alle presentazioni. Comprese le attrici, dopo il loro momento di gloria, come Cenerentola dopo la mezzanotte.
giovedì 19 aprile 2012
The artist e Hugo
"Oscar meritatissimo"
"Una poesia"
"Lui eccezionale"
"Non te ne accorgi nemmeno, anzi"
"Non si può non andare"
"Allo stesso tempo attuale e autentico"
"Erano proprio così, lui lei il cagnolino.."
"E quel finale poi..perfetto!"
Ieri sera M l'ha finalmente visto. Sul pc con H stesi nel letto al buio con le cuffie.
M aveva altissime aspettative per tutto quello che aveva letto e sentito e qualche perplessità per via del "muto" e del bianco e nero.
H era curioso.
A metà film H si è addormentato.
"C'è troppo silenzio come si fa a non dormire qui al buio!" ha detto quando si è risvegliato a una M imbambolata e sognante.
Poi stasera sono andati al cinema a vedere l'altro film che si erano persi e che, cagnolino e dialoghi a parte, racconta una storia molto simile.
H ha pianto perchè lui al cinema (col sonoro) piange.
A M è piaciuto, con sua grande sorpresa. A secco però perchè lei al cinema non piange (quasi) mai.
Ps. Auguri ai Nonni per i loro quarantuno insieme.
martedì 7 febbraio 2012
Quello che mi è piaciuto
Credeva di non essere all'altezza e non aveva scritto niente in proposito.
Poi GParker, che sul tema ha scritto un articolo sulla sezione "spettacolo" di Repubblica, mica cavoli, le ha detto "ma scrivi quello che ti è piaciuto!"
Quello che mi è piaciuto:
La passeggiata da sola a piedi col freddo, in mezzo alla strada che tanto non passano macchine, la neve per terra che scricchiola sotto le scarpe, andata e ritorno.
L'acustica, che essendo abituata agli stadi e ai palazzetti dello sport, vuoi mettere?
La sala rettangolare lunga con le sedie rosse e le gallerie laterali che si vede tutto da sopra e se sei fortunato anche da vicino spendendo la metà (M è fortunata).
Lo schermo alle spalle dell'orchestra con tutte le immagini di film vecchi e meno vecchi tutti visti al cinema, rimontati per l'occasione e con la scritta del titolo e del nome del regista che non stai a domandarti "oddio questa di che film era?"
Il Maestro, siciliano, chiacchierone, un po' a disagio ma molto composto, visibilmente poco abituato alla ribalta.
La compagnia dell'amica della macchinetta, in sostituzione di H-Rocky a casa tumefatto, in lacrime dall'inizio alla fine.
Riuscire a ricordare in che sala e con chi avevi visto i film le cui immagini scorrono sullo schermo.
La performance del pugliese con la voce ritrovata e rinnovata.
L'attesa che arrivi lui quasi all'ultimo, alto, vestito di nero e paillettes, un po' romano un po' toscano, molto a suo agio, poco composto, egocentrico, visibilmente abituato alla ribalta e in perenne movimento nonostante il poco spazio a disposizione.
E la musica, impetuosa e calma, assordante e quasi muta, di un solo strumento o di tutta l'orchestra, che insegue le imagini e le precede e che ti resta, incisa, anche sul cd in omaggio.
mercoledì 27 luglio 2011
E altri piccoli piaceri della vita
Una di queste volte è stato quando giorni fa' mi ha detto che l'erba mi ha cambiato.
Io ci ho pensato su qualche minuto, ho convenuto che è vero, e gliel'ho confermato, felice.
Ma lei ha specificato "non ho detto in meglio".
Ps. M è ufficialmente in "vacanza", oggi ultimo giorno di lavoro.
Bella la vita eh?
(...)
giovedì 14 luglio 2011
Un altro mondo
sarà per il cielo così grande e così vicino
sarà per le sedie legate l'una all'altra in fila indiana
dure e scomode
sarà per il sonoro che non è mai dolby, mai pulito,
ma mantiene quel fruscio tipico in sottofondo
sarà perchè ci si va d'estate anche per prendere un po' di fresco
perchè mi ricorda quello del mare negli anni 80 che ci si andava tutti insieme a piedi
passando attraverso una porticina nascosta e una scorciatoia segreta
e si poteva fumare
e ci si metteva nelle ultime file a pomiciare
e si usciva estasiati dal film e dal pomicio
completamente persi nell'amore sceneggiato e in quello reale.
Sarà perché spesso ci sono persone affacciate alle finestre e ai balconi che non pagano il biglietto
e perché il biglietto costa meno dei pop corn delle multisale.
Sarà che sono spazi, che d'inverno non esistono, vivono un paio di mesi l'anno
e sono sempre un po' improvvisati, caserecci, che ti sembra di stare in "un altro mondo",
fermo nel tempo.
Non lo so che sarà, ma a me il cinema all'aperto mi piace sempre da morire.
Ieri sera M e H sono andati al cinema all'aperto. Si sono sentiti, ed erano, i più giovani tra i presenti, non hanno pomiciato ne' fumato nelle ultime file e non sono usciti estasiati dal film, che comunque proiettato all'aperto ha avuto una sua (seppur minima) dignità che al chiuso non avrebbe potuto avere.
martedì 12 luglio 2011
Quel clic
Il fidanzato storico di M per lei era proprio il principe azzurro, era biondo, aveva grandi occhi celesti, le scriveva bigliettini d'amore, la chiamava con ridicoli nomignoli e le faceva delle fantastiche sorprese.
La portava a Firenze bendata senza dirle niente prima, le organizzava cenette a lume di candela ed era sempre pronto a partire per romantiche fughe.
M era innamoratissima, si sentiva la ragazza più fortunata del mondo, gli dedicava intere discografie del suo cantante preferito, lo seguiva ovunque e non poteva stare nemmeno un giorno senza perdersi nei suoi occhi.
M accanto a lui cresceva, diventava adulta, studiava, si laureava, vinceva borse di studio all'estero e affrontava la vita con la spavalderia e la sicurezza degli innamorati.
Un giorno, dopo sei anni di fughe romantiche, candele, bigliettini d'amore e occhi negli occhi, lui improvvisamente la lasciò in una triste sera di novembre in macchina davanti al portone di m&p.
Lei impazzì di dolore nello scoprire che lui mentre le diceva "ti amo" in tutte le lingue del mondo, si vedeva con un'altra ragazza gia' da un po' e ne mori', a 50 chili scarsi, soffrendo di quel dolore acuto, insopportabile, disperato e profondo che si può provare a 25 anni dopo la fine di un grande amore.
Anni dopo M e il fidanzato storico si incontrarono casualmente, lui iniziò una discreta, ma serrata corte e lei un giorno che ricordera' per sempre, guardando quegli occhi che aveva tanto amato, senti' un clic.
Era il rumore della sua testa che realizzava che non provava più niente per quel tizio. Che non gli interessava quello che raccontava. Che non ne amava la voce e non ne trovava sexy i movimenti. Era il rumore di una porta che si chiudeva, dello scatto di una foto che ferma un attimo che non tornera' piu'. Clic.
Oggi M e quel tizio sono in amichevoli rapporti, si sentono per telefono e qualche volta si incontrano per un saluto. E ogni volta che succede, M non può fare a meno di pensare al momento in cui senti' forte e chiaro quel clic.
Ps. L'altra sera al NS M ha visto un film molto bello. C'e' una scena in cui la protagonista, seduta su una panchina con il suo fidanzato storico che torna dopo averla tradita, sente quello stesso clic. Liberatorio e rasserenante.
giovedì 5 maggio 2011
Cosa c'è di peggio
Quando mi ritrovo in situazioni svantaggiose, penso sempre a questa frase.
Ma ieri mi sono domandata cosa c'è di peggio di:
assistere per tutta la lezione di nuoto al pianto isterico del nano che non vuole assolutamente fare le bolle sott'acqua;
dopo la lezione sottoporsi alla coatta doccia con lui;
subito dopo essere riconvocata dalla maestra 23 enne;
dover rispogliare il nano;
doverlo reinserire in vasca (simulando accondiscendenza e partecipazione);
dover assistere alle imploranti richieste reciproche tra i due: il refrattario nano che non vuole mettere la testa sott'acqua e la 23 enne che insiste per fargli fare le bolle;
a un certo punto sentire lei dire "se le bolle le fa mamma, dopo le fai anche tu?"
e
ritrovarsi, carponi, a bordo vasca, vestita, con i jeans intrisi di acqua, chinata, culo a pizzo e faccia sotto, a fare le bolle per due volte senza che questa umiliazione servisse a convincere il sadico nano a mettere la testa sotto a sua volta,
e,
tornando sconfitta nello spogliatoio per la seconda doccia (coatta per entrambi), intravedere nello specchio appannato il trucco nero colare fino al bordo del mento?
Ah se solo avessi avuto la telecamera a spalla (water resistant)...

