martedì 18 agosto 2026

Scusa

Stasera devo chiederti scusa.
Stasera voglio chiederti scusa.
Per quella volta delle pinne, ma tu devi credermi io non avevo idea del carico che portavi sulle spalle. Tu non me lo hai mai fatto vedere, non lo hai mai dichiarato, non hai mai chiesto aiuto, non ti sei mai lamentata. Dicevi sempre che andava tutto bene, che papà stava bene e che ti ce la facevi benissimo "che ci vuole". E quindi come potevo saperlo?
Per questo quando hai dato la mia preziosissima sacca rossa con tutto il materiale per nuotare pinne pro, maschera dello Stretto, al giardiniere per portaela in discarica dopo che mi avevi chiamato per chiedermi se gliela potevi dare e aver ricevuto in risposta un sonoro no ma che sei matta!!, io sono IMPAZZITA. Impazzita perché non avevo capito che la sacca delle pinne non poteva essere niente per te, che io non ero niente per te perche tu eri sovraccarica di compiti responsabilità angosce, ma non le volevi dare a vedere e non si vedevano. Ma cosa te ne poteva fregare a te del mio sonoro no. Non lo hai nemmeno sentito infatti. Io non ero niente, nessuno. Non potevo esistere anche io con le mie richieste. Io non lo avevo capito, scusa. Avevi ragione tu a non ascoltare anche me. 
Ma io solo adesso lo vedo quel carico e lo vedonl solo perché non ci sei più tu a coprirlo. Lo sento sulle spalle, pesante, insopportabile. 
Quindi scusami per quella mia furiosa reazione. Non ne avevo diritto. Perdonami, credimi se ti dico che me ne vergogno indicibilmente.

domenica 9 agosto 2026

Quasi 83

Buon compleanno mamma. Oggi sarebbero stati 83, ma i numeri dispari non ti stavano simpatici e quindi hai preferito chiudere con un pari. 
Pari l'età  pari l'anno pari il mese e pari anche il giorno. 
Due quattro due zero due sei. 
Oggi per festeggiare ti avrei preso il danese dell'Apollo che ti piaceva tanto, ma che non chiedevi mai perché per assecondare certi vizi ci vuole coraggio e tu preferivi che ti venissero offerti così da non poterli rifiutare. 
Dicevi sempre che non vale la pena ingrassare per una cosa che non ti piace da impazzire e il danese ti piaceva proprio da impazzire. Sul tavolo da un milione di dollari in soggiorno al mare ci sono ancora i segni del pennarello nero indelebile che avevo usato il 9 agosto di due anni fa per scriverti "buon compleanno" sul tovagliolo di carta. Ogni volta che li vedo, penso a te che non ti eri nemmeno arrabbiata, tanto eri contenta della tua colazione preferita. 
A cena stasera saremmo andati fuori con i ragazzi, con le tue famose ordinazioni ai camerieri eccessivamente precise  che lasciavano i tuoi nipoti (e anche i ttupi fratelli) divertiti e imbarazzati allo stesso tempo: il sautè di cozze con le fette di pane casereccio ben intinte nel sughetto, il vino fermo freddo assolutamente non fruttato, il cocomero "bello fresco" e dolce. Papà ti avrebbe fatto uno dei suoi soliti regali costosissimi,  importabili, che non ti sono mai piaciuti e che hai passato la vita a cambiare. 
Oggi invece niente colazione preferita, nessun sautè e nessun regalo da cambiare. 
Ieri ti hanno dedicato la messa delle 19 nella chiesetta. Lo ha chiesto NonnaGiò, un modo nuovo per farti gli auguri e festeggiarti.
Allora buon compleanno mamma, manchi a bestia.