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domenica 29 dicembre 2024

Papà

I 45 giri di Renato Zero nel mangianastri e ballare il triangolo 
Il suo fischio quando tornava a casa perché corressimo da lui
La cravatta arrotolata sul tavolino dopo una giornata di lavoro
L'arancia sbucciata a modo suo
Le canzoni storpiate cantate sotto la doccia
La sua mini
Le giacche di harris e i pantaloni a coste di velluto grandi
Non tutti possono avere tutto
I reali inglesi e Diana
Lo spazio in mezzo ai denti e la battaglia contro il tempo che passa
I rotolini di carta, di stoffa, di qualsiasi cosa 
Il rito del tè alle 5
Il camino acceso anche d'estate  
La forma e il rigore
Le corbusier
E "ti disturbo, puoi parlare?" a ogni inizio di telefonata
Le domeniche a porta portese e tornare a casa carichi di cose che vedeva solo lui
Le passeggiate al lido col bicchiere in mano, rigorosamente di vetro
Il mont blanc e la passione per le meringhe
E l'uomo ricco non è mai brutto
Tutte le sorprese e i regali di una vita
Le trickers senza calze d'estate
La collezione di Domus e i rotoli di carta lucida
L'amore per le donne della sua vita, e il dolore 
La generosità e l'indomabile necessità di essere di aiuto
Gli origami
Le galosce verdi quando lavava la terrazza e lo specchio per prendere il sole
E se è un problema di soldi, non è un problema
La cura e l'amore nel fare le cose
I regali per mamma, sempre sbagliati da tutta la vita
Le intuizioni prima di tutti
Il Ferrari
Il suo modo di illuminare gli spazi
Montesacro e il giardino millefiori
Il port cross sul corpo magrissimo
Via Pisanelli
Il pince-nez
Il suo tavolo da disegno con gli sgabelli girevoli
Quando diceva che avrebbe masticato le scarpe nuove di mamma per ammorbidirle
La Noxzema sul piano del bagno
I pistacchi a centinaia fino a finire la busta
La limetta delle unghie davanti alla tele
Quel bastardo del Parkinson.

giovedì 12 marzo 2020

Beati voi

M non vede NonnaG e l'Arch da sabato.
Sabato li ha visti per puro caso mentre stava andando in piscina a piedi (sospirone) e loro nella loro nonni-mobile vintage le hanno dato un passaggio perché pioveva.
E' capitato altre volte di non vederli, anche per periodi più lunghi, ma il fatto di NON POTERLI vedere la destabilizza un po'.

Cerca di parlarci al telefono tutti i giorni, si accerta del loro stato di salute (buono), dei loro movimenti (pochi) e dei loro bisogni (al momento nessuno).

Ieri ha telefonato all'Arch, essere umano più unico che raro, e una volta in più ha scoperto che la visione del mondo con i suoi occhi buoni è bellissima.

"Pronto?"
"Ciao papà come state?"
"Bene, voi?"
"Bene grazie.."
"I ragazzi che fanno?"
"..eh.. la mattina i compiti poi il pomeriggio giocano alla play, vedono un film o una serie tv.. un po' si annoiano.. oggi il nano è sceso in giardino con l'amico spagnolo ma è tornato subito su.."
"..."
"Ci sei papà?"
"..sì sì stavo pensando.. che beati che siete..
"Beati? in che senso?"
"Che beati che siete a vivere una cosa così.."
"L'isolamento?"
"Sì.. noi non ce lo abbiamo avuto.. alla vostra età con voi piccoli in casa non ce l'abbiamo avuta questa fortuna di stare chiusi a casa tutto il giorno insieme.. quanto mi sarebbe piaciuto.. stare in casa tutto il giorno, godermi la vostra compagnia sempre.. che bello. Godetevela, beati voi."

giovedì 22 febbraio 2018

Apriamo il gas

Tanti anni fa, nella vita numero 1 di M, quando ancora viveva a casa con mamma e papà, ancora non doveva pensare a niente se non allo studio e all'amore, quando niente dipendeva da lei se non lei stessa e quando gli unici ruoli che avesse in famiglia erano quelli di figlia e sorella, una sera dopo cena si trovò in soggiorno con i genitori e il fratello di un anno e mezzo più piccolo.
In soggiorno a casa dei genitori di M non c'è mai stata la tele e questo facilitava le conversazioni e favoriva la conoscenza delle reciproche vite quotidiane, anche perché l'unica televisione presente in casa era un quattordici pollici mal funzionante e poco attivo.

Quella sera, come molte altre prima e molte altre dopo, nel soggiorno di casa si chiacchierava, si rideva, si scherzava, ci si confrontava e confortava, si cresceva, si ampliavano le conoscenze l'uno degli altri affrontando minuscoli temi e grandi verità.
Niente di strano per loro, magari in altre famiglie non capitava spesso, ma da loro il racconto, lo scambio, l'amicizia, l'aiuto e l'interesse reciproco erano pratica quotidiana.

Certo, allora tutto era facilitato dall'assenza di quelle piccole e medio piccole protesi che portiamo in mano adesso: non c'era possibilità di comunicazione con gli esterni se non il telefono di casa, a cui molti genitori di amiche di M avevano addirittura messo il lucchetto come fosse un vizio proibito, da evitare o quanto meno da utilizzare con estrema parsimonia. 

Insomma, per una serie di fattori endogeni ed esogeni, a casa di M la sera dopo cena quattro presone appartenenti a due sessi diversi e a due generazioni diverse dibattevano tra loro con piacevole riscontro.

Quella sera, si diceva, l'Arch, che allora poteva avere l'età che ha oggi M, a un cero punto ebbe una delle sue illuminazioni, che pochi comprendono, e disse: "Apriamo il gas".
Ai più potrebbe sembrare una frase poco adatta a una serena serata in famiglia, ma "apriamo il gas" voleva dire, fermiamo il tempo, restiamo così per sempre: voi due adolescenti e spensierati e noi due quarantenni sereni e realizzati.Tutti in salute, tutti belli, giovani, nel pieno delle forze. Innamorati gli uni degli altri, in pace. Prima che tutto cambi, che la casa si svuoti, che i problemi della vita quotidiana entrino a turbare le vostre vite di ragazzi. Prima della fatica, della tristezza, dei dispiaceri, delle malattie, delle separazioni, prima di tutto.
"Apriamo il gas" era il suo "sono felice,abbiamo tutto quello che di più bello potevamo sperare".

Non abbiamo aperto il gas quella sera, ed è stato un bene: sono passati anni, la casa si è svuotata, abbiamo affrontato problemi più o meno piccoli e due brutte malattie. La ricerca del lavoro, i traslochi, un matrimonio e due gravidanze, qualche lutto dovuto al corso naturale della vita e qualcuno meno aspettato. Il Bilancio è sicuramente positivo, noi siamo sempre quattro e ci ritroviamo ancora anche se raramente nello stesso soggiorno.

Ma quell'apriamo il gas dell'Arch, inno alla felicità, è rimasto indelebile nel ricordo di M e a volte in soggiorno con i nani la sera, quando ancora le prestano un po' di attenzione, anche se la tele è accesa, quando li ritrova dopo una giornata faticosa passata lontani, un po' ci pensa, e sorride.

sabato 8 aprile 2017

Un giorno in più

Oggi M e l'Arch sono stati a un funerale. M ha rivisto persone cha appartengono alla sua vita numero 1 e che non vedeva dal 1998. Il secolo scorso. Di più: il millennio scorso.
È morto il suo suocero mancato, il padre del suo fidanzato storico e lei ha rivisto i suoi mancati parenti, la sua mancata e tanto adorata cognata e ha conosciuto i suoi mancati nipoti.
Al ritorno in macchina con l'Arch ha esternato il seguente pensiero:
- che ingiustizia non poter assistere al proprio funerale.. a me piacerebbe un sacco vedere chi è venuto e chi no; chi piange e chi si distrae; chi ha il coraggio di leggere; se c'è la musica e quale...chi si siede davanti e chi si nasconde nelle ultime file...
L'Arch si è  fermato l'ha guardata le ha sorriso in un misto di sorpresa e soddisfazione e le ha detto..
- è esattamente quello che penso anche io ed è per questo che sto organizzando il mio.
- ...
- eh sì scusa se ci pensi ho organizzato sempre tutto nella mia vita e ho pensato che voglio vivere un giorno in più e quindi sono andato dai fratelli Scifoni
Uno ci passa davanti tutti i giorni della sua vita cercando di ignorarlo e invece sai cosa ti dico? Che da quando ci sono entrato non ho più paura della morte. Sarà tutto come ho deciso io: la cassa semplice come quella dei Papi senza lucidi orrendi e la macchina senza quelle terribili tendine.. purtroppo per questioni di sicurezza non si può fare quello che che avrei voluto io..
- e cioè?
- portare la cassa sopra la mia mini..
E nemmeno usare il furgone di Giardini.. (suo storico falegname) però una cosa è certa: non userò quelle macchine perché proprio non mi rappresentano.. e anche l'urna sarà una cassettina di legno, pulita..
Così è come partecipare no?
M crede che l'Arch sia davvero una persona Speciale e non sa se avrà mai il coraggio di ricordarlo il giorno del suo funerale dall'altare come ha fatto oggi la sua mancata cognata ma ora che sa che sarà tutto organizzato da lui si sente un po' più serena.

venerdì 28 ottobre 2016

Nuvola

L'Arch è la persona più generosa che M conosca. 
Più di Babbo Natale e della Befana messi insieme.
E' generoso di cuore, sentimenti, anima. Di regali, pensieri, sorprese. 
E' generoso di tempo, di idee; regala vita.

La sua generosità non è selettiva e non è parziale, non ha occhi, nomi. E' pura, totale.

M ha beneficiato tutta la vita della sua generosità e non ha ancora smesso, tutti i giorni.

E' per questo che per una volta voleva lei fare un regalo a lui, una sorpresa.
Zitta zitta nelle ultime settimane ha provato a farlo partecipare a un evento molto importante, a cui lui teneva molto pur non avendo mai chiesto niente. 

L'evento è domani.

M poco fa ha saputo che l'Arch è stato inserito nella chiusissima lista degli invitati.
Lo ha chiamato subito.

- pronto papà ti disturbo?
- no dimmi tutto
- ho un regalo per te
(silenzio per qualche secondo poi..)
- no...
- eh
- no sì lo so domani su Rai1 alle 18..lo so.. lo vedo certo...
- no... non lo vedi tu sarai lì..
- no!!!
- sì..
- grazie che bel regalo grazie.. ma..
- ..ma?
- ..solo io?
- sì guarda la lista era chiusa e tu perché sei arch.. sono riusciti a inserirti..
- ok grazie.. mi dispiace molto per la mamma
- ...
- grazie mille davvero, un bellissimo regalo. chi devo ringraziare oltre te?

Beh, M quel no!!! se lo ricorderà per sempre.

Ma più di tutto quel "mi dispiace per la mamma".
Ma che bello è l'Amore

ps. special thanks to ME che ha reso possibile il tutto

domenica 18 maggio 2014

Willy Wonka

DRRIIIN DRRIIIIN

"Pronto?"
"Signorina M?"
"Sì..."
"Buon compleanno!"
"..."

"Non è il suo compleanno oggi?"
"Sì..."
"Ecco allora buon compleanno!"
"..."
"Lei non mi conosce..sono il direttore della fabbrica del cioccolato.."
"..."
"Le piace il cioccolato?"
"Molto.."
"Ecco allora la chiamo per invitarla a cena qui"
"Qui dove scusi"
"Qui nella fabbrica del cioccolato, stasera per festeggiare il suo compleanno"
"Io sono a Milano stasera.. non posso.."
"Ah d'accordo non potevo saperlo, allora sappia che lei ha un invito qui a cena quando vuole lei.."
"Ma chi mi invita?"
"Noi! La fabbrica del cioccolato!"
"Ma perchè mi invitate io non vi conosco.."
"Questo non posso dirglielo ora.."
"..."

".. diciamo che quando verrà qui.. scoprirà tutto piano piano.. è una sorpresa.."
"Ma quindi qualcuno mi ha regalato una cena lì nella fabbrica del cioccolato..non è che io devo cenare con lei!"
"..già sì.. qualcuno le ha fatto questo regalo.. adesso lei può venire quando vuole, basta che mi avverta con un paio di giorni di anticipo per darmi modo di organizzare tutto.."
"...ma posso venire con qualcuno o devo venire da sola???"
"Può venire con qualcuno."
"Ok.. allora grazie, ci sentiamo la prossima settimana.."
"D'accordo M e ancora auguri di buon compleanno"

"Grazie.."

Questa telefonata è avvenuta mercoledì a ora di pranzo su una panchina pubblica a Milano.
M dopo aver attaccato, ci ha pensato un po' sù. Ha scartato l'ipotesi H nel giro di qualche nano secondo, che H ha tanti pregi ma sui regali e le sorprese è un po' carente, poi ha capito chi è il suo Willy Wonka.

E' l'uomo delle sorprese, l'Arch.

domenica 27 aprile 2014

Le cene degli altri

Gli usi e costumi familiari si tramandano di generazione in generazione. Un po' si modificano nel corso del tempo, ma di base restano quelli.
A casa di M quando era figlia non si dava molta importanza al cibo. L'Arch, nella sua dicotomia del mondo in chi vive per mangiare e chi mangia per vivere, si è sempre schierato nel secondo gruppo e con lui anche noi che con lui abbiamo vissuto.
Non che non ci fosse da mangiare a casa, ma le cene si somigliavano un po' tutte e anche i pranzi, fatta eccezione per quelli che prevedevano un ospite. C'erano ovviamente anche le eccezioni ma in ogni caso l'eccezione prevedeva il "piatto unico": il gateau di patate, oppure la pizza fatta in casa, oppure la pizza di scarola.

La cena tipo era minestrina con formaggino o passato di verdura, verdura lessa, formaggio e frutta.
Tutt'altra aria di respirava a casa di H dove l'Altra Nonna, all'epoca cuoca nel ristorante di famiglia, non faceva mancare niente.
La cena tipo era: tagliatelle al ragù, fatte in casa sia le tagliatelle che il ragù, polpette in umido con il purè, ciambella dolce, frutta.
Venendo da mondi così diversi uno dei due doveva cedere il passo e fortunatamente oggi H non disdegna la minestrina.
Qualche giorno fa però M e H erano in giardino. Si parlava con le MdVR, era quasi ora di cena e ci si accingeva a ritornare a casa.
"Cosa prepari di buono stasera?"
"Pasta con la zucca, polpette e patate al forno"
"Ah..e tu spagnola?"
"Stasera proteine quindi gamberoni alla piastra e insalata. Per i bambini anche la pasta, ma non al sugo che la mangiamo a scuola"
"Ma quindi voi mangiate sempre primo, secondo, contorno..etc a pranzo e a cena?"
"Bè..certo..un pasto completo.."
M si è voltata a guardare H, che effettivamente era un po' nostalgico.


martedì 22 aprile 2014

L'oca giuliva e l'orribile Arch

A tavola con NonnaG e l'Arch la sera di Pasqua dopo una frugale cena di avanzi.
"Sono tre anni che scrivo sull'erba, lo sapete?"
"Sì ho letto.. tre anni.. tanto!"
"Già..."
"In tre anni io non sono mai riuscita a postare un commento poi mi insegnerai un giorno come si fa..anzi no.. che già così sono al ludibrio di chiunque per come mi descrivi tu..l'oca giuliva proprio.."
"Ma come?? Sei un personaggio bellissimo.. tutti ti adorano..."
"Perché io? Antipatico, rigido, severo.. una figura orribile.. un bruttissimo personaggio..bleah"
"..."
Tre anni spesi bene, dunque.

martedì 25 marzo 2014

Car2go ben arrivato

L'Arch l'aveva immaginato circa quindici anni fa, forse venti. Che lui è parecchio avanti. 
E insieme al body phon, che in mente sua era un'oggetto tecnologico e invisibile che, installato in ogni bagno all'uscita della doccia, avrebbe sostituito chilometri e chilometri di ingombrantissimi asciugamani, con un notevole risparmio di acqua, detersivi ed energia, si inventò la pratica del car sharing.
Noi lo guardavamo come se venisse dallo spazio mentre ci spiegava la genialata di queste macchinine piccole (le smart non avevano ancora visto la luce) che erano di nessuno e di tutti, che si prendevano e si lasciavano dove si voleva e che potevano andare ovunque indisturbate, senza dover rispettare aree di sosta o appositi parcheggi.
Domenica, M si è iscritta al car2go, che è proprio quella genialata che il marziano Arch tentava di farci capire quindici anni fa, forse venti.
E anche se ancora non ne ha usufruito, si collega mille volte al giorno per vedere se, nel caso si rendesse necessario, nel raggio di 400 metri da dove si trova c'è una macchinina azzurra pronta per portarla ovunque voglia.
E anche se in queste macchinine si può andare solo in due, e quindi il problema trasporto bambini a scuola resta irrisolto; anche se non sono proprio economiche; anche se il motorino è sempre la migliore soluzione; anche se una volta percorsi 400 metri avrebbe già fatto la metà delle strade che percorre di solito, perché la sua vita si svolge in un chilometro quadrato, le sembra, iscrivendosi, di aver reso giustizia a quel marziano dell'Arch e alla sua antesignana e geniale intuizione.

lunedì 5 agosto 2013

Piccoli nani crescono

Il nano quest'anno va al mare da solo con la bici. Fa il bagno al largo dove non si tocca. Fa le capriole sott'acqua anche due di seguito. Va al bar compra il gelato e torna con il resto. A volte la sera dopo cena esce e va in piazzetta a giocare. Il nano é diventato campione di "uno" un gioco di carte imparato quest'anno. In poche settimane é diventato imbattibile. Nemmeno H riesce a vincere contro di lui e M domenica ha perso tre partite su cinque.
Oggi pomeriggio dall'ufficio M era al telefono con NonnaG.
"Pronto NonnaG come va?"
"Tutto bene.."
"Come mai il nano non é andato al mare stamattina?"
"Non ne aveva voglia..é rimasto a casa col nonno..lo ha accompagnato a fare la spesa..poi hanno giocato a uno a soldi e ha vinto 50 euro"
"???"
"Si il nonno ha perso.."
"Ma come hanno giocato a soldi???"
"Si...."
"Ma 50 euro???"
"Sì..ha vinto.."
Prima che M potesse costringere il nano a restituire i soldi al nonno, lui li aveva già spesi per comprare due scatole di lego una per lui e una per il fratello perché quando si fanno grosse vincite al gioco si diventa anche generosi.

giovedì 20 giugno 2013

E chi sennò

L'Arch dice sempre che pur vivendo insieme la stessa identica vita e condividendo giornate, notti, litigate, cinema, teatro e piatti di pasta, lui e NonnaG hanno vissuto due vite completamente diverse.
M si è sempre chiesta come questo fosse possibile. Oggi l'ha scoperto.

Anni e anni or sono M venne lasciata su due piedi dal suo fidanzato storico dopo sei anni di amore simbiotico e siamese. Pianse tutte le sue lacrime, fumò stecche e stecche di sigarette, raggiunse il record minimo del suo peso e soffrì come solo per il primo grande amore si può soffrire. 
Lui l'aveva lasciata su due piedi perchè si era innamorato di un'altra. Una tale Fiamma. 
La Fiamma però non si rivelò quella di un durevole e ardente fuoco ma quella di un fuoco di paglia, perchè a sua volta Fiamma lasciò lui nel giro di altri quattro anni.

M e il fidanzato storico avevano come tutti i primi e grandi amori, la loro canzone.
La loro canzone era Chissà se stai dormendo.
M in quei lunghi pomeriggi chiusa in camera a piangere e fumare la ascoltava in loop: quando finiva la rimetteva e poi ancora e ancora in un vortice sfinente e infinito.
Ancora adesso sentire quella canzone le fa venire in mente la vista appannata, il naso chiuso, il peso sul cuore e il sapore del fumo.

Oggi M era al telefono con il fidanzato storico perchè il tempo guarisce tutte le ferite e aggiusta ogni cosa, perchè a tutto si sopravvive e non tutto il male viene per nuocere, e sono diventati grandi amici.
Parlavano del concerto di Jova che M ieri ha visto a Milano. 
"Io ci vado sempre.. per me è come andare a trovare un amico e ieri ero a milano per lavoro e ho approfittato! Come facevo a non esserci!"
"Anche per me sai è speciale.. ci sono delle canzoni che mi fanno rivivere dei momenti molto importanti.. e che ancora oggi mi fanno stare male"

"Per esempio?"
"Bè è una cosa che posso dire solo a te.. perchè solo tu puoi capirmi.."
"Dimmi.."
"Tutte le volte che ascolto Chissà se stai dormendo.."
"..sì?.."
"..bè io sto male, malissimo.. mi sento un nodo nella gola.. ancora oggi.."
"Perchè scusa cosa ti ricorda?"
"Fiamma e chi sennò!"

L'Arch ha sempre ragione.

domenica 19 maggio 2013

18, 20, 30, 40

Nel 1991, dopo aver visitato tutte le ville dell'appia per sceglierne una per festeggiare il suo diciottesimo compleanno, M si ritrovò a cena in un ristorante di Foligno, in compagnia dell'Arch, lo zio matto, NonnaG e il fidanzato teppista a spegnere 18 candeline sull'unica torta disponibile, quella della Lazio. La cena era stata servita alle 19.00 perché l'allora fidanzato teppista doveva rientrare in caserma entro le 21, la sala del ristorante illuminata al neon era deserta e i commensali alquanto a disagio tra loro

Nel 1993 M festeggiò l'uscita dai teen con una festa in casa insieme agli ex compagni di scuola e al fidanzato storico: Per l'occasione M indossava un vestito country scozzese sui toni del beije e dell'azzurrino lungo fino alle caviglie.

Nel 2003 festeggiò i suoi trent'anni a cena a casa dei nonni. NonnaG era stata da poco operata e stava affrontando quella terribile cura di quel terribile male. M era in attesa del fidanzato gay che secondo lei la stava raggiungendo a sorpresa da Milano e che invece aveva appena raggiunto in elicottero una mèta ben più gradita: lo stadio delle alpi per una finale di coppa non so che.

Ieri sera, con un ritardo di 22 anni, M sull'appia ha festeggiato i suoi primi 40 anni, che
il red carpet

molti dicono essere l'età più bella della vita, in una delle case dei sogni create dall'Arch. A spegnere le candeline accanto a lei H, l'Arch e NonnaG e tra gli ospiti gli amici di una vita e quelli nuovi che l'hanno circondata di affetto, regali, complimenti e sorrisi.


E deve ammettere che, grazie a tutti loro, come inizio questi quaranta non sono niente male.
la casa dei sogni


giovedì 16 maggio 2013

Promemoria


Sabato sera M festeggerà i suoi 40 anni insieme all'Arch in un festone megagalattico "chiavi in mano".
Ieri ha ricevuto da lui una mail con allegato un "promemoria".
Decidete voi se crederci o meno.

Il numero degli ospiti dovrebbe essere circa 200 al massimo.

I camerieri devono essere istruiti sull’ubicazione dei tre bagni ospiti e assicurarne il perfetto  stato, con dotazione di asciugamani e carta igienica e cestini porta carta, sull’ubicazione della stanza per il personale di servizio con bagno, guardaroba ospiti e stanza spogliatoio musici con bagno.
  
Alle 20 si dovranno cominciare ad accendere le torce romane predisposte a destra lungo il red carpet a iniziare dalla via Appia Antica fino al cancello, una ogni cinque metri e dal cancello fino alla fine del red carpet, sempre ogni cinque metri, sia a destra che a sinistra. Anche sui davanzali di tutte le finestre delle facciate a sud e a est del casale torce accese.

I due camerieri, con berretto giacca guru e mantellina, pantaloni e scarpe con lacci e calzini, neri, dalle 20.15 si dovranno trovare uno al cancello, spalancato, e l’altro all’imbocco della via per istruzioni sui posti auto agli ospiti ed eventuale aiuto nel parcheggiare e dovranno essere muniti di strumentazione per poter comunicare. Verso le 21.30 chiuderanno il cancello e si uniranno agli altri camerieri in giacca guru e collarino bianco.

Il cameriere addetto ai cinque camini, con giacca guru collarino bianco  pantaloni e scarpe con lacci e calzini, neri, dovrà iniziare ad accenderli alle 19.30 e per tutta la serata dovrà assicurarne il funzionamento ricaricandoli della legna, che si trova accatasta in giardino, con idonei cesti che troverà sul posto.

Cinque camerieri, i più giovani e belli, in giacca guru, pantaloni e scarpe con lacci con calzini, neri, si dovranno trovare lungo la facciata nord del casale disposti alternativamente a sinistra e a destra del red carpet accogliendo gli ospiti con , buona sera (non serata) e un delicato sorriso, nella prima stanza di ingresso del casale due camerieri, vestiti come gli altri, aiuteranno le signore a togliersi il soprabito, se del caso, e riporlo nella stanza prestabilita. All’interno del casale, nella hall, i restanti quattro camerieri offriranno su idonei vassoi flute di Ferrari ben freddo (non trovo eleganti vassoi con bevande miste), passeranno anche vassoi con analcolici.

Come già detto gradirei che i camerieri con barba fatta, non avessero percing, bracciali, orologi capelli lunghi o raccolti, sopracciglia depilate, tatuaggi a vista. Il percorso di servizio dei camerieri se il tempo lo permetterà dovrà svolgersi all’esterno lungo la facciata nord passando dall’ingresso di servizio.

Quando i primi invitati andranno via due camerieri saranno a disposizione per aiutarli a reperire i soprabiti e uno di loro li accompagnerà al cancello per aprirlo.
  
Grazie.

martedì 29 gennaio 2013

Tipo Moretti

Domenica pomeriggio nell'unica gelateria aperta del quartiere. M, H una coppia di amici e 7 nani al seguito.

"Ciao M!"
"Ciao cugino Serio!"
"Ti volevo chiamare.. Ieri sono andato al negozio della Apple con l'Arch, sai che sta ideando un mobile per me per il computer che mi voglio comprare e glielo volevo far vedere così si faceva un'idea.."
"Ah ok e cosa ha detto?"
"No, ti devo raccontare bene perché mi sono ammazzato dalle risate.. è un pazzo lui.."
"..."
"Praticamente quando siamo arrivati ci siamo resi conto che lo schermo di questo mac ha un piede di appoggio che non si può levare altrimenti decade la garanzia.. e allora il commesso mi ha proposto un cambio di modello e l'Arch gli fa "lei la cambierebbe sua moglie?"
"..."
"E il commesso fa "no.." e una signora dietro di noi dice "Io sì, io lo cambierei mio marito!!"
"..."
""A quel punto l'Arch si gira verso questa signora e le fa "Zitta lei! Io non le ho chiesto niente, che lo sapevo che lei suo marito l'avrebbe cambiato!" lui è pazzesco, è tipo Moretti proprio.."
"..."
"Tutti a ridere nel negozio..da spaccarsi proprio.."

L'Arch è così. Certe volte le persone ridono, altre se la prendono; alcuni lo temono, altri lo adorano, ma lui è così, tipo Moretti.

martedì 15 gennaio 2013

Bentornato H e bentornato Sanitrit

M non aveva immaginato rincorse al rallentatore per venirsi incontro, abbracci e giravolte su se stessi. Non credeva che il ritorno a casa di H sarebbe stato commovente o ropmantico e nemmeno che sarebbe stato speciale.
M si sbagliava.
Il ritorno a casa di H è stato decisamente diverso da tutte le altre volte.
Quando H è rientrato a casa dopo una trasferta di 8 giorni in un bunker di un porto di mare ha trovato:
M in ginocchio davanti al water della muta Mar con un braccio infilato dentro fino all'ascella e tre stracci arrotolati sul pugno a stantuffare acqua;
l'Arch corso in aiuto nella stessa identica posizione di M e con le stesse mansioni, nel bagno dei bambini.

Di fronte a questo spettacolo H che quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare, non ha potuto esimersi, si è unito al volenteroso gruppo per smontare metà del mobile della cucina e arrivare all'origine di tutti i mali: il sanitrit.
Il sanitrit per chi non lo conoscesse è un aggeggio infernale e salvifico allo stesso tempo che serve per inventarsi uno scarico quando di scarichi non ce c'è.
A casa di M e H c'è un sanitrit unico per il bagno dei bambini e il bagno della muta Mar.
Ieri sera al rientro di M dall'ufficio il sanitrit unico si era bloccato.

Il nano confessava incerto l'inserimento nel water di un chilometro di carta igienica, M si trasformava in strega cattiva, mandava tutti a letto senza svaghi e senza smancerie e si dedicava alla missione impossibile dello sblocco del sanitrit.
L'intenzione era quella di sbrigarsela senza H, di fare finta di niente al suo rientro.
Ma non ce l'ha fatta.
Davanti a una Mar più muta del solito ha fatto il meglio che ha potuto senza mostrare alcun segno di fastidio, schifo, imbarazzo.

Chi ha un sanitrit sa di cosa si stia parlando qui, chi non lo ha si fidi. L'esperienza è una delle più umili in cui ci si possa imbattere nell'ambiente domestico, ma se risolta è una delle più grandi soddisfazioni di cui si possa godere nello stesso ambiente.
Alla fine il nano non aveva colpe: nell'elica era finito un pezzo di plastica, che non è stato identificato, ma che per certo non appartenea ai bambini.

Sventato il rischio di dividere il bagno con M e H, la muta Mar si è chiusa felice nella stanza con il suo bagno e la sua mezza parte di sanitrit funzionante.

martedì 20 novembre 2012

Monsieur Arnaud

Ore 13.15 in fila a mensa.

DRIIN DRIIN
"Pronto?"
"Ciao ti disturbo?"
"Ciao Arch no dimmi pure"

"Senti sono qui con Arnaud"
"Scusa sono a mensa.. non ho sentito bene.. con chi sei?"
"Con Arnaud"

"Arnaud?"
"Sì il ragazzo del semaforo.."
"..."
"..il giocoliere quello con le palline, i birilli"
"..sì.."
"Allora a che ora può venire oggi?"
"Venire dove?"
"A casa vostra dai ragazzi.. volevo offrirgli questo spettacolo.. a che ora siete a casa?"
"Oggi è martedì.. dopo il basket verso le sei e mezza.."
"No è troppo tardi. Domani?"
"Domani col nuoto ancora più tardi e giovedì abbiamo di nuovo il basket forse venerdì è il giorno migliore che ci sono anche io.."
"Ma tu ci devi essere!"
"Allora l'unica è venerdì alle cinque"

"Ok allora glielo propongo e ti richiamo"

Dopo cinque minuti.

DRIIN DRIIN
"Pronto?"
"Allora ok venerdì alle cinque perfetto"
"Ok e dove gli hai detto di venire?"
"A casa tua no?"
"Sì ho capito ma lui che ne sa dove siamo, sono ventisei palazzine.. da quale cancello gli hai detto di entrare, quello grande o quello piccolo?"

"Ma lui sa perfettamente dov'è casa tua. Ce l'ho appena portato. Gli ho fatto vedere il palazzo e anche il citofono. Quando arriva, se si può, fagli fare lo spettacolo in giardino che a lui serve l'altezza e viene meglio, altrimenti in casa".

Venerdì alle cinque del pomeriggio nel giardino di VR - o in casa se piove - Monsieur Arnaud si esibirà in uno spettacolo di giocoliere per la gioia dei nani. Accorrete numerosi.

martedì 26 giugno 2012

La prima e l'ultima

Ieri pomeriggio M è andata alla riunione di condominio. Lei odia andare alle riunioni di condominio perché quando abitava nel suo monolocale aveva dei condomini terribili e le riunioni di condominio non finivano mai e quando finivano, a notte fonda, finivano male.

Da quando ha cambiato casa ed è venuta a vivere nel giardino di VR non era mai andata a una riunione di condominio fino a ieri. Il più delle volte aveva delegato l'amministratrice, qualche volte era andato H e all'ultima riunione di qualche settimana fa era stata rappresentata dall'Arch.

Ieri M non aveva potuto esimersi dall'andare perché c'era in ballo una votazione molto importante.

Le era arrivata voce che durante la precedente riunione l'Arch, che seppur sempre in buona fede ha a volte dei modi un po' concitati, avesse tenuto banco con soluzioni idee consigli il più delle volte non richiesti e voce piuttosto alta.

M non essendo mai andata prima non è conosciuta da tutto il condominio. Ci sono dei condomini che non sanno chi sia, che non l'hanno mai vista e che probabilmente ieri quando è entrata con qualche minuto di ritardo si sono chiesti "e questa qui chi caz'è?"

La riunione è stata pacifica e veloce. Tutti si sono messi d'accordo quasi unanimamente.

A conclusione dei lavori una signora che M non aveva mai visto ha chiesto dei dettagli all'amministratrice.
"Come si chiama la ditta?"
"E' la ditta consigliata dall'Arch"
"Quale Arch??? Non sarà mica quello che ha ristrutturato gli appartamenti nel nostro palazzo!"
"Bè gli appartamenti..i due appartamenti al secondo e al quarto piano.."
"Eh appunto lui no! Per carità!"
"..."

"Eh no, lui è quello che ha fatto i lavori alle finestre.. quello che le ha spostate indietro rovinando ben due facciate! Lui no!"

(occhi degli astanti imbarazzati puntati su M)
(occhi di M puntati sullo schermo spento del telefono)

"Anzi sai cosa facciamo mettiamo all'ordine del giorno della prossima riunione il ripristino delle finestre come erano prima."

La prima riunione di condominio di M è stata anche l'ultima.

lunedì 18 giugno 2012

Due angeli

Domenica mattina
"Allora NonnaG sono stati davvero bravi i nani in questa settimana?"
"Due angeli"
"Angeli veri?"
"Sì buonissimi, affettuosi, bravi, si sono sempre lavati i denti la mattina e la sera senza un capriccio, hanno mangiato molto, hanno giocato tanto tra loro.."
"E la notte?"
"Due angeli"

"Ehi Arch.."
"Dimmi"
"Allora come sono stati i nani?"
"Ma bravissimi! Tu piuttosto il viaggio lo hai deciso tu quindi quando parti cerca di essere dove sei e di non fare come tua madre.."
"Sì certo.. ma la notte con te come è andata?"
"Due angeli.."

Stamattina ore 8 come ogni lunedì rientra la muta Mar
"Ciao muta Mar!"
"Ciao m'am, good morning sir"

"Ciao.. allora hai visto? E' andata.."
"Yes mam.."
"Tutto bene no?"
"Yes..but.."
"..but?"
"On sathurday night.."
"Quando? Il giorno che siamo partiti?"
"Yes m'am.. they cried a lot in the night.."
"........ma come??"
"Yes m'am they cried Vollio mamma vollio mamma.."
"Davvero??"
"Yes m'am.."
"..and the architect?"
"..the architect said SHHHHH from his room.."

Per una volta che doveva stare zitta..parlò.

domenica 10 giugno 2012

Soavemente

"Stanotte ho fatto un sogno un po' agitato"
"Ah sì?"
"Sì"
"E cosa hai sognato? Te lo ricordi?"
"Certo che me lo ricordo.. eravamo partiti per Lampedusa e avevamo lasciato i bambini con tuo padre.."
"E fin qui direi che più che un sogno.."
"Aspetta.. tuo padre li uccideva e si uccideva anche lui"
"..."
"Noi lo venivamo a sapere e io non volevo nemmeno tornare a casa e non volevo nemmeno più vedere te perché ti avrei incolpato di tutto visto che l'idea di partire e di lasciarli con lui era stata tua.."
"..."
"..e quindi mi ammazzavo anche io.. mi buttavo giù nel primo dirupo che trovavo..e la facevo finita così per sempre. Tornare non aveva senso."

"Scusa H e come li ammazzava l'Arch i bambini?"
"Soavemente"
"@_@"
"Sì dai come voleva fare con voi quando eravate piccoli"
"..."
"Sì dai quella volta che mi hai raccontato che eravate tutti e quattro a casa vostra e tu e tuo fratello eravate piccoli, stavate bene tutti sereni e lui ha detto apriamo il gas così moriamo tutti ora che siamo felici, soavemente"

"Sì ma era una provocazione delle sue! Mica abbiamo aperto il gas!"
"Bé nel sogno lo apriva. E io mi chiedevo ma perché? Ma perché e poi mi buttavo giù dal dirupo"
"E tu questo me lo chiamo un sogno un po' agitato?"
"Sì, non è un po' agitato? Io stavo malissimo.."

H e M sono arrivati a Lampedusa ieri sera. In aeroporto prima di partire H ha raccontato con le lacrime agli occhi a M il suo sogno un po' agitato. Dopo pochi minuti sono decollati.

Per la cronaca: questo pomeriggio i nani felici e sereni, elegantissimi nei loro vestiti uguali, giocavano in giardino con lo sdentato, sotto lo sguardo vigile dell'affettuoso nonno, soavemente.

giovedì 7 giugno 2012

Soltanto una volta

Soltanto una volta è successo.
Che M ricordi solo per una sera lei e lo zio matto da piccoli rimasero da soli con l'Arch.
Il motivo non riesce a ricordarlo, probalilmente NonnaG, allora MammaG, era in trasferta per lavoro e non era riuscita a rientrare in giornata.
O forse accudiva qualcuno in ospedale, che ai bambini queste cose non si dicono mai. Insomma il motivo M non se lo ricorda, ma successe una sera che lei e lo zio matto entrambi al di sotto dei dieci anni, furono lasciati alle cure dell'Arch.

L'Arch ha tantissime qualità e sa fare quasi tutto, tuttavia ci sono delle attività che non rientrano nel suo perimetro di competenze.
Una di queste è la cucina.
Di quell'unica sera che si è dovuto inventare una cena per lei e lo zio matto, M ricorda la tavola perfettamente apparecchiata in terrazza, le piccole lucine nel buio, le candele, perchè l'Arch per le candele ha una passione inarginabile e una cena a base di una fetta per uno di pancetta cruda trovata in frigorifero, spacciata da lui in perfetta buona fede per prosciutto.

M non aveva mai più pensato a quella sola cena preparata dall'Arch, ma in questi giorni prima della partenza per Lampedusa, le è tornata in mente. I nani le prime trentasei ore resteranno con lui e senza dubbio si divertiranno, giocheranno, impareranno tante cose, se ne inventeranno delle nuove e probabilmente mangeranno pancetta a dadini, perchè è quella che troverà l'Arch in frigo.