venerdì 10 luglio 2026

Merito tuo

Ciao mamma, come va lì dove sei andata? Qui tutto continua, stranamente. Il tuo primo nipote dopo sette tentativi di teoria e millemila lezioni di guida questa settimana ha preso la patente. Ci tenevi tanto e te lo volevo dire, ci sono voluti quasi quattro anni dalla prima iscrizione alla scuola guida al compimento dei 16 anni a oggi che ne ha quasi 20. Ha preso anche un 30 e lode e questo veramente ti avrebbe mandato in visibilio visto quanto ci ha fatto penare per lo studio. Quanti pianti ci siamo fatte? Quante chiacchiere? Quante sedute? Impossibile tenerne il conto. Il tuo secondo nipote è stato promosso e si avvia all'ultimo anno di scuola, incredibile. 
Stanno bene, sono ragazzi felici e liberi e senza dubbio è anche merito tuo.
Anche tuo figlio sta bene, sta vivendo il periodo dell'anno che preferisce, si è trasferito al mare con papà da una decina di giorni e la cosa funziona. Saresti stupita come lo sono io di come sta reagendo alla nuova situazione e anche questo è merito tuo perchè te ne sei andata poco prima che iniziasse l'estate sapendo che per lui sarebbe stato tutto più sopportabile. 
Anche papà sta bene. L'angelo che ci hai mandato è fantastico. Perfetto per lui. Mi dispiace che tu non abbia potuto conoscerlo di persona e assistere alla nascita e allo crescita del loro rapporto, ma ci hai visto lungo a mandardlcelo. Senza te e senza lui non ce la potevo fare. Quindi anche qui grazie.
La mia rabbia per non averti potuto salutare, si sta affievolendo e sento che non mi hai lasciato proprio da sola. Però mamma quanto è difficile tutto quanto! Ma tu come facevi? Me lo dirai mai?

mercoledì 29 aprile 2026

Un piccolo sollievo

M non sapeva ci fosse la fila con i numeretti come alla posta. La F per il ritiro e la dispersione (F23-buciodiculo per M), la A per l'esumazione, la C per il deposito.
E nemmeno che gliela avrebbero restituita in un sacchetto beige dell'Ama.
Nè poteva immaginare quanto potesse essere devastante saperla tutta lì dentro e averla in casa. Loro due sole come è capitato milioni di altre mattine. 
Il sole fuori, M in camera con il pc acceso e lei in ingresso come appena arrivata in visita per una pipì veloce tra una commissione e l'altra. 
Stamattina M accompagnata dalla sua Princess adorata e da NonnaGiò è andata a prendere quel che resta di NonnaG, molto poco a quanto sembra dall'ingombro del sacchetto, a Prima Porta.
E insieme al dolore che sente fortissimo e senza fine, si è acceso in lei un piccolo sollievo. Il sollievo di non doverci ripassare mai più. 
Perchè, se è vero che perdere la mamma è una tappa obbligata e inevitabile di questo viaggio, un pensiero che mano a mano che andiamo avanti diventa sempre piu presente e minaccioso dentro di noi, è anche vero che può capitare una sola volta nella vita. E adesso che è capitato, M sente il sollievo che non le potrà mai più succedere.
Grazie a K e NonnaGiò perché se non si fossero offerte volontarie oggi, lei non avrebbe mai chiesto loro di vivere questa esperienza tanto surreale quanto triste e ora sa che da sola non ce l'avrebbe fatta.

lunedì 6 aprile 2026

Ciao mamma

Mamma, oggi è stato tutto perfetto. C'era un sole caldo e il cielo azzurro pulito e nitido. C'erano i turisti a maniche corte già con i sandali ai piedi.
C'erano pochissimi fiori e le tue calle bianche.
C'erano le tue amiche di scuola, del mare, della Rai. Tutti i tuoi 5 fratelli in prima fila lì dietro le lenti scure.
C'era il lido dei gigli dalla A alla Z.
C'era Rocco con la moglie e la figlia, i colleghi di Niccolò, tutte le maestranze di papà visibilmente commosse e partecipi. 
C'era il valzer più triste e più lungo del mondo che non finiva mai.  
Qualche singhiozzo sparso, ogni tanto.
C'erano i nostri ex che ti hanno conosciuto e mai dimenticato.
C'era Il Mario salvatore nazionale e la sua dolce Serena. 
Sai chi c'era anche? La moglie di Pino Liberati, non la vedevo da tutta la vita.
C'erano tutti i cugini, svizzero compreso.
C'era Lui partito da Bari prima del sorgere del sole.
C'era il mio direttore ad interim.
Gli amici del nuoto, quelli delle 7.
Trene ha detto delle cose bellissime su di te. Sul tuo amore per l'arte e per il cinema, la tua gentilezza, la tua fede, il tuo stile. Ci ha convinto a crederti eterna, risorta. Proprio oggi che è il lunedì dell'angelo. 
La tua ultima cena giovedì.
La bara di Wojtila portata a spalla.
È stato tutto bellissimo, ne saresti stata felice.
Ora sono a casa vostra tra i tuoi occhiali della farmacia sparsi qua e là e i pacchetti di ricola colorati.
L'ultima tua pastiera che mangerò nella mia vita è ancora incartata da te con il nastro rosso. 
Senza nemmeno accorgermene ho preso il tuo posto a tavola.
Il tuo verde sta bene, il vento sta muovendo le foglie in terrazza e un gabbiano si è fermato sul comignolo di fronte.
Mi sarebbe piaciuto che ci fossi oggi, che potessi assistere alla grande manifestazione d'amore di tutti.
Mi manchi già tantissimo.
Come si farà non lo so.
Pensaci tu, come sempre.

mercoledì 15 gennaio 2025

Addio ai monti

Ciao palazzo di viale mazzini,
col cavallo morente davanti che proprio di buon auspicio non era e si vede che prima o poi dovevi morire anche te.
Ciao tornelli che nell'anno nuovo facevate fatica a funzionare, forse consapevoli che il vostro servizio era esaurito; ciao piano terra mezzo incartato e inagibile perchè pericolosissimo.
Ciao macchinetta del quinto piano, dove mille volte sono stata con la mia amica trimamma a ridere, piangere, chiacchierare, svelare e ascoltare segreti indicibili e diete portentose che duravano un giorno solo; ciao panchina degli innamorati.
Ciao lounge del terzo piano che mi hai accolto tutte le mattine di questo ultimo anno durissimo che mi ha tolto tutto: l'attività lavorativa, il ruolo, il team, il capo, le colleghe adorate, ma più di tutto mi ha tolto la fiducia, l'entusiasmo, la passione, la creatività che mi appartenevano per natura.
Ciao stanza singola, fortemente anelata dal lockdown, che mi sarebbe spettata di diritto dal 2012 e che invece ho avuto solo a fine settembre 2024 e oggi, dopo pochi mesi, lascio, vuota, per sempre. Ciao scale che con mr Eva salivamo inutilmente a due a due per rassodare il sedere, ciao bar con la vista pazzesca e la terrazza proibita, ciao mensa dove non mettevo più piede da secoli ma dove ho pranzato allegramente per almeno 15 anni osando pizza, patatine fritte puzzolenti, pollo secco al forno e chili di riso scotto in bianco col parmigiano.
Ciao viale mazzini, sede a forma di R, cantata anche da Renato Zero in una sigla storica di Fantastico, ciao dopo quasi 26 anni passati lì che sono mezza vita esatta ora. 
Dicono che dobbiamo lasciarti perché diventerai bellissima moderna e finalmente sicura, tu che non lo sei stata mai. Ti faranno il miglior trucco e parrucco che la RAI ricordi, ma ci vorranno anni e chissà se ci rincontreremo.
Ciao sede di lavoro preferita, nel mio chilometro quadrato del cuore. Dove ho portato anche i nani in occasione del bimbo day e H una volta, solo per conoscerti. 
Ciao.

Oggi tutti i duemila colleghi della sede di lavoro di M sono dovuti andare in ufficio per recuperare gli effetti personali e il materiale necessario perché da domani l'accesso non sarà più possibile a causa di una presenza di particelle di amianto superiore alla soglia massima consentita.
Non si sa quale sarà la nuova sede di lavoro di M. Per ora è la sua casa.


martedì 7 gennaio 2025

Trene


Aveva 10 anni la prima volta che venne a casa nostra. Era il 1986, M aveva 13 anni e andava in IV ginnasio, mentre lui e lo zio matto avevano appena cominciato le medie. Era magrolino, sorridente, insolitamente socievole per la sua età. Si intratteneva volentieri a parlare con i nostri genitori più che con noi.
Sembrava avere fame di rapporti con adulti, forse perché i suoi si erano separati o forse solo perché gli veniva naturale chiacchierare con tutti.
Parlava di tutto, condivideva racconti e esperienze che di solito i ragazzi tengono gelosamente per sè. Aveva grande appetito di cibo e di vita e NonnaG era sempre molto felice di averlo con noi e soddisfare almeno il primo. 
Da allora sono passati quasi 40 anni e lui è rimasto lo stesso ragazzo sorridente e socievole di allora, seppur non più magrolino. 
In questi 40 anni è stato sempre presente nelle nostre vite al fianco dello zio matto. C'è in tutte le foto dei compleanni, c'è stato in tutte le sue prime volte, come un angelo custode. C'era quando lo zio matto è andato a vivere da solo e anzi con lui ha condiviso la casa per i primi anni, c'è stato in tutti i loro viaggi vicini e lontanissimi, al mare e in montagna, seduto accanto al cinema, in aereo, nei cammini spirituali fino a Santiago de Compostela. Seduto accanto al letto quando lo zio matto non è stato bene, ad abbracciarlo e sostenerlo. C'è stato dopo le naturali batoste sentimentali di entrambi e quando un carissimo amico comune se ne è andato troppo giovane troppo presto e lo zio matto da solo non riusciva a trovare il senso. 
Ha appianato incomprensioni e illuminato momenti bui con la sua serenità e il suo sorriso. Ha reso semplici passaggi che credevamo insuperabili, ha accompagnato tutti noi con la sua presenza leggera e affettuosa. 
E mentre cresceva accanto a noi, si laureava e raggiungeva importanti traguardi professionali, maturava dentro di sè la consapevolezza di essere destinato ad Altro.
A 34 anni è entrato in seminario e a 42, nel 2018 è diventato sacerdote. Il tutto senza mai lasciare il posto che ha avuto da sempre nella vita dello zio matto e nostra.
Sabato scorso alla presenza di Papa Francesco è stato nominato vescovo e noi eravamo lì, orgogliosi e commossi in terza fila nel settore "familiari".
Tantissimi anni fa in uno dei pranzi in 5 a casa nostra a base di pasta sugo e ricotta e cotolette, giovanissimo, prima dei viaggi, degli studi, delle batoste sentimentali, dei dolori, prima di tutto, disse che gli sarebbe piaciuto diventare Papa. 
M se lo ricorda bene perché è assai inusuale come aspirazione per un ragazzino di 14 , 15 anni.
Ecco, adesso è presto per dirlo ma chissà se la sua luce, la sua serenità e il suo sorriso contagioso e pacificante lo porteranno proprio lì dove voleva arrivare.
M glielo augura con tutto il cuore e ringrazia dal profondo lo zio matto perché se non fosse proprio così com'è, non avremmo potuto vivere insieme a lui tutto questo.

domenica 29 dicembre 2024

Papà

I 45 giri di Renato Zero nel mangianastri e ballare il triangolo 
Il suo fischio quando tornava a casa perché corressimo da lui
La cravatta arrotolata sul tavolino dopo una giornata di lavoro
L'arancia sbucciata a modo suo
Le canzoni storpiate cantate sotto la doccia
La sua mini
Le giacche di harris e i pantaloni a coste di velluto grandi
Non tutti possono avere tutto
I reali inglesi e Diana
Lo spazio in mezzo ai denti e la battaglia contro il tempo che passa
I rotolini di carta, di stoffa, di qualsiasi cosa 
Il rito del tè alle 5
Il camino acceso anche d'estate  
La forma e il rigore
Le corbusier
E "ti disturbo, puoi parlare?" a ogni inizio di telefonata
Le domeniche a porta portese e tornare a casa carichi di cose che vedeva solo lui
Le passeggiate al lido col bicchiere in mano, rigorosamente di vetro
Il mont blanc e la passione per le meringhe
E l'uomo ricco non è mai brutto
Tutte le sorprese e i regali di una vita
Le trickers senza calze d'estate
La collezione di Domus e i rotoli di carta lucida
L'amore per le donne della sua vita, e il dolore 
La generosità e l'indomabile necessità di essere di aiuto
Gli origami
Le galosce verdi quando lavava la terrazza e lo specchio per prendere il sole
E se è un problema di soldi, non è un problema
La cura e l'amore nel fare le cose
I regali per mamma, sempre sbagliati da tutta la vita
Le intuizioni prima di tutti
Il Ferrari
Il suo modo di illuminare gli spazi
Montesacro e il giardino millefiori
Il port cross sul corpo magrissimo
Via Pisanelli
Il pince-nez
Il suo tavolo da disegno con gli sgabelli girevoli
Quando diceva che avrebbe masticato le scarpe nuove di mamma per ammorbidirle
La Noxzema sul piano del bagno
I pistacchi a centinaia fino a finire la busta
La limetta delle unghie davanti alla tele
Quel bastardo del Parkinson.

sabato 21 settembre 2024

+18

Primogenito del mio cuore, tu che sei uno e centomila, 
con lo sguardo da duro e gli occhi buoni e gli occhi sono lo specchio dell'anima e dicono sempre la verità, 
tu che nei tuoi primi 18 anni hai già vissuto 3 vite e che adesso vorresti rientrare nella pancia e ricominciare da capo come al gioco dell'oca per rivivere l'infanzia che hai bruciato per la smania di diventare grande, 
tu che hai sempre fretta di sapere cosa c'è dopo e di meglio e non ti fermi mai, tu che sei capace solo di grandi sentimenti e la via di mezzo non esiste, 
tu che ami alla follia e odi profondamente, 
che giri come una trottola e dormi come un sasso, che vivi la vita loca ma festeggi con i tuoi amici del cuore di sempre, 
tu che l'amore lo hai sperimentato fugacemente ma ancora non sai bene cosa è.
Tu, che gli amici sono sacri e le loro ragazze "c'hanno er cazzo", 
tu che scappi a gambe levate e rincorri forsennatamente.
Tu, che devi ancora torvare il senso del tutto e tutto ti spaventa e incuriosisce con la stessa forza, sappi che 18 anni sono pochissimi e che hai un piccolissimo pezzo di vita dietro le spalle e che tutta la vita è davanti.
Buon compleanno Lo