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domenica 27 aprile 2014

Le cene degli altri

Gli usi e costumi familiari si tramandano di generazione in generazione. Un po' si modificano nel corso del tempo, ma di base restano quelli.
A casa di M quando era figlia non si dava molta importanza al cibo. L'Arch, nella sua dicotomia del mondo in chi vive per mangiare e chi mangia per vivere, si è sempre schierato nel secondo gruppo e con lui anche noi che con lui abbiamo vissuto.
Non che non ci fosse da mangiare a casa, ma le cene si somigliavano un po' tutte e anche i pranzi, fatta eccezione per quelli che prevedevano un ospite. C'erano ovviamente anche le eccezioni ma in ogni caso l'eccezione prevedeva il "piatto unico": il gateau di patate, oppure la pizza fatta in casa, oppure la pizza di scarola.

La cena tipo era minestrina con formaggino o passato di verdura, verdura lessa, formaggio e frutta.
Tutt'altra aria di respirava a casa di H dove l'Altra Nonna, all'epoca cuoca nel ristorante di famiglia, non faceva mancare niente.
La cena tipo era: tagliatelle al ragù, fatte in casa sia le tagliatelle che il ragù, polpette in umido con il purè, ciambella dolce, frutta.
Venendo da mondi così diversi uno dei due doveva cedere il passo e fortunatamente oggi H non disdegna la minestrina.
Qualche giorno fa però M e H erano in giardino. Si parlava con le MdVR, era quasi ora di cena e ci si accingeva a ritornare a casa.
"Cosa prepari di buono stasera?"
"Pasta con la zucca, polpette e patate al forno"
"Ah..e tu spagnola?"
"Stasera proteine quindi gamberoni alla piastra e insalata. Per i bambini anche la pasta, ma non al sugo che la mangiamo a scuola"
"Ma quindi voi mangiate sempre primo, secondo, contorno..etc a pranzo e a cena?"
"Bè..certo..un pasto completo.."
M si è voltata a guardare H, che effettivamente era un po' nostalgico.


martedì 20 novembre 2012

Monsieur Arnaud

Ore 13.15 in fila a mensa.

DRIIN DRIIN
"Pronto?"
"Ciao ti disturbo?"
"Ciao Arch no dimmi pure"

"Senti sono qui con Arnaud"
"Scusa sono a mensa.. non ho sentito bene.. con chi sei?"
"Con Arnaud"

"Arnaud?"
"Sì il ragazzo del semaforo.."
"..."
"..il giocoliere quello con le palline, i birilli"
"..sì.."
"Allora a che ora può venire oggi?"
"Venire dove?"
"A casa vostra dai ragazzi.. volevo offrirgli questo spettacolo.. a che ora siete a casa?"
"Oggi è martedì.. dopo il basket verso le sei e mezza.."
"No è troppo tardi. Domani?"
"Domani col nuoto ancora più tardi e giovedì abbiamo di nuovo il basket forse venerdì è il giorno migliore che ci sono anche io.."
"Ma tu ci devi essere!"
"Allora l'unica è venerdì alle cinque"

"Ok allora glielo propongo e ti richiamo"

Dopo cinque minuti.

DRIIN DRIIN
"Pronto?"
"Allora ok venerdì alle cinque perfetto"
"Ok e dove gli hai detto di venire?"
"A casa tua no?"
"Sì ho capito ma lui che ne sa dove siamo, sono ventisei palazzine.. da quale cancello gli hai detto di entrare, quello grande o quello piccolo?"

"Ma lui sa perfettamente dov'è casa tua. Ce l'ho appena portato. Gli ho fatto vedere il palazzo e anche il citofono. Quando arriva, se si può, fagli fare lo spettacolo in giardino che a lui serve l'altezza e viene meglio, altrimenti in casa".

Venerdì alle cinque del pomeriggio nel giardino di VR - o in casa se piove - Monsieur Arnaud si esibirà in uno spettacolo di giocoliere per la gioia dei nani. Accorrete numerosi.

domenica 30 settembre 2012

A dura prova

Ci sono cose che mettono a dura prova i matrimoni.

Quando uno dei due scopre il tradimento dell'altro.
Quando si devono affrontare spese importanti e impreviste.
Quando, in occasione delle feste comandate, bisogna incontrare parenti acquisiti con cui non si ha niente in comune.
Quando nascono i figli e ci si ritrova a dover pensare sempre prima di tutto a loro.
Quando uno dei due passa un brutto momento lavorativo e arriva a casa nervoso, stanco e bisognoso di comprensione e attenzione.
Quando anche l'altro passa contemporaneamente un periodo un po' così e non ha nessuna voglia di offrire comprensione e attenzione.
Quando il carico delle mansioni familiari è esageratamente sbilanciato.
Quando si perde il lavoro e si ha un mutuo trentennale sulle spalle.

Quando si sta una domenica chiusi in casa per pioggia insistente e si è trascorsa la mattinata, nelle uniche ore asciutte della giornata, in giardino, cercando, contro la volontà dell'interessato e invano, di insegnare al nano ad andare in bicicletta senza rotelle. Ricurvi di lato, con la mano aggrappata al sellino a sostenere tutto il peso, sudando e maledicendo il giorno in cui si è avuta la geniale idea di comprargli il monopattino a tre ruote che l'ha allontanato, probabilemente per sempre da una qualsiasi forma di equilibrio autonomo.

martedì 8 maggio 2012

La festa della mamma senza festa

Oggi per la festa della mamma era richiesta la presenza di M a scuola per assistere alla recita della poesia nella classe del mezzonano e dopo qualche minuto in quella del nano. Entrambe perfettamente riuscite.
A seguire erano schedulate le due riunioni di fine anno in due classi diverse allo stesso orario.

M si è barcamenata come ha potuto tra le due aule ascoltando di gite, pizze di classe, battelli sul tevere, saggi di ginnastica, giornate al mare con animazione gazebo e giochi a tema, seduta su minuscole seggioline.

La sorte ha voluto che M non si trovasse nella classe del nano nel momento in cui veniva nominata senza grande simpatia dalla mamma di A. perchè sicuramente avrebbe replicato nei suoi soliti modi diretti e implacabili e se ne sarebbe pentita subito dopo.

La sorte tuttavia non ha evitato che M assistesse un'ora dopo in giardino al primo scambio di botte vere con tanto di pugni in faccia tra il nano e amicodelcuore.
Se M non avesse visto, si sarebbe ben guardata dall'affrontare i due combattenti a brutto muso in un monologo di quasi cinque minuti.
Se in quel momento M avesse giocato a campana con il saltellante mezzonano, avrebbe potuto evitare il profondo senso di vergogna che ha provato quando, in un momento di alienazione extracorporea, si è vista da fuori mentre inveiva sui due bambini rannicchiati per terra sotto il paziente e pacato sguardo della mamma di amicodelcuore.

Oggi è la festa della mamma, ma non di M solo della mamma di amicodelcuore e di quelle pazienti e pacate come lei.