mercoledì 15 gennaio 2025
Addio ai monti
mercoledì 23 maggio 2018
Di algoritmi, eteroschedasticità e reti neurali
Oggi a distanza di 27 anni da quel 1991 e a 40 dall'inizio de suo corso scolastico, su indicazione del suo direttore che evidentemente ne sovrastima le conoscenze e/o le capacità intuitive, M ha accettato con qualche palesata perplessità di partecipare a un corso che già dal titolo l'aveva preoccupata non poco.
Con ansia crescente ha affrontato il countdown di avvicinamento al corso, con picchi di negatività assoluta (numerosi), alternati a sporadici momenti di auto-rassicurazione.
La verità vera è che la realtà ha superato di gran lunga le sue peggiori aspettative: M si è ritrovata per 4 interminabili giorni in una aula con altri 20 esseri poco umani e molto scienziati che usano formule e simboli che non esistono nemmeno sulla tastiera, di una ventina di anni più giovani di lei e di una ventina di milioni di milioni di livelli di conoscenza superiori a lei.
Se avesse frequentato un corso di cinese avanzato, il senso di inadeguatezza sarebbe stato minore.
E non è stato solo perché lei non è abituata a sentirsi così asina, essendo sempre stata brava a scuola prima e all'università dopo; ma soprattutto perché questa bolla in cui ha vissuto in questi 4 giorni è anni luce lontana dalla parte di mondo che lei conosce e che forse è in via di estinzione.
In poche parole ha avuto per la prima volta nella sua vita la sensazione di essere vecchia e datata, di più: superata.
In ogni caso di questo corso è riuscita a comprendere due cose: il senso ultimo cioè a cosa servirebbero tutti quei robi inquietanti che chiamano modelli, ad essere capaci a costruirli prima e applicarli poi, e che come sospettato, non era in alcun modo un corso adatto a lei.
Tutto il resto le è rimasto oscuro.
In compenso i panini e le insalate erano molto buoni, la sede bella, il viaggio in treno sempre gradito e il tempo passato con il cugino che non vede mai e le sue ragazze, piuttosto piacevole.
In più ha trovato il tempo per andare nel suo negozio preferito che non vende nella capitale nè online e ha dormito nella sua stanza preferita, sui tetti.
giovedì 9 novembre 2017
Il tallone di Achille
M si è presentata all'appuntamento incuriosita e puntuale con il suo tallone d'Achille ben nascosto sotto uno dei suoi calzini a righe.
Lui era già lì con quella voce da speaker radiofonico e un leggero accento che la fa vagare tra la toscana e il sud senza collocarla in nessun luogo preciso.
Si sono seduti dalla stessa parte della scrivania perché la regola numero 1 di questi incontri qua è mettersi in una posiziona di parità.
M sarebbe stata bene anche se tra loro la scrivania fosse rimasta perché lui non ha l'aria del prof e nemmeno del capo. Troppa poca la differenza delle loro età per avere quella del papà anche se un po' lo ricorda nella forma del viso e nellattaccatura dei capelli e in qualcos'altro che è fuggito via prima che lei riuscisse a coglierlo.
Hanno parlato e per un po' tutto ok.
Poi il tallone si è scoperto ed è stata subito nebbia tra loro e trucco sulle guance per lei.
Ma la nebbia è presto passata, lui ha capito anche se M ha avuto la sensazione che in qualche breve momento lui fosse distratto, forse assonnato vista l'ora post prandiale.
Ieri M ha avuto il primo dei tre colloqui con il suo mental coach.
È un'opportunità che lel ha offerto l'ufficio, ma siccome per lei l'ufficio è solo una cornice dove su muovono personaggi e si formano storie, hanno parlato di tutt'altro.
M non sa cosa lui abbia pensato di lei, probabilmente non sarà mai un buon manager ma questo già lo aveva intuito da sola. Sa però di essere una buona persona e questa è la sola cosa che conta per lei. In ogni caso potrà scoprire cosa ha pensato lui tra un mese, al loro prossimo incontro.
E al solo pensiero prova un leggero senso di piacevole vergogna.
martedì 26 settembre 2017
La giornata della O
- ciao nano dimmi
- un aggettivo con la O?
- osceno, orribile, orrendo, ostico, ombroso..
- mamma mamma aspetta! Un aggettivo con O per me!.. quindi deve essere positivo!!
- ...
- dai io ho scritto ordinato.. ma ne serve un altro..
- ORDINATO????
- eh.
- ciao nano dimmi.. ma non mi avevi chiamato cinque minuti fa?
- sì ma per un'altra cosa..
- ah ok dimmi
- allora sto scrivendo un testo sul primo giorno di scuola. te lo leggo che sono a metà così se ho sbagliato me lo dici e non devo rifarlo tutto ok?
- ok...
- allora "il primo giorno di scuola sono andato a piedi. C'ho messo mezz'ora.."
- ok come hai scritto c'ho?
- beh ci i o con l'accento
- ... nano pensaci bene come hai scritto c'ho messo?
- ah sì vero scusa ci o messo
- ok e o, com'è scritto ho messo
- o mamma o, la o hai presente?
- pensaci bene.. cosa è ho messo?
- ahhhh certo un verbo ci ho messo con l'acca!
- bravo e dove metti l'apostrofo?
- che apostrofo?
- eh nano l'apostrofo sì.. chi cade? ci ho messo, chi cade?
- mamma nessuno cade ci ho messo mezzora ma senza cadere.
Sono qui e vengo dentro a prenderti
Oggi è arrivato, con la scia di muschio bianco che prima lo precede e poi lo segue è entrato nella stanza di M e si è seduto su una sedia.
"Ho venti minuti liberi, posso stare qui?" ha esordito.
Hanno parlato di vacanze, passioni, avventure, di futuri prossimi e di incontri speciali, di una fine certa e di un probabile inizio.
Hanno anche cantato un pochino e citato canzoni più o meno cult.
Tutto in stretto accento barese un po' perché Lui da lì viene e un po' perché ultimamente lo stanno parlando un po' tutti.
Lui era quello di sempre, barba lunga come piace a M, qualche chilo in più dall'ultima volta, probabilmente portato dal mare estivo, camicia con maniche arrotolate e le solite orribili scarpe a metà tra il paraplegico, la ginnastica e la scarpa da ufficio, rigorosamente nere.
M a volte si dimentica di Lui, ma ogni volta che lo sente o le capita di incontrarlo è tutto come prima, come se non fosse passato un giorno da quando sedeva due stanze più in là nel ruolo di capo diretto.
Oggi Lui non solo aveva venti minuti per M ma le ha anche portato una sorpresa speciale che si avvererà nel mese di dicembre, perché dicembre è il mese delle sorprese e dei regali.
Poi è andato via, così come era venuto, sorridendo e lasciando una M in trepidante attesa.
mercoledì 5 aprile 2017
New entry
Sono alte e magre, determinate e grandi lavoratrici. Entrambe con una leggera fissazione per i capelli.
Una è bionda, sposata, è coetanea di M, romanista sfegatata, ama il mare, sopporta poco le incombenze familiari e i traslochi. Ha una confessata passione per il salame, soffre di acuti e improvvisi mal di pancia e "monta" sempre invidiabili unghie perfettamente laccate di rosso. M l'aveva conosciuta anni fa poi lei era partita per una meta sportiva, esotica e lontanissima e si erano perse di vista. Adesso è tornata e siede alla scrivania di fronte.
L'altra è mora, giovane, single, sta vivendo la fase degli amori infelici e incompresi che spingono la Emma che alberga in M a immaginare qualcuno da presentarle per farla sentire felice e compresa. Si è trasferita da poco dal nord, dove si era trasferita dal Sud, vive in affitto, spende più in multe che in cene fuori nonostante mangi come un uomo e usa un abbigliamento al contempo particolare e modaiolo. Sempre piena di informazioni da femmine di cui M ha ignorato l'esistenza fino alla sua vener-anta età come magici fili da cucito usati per depilare.
Sono le due nuove colleghe di M.
Insieme sono state a cena fuori e a pranzo, hanno preso qualche caffè alla macchinetta, si sono scambiate libri e racconti, risate e qualche incazzatura.
M è felice di averle conosciute, tanto da aver voluto scambiare con loro perfino qualche filo di questa erba.
martedì 11 ottobre 2016
In amore e in guerra
C'è un incontro inserito nel Film Festival, che non andrà a specificare.
M come in tutte e cose un po' pazze ha coinvolto KK in questa iniziativa e le ha chiesto di andare a comprare i biglietti.
I biglietti sono esauriti.
Ma M vuole andare e quando M ha un obiettivo finché non ha fatto tutto quello che è in suo potere per raggiungerlo, e chi la ferma.
M lavora in qualche modo nel mondo dello "spettacolo" e il Film Festival è spettacolo.
Quindi stamattina si è presentata dalla Donna Con La Valigia, il suo Direttore che ha preso un anno fa il posto di Lui, il giovano capo che M adora(va).
Le ha chiesto un incontro di pochi minuti, senza specificare i motivi.
Alle 12.30 la segretaria l'ha chiamata e le ha detto che erano arrivati i suoi pochi minuti.
(Livello di confidenza con la Donna Con La Valigia pari a 0,5 in una scala 0-10; argomenti extra-lavorativi dibattuti in precedenza con lei, 2: località frequentata in vacanza, numero e genere di appartenenza dei rispettivi figli. Caratteristica principale della Donna Con la Valigia: scarsa predisposizione per la parte emotiva della vita propria e di quella degli altri, M compresa; approccio maschile e quindi pratico alle situazioni. Empatia non rilevata.)
"Ciao DCLV scusa ti rubo solo pochissimi minuti..per una scemenza"
"..."
"sono qui non in veste di tua dipendente"
(M giura su ciò che ha di più caro di aver detto proprio così)
"..."
"sono qui in veste di... AMICA"
(M giura di nuovo)
"...beh in questo caso.. aspetta finisco di rispondere a un messaggio e sono da te"
"..."
(M in attesa, lei scrive sul telefono)
"eccomi dimmi tutto"
"beh ecco vorrei andare a un incontro all'Auditorium domenica pomeriggio.. all'interno del Film Festival e ho provato a comprare i biglietti che costavano tra l'altro 10 euro una fesseria e infatti sono esauriti e non li ho trovati e mi chiedevo se noi.. tu.. potevi richiedere un accredito per me.."
"Di che incontro si tratta?"
"Beh ecco diciamo che esula dall'ambito lavorativo è più una specie di PASSIONE"
"Lo immagino.. e con chi è questo incontro?"
"Jovanotti"
(un minimo senso di vergogna, per non aver detto Oliver Stone o Meryl Streep, ma nessun rinnegamento)
"..capisco.."
"..."
"A chi devo scrivere per richiedere questo accredito?"
"Davvero??"
"Sì certo, non ho nessun motivo per dirti di no e non mi costa niente, per cui.. a chi devo scrivere?"
(sorride)
In amore e guerra tutto è lecito.
Adesso aspettiamo risposta, e comunque KK, M se la porta lo stesso.
martedì 2 febbraio 2016
A pranzo con la donna con la valigia
M aveva proposto di mangiare camminando ma Lei non aveva reagito bene.
Allora M aveva messo in campo il piano B e cioè mangiare sedute alle insalate.
Il posto scelto però non era vicinissimo e Lei aveva una borsa molto pesante.
Inoltre M si era sperticata nella descrizione di tutte le insalate che avrebbero trovato una volta giunte a destinazione e una volta giunte a destinazione lei aveva scelto la parmigiana di melanzane.
Alla fine mentre M era al telefono con H che era in trasferta in Sardegna e quando è in trasferta non chiama mai e quindi è bene rispondere quando lo fa, Lei era andata a pagare e M si era distratta, non ci aveva pensato e insomma erano tornate in ufficio e non l'aveva nemmeno ringraziata.
La seconda volta, oggi, Lei si è presentata senza borsa e senza cappotto pronta per una lunga passeggiata e per mangiare camminando. Sono andate a prendere una piadina (Lei sempre con le melanzane che però non sono la sua verdura preferita, che invece è il carciofo) e stava andando tutto decisamente bene. M si è offerta di pagare dopo essersi scusata per come fosse andata la volta precedente, ma una volta aperto il portafoglio si è accorta di avere solo i 5 euro che H le aveva prestato ieri per pagare il macellaio, dal quale si era presentata senza avere i soldi sufficienti per comprare le polpette.
Per fortuna, mentre stava quasi per soffocare dalla vergogna di chiedere a Lei di pagare anche stavolta, è stata felice di ricordare che aveva appena preso l'anticipo per la trasferta della prossima settimana e ha tirato fuori una busta con dentro svariate centinaia di euro in pezzi da 100 e, fiera, ha pagato.
Poi hanno passeggiato, chiacchierato, preso un caffè e sono tornate in ufficio rimirando le foto dei nani che M tiene nel portafoglio.
Non c'è due senza tre, speriamo.
giovedì 28 gennaio 2016
Succede
Quindi gli ha scritto un asettico messaggio su whatsapp:
"Sono M possiamo sentirci prima che tu faccia qualsiasi mossa? Forse possiamo ovviare.. grazie"
Poi è andata a prendere i nani a scuola e si è avviata al calcio.
E succede che poco più tardi nello spogliatoio con il mezzonano mezzo nudo e mezzo vestito, le squilli il telefono: Numero 4, e lei abbandoni il mezzonano mezzo nudo e mezzo vestito nello spogliatoio e si precipiti fuori.
"Pronto?"
"Pronto sono Numero 4 e sono tutto orecchi"
"Pronto.. si.. ciao.. senti.. mi è venuto in mente che bla bla bla bla e bla bla bla e anche un'altra volta era successo che bla bla bla.. e insomma.. io credo che tu vieni da fuori e hai sicuramente delle idee fighissime e una vision stratosferica, ma io sono tantissimi anni che lavoro qui e forse questa soluzione che a te sembrerà ridicola forse potrebbe essere quella giusta..."
"...interessante proposta..."
"..."
"...senti facciamo così, fammici pensare un momento..ok?"
"..."
"..oh e grazie eh molto preziosa questa tua osservazione, mi hai aperto un mondo..ciao"
"..ciao"
Insomma questo per dire che a volte succede che ci siano alcuni megadirettorigalattici che anche se vivono nel piano con i divani di pelle umana e la doppia porta imbottita perché la loro vita è piena zeppa di segreti aziendali importantissimi, che hanno in stanza una porticina nascosta dalla quale riemergono con cose da mangiare e da bere e che quindi secondo M è la cucina, ecco succede che alcuni megadirettorigalattici rispondano a un messaggio su whatsapp e restino in ascolto e che financo ragionino sulle cose che sentono al telefono.
E M è molto contenta che tutto questo succeda, che esistano megadirettorigalattici di tal fatta e soprattutto che si abbia l'immancabile occasione di poterci lavorare e spera di diventare culo e camicia (più camicia che culo) per Numero 4 perché ogni mezz'ora passata con lui si sente più alta di mezzo centimetro.
ps. il mezzonano è stato poi recuperato tre quarti nudo e un quarto vestito e portato a quattro quarti.
mercoledì 27 gennaio 2016
NonnaG, i compiti, la c e la q
In ufficio.
Ore 17.30.
In stanza di M alla presenza di due colleghi venuti per una riunione informale.
DRIIIINNN DRIIINNN
"Pronto?"
"Ciao ho preso i bambini a scuola tutto ok, il grande è a catechismo e il piccolo a casa qui con me. hanno fatto i compiti ma vanno corretti!!"
"Ok va bene grazie"
"No aspetta dico davvero non può scrivere scuola con la c in quarta elementare!"
".."
"Sì dico davvero ha scritto scuola con la c!"
"Ma scuola si scrive con la c!"
"Ah.. davvero?? ma sembrava così strano a vederlo..."
"..."
"E come mai era strano?"
"Non lo so.. squalo si scrive con la q ma scuola si scrive con la c!"
"Ah certo squalo era squalo che ha scritto con la c!!! Non scuola!!!! Scusa ho fatto confusione! Il nano ha scritto squalo con la c!"
"Ok allora sì squalo con la c è sbagliato.. ma scuola è ok.."
"Ok.. ciao"
"Ciao"
"Era tuo figlio?"
"No, mia madre."
martedì 12 gennaio 2016
Numero 4
Veste classico, è sicuramente più alto della media, ha occhi trasparenti, una leggera stempiatura bionda, tutto sommato una bella figura longilinea e curata.
E’ molto educato, ha un accento del nord, è attento, ascolta tutti e non gli sfugge niente. Sorride volentieri anche se i lineamenti possono sembrare duri. E’ arrivato da un mese nell'ufficio di M in un ruolo apicale ed è un capo diretto per lei. Non in sostituzione dei precedenti, in aggiunta e precisamente il numero 4 e di fatto è capo anche degli altri tre.
La prima volta che si sono incontrati l’ha voluta conoscere lui e M si è presentata a questo tete a tete incuriosita e piena di speranze e ancor più incuriosita e piena di speranze ne è uscita. Hanno chiacchierato di tante cose davanti alla sua tazza di tè in maniera amichevole e semplice. Da allora non si sono più incontrati da soli, ma in tutte le occasioni quasi quotidiane in cui sono stati nella stessa stanza, lui ha dimostrato preparazione, intuito, competenza, educazione innata e curiosità inusuale per uno nel suo ruolo.
Nei prossimi giorni M e il collega siamese saranno impegnati nella prima vera attività da lui richiesta e M è molto motivata. E’ la prima volta da quando Lui, il suo ex giovane e iperstimato capo se ne è andato, che si sente in buone mani.
E forse insperatamente ha trovato la luce in fondo al tunnel, il chiodo che scaccia il chiodo, il portone che si apre dopo la porta, l’altro papa dopo la morte del precedente, un nuovo Lui con la L grande.
martedì 5 gennaio 2016
Le conseguenze del "niente tele la mattina"
DRIIIN DRIIN
"Pronto?"
"Ciao mamma.."
"Ciao nano sei già sveglio?"
"Sì.. volevo augurarti una buona giornata.."
"Grazie.. che carino.. "
"Ciao"
"Ciao"
Tre minuti dopo.
DRIIIN DRIIN
"Pronto?"
"Ciao.."
"Ciao..dimmi.."
"No niente volevo sentire la tua voce.."
"Ah.. bè sei molto dolce.. però ora devo finire una cosa ok?"
"Ok..ciao.."
Due minuti dopo
DRIIIN DRIIN
"..."
"Ciao mamma senti..un po' mi annoio.."
"Tuo fratello dorme?"
"Sì.."
"Va bene tra poco vedrai che si sveglia e allora non ti annoi più!"
"Ok..ciao.."
Cinque minuti dopo
DRIIIN DRIIN
"Pronto..."
"Ciao mamma il mezzonano si è svegliato!"
"Ah bene..adesso fate colazione ok?"
"Ok.."
Trenta secondi dopo
DRIIIN DRIIN
"..."
"Buongiorno (ride) è lei che ha ordinato una pizza?"
".."
"Dai mamma scherzavo!"
"..."
Dieci minuti dopo
DRIIIN DRIIN
"Pronto nano senti devo davvero finire cosa.."
"ok.."
un minuto dopo
DRIIIN DRIIN
"..."
"Finita???"
"..."
Le telefonate sono andate avanti parecchio con varie richieste/scuse con rapporto di 1 a 1:
posso invitare l'espoaniol?
l'espaniol può restare a pranzo?
mamma pensa che fortuna ho messo il canale rtl e c'è Pieno di vita la senti?? mi ha fatto subito pensare a te!"
possiamo invitare lo sdentato?
mamma puoi dire allo sdentato di portare il telecomando della play?
mamma posso dire "sculato"?
Dopodomani per fortuna ricomincia la scuola.
martedì 17 novembre 2015
La donna con la valigia
minuta
porta capelli cortissimi che M non potrebbe permettersi mai anche se ci ha provato
ha occhi chiari trasparenti curiosi e intelligenti
veste in maniera stravagante con calzini corti in evidenza e scarpe strane il più delle volte
niente trucco
porta piccoli occhiali dalla montatura di metallo ma non li indossa sempre
ha due figli e fa avanti e indietro dalla città dove abita con una valigia con le ruote al seguito
è molto timida
ha un leggero accento marchigiano/toscano con la c un po' aspirata
nessuna inflessione del nord
sorride
non si vergogna di tutte le cose che ancora non conosce
non simula sicurezza
siede sulla sedia in posizioni yoga
e usa un quadernino per gli appunti.
Ha una stima professata per Lui.
M ci ha scambiato sì e no tre parole da quando è arrivata e lei non si ricorda nemmeno come si chiama, però pensa che sappia di buono e che potrebbe meritarsi la L grande.
E soprattutto che sia venuta a portare la salvezza.
mercoledì 8 luglio 2015
Ringrazio il dottore rifiuto l'offerta e vado avanti
Di quelli che le fanno una paura blu.
I preziosi consigli di Lui (il giovane e ahilei ex adoratissimo capo)
Pochissime ore per rispondere, parte delle quali passate in bagno.
Centro contro periferia
Conosciuto contro ignoto
Generale contro particolare
Grande contro piccolo.
Un orribile nuovo capo contro Lei (la versione femminile di Lui in tutto).
Responsabilità ufficializzate soltanto ieri contro altre nuove e da ufficializzare
Il gruppo di sempre
e quello da costruire.
Il senso di responsabilità che la inchioda
contro quello dell'avventura e del chissene frega che non le appartiene da mai
Anche stavolta M ha deciso che sta.
Ringrazio il dottore rifiuto l'offerta e vado avanti. Stavolta a schiantarmi probabilmente.
lunedì 15 giugno 2015
Bimbo day
E' un'iniziativa nata qualche anno fa alla quale M, snob come pochi, non ha aderito mai.
Una volta perché erano troppo piccoli e che ce li porto a fare.
La volta dopo perché vanno ancora a scuola e stanno meglio lì.
L'anno dopo ancora perché solo uno è a casa e poi l'altro resta escluso..
Quest'anno M ha deciso di portarli perché potessero vedere dove lei passi tutte quelle ore tutti i giorni quando la vedono scomparire all'entrata di scuola e riapparire in orari diversi la sera.
Mercoledì scorso:
- Allora nani se vi va venerdì pomeriggio potete venire in ufficio con me!
- A fare che?
- Niente di speciale.. a vedere dove lavoro.. dove mangio.. a conoscere qualche mio amico del lavoro..
- Ok...
Giovedì:
- Allora nani, domani pomeriggio venite in ufficio?
- ...
- Non è un obbligo.. se non vi va non venite!
- Sì ok.. ci va.
Venerdì all'ingresso dell'ufficio di M:
- Eccoci qui!
- Ma quanto ci dobbiamo restare?
- ...
La verità è che alla fine, dopo aver conosciuto il numero due del Personale, aver rifiutato la pizza a mensa dal direttore preferito di M, giocato e scherzato con Lui al bar, mangiato gelati e patatine, preso e ripreso l'ascensore, corso per i corridoi, scalzato la compagna di stanza dalla sua scrivania per giocare al pc, rischiato la figura di merda della storia con il nuovo capo di M, non volevano più andare via.
M è stata felce di vederli dentro quel palazzo, a proprio agio come fossero a casa. A stringere mani a destra e a manca come se non avessero fatto altro in vita loro.
Anche se il nano il suo ufficio se lo immaginava molto diverso.
- E come te lo immaginavi?
- Una stanza molto grande, il capo sulla cattedra con alle spalle al posto della lavagna una tv gigante e un bastone per indicarla e voi seduti nei banchi a due a due ognuno con il suo pc davanti.
Che tenerezza.
lunedì 20 aprile 2015
Otherwise
"I still dont know if I can come back at 6. So you are the one one who will come at 6, OTHERWISE I will call".
"Ok mam".
Si erano lasciate così davanti al cancello della piscina dei nani oggi pomeriggio alle 5.
Poi la muta Mar è tornata a casa e M in ufficio perché aveva appuntamento con il nuovo capo e non poteva mancare.
Un'ora e mezza più tardi, lei ancora dal capo, squilla il telefono.
L'Espaniola.
M non può rispondere perché il nuovo capo non gradisce si portino i telefoni alle riunioni, dice che sono elementi di distrazione.
Quindici minuti più tardi, alle 6.45 circa, M finalmente liberata richiama l'Espaniola.
"Pronto scusa non potevo rispondere..tutto ok? Successo qualcosa?"
"No figurati niente..volevo solo avvisarti che li porto da me.. sai in piscina non è venuto nessuno.."
"La muta non c'era???"
"No, non c'era nessuno..ma non ti preoccupare ci ho pensato io..e adesso li porto a casa da me..gli faccio anche due fili di pasta?"
"No no grazie adesso esco e vengo subito a prenderli.. mi dispiace scusa sarebbe dovuta venire la muta..alle 6..eravamo d'accordo così.. Non capisco"
"Magari si è sentita male.."
"Lo spero per lei..".
Naturalmente non si era sentita male.
Era a casa, serena.
"Nobody goes at 6 to fetch them at swimmingpool..!"
"...why mam?"
"...."
martedì 31 marzo 2015
Er dopo
Una di queste è Lui di cui ampiamente si è parlato qui, l'ancor giovane ma non più capo di M, iper-tutto.
Un'altra è un Megadirettore (ma non galattico) molto caro all'amica trimamma della macchinetta, che negli ultimi anni l'ha presa in simpatia.
E gli ha scritto.
"Ciao Direttore sono tornata ora. Ci sono solo due persone qui dentro per cui lo avrei fatto spontaneamente e una sei tu."
Lui ha risposto:
".. e chi è l'altra??"
mercoledì 25 marzo 2015
Tutti tranne uno
Siccome non si può mai sapere, e nel particolare contesto più che mai, è bene tenerle a mente.
In realtà M parte parecchio avvantaggiata perché sono regole che segue a prescindere. Tutte tranne una.
1) La camicia bianca è il capo d’elezione
7) Aggiungere sempre un tocco personale, una sciarpa particolare, una collana o un tocco di colore, a patto che sia donante, Un decoro divertente influisce anche sull’umore
9) Non sottovalutare l’importanza della borsa, che racconta sempre molto di noi. Evitate quelle troppo grandi (a questo proposito si rimanda qui).
lunedì 23 febbraio 2015
Redi..viva?
2) la pagella del primo quadrimestre della terza elementare del nano vantava ben quattro 10 e tutti 9 con sommo stupore di M e H e pura gioia di NonnaG e dell'Arch e il nano per questo si è meritato il tanto agognato videogioco mine craft da 6,99;
3) Lui, il giovane capo di M ha traslocato nella sua nuova vita al piano di sotto lasciando M a crogiolarsi nella sua fase due;
4) M è sopravvissuta a stento alla settimana sanremese, alle 27 ore totali dormite in 9 giorni, allo stress da prestazione, al pianto dell'ultimo giorno che a lei fa sempre tanto fine gita scolastica e si riduce come una vite tagliata come direbbe NonnaG, al brusco rientro;
5) M, pur sopravvissuta, non si è ancora ripresa dal jetlag sanremese e riesce a dormire solo di giorno che non si può; mentre di notte si gira e si rigira senza sosta fino a ore impossibili;
6) lo zio matto ha compiuto 40 anni e essendo il fratello piccolo, questo fatto ha avuto un contraccolpo su M, come se i 40 li avessero fatti i nani che per fortuna invece non arrivano a 15 in due;
7) lavorativamente parlando potrebbe essere il periodo d'oro per M e il suo collega siamese perché la loro attività messa in piedi per intuizione e follia e portata avanti contro tutto e tutti, sta riscuotendo successo e suscitando attenzione tanto che ne ha scritto anche una rivista di un certo livello in questo articolo, che lei ha mandato all'universo mondo compreso Lui e il Megadirettore Galattico, ma M è al momento troppo stanca e scarica per godersi la sua piccola gloria
8) domani alle 9 M ha preso un appuntamento informale con un vicedirettore megagalattico che ha conosciuto qualche tempo fa e con il quale ogni tanto capita che si scambino qualche fugace mail, per tentare di sollevare e risolvere una questione al di lui cospetto e ha un po'di ansia che lei non ha mai chiesto niente a nessuno e anche se quello che va a chiedere non è per sé, si vergogna non poco;
9) ridendo e scherzando, manco tanto, siamo arrivati al giorno della frenulectomia del nano che si terrà mercoledì 25, M affronterà la cosa con maturità e sicurezza apparenti, mentre dentro probabilmente avrà le budella attorcigliate come Vivien all'opera.
Per il momento è tutto.
giovedì 5 febbraio 2015
Fase 2: la rabbia
M in queste tre settimane ha avuto momenti di tristezza, sconforto, nostalgia, paura.
Si è sentita sola e abbandonata, tradita e infelice.
Ha pianto.
Ha parlato, emotivamente coinvolta, davanti a un Lui che la guardava, ma a lei sembrava già di spalle.
Ha scritto mail, messaggi.
Gli ha indirizzato pernacchie in corridoio.
Ha speso parole forti come "nessuno ti amerà mai come ti ho amato io", che l'ultima volta che aveva pronunciato questa frase il 9 novembre 1998, si era avverata sul serio.
Ha elemosinato gesti affettuosi e consolatori, carezze e baci sulla testa, un abbraccio.
Adesso da qualche giorno, in maniera del tutto improvvisa, M è passata alla fase 2: la rabbia.
E ha completamente invertito i propri comportamenti:
non risponde alle sue mail;
non passa a trovarlo;
a malapena risponde con freddi movimenti del capo ai suoi saluti mattutini;
le da fastidio il profumo del deodorante al muschio bianco, che lo contraddistingue da 15 anni e che prima adorava;
tutto quello che l'aveva legata e appassionata, è svanito.
Quello che resta è la sensazione di essersi svegliata da un sogno e di iniziare a dimenticarne i dettagli. Per passare alla fase 3.