martedì 10 marzo 2020
Lavoro agile, vita meno
L'ufficio di M da ieri è la camera da letto del nano, che ormai ha superato lei e il metro e settanta e tanto nano non è più. Davanti a lei la finestra e dietro di lei la porta, aperta.
L'ufficio di H è la camera da letto di M e H, in penombra, silenzio assoluto e porta chiusa. Lui, seduto davanti al pc, in cuffia con i colleghi oltreoceano, nutre dentro sè sogni proibiti di ristrutturazioni e restauri casalinghi e prima di chiudersi in casa si è approvvigionato dei beni di prima necessità per la sua sopravvivenza: vernici e solventi.
I ragazzi studiano un po' in soggiorno e un po' al tavolo da pranzo. Solo il mezzonano si chiude in camera e si mette alla scrivania serissimo a fare i compiti. Ogni tanto passa da M e le da un bacio, perché tutto si può arginare, ma il suo affetto sconfina ogni limite.
Dopo qualche ora ci si incontra per pranzare insieme e poi di nuovo M e H tornano al loro posto e i nani accendono la Play (santa Play).
Oggi è il primo giorno di "lavoro agile" per M e H e il quarto di scuola a distanza (più distanza che scuola) per i ragazzi.
Il minuscolo puntino rosso che 20 giorni fa era segnato in un punto sconosciuto della Lombardia, adesso è grande quanto mezza Italia e ci comprende tutti al suo interno: NonnaG che oscilla tra l'ossequioso rispetto delle nuove restrizioni e la sua naturale indomita predisposizione alla disobbedienza; l'Arch più mansueto e positivo per indole che non rinuncia al suo lavoro, seppur in versione casalinga, in compagnia dei suoi strettissimi collaboratori. Lo Zio Matto che fa la spola tra la vita esterna e la casa dei Nonni, tenendo M col fiato sospeso. La muta che chiede il permesso anche di salire sul terrazzo condominiale a stendere che non si sai.
E M, che ha dovuto rinunciare alla sua amata piscina e da sabato pomeriggio non nuota più e che, da sempre inquadrata in un mondo di rassicuranti abitudini, in poche ore è riuscita a costruirne un altro più piccolo, a cui già le sembra di essersi abituata.
giovedì 12 ottobre 2017
Tecniche di rilassamento
- buonasera..
- si scusi ma io nun lo capisco: sei de roma ma come fai a tifà pe nartra squadra.. il suo nome?
- non saprei in effetti.. M, mi chiamo M.
- Ok allora venga qua.. no ma io nun c'ho niente contro i juventini, so persone pure loro per carità mica dico niente è che conosco gente nata a Roma che tifa Juve e non lo posso accettare.. un passo più avanti per favore, ecco non scappi via..ferma
- ...
- ..non dico per dire ma proprio sto a parlà de un collega, uno che lavora qua pensi, uno con la madre che abita a Testaccio da sempre, che tifa Juve.. ok adesso dall'altra parte, un passo avanti, così.. ferma.. beh c'ha la bandiera nera co scritto SPQR si rende conto?
- ...
- eh no così no.. ecco ora di lato.. alzi il braccio.. lo appoggi qui, mento in alto e ferma.. non è che lei è juventina..
- no, personalmente non sono tifosa, ma simpatizzo per la Roma.. per il Capitano in realtà più che per la Roma..
- ecco brava.. anche se basta co sto Capitano, ha fatto er tempo suo e io prima de morì la voglio vincere una Champions e... adesso dall'altro lato sempre braccio in alto, alzi il mento e ferma..
-.. si si non scappo via.. però sono circondata da simpatizzanti Juventini, ..
- davvero???
- sì: mio marito in maniera molto moderata, ma lui non è di Roma è del Nord, e anche i bambini che invece sono nati a Roma..ma anche loro sono sportivi più che tifosi..
- ... vabbè nun c'ho niente contro i bambini juventini.. mi scusi per lo sfogo.. è che certe cose.. mi fanno..
- ..capisco..posso rivestirmi?
- sì sì abbiamo fatto, si rivesta e aspetti qui fuori che la chiama il medico per il referto.
Questa conversazione si è svolta oggi in pausa pranzo durante l'annuale mammografia tra una M a torso completamente nudo e il tecnico dell'infernale macchinario schiacciatette, in camice bianco.
Il controllo è andato bene e stavolta M non ha avuto nemmeno il tempo di avere la solita ansia: la tecnica di rilassamento messa in atto dall'omino ha funzionato alla grande.
venerdì 6 ottobre 2017
Visita medica che passione
L'imperdibile esperienza, già provata l'anno scorso e invece mancata l'anno prima perché i nani andarono con H, non ha deluso le aspettative.
La visita viene effettuata dalla figlia del medico di una squadra di calcio di Serie A. Non la squadra per cui tifano i nani, ma pur sempre una squadra di Serie A di cui loro conoscono punteggi, giocatori e posizionamenti in classifica.
Lei, a sua volta mamma di due bambini più piccoli ancora estranei per motivi anagrafici al fantastico mondo del calcio, è una persona di una delicatezza inusuale. E' albina, chiarissima di pelle e di capelli con una vista scarsa, aiutata da un paio di lenti molto spesse, che rendono i suoi occhi due piccole fessure.
Anche con gli occhiali, per leggere avvicina i fogli fino a sfiorare la punta del naso.
Adora i nani, addirittura se li ricordava dall'anno scorso e solo per questo, ha conquistato M in maniera definitiva.
Chiacchiera con loro, scherza, ride alle loro battute. Loro la abbracciano come fosse una di famiglia e la riempiono di domande.
Alla fine della visita tutti i tracciati ondulanti usciti dalla macchina devono essere letti e interpretati dal medico della squadra di Serie A, suo padre.
Occhi piccoli e chiari, sorriso che fa venir voglia di affidargli tutto quello che hai lì su due piedi, camice bianco aperto.
L'anno scorso appena entrato nella stanza senza nemmeno toccarli, al primo sguardo aveva indovinato che il nano mangiava troppa poca verdura e frutta (ribadito quest'anno) e non beveva abbastanza (ribadito anche questo).
Per il mezzonano aveva previsto un futuro da campione, lo stesso che trenta anni prima aveva giustamente previsto per un altro Francesco. Da uno sguardo aveva capito che il mezzonano giocava in porta e che era mancino, lasciando M di stucco.
Ieri ha confermato il tutto aggiungendo che il mezzonano guarda troppo spesso la tele girato di profilo e gli ha consigliato di cambiare divano. Cosa che M e H gli dicono tutte le sante sere.
M è rimasta nuovamente ammirata da questo uomo gentile e sorridente, capace di parlare a piccoli e grandi con la stessa gentilezza e lo stesso tono ironico.
I nani sono sani e possono continuare la loro attività sportiva.
Se ne sono andati con la promessa degli autografi di tutta la squadra. Cose che si dicono, ha pensato M.
Poi ieri sera M ha ricevuto un messaggio, era la figlia chiarissima del medico sportivo di Serie A. Voleva sapere se gli autografi i nani li volessero su una maglietta o su una foto.
Le gentilezza (e l'amore) salveranno il mondo, altro che.
martedì 6 giugno 2017
Forse non tutti sanno che

si può scegliere il colore dell'apparecchio per i denti;
si può, dopo aver scelto il colore dell'apparecchio per i denti, financo personalizzarlo con adesivi e immagini varie come ad esempio lo stemma della Juventus;
per questi due motivi, si può accogliere la notizia di doverlo tenere per un paio di anni con un entusiasmo grande e inconsapevole ma non contagioso;
anche i denti da latte, che quando cadono sono piccoli e con la base piatta, in precedenza hanno avuto radici profonde;
i denti definitivi durante la loro discesa per prendere il posto dei denti da latte si "mangiano" le loro radici ed è per questo che contestualmente i denti da latte cominciano a dondolare e cadono (non tutti);
alcuni bambini che rompono su tutto, si lamentano, fanno capricci, in occasione dell'estrazione di due denti che non ci pensano nemmeno a dondolare perché hanno ancora le radici ben salde, possono restare impassibili durante l'estrazione e anzi uscirne sorridendo;
andare a scuola con una garza masticata tra i denti, leggermente macchiata di sangue fa figo più del ciuffo;
per pulire l'apparecchio (fisso) dei denti tutte le sere occorrono minuscoli scovolini di diverse dimensioni e una vista incompatibile con l'età di un genitore;
per tutta la durata dell'apparecchio (due anni circa) non si possono mangiare, gomme caramelle e la pizza con la mozzarella?
Ieri pomeriggio M ha portato i nani dal dentista. Il mezzonano, molto contento, ha messo l'apparecchio (fisso) e ora lo mostra con fierezza a ogni passante.
Il nano ha estratto un dente da latte inamovibile e fedelissimo senza fare una piega, solo rimandando alla settimana prossima la seconda estrazione prevista insieme alla prima e adesso gira con una bustina con dentro il prezioso amico con tutta la sua radice e fa il figo con una garza salivosa tra i denti, che manco la sigaretta di Humphrey Bogart.
venerdì 22 luglio 2016
La signora numero 819
"Buongiorno ho un appuntamtno per una mammografia"
(pratiche varie)
"La chiameranno con il numero 820"
Pochi minuti più tardi.
"Numero 820?"
"Si buongiorno.."
"Venga, si accomodi qui e si spogli la parte superiore"
(svolgimento esame)
"Bene adesso aspetti qui in corridoio; se è tutto a posto le portiamo il referto, altrimenti verrà il dottore"
"Ok grazie".
Quindici lunghissimi minuti più tardi arriva un tipo, anziano, minuto, e senza camice.
"Signora M?"
"Si"
"Venga.."
"No guardi io già fatto l'esame, aspetto solo il referto.."
"Lo so sono il dottore B, mi segua"
(corridoio stretto e per fortuna breve)
Si entra in un stanza piccola,con una scrivania stretta e due monitor grandi in quello a destra il profilo di una tetta del 2015 e in quello a sinistra il profilo di una tetta (lo stesso) del 2016.
Quella del 2015 è tutta uguale, come ricoperta da uno strato uniforme di nebbia.
Quella del 2016, nella la nebbia, ha due buchi.
M si siede davanti alle tette del 2015 e del 2016.
Il dottore minuto senza camice si siede accanto a lei.
"Allora.. M ha detto?"
"Si, M"
Lui digita sulla tastiera il nome di M e le tette scompaiono dai monitor. Al loro posto altre due tette stessi anni ma identiche tra loro.
"Quindi quelle di prima non erano le mie?"
"Per sua fortuna, no"
Io non l'ho vista la signora numero 819, ho visto solo i profili delle sue tette del 2015 e del 2016 sul monitor, ma ho pensato a lei tutto il giorno ieri e ancora oggi sto pensando a lei.
Ieri è morta Irene Bernardini. Aveva una rubrica che M seguiva sempre sulla sua rivista preferita. Forse è stata anche lei una signora numero 819.
A lei è dedicato questo post.
mercoledì 25 febbraio 2015
Nel tunnel
martedì 24 febbraio 2015
Mi manca
Il suo "mi manca" veniva subito dopo seguito da "il frenulino".
martedì 20 gennaio 2015
Tra le altre cose
Il nano è stato allattato al seno per 10 mesi, 5 dei quali da una tetta sola. Questo ha comportato, tra le altre cose, che M per 5 mesi ha avuto una tetta taglia seconda e una tetta taglia quarta, particolare ben evidente nelle foto del matrimonio.
M ha allattato per tigna, con una fatica inenarrabile, contro il parere della ginecologa che a un mese dal parto le disse che nessuna donna sana di mente avrebbe continuato nelle sue condizioni, contro il volere del nano che non aveva l'istinto di suzione e la costringeva a utilizzare strani capezzoli finti di cautchu.
Ha allattato perché le avevano fatto credete che rientrasse nei doveri di una madre. Ha allattato nonostante sia cresciuta a latte artificiale, perché il pediatra le aveva detto di allattare e perché nessuno le aveva mai rivelato l'esistenza di un farmaco magico fatto apposta per evitare l'allattamento.
M ha allattato per 10 mesi, anche se considera l'allattamento al seno pratica odiosa e poco elegante, pressoché inutile e spesso imbarazzante.
Oggi era al controllo dal dentista del nano. Non il dentista che gli ha ricostruito il dente una settimana fa, ma quello che possiede pieni poteri nella scelta di mettere o meno l'apparecchio.
Dopo una serie infinita di
"Apri, chiudi, deglutisci"
Il dentista si è rivolto a M
"Lei lo ha allattato al seno?"
"Sì!"
"Già..vede ecco il nano soffre di deglutizione infantile. Succede quando si è stati allattati al seno a lungo. Lei ha allattato a lungo?"
"10 mesi.."
"Già..adesso prima di mettere l'apparecchio deve andare da una logipedista per imparare la deglutizione adulta, forse basteranno un paio di mesi.."
"..."
Insomma l'allattamento al seno può avere, tra le altre cose, anche effetti prolungati nel tempo.
La buona notizia è che il mezzonano, dopo la scoperta del farmaco magico, non è stato allattato al seno nemmeno una volta.
Ps. Oltre alla logipedista il nano dovrà sottoporsi a un intervento di frenulectomia, ma ne parleremo più avanti.
lunedì 12 gennaio 2015
Dipende tutto da noi
Doveva essere il giorno della ricostruzione del dente del nano.
E in effetti questo pomeriggio il dente è stato perfettamente ricostruito.
Il nano è stato molto bravo per tutto il tempo con la musica nelle orecchie, senza un lamento e con mille domande. Fierissimo per essere stato eletto paziente preferito, e felice per essersi meritato in premio un orribile dentatura finta che usano gli studenti per impratichirsi, a cui mancano tre denti.
Il dentista anche è stato molto bravo. Il dente sembra quello di prima ed è impossibile trovare un segno che indichi che è stato riattaccato.
È perfetto.
Ora basterà seguire le sue semplici regole:
Non usare gli incisivi per strappare nulla nemmeno un pezzo di pizza o una bustina.
Non usarli per staccare due pezzi di Lego incastrati tra loro.
Non mangiare le unghie.
Non mordere cibi duri tipo carote finocchi mele.
Non prendere colpi.
Non digrignare i denti (pratica assai diffusa qui da noi).
Non fare movimenti che provochino uno sforzo di leve tra i denti di sotto e quelli di sopra.
Insomma dipende tutto da noi. E, come diceva Nanni Moretti in quel capolavoro che è Caro Diario, se dipende da noi, non ce la faremo mai.
Ps. Oggi in realtà, giorno della ricostruzione del dente del nano, è successo un avvenimento che ha lasciato M stordita arrabbiata e triste. Il dente è stata in realtà la parte bella della giornata.
mercoledì 7 gennaio 2015
A casa tutti bene
Oggi M e H sono tornati in ufficio e i nani a scuola dopo 18 giorni di vacanza e qualche piccolo incidente domestico, autoprodotto.
H a causa del suo giradito all'alluce, zoppica un po' e se fosse per lui andrebbe in giro con la ciabatta destra al posto della scarpa, come ai tempi del morso del pesce ragno, che era settembre e il clima lo consentiva.
M combatte con un'infezione dolorosissima all'orecchio destro ma non si arrende e nonostante abbia provato che senza orecchino sta bene, si ostina a tenerlo perché dopo 20 anni non le sembra possibile né giusto rinunciare.
Il nano, fierissimo, si è presentato a scuola con quel che resta del suo incisivo sinistro suscitando la curiosità e la preoccupazione di grandi e piccoli.
Il Mezzonano, l'unico a non essersi procurato danni e che godeva di ottima salute, nella notte è stato preso da terribili crampi ai polpacci.
Buon rientro a tutti, si ricomincia.
lunedì 5 gennaio 2015
Dentista e rompipalle
Oggi M e il nano sono andati dal dentista ufficiale di famiglia per quantificare il danno e capire come procedere.
Il danno:
In una scala di traumi ai denti M ha saputo che quello del nano è un bruttissimo trauma sia per il danno in sé evidentemente importante, sia per l'età del nano.
Tuttavia il dente è vivo ed è la cosa più bella della giornata.
Il pezzo mancante, amorevolmente custodito da M in un contenitore per lenti a contatto, immerso nella fisiologica come consigliato da "porca merda", e curato in questi 7 giorni meglio di un prezioso germoglio, è inservibile.
Come procedere:
Dopo una serie infinita di domande e fotografie, si è deciso quanto segue: il nano verrà operato lunedì 12 alle ore 15. L'intervento, per nulla invasivo, durerà 2 ore e mezza e probabilmente non necessiterà di anestesia.
L'innesto sarà provvisorio e di una durata non specificata. Molto dipenderà dalle attività frenetiche e più o meno violente seguite dal nano.
Varie:
Il nano si siede sulla sedia del dentista con una disinvoltura che M non ha nemmeno dalla manicure, inconsapevole della mostruosità degli attrezzi che lo circondano e anzi dagli stessi incuriosito.
Il dentista che lo opererà è specializzato in questo tipo di traumi, tifa Lazio, considera M la classica mamma iperansiosa e preferirebbe che all'intervento non assistessero "rompipalle".
M ha appurato che lei non era compresa in quel "rompipalle", tuttavia non essendo stata rassicurata a sufficienza, durante l'intervento del nano ha programmato una pulizia dei denti per sé.
mercoledì 31 dicembre 2014
L'inci-dente e i suoi insegnamenti
Non c'è essere umano che non abbia un parente, un amico, un conoscente prossimo a cui non sia successa la stessa cosa;
I dentisti sono molto diversi tra loro anche quando concordano su una strategia;
La paura l'ansia e l'angoscia che prendono un genitore quando un figlio si fa male sono insostenibili;
L'espaniola ha avuto un grande coraggio e ha dimostrato una forza sovrumana due anni e mezzo fa di fronte all'incidente ben più grave dell'espaniolita e a lei sono andati i pensieri di M in queste ore;
Non importa quanto possa essere definitivo o grave il danno, l'importante è tornare a casa tuti insieme, e non a tutti succede e un pensiero va a V e M che invece sono tornati a casa in tre e senza capirne il motivo;
H e M hanno reazioni diametralmente opposte di fronte a avvenimenti del genere, nei tempi e nei modi, ma efficacemente complementari;
L'incisivo sinistro è il dente numero 21;
Si può andare da un dentista mai visto prima alle sette di sera e essere trattati come un figlio;
Si può essere belli anche senza il dente numero 21;
I denti hanno radici che ci mettono anni a chiudersi;
Una madre dovrebbe ricordare o per lo meno riportate su un taccuino le date della dentizione dei figli, sia quella da latte che quella definitiva, perché può capitare di essere sottoposte a un interrogatorio sul tema e trovarsi totalmente impreparate è imbarazzante;
8 anni è l'età peggiore per perdere un dente perché non si è abbastanza piccoli da averlo da latte né abbastanza grandi da avere la radice chiusa;
Un bambino di 8 anni può reagire in una strana maniera di fronte alla perdita di un dente, anche chiedendo di fare il bagno caldo nella vasca tre volte al giorno.
martedì 30 dicembre 2014
Se ci dice culo
Ci sono dei momenti che non si dimenticano più. Dei momenti che una volta accaduti entrano nella storia di ognuno di noi e nei racconti familiari e si tramandano. Possono essere belli o brutti, non importa. Sono i momenti per i quali esiste un prima e un dopo come si scriveva qualche post fa.
Ieri qui all'Altro Mare in casa della cugnida è avvenuto uno di quei momenti.
Dopo essere usciti indenni dalla pericolosissima pista di pattinaggio più lunga d'Europa, i nani si sono diretti a casa del cugino per cena e pernottamento perché qui nella patria del divertimento sfrenato la movida inizia da piccoli.
Dopo circa tre minuti dall'ingresso in casa, mentre M e H mostravano alla cugnida pigiami e spazzolini, dalla stanza al piano di sopra è arrivato un grido seguito da un pianto preoccupante. M si è precipitata su per le scale e si è trovata di fronte a uno di quei momenti.
Per farla breve il nano ha sbattuto il muso per terra e ha perso l'incisivo sinistro. "Non tutto, il 90% porca merda" ha detto il dentista che lo ha visitato poco dopo, davanti al nano che oggi di tutta la vicenda ricorda solo quel porca merda.
Adesso se ci dice culo, sempre a detta del dentista, il dente potrà essere riattacato tra parecchi mesi e intanto è stato conservato con cura sotto fisiologica in un minuscolo contenitore trasparente che finirà nel bidone in uno dei raptus di ordine di H.
Se invece non ci dice culo, se il nano cominciasse a avere dolori insopportabili che "non c'è Aulin che tenga" bisognerà intervenire subito con un'operazione brutta e difficile.
Dipende tutto da come vanno le prime 48 ore dal trauma.
Adesso mentre M scrive ne sono passate 23 e finora tutto ok. Incrociamo le dita e speriamo.
lunedì 13 ottobre 2014
L'ultima a sapere
Che avete fatto oggi?
Cosa avete imparato?
Vi siete divertiti?
Qualcosa da dichiarare?
Sono le 4 domande di rito, che restano sempre senza risposte.
Le stesse 4 domande vengono poi inutilmente ripetute la sera a tavola.
delle mamme dissidenti della classe del nano. Le mamme dissidenti sono quelle che, stanche dei continui messaggi, hanno abbandonato la chat ufficiale della classe e ne hanno creata una nuova. Sono le mamme simpatiche.
Sono poche ma buone.
A un certo punto una mamma chiedeva informazioni su un braccio rotto e M scopriva con un po' di amarezza per non essere stata avvisata dal nano, che Susanna, la preferita del nano dalla prima elementare, si era rotta un polso a scuola durante la ricreazione.
"Ma davvero Susanna si è rotta un polso a scuola?"
"Sì.."
"E quando?"
"Martedì"
"Mannaggia..Non sapevo niente.."
"..."
"Ma proprio rotto?"
"Sì sì ha il gesso"
"Poverina e come è successo?"
"Uno scontro con il nano."
"Ah, ok.."
martedì 30 settembre 2014
Ogni maledetto lunedì
in ufficio si accumulano tutte le cose del weekend e quindi c'è un sacco da fare e inoltre ogni maledetto lunedì lei ha preso l'impegno di inviare un report settimanale ad alcuni colleghi che forse lo destinano direttamente nel cestino, ma lei una volta preso l'impegno va avanti e lo onora.
A scuola i nani escono uno alle 4 e uno alle 4.30 e questo le permette di fare la "doppia ripresa" in motorino e cioè prenderne uno portarlo a casa, tornare a scuola a prendere l'altro e portare a casa anche lui.
Il lunedì inoltre quest'anno è la giornata del nuoto dei bambini e la kamikaze che alberga in lei, che l'anno scorso ha disertato quasi l'intera stagione, quest'anno ha deciso di tornare.
E questa è la normale routine.
Ieri in particolare dopo la piscina dei bambini, M doveva andare in parrocchia (...) a iscrivere il nano al catechismo.
La cosa le dava non poca ansia essendosi lei sposata in comune e non avendo molta confidenza con chiese e parroci. Tuttavia Don Andrea (dopo H, il pediatra, il ginecologo, Lui, anche il parroco si chiama così) le è talmente piaciuto che è arrivata a invidiarne la serenità assoluta e priva di ombre.
Dopo l'iscrizione al catechismo, M è tornata a casa per ricordarsi immediatamente di dover passare in libreria per ultimare l'ordine dei libri del nano, quindi (particolare degno di nota) si è tolta le scarpe (chiuse) che portava dalla mattina si è messa quelle aperte e è andata in libreria.
E' scesa al piano seminterrato della libreria, ha fatto il suo ordine e risalendo ha sbattuto l'alluce destro al bordo dello scalino e ha perso la quasi totalità dell'unghia con tanto di smalto adorato amarena.
Serafica senza fare un beo, ha continuato a salire le scale, si è fermata a comprare il latte ed è tornata a casa sanguinando, con le lacrime che le scendevano sulle guance.
Una volta a casa il nano l'ha guardata sanguinare..e ha voluto assistere alla medicazione casalinga, dolorosissima.
M era sul punto di commuoversi per la sua sentita e inaspettata partecipazione quando:
"Dai mamma.. non sarà mica più doloroso di quando siamo nati noi.." ed è tornato davanti alla tele, incurante di sangue, lacrime e dolore come ogni maschio Alfa che si rispetti.
mercoledì 24 settembre 2014
Corsi e ricorsi
Nel lontano 1997 M si laureò. E organizzò una festa di laurea invitando i suoi amici.
Non c'erano ancora i telefonini, qualcuno l'aveva ma M no e quindi gli inviti li fece per telefono.
Una telefonata a un amico di vecchia data che non sentiva da un po' fu questa:
"Ciao Giorgio sono M è un sacco che non ci sentiamo, come stai? Io tutto ok volevo invitarti alla mia festa di laurea il 14 giugno..la faccio al mare..Non puoi mancare!"
"Ciao M.. sai mi becchi in un momento un po'così.."
"No non ti inventare niente..ci vieni e basta!"
"Immagino tu non abbia saputo ma stanotte è mancato mio padre.."
Circa sei mesi fa in questa fantastica comune che è il giardino di VR una MdVR ha chiesto in prestito a M il mini pimer. M non è una assidua cuoca, ma erano un po'di giorni che H le ricordava di richiederne la restituzione. Siccome da un po'di tempo M non la incontra, stasera si è decisa a chiamarla.
"Pronto ciao come state?"
"Ciao M in effetti un po'così.."
"..."
"Stanotte è mancata la mamma di husband"
"...mi dispiace molto..Non sapevo niente.."
"Già...siamo tornati adesso.. tu perché chiamavi?"
"..no.. niente lascia stare.. una cavolata davvero.."
"No..dimmi.."
"..Bè...il mini pimer..lo avete ancora voi?"
lunedì 28 luglio 2014
806
lunedì 7 luglio 2014
Girls
Una fa quarant'anni tra pochi giorni ed è in cerca di un tema per la sua festa e di un vestito ma non per forza in questo ordine;
Una ha perso il suo più importante riferimento ed è persa dentro una bolla che la difende e la opprime insieme;
Una è molto preoccupata per un esame che la aspetta venerdì alle 14 mentre lei avrebbe voluto farlo ora e togliersi il pensiero;
Una ha una sorella che ha perso il senso e in cambio ha trovato un pigiama un po' grande, una pila di giornali vecchi e una tazzina da caffe;
Una ha un problema parcheggiato in garage, con quattro ruote ma solo tre posti;
Una ha un marito con la febbre da due settimane ma non si capisce perché e invece forse la febbre per una buona volta vorrebbe averla lei e essere coccolata un po' perché dopo un inverno a soffiare nasi e dispensare antibiotici ai nani questa proprio non ci voleva.
Sono alcune delle amiche di M. M vorrebbe abbracciarle tutte anche se non per tutte riesce a trovare il tempo.
E anche se non tutte vogliono essere abbracciate.
lunedì 23 giugno 2014
Coraggio e paure
I labirinti di scaffali con cassetti che contengono ricordi dimenticati.
Le scale e le piante grasse come una persecuzione divina.
Le persone che si dividono in gruppi, accomunate dal modo di reagire a un evento traumatico, tra questi spiccano: i drammatici che per loro niente sarà più come prima; i semplicisti che non è niente e che vuoi che sia; quelli che è successo anche a loro e molto peggio o se non a loro direttamente, a un amico, che te devi solo considerarti fortunata altro che; e quelli in fuga che non sanno gestire il cambiamento e che se non sei al 100% è meglio niente.
Le parole più semplici che nei cassetti non le trovi più.
La ritrovata sigaretta che quando sei allergica a tutto, è davvero un piccolo lusso.
Gli occhi lucidi per le confidenze che fanno fatica a uscire ma una volta fuori quanto si sta meglio.
Un regalo di compleanno inaspettato e probabilmente immeritato.
Un piccolo libro in soccorso e qualche compito per i prossimi giorni.
Oggi M è andata a trovare la collega alta caduta dal trullo quasi due mesi fa. Alla collega alta non è dato sapere, ma a M questa visita ha fatto bene al cuore.
giovedì 12 giugno 2014
Cu nasci tunnu non pò mòrere quadrato
Tutti nel giro di un mese.
Ho la consapevolezza che ho dei limiti, delle difficoltà, delle cose di me che non posso governare.
So che succederà ancora, spero che non sia con i bambini o in motorino. Spero di riuscire a controllarlo un po'.
Spero non arrivi mai, ma in fondo lo aspetto sempre.
Abbiamo limiti, difficoltà.
Ci rompiamo, andiamo in tilt, ci fermiamo.
La consapevolezza di non poter contare su me stessa al 100% mi fa star male, mi fa paura.
Il pensiero di essere stata fregata proprio da me, da quella parte di me che non riesco a controllare mi spaventa.
Ma anche quella sono io.
Un piccolo pezzo di me e devo conviverci.
Certi giorni non ci penso nemmeno più, forse in quei giorni sono come quelle persone che invidiavo tanto perché le vedevo stare bene.
Ma per fortuna non è stato così.
Siamo macchine quasi perfette, tutto sta a far pace con quel quasi.
I siciliani dicono che uno che nasce tondo non può morire quadrato. Io credo che uno che nasce tondo al limite può morire ovale, come un tondo un po' schiacciato.