Visualizzazione post con etichetta Abitudini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Abitudini. Mostra tutti i post

martedì 10 ottobre 2017

Pesci si nasce, e si diventa

M ha ripreso a nuotare da poco più di un paio di settimane, dopo un anno di fermo.
Nonostante la lunga pausa, ha ripreso le sue storiche lezioni la mattina come se non fosse passato un giorno; è immediatamente tornata al suo ritmo con i suoi 2,5 km l'ora, senza incontrare nella ripresa alcuna difficoltà, aiutata dalla convinzione di essere stata, nella sua vita precedente, un pesce.

Il suo corso si svolge la mattina prima dell'ufficio.

Quest'anno è tenuto da un istruttore nuovo. Diverso in tutto da quello precedente: fisicamente, caratterialmente, in maniera evidente.
E' un ragazzo giovane senza capelli ma con una lunga e foltissima barba. Ha un passato da rugbista e ha imparato a insegnare nuoto quasi per caso, senza nutrire per questo sport l'amore sconfinato che prova M.
E' solitamente dedicato ai corsi agonistici e solo momentaneamente sta sostituendo K l'istruttore precedente.

A differenza del precedente istruttore è molto serio e puntualissimo.

Stamattina al termine della lezione, ha fermato M gocciolante in cuffia e costume a bordo vasca.
- Senti scusa non prenderla a male ma..
- ...
- ..questo corso non fa per te.
- ....
- ... no aspetta non fraintendermi non è che non ti ci voglia o ti stia chiedendo di andare via..
- .. io faccio questo corso da anni..sempre lo stesso.. dall'altra piscina.. l'ho seguito qui..
- .. sì beh ecco è arrivato per te il momento di passare ad altro: all'agonismo

(leggera sensazione di vertigine)

- AGONISMO???
- sì.. qui non ti diverti, devo darti più vasche degli altri, fai esercizi che non ti servono a perfezionare niente perché nuoti già bene, la scuola nuoto non fa per te, tu ti devi allenare. DEVI FARE I MASTER.
- .. ma io ho 44 anni.., due figli, un lavoro semiserio full time, insomma vengo a nuotare così per stare bene.. mi piace..ma così senza impegno..
- .. come vuoi, il mio è solo un consiglio: tu la scuola nuoto o il perfezionamento degli stili l'hai superato da un pezzo, dovresti passare agli allenamenti. Poi vedi tu, per me se continui a venire va bene eh, lo dico per te.

M è tornata negli spogliatoi con un misto di orgoglio e senso di inadeguatezza.

E adesso non sa se assecondare la scintilla della competizione con se stessa che si è già accesa dentro di lei e cedere al fascino dell'allenamento master che si svolge nella corsia di fianco tra atleti che lei ha sempre considerato semidei metà uomini e metà pesci; oppure mantenere la sua rassicurante e decennale abitudine della scuola nuoto con le sue compagne che considerano lei un'atleta.

Tra le due scelte, poco più di un metro di corsia e parecchi chili di ansia da prestazione.

Che poi le era già successo qualcosa del genere qualche anno fa.

martedì 25 ottobre 2016

Le telefonate di H

Interno in ufficio, tempo coperto, luce sulla scrivania accesa.
Ore 16:50 squilla il mio telefono. 
Sullo schermo la faccia di Husband. 

Ora, forse per le altre Wife, ricevere una telefonata dal marito in orario di lavoro è un'abitudine; per alcune financo un piacere, ma per M che MAI ha ricevuto una telefonata da H in orario di lavoro se non per ricevere questo tipo notizie:

lunedì devo andare a Buenos Aires per due settimane
oppure
mi hanno chiesto quanto tempo sono disposto a stare fuori consecutivamente perchè serve qualcuno che vada a Singapore per sei mesi
oppure
dovrò andare un paio di mesi a Sidney per la chiusura della gara
o ancora (di venerdì sera) 
lunedì vado a Caracas ma solo un mese (il nano aveva appunto un mese ed era in pieno periodo lupo)

ricevere una telefonata da H alle 16.50 è davvero una sorpresa, di più una novità.

Quindi, avendo già saputo da qualche giorno che la prossima settimana va a Buenos Aires per una decina di giorni, M risponde con un misto di ansia e curiosità.

- Pronto?
(silenzio)
- Pronto H??
(silenzio e rumore di fogli)
- Ehi... pronto???
(rumore sempre più vicino poi la sua voce)
-ma chi c'è qui???
- ...
- M sei tu??
- sì.. ma mi hai chiamato tu..
-ah deve essere partita la telefonata scusa

Click.

martedì 17 marzo 2015

I dati inutili

Il nano a scuola sta studiando i problemi con i dati inutili.
I dati inutili in matematica sono dei dati che non concorrono a determinare la risoluzione del problema, ma che vengono inseriti nel testo per confondere l'alunno e per portarlo a capire quali sono i dati necessari e quali appunto quelli inutili.
Quando M faceva le elementari non esistevano i dati inutili. Nei problemi i dati erano tutti utilissimi e quindi questa novità dei dati inutili l'ha colpita parecchio.
Un esempio di problema con dati inutili preso dal libro del nano è:
In libreria ci sono 143 fumetti. 26 sono di avventura. Il libraio ne vende in tutto 113 quanti libri restano in libreria?
Il dato inutile per chi non avesse capito è "26 sono di avventura".

I problemi con i dati inutili sono talmente piaciuti a M che ha pensato di inserirli a pieno titolo nelle domande che fa ai nani prima di dormire.
I problemi proposti da M però hanno solo dati inutili.

Ieri sera.
"Mamma ci fai le domande?"
"Ok.. andate nei letti e vi faccio due domande a testa"
"No tre!"
"..ok tre domande a testa"
"..e prima devi dire la materia  il nome della maestra e poi fai la domanda!!
“..ok..!
"Allora ieri abbiamo iniziato con il Mezzonano e stasera inizi tu Nano"
"Ufff"
"Allora Matematica Maestra RobertaSantaSubito.."
"Ok..."
"Problema: Lo zaino di Giovanni pesa 20 kili.."
"..ma non li abbiamo ancora studiati i kili!"
"Zitto! Lo zaino di Giovanni pesa 20 kili, dentro ci sono 7 libri e 12 quaderni..un astuccio completo e un diario.."
"..sì però i kili non li abbiamo studiati!"
"Shhhh.. che perdo il senso.. Allora lo zaino di Giovanni pesa 20 kili, dentro ci sono 7 libri e 12 quaderni..un astuccio completo e un diario.. quanti anni ha Giovanni?"

Loro hanno riso come matti e M ha continuato con una serie di problemi bizzarri, non avranno ripassato matematica, ma si sono molto divertiti. Viva i dati inutili.




mercoledì 4 febbraio 2015

Nani e miti

Babbo Natale, su suggerimento di M, ha portato ai nani il libro dei miti. Il regalo ha riscosso in effetti un insperato successo e M la sera quando non fa le domande, gliene legge un paio.

Ormai sono stati letti tutti, alcuni più di una volta, e pure essendo spaventosi e cruenti, con teste mozzate, corpi dilaniati, mostri orrendi, sacrifici umani, madri che ammazzano figli e viceversa, e rovinose morti giù dalle rupi, a loro piacciono parecchio e non si stancano mai di ascoltarli.

Stasera M era stanca e ha deciso che ne avrebbe letto uno solo.
Ore 21.00
"Volete decidere voi quale?"
"No.. dai scegli tu!"
"Ok allora faccio così apro il libro a caso e quello che viene leggo, ok?"
"..."
"Ok..allora mettetevi nei letti..adesso apro il libro.. Polifemo e Ulisse!"
"No! Polifemo noooo"
"Uffa nano non cominciare.."
"Dai riapri che Polifemo e Ulisse non mi piace"
"Uff..ok.. Re Mida!"
"Nooo dai Re Mida noooo è bruttissimo come mito e io lo so già a memoria! Un altro.."
"Mi sto innervosendo.. è l'ultima volta eh.. Antigone!"
"..."
"Va bene Antigone?"
"No che non va bene lo abbiamo già letto e questa cosa del libro aperto a caso non mi piace per niente!"
"Senti nano e Polifemo no, e Re Mida no, e Antigone no.. e che è...Non è che possiamo metterci mezz'ora a sceglierne uno!"
"Ma uffa però lo volevo scegliere io!"
"Ma i patti non erano questi, io vi ho chiesto volete sceglierlo voi e voi no mammina scegli tu.. e ora non te ne sta bene uno! Non sei onesto, non mi piace!"
(Inizio di piagnisteo insopportabile)
"Dai quale vuoi? Guarda che non ne leggo nessuno se fai così!"
"..."
"Perché non mi dici quale vuoi invece di cercare di farmi indovinare?"
"Ok.. però chiedimeli tu"
"Ifigenia?"
"No"
"Proserpina?"
"No"
"La morte di Achille?"
"Noooo!"
"La caduta di troia?"
"No"
"Il sogno di Ecuba?"
"No!"
"Grrrrrr... E allora quale??"
"Polifemo e Ulisse."
Ore 21.20.

lunedì 19 gennaio 2015

Sportivi si nasce

A casa di M c'è un televisore.
In realtà ce ne sono due ma uno è in camera della muta suo personale e quindi è come se ce ne fosse uno.

Questo unico televisore è in soggiorno, perché M e H sono contrari alla tele in camera (M è in realtà contraria alla tele ovunque essa sia), così come sono contrari all'abbonamento a Sky, sicché i nani, dalla nascita, sono i padroni assoluti dell'unica tele della casa.

M pensava che il peggio fosse passato, perché il peggio per lei sono stati i tre anni di in costante compagnia dei Teletubbies. Il nano infatti, da piccolo, mangiava solo se ipnotizzato davanti a una puntata dei 4 pupazzoni colorati.
Uscito dal tunnel dei Teletubbies, le cose sono cominciate a migliorare: Pingu, la Pimpa, Sam, Pat, Bob, Paddington, Thomas.
Poi si è avuto un momento di regressione in compagnia di Peppa Pig che, tanto innocua e educativa all'inizio, ha cominciato a essere un po' invadente anche lei, ma sempre di gran lunga meglio dei pupazzoni.

Adesso però il Mezzonano, con un padre che pratica il tennis e la bicicletta in palestra e totalmente estraneo al calcio, ha cominciato a impadronirsi di telecomando per seguire lo sport, cioè quel che resta dello sport a una tele non provvista di abbonamento Sky.

In questa ultima settimana questi sono gli sport che ha seguito con una passione e una concentrazione quasi preoccupanti:
Hockey su ghiaccio
Hochey su ghiaccio per disabili
Hockey su prato
Pallavolo, purché maschile
Calcio a 5
Palla a mano
Rugby
Pallanuoto.

Forse è arrivato il momento di presentargli Lala e Thinky Winky, o di abbonarsi a Sky.

mercoledì 24 dicembre 2014

La vigilia

Quando M aveva l'età che oggi hanno i nani la vigilia di Natale verso le sei e mezza di pomeriggio babbo Natale arrivava in casa in un'atmosfera magica resa suggestiva dal camino acceso e dalle fiamme delle candeline sull'albero, perché allora le lucine elettriche non erano ammesse in casa sua, così come i capelli sotto le spalle, lo smalto alle unghie, la frangetta, gli stivaletti, le merendine e il cerchio alla gonna del vestito di carnevale.
Poi alle otto M con il fratello, NonnaG e l'Arch andava a casa dei nonni materni e lì, in una allegra caciara di 11 cugini, 21 zii e 2 nonni, si tratteneva per la tanto attesa cerimonia dell'albero, il cenone a base di pesce per i grandi e con la pasta al forno per i piccoli e il mitico mercante in fiera dello zio Andrea che durava fino a notte inoltrata e i cui ricchissimi premi sono ancora oggi oggetto di racconti e invidie.

La cerimonia dell'albero prevedeva che i cugini di mettessero in fila indiana in ordine di altezza/età nel lungo corridoio, che anni prima era stato abitato quotidianamente da una famiglia con sei bambini, e che entrassero uno dopo l'altro nel soggiorno dove, intorno all'imponente albero, qualcuno aveva lasciato, in cestini di vimini con il nome sopra, i regali per ciascuno.

Questo rito, perpetrato per almeno 25 anni e tanto amato da noi sempre meno piccoli, è entrato dentro ognuno di noi e ha messo radici inestirpabili.

Oggi il rito è stato tramandato ai nostri nani.
Al posto dei cestini ci sono i sacchi ricamati dalla NonnaGiò; al posto della grande casa dei nonni ci sono le nostre case, che a turno mettiamo a disposizione per questa magica serata. Al posto nostro ci sono i nostri figli e al posto dei nostri genitori ci siamo noi.
L'entusiasmo è lo stesso di allora e anche la posta al forno.
Buona vigilia!

martedì 23 dicembre 2014

Non tutto è perduto

M nell'ultimo periodo molto per caso un po' forse anche per scelta ha rinunciato alle cose che ama di più:
1) andare al cinema.
È talmente tanto tempo che non ci va che non riesce a ricordare l'ultima volta. E non si limita a non andarci più, ha proprio perso contatto con il tema e ignora da mesi quali titoli siano usciti;
2) l'abbonamento annuale alla sua rivista preferita che è scaduto durante l'estate e non è stato rinnovato dopo più di 10 anni di onorato servizio, perché un numero a settimana era diventato troppo e molti partivano da casa sua per il loro giro di seconde e terze mani ancora nel cellophane;
3) non ha comprato i biglietti per il nuovo tour di Jova e sarebbe la prima volta in assoluto dal 1992 che manca l'appuntamento, considerando anche il fatto che gli ultimi tour li ha seguiti in più tappe.
Ma soprattutto
4) M non nuota più da luglio. La sua piscina ha riaperto solo ieri dopo la lunga pausa estiva e lei non ha trovato una sostituta all'altezza e quindi non ha più nuotato. E questa è una mancanza che le fa parecchio male.
Infine M
5) ha smesso di scrivere l'erba per un po' e se non ci fossero state le amiche Emme e ME a spronarla forse avrebbe continuato a non scrivere.

M però continua a mangiare schifezze, a vivere di shopping online e chat con le amiche e a andare avanti a cioccolata, quindi non tutto è perduto.

Buon Natale a tutti voi che passate di qui!

mercoledì 22 ottobre 2014

A ognuno la sua biancheria intima

Sono circa 27 anni che M si fa la ceretta. All'inizio la pratica era casalinga: NonnaG preparava un intruglio buonissimo di acqua zucchero e limone chiamato tecnicamente la pallina di madame Lebeau che era in realtà uno strumento infernale di tortura al quale M riusciva a sottoporre a stento una mezza gamba. Il metodo successivo, sempre casalingo, meno doloroso della malefica pallina, era puzzolente, scaldato in una pentola e steso bollente sulle parti da depilare con l'aiuto di un cucchiaio di legno da cucina.
I metodi casalinghi a M non sono mai piaciuti e appena raggiunta l'età dell'autonomia ha iniziato a andare a fare la ceretta dall'estetista.
Attualmente M ha due estetiste una estiva e una invernale, che definire di fiducia è poco. Perché M è fatta così, ha bisogno di certezze e di stabilità.
Entrambe le estetiste di M sono diventate ormai per lei delle amiche, non soltanto perché conoscono parti di lei che forse solo l'ostetrica al parto, ma anche perché in quella ora ogni 45 giorni in cui si incontrano si raccontano un sacco di storie.
In particolare con quella invernale, che attualmente viene a domicilio, si è instaurata una certa confidenza.
La terzultima volta:
"Hai portato gli slip di carta usa e getta?"
"No..mettiti un paio di mutande vecchie..le più brutte che hai..un paio da buttare.. che poi le tue..ora che ci penso..sarebbero da buttare tutte"
"..."
La penultima volta:
"Ce l'hai stavolta gli slip usa e getta?"
"No..mettiti un paio delle tue.."
"Ok..ecco"
"E che te sei messa..il pigiama??"
"..."
Oggi:
"Non li hai vero gli slip usa e getta?"
"No, dai..vai a mettere le mutande della nonna va.."
"..."

martedì 15 luglio 2014

Il ponte della gente

Nella vita di M, che tutto trasforma in rassicuranti abitudini, ormai da qualche settimana il lunedì pomeriggio è diventato il giorno dedicato alla visita della collega alta volata giù dal trullo due mesi e mezzo fa.
Ieri era lunedì e dopo l'ufficio in motorino M si è avviata verso la sua nuova abitudine.
Appena arrivata dalla collega alta, ha avuto la piacevole sorpresa non solo di vederla in piedi vestita e truccata ma di sentirla dire "usciamo!" sì proprio con il punto esclamativo che, anche se a parole la punteggiatura non si vede, c'è.

Quindi ha cercato l'adorata car2go più vicina e l'ha portata sul PontedellaMusica con l'obiettivo di far volare (stavolta possibilmente in alto) una lanterna cinese.  

Arrivate al ponte il tempestivo temporale estivo non le ha scoraggiate e loro hanno aspettato pazienti sotto un tubo di ferro che smettesse. Poi hanno lanciato la lanterna cinese senza arrecare danni a cose e persone e sono rimaste lì a guardarla volare. perchè nonostante sia impresa alquanto difficile checché si possa pensare, la lanterna cinese è volata davvero.

Più o meno sono restate sul ponte circa un'ora.
In questa ora sul ponte si sono avvicendati, oltre ai soliti runner, ai ciclisti, ai pedoni qualsiasi:
una classe di aerobica con tanto di istruttore e tappetini colorati per fare gli esercizi a terra;
la banda della finanza al completo che ha suonato davanti a una sparuta platea seduta su appositi seggiolini;
una sposa con sposo e fotografi al seguito.

La collega alta alla fine della sua ora d'aria ha sentenziato: "avevo sempre pensato che questo ponte non servisse a niente.. invece serve alla gente!"

Il ponte della gente, di lunedì


lunedì 16 giugno 2014

Nonno Lello

Il Mezzonano un po'gli somiglia.
Nel suo essere buono. Nel mettere il bene degli altri sempre al primo posto. Nella calma e nella pazienza che mette nel portare a termine un impegno. Non l'ha mai visto eppure inconsapevolmente porta con sé qualcosa di lui.
Era un uomo buono. Aveva le sue abitudini, la poltrona dove ascoltava le lezioni del cugino serio la sera. Aveva il bastone su cui appoggiarsi e il cappello in testa quando usciva. Il budino nelle coppette monodose, trasparenti di vetro, una per ognuno di noi che potevamo portarcele a casa e mangiarle dopo cena.
Aveva il suo sport alla tele, lui che di sport aveva vissuto tutta la vita.
Amava stare in compagnia, le grandi tavolate, loro che minimo a tavola erano in otto.
Quando c'erano i mondiali invitava tutti noi nipoti a guardarli con lui nella tele a colori, grande.
È per questo che nei ricordi di M la sua faccia e quella di Pizzul di confondono un po'.
E in questi giorni che i mondiali sono tornati, M non può fare a meno di pensare a lui, che gli ultimi che ha visto sono stati quelli del 94, venti anni fa.

domenica 15 giugno 2014

"Mi manchi"

E' la frase preferita di M in assoluto.
Più del classico "Ti amo"
Più di tutti i complimenti che una ragazza può ricevere
Financo più di "quanto sei magra", il che è tutto dire.

"Mi manchi" per M è il non plus ultra.
E proprio così, detta al presente, nel momento esatto della mancanza, perché "mi sei mancata" non produce in lei lo stesso effetto.

E' una frase che M non si sente dire mai, mai, mai.

Lo scorso fine settimana in spiaggia.
"Ehi MK ma dimmi una cosa, tu e il tuo Husband quante volte vi sentite in una giornata media?"
"Mah.. dipende.. a volte mai.."
"Ah ok quindi è normale.. perché noi dalla mattina quando ci salutiamo alla sera quando ci rivediamo a casa, forse ci siamo scritti per comprare il latte.." 
"Ah sì le comunicazioni di servizio certo.. ma sai noi è diverso perché spesso io sono a casa a pranzo e lui allora passa per un saluto.."
"..."
"comunque direi che più che sentirci ci scriviamo"
"e cosa vi scrivete oltre alle comunicazioni di servizio?"
"ma non so.. certi giorni.. "mi manchi...""
"Mi manchi???"
"..sì.."
"Cioè ci sono dei giorni in cui lui ti scrive mi manchi???"
"Sì.. delle volte me lo scrive lui, magari può capitare che glielo scriva anche io.."
"H!!! Hai sentito??? Loro si scrivono mi manchi!!! Ma tu mai me lo hai scritto..non ti manco mai io?"
"E certo che no! Ti vedo la mattina e ti rivedo la sera.. tutti i giorni!!! Come puoi mancarmi???"
"..."

Questo per dire che qualche giorno fa quando E le ha scritto "mi manchi", M è stata molto contenta.


domenica 27 aprile 2014

Le cene degli altri

Gli usi e costumi familiari si tramandano di generazione in generazione. Un po' si modificano nel corso del tempo, ma di base restano quelli.
A casa di M quando era figlia non si dava molta importanza al cibo. L'Arch, nella sua dicotomia del mondo in chi vive per mangiare e chi mangia per vivere, si è sempre schierato nel secondo gruppo e con lui anche noi che con lui abbiamo vissuto.
Non che non ci fosse da mangiare a casa, ma le cene si somigliavano un po' tutte e anche i pranzi, fatta eccezione per quelli che prevedevano un ospite. C'erano ovviamente anche le eccezioni ma in ogni caso l'eccezione prevedeva il "piatto unico": il gateau di patate, oppure la pizza fatta in casa, oppure la pizza di scarola.

La cena tipo era minestrina con formaggino o passato di verdura, verdura lessa, formaggio e frutta.
Tutt'altra aria di respirava a casa di H dove l'Altra Nonna, all'epoca cuoca nel ristorante di famiglia, non faceva mancare niente.
La cena tipo era: tagliatelle al ragù, fatte in casa sia le tagliatelle che il ragù, polpette in umido con il purè, ciambella dolce, frutta.
Venendo da mondi così diversi uno dei due doveva cedere il passo e fortunatamente oggi H non disdegna la minestrina.
Qualche giorno fa però M e H erano in giardino. Si parlava con le MdVR, era quasi ora di cena e ci si accingeva a ritornare a casa.
"Cosa prepari di buono stasera?"
"Pasta con la zucca, polpette e patate al forno"
"Ah..e tu spagnola?"
"Stasera proteine quindi gamberoni alla piastra e insalata. Per i bambini anche la pasta, ma non al sugo che la mangiamo a scuola"
"Ma quindi voi mangiate sempre primo, secondo, contorno..etc a pranzo e a cena?"
"Bè..certo..un pasto completo.."
M si è voltata a guardare H, che effettivamente era un po' nostalgico.


domenica 20 aprile 2014

Pasqua

La pastiera a colazione pranzo e cena. E quest'anno è venuta meglio più cotta/meno cotta, più asciutta/più bagnata, e mettici lo zucchero a velo che se l'è bevuto tutto, e mangiala con un pezzettino di cioccolata che è la morte sua.
Le previsioni del tempo consultate da due settimane prima che non promettono mai niente di buono e ma dai partiamo che al mare è sempre più bello, c'è aria, si apre.
Le sorprese dell'uovo sempre una delusione a prescindere da quanto l'hai pagato e dalla marca. Che tanto quest'anno abbiamo fatto beneficenza mamma e anche se non c'è una sorpresa bella siamo contenti lo stesso.
Il camino acceso nella casa al mare, con l'odore del fumo addosso e le finestre aperte per farlo uscire.
La pancia piena come a Natale o forse anche peggio che a Pasqua ci sono cose più buone e poi c'è la pizza di formaggio che M mangerebbe tutti i giorni dell'anno ma non può perché è vietato dai severi e rigorosi usi e costumi familiari.
Buona Pasqua a voi che passate di qui.

lunedì 24 marzo 2014

Juke box serale

La sera di solito le mamme mettono a letto i loro bambini raccontando delle storie, leggendo delle favole o cantando ninne nanne sdolcinate.
M ha fatto tutto questo quando loro erano più piccoli, poi è passata al gioco dei contrari, a quello dei sinonimi, alle tabelline e alle operazioni matematiche in generale e agli indovinelli "è una cosa.." che, bisogna ammettere, è il gioco preferito specialmente quando "è una cosa.." glielo fa il babbo su cose che hanno visto nelle terrificanti puntate dei cloni o nei film da maschi con cui si trastullano nei fine settimana e che M diserta sempre.
Adesso siamo nella fase "sentiamo una canzone". La canzone la decide M, unica regola deve essere italiana che loro vogliono sentire e capire le parole. È così che siamo passati da tutto il repertorio di Jova, a "non voglio mica la luna" di Fiordaliso, la preferita in assoluto del Mezzonano, poi a Gianna Nannini, Cocciante, Rino Gaetano, i Negramaro lente e rock con preferenza unanime per le seconde, Zibba, il cuoco pasticcione (su richiesta), i cult della Carrà. Stasera abbiamo ascoltato "la notte" dei Modà, che è una di quelle canzoni che ti resta nella testa per giorni anche se non ti piace e M si è già pentita della scelta.
Per domani siamo a posto: il Mezzonano ha già fatto la sua richiesta "non voglio mica la  luna, che è tanto che non la sentiamo e non è giusto".

martedì 7 gennaio 2014

Il solito tran tran

Oggi, dopo 5 giorni a casa da sola con i nani, con il rientro in ufficio M ha ripreso quelle  abitudini quotidiane che scandiscono le sue giornate e si è sentita bene come quando i pezzi tornano a posto dopo un periodo di caos.
1) la colazione alla macchinetta del quinto, che seppure senza l'amica trimamma seduta accanto a lei sul condizionatore, che M chiama la panchina degli innamorati, è diventata un piacere irrinunciabile;
2) la lettura della posta in pace senza interruzioni e i pagamenti vari di inizio anno (per un totale di 910 euro);
3) la passeggiata a ora di pranzo con barretta al cioccolato fondente in mano e piacevole sole addosso;
4) i report con il serissimo collega siamese che, seppure sono pratica quotidiana da ormai un anno, ancora non la hanno stancata, ma forse hanno stancato il collega siamese;
5) i pomeriggi con la luce bassa, l'amica me alla scrivania accanto e qualche chiacchiera tra il serio e il faceto;
6) il disbrigo di quella richiesta che Lui le ha fatto prima delle vacanze che sembrava difficilissima e impossibile e invece un poco alla volta sembra meno spaventosa e più fattibile;
7) il rientro a casa e loro già pigiamati, lavati e profumati, e la tavola apparecchiata e l'odore di una qualsiasi cena nel forno, che le leva qualsiasi responsabilità;
8) la nanna categoricamente rientrata all'orario normale delle 9 e il silenzio alle 9 e cinque;
9) l'erba quotidiana prima di leggere o struccarsi o vedere un film, insomma prima di tutto.

mercoledì 2 ottobre 2013

Una storia lunga e divertente

Stasera prima di dormire.
M e il mezzonano nel letto del mezzonano.
"mamma mi lacconti una stolia?"
"va bene dimmi che storia vuoi"
"non quella della balca che affonda.."
"ok niente Titanic stasera, dimmi l'argomento"
"allola beve essele lunga e diveltente.."
"ok..e l'argomento?"
"beve pallale... di quando vi siete innamolati"
"..."
"sì dai di quando vi siete innamolati voi!"
"ma chi? Io e babbo?"
"Eh"
"ma non è mica tanto lunga quella.."
"Ah"
"..e nemmeno divertente!"
"Allola vollio quella del coniglio fulbo fulbissimo".

martedì 1 ottobre 2013

Pro e contro

Venerdì pomeriggio M ha passato parte del pomeriggio nella sua casa della vita numero due. Non le succedeva dal febbraio 2007 di stare lì da sola ed è stato un po come tornare indietro nel tempo.
Le cose che mancano a M della sua vita numero due sono:
la domenica mattina da sola nel letto con le campane che suonano e nessuna fretta;
il rientro a casa dall'ufficio la sera e la cena a base di cracker e maionese sulla mensola in cucina;
le serate E.R. con ME a base di pastina col formaggino;
l'albero di natale volante;
le serate Bridjet Jones;
il sabato pomeriggio in compagnia davanti al camino;
il non sapere cosa la aspettasse dopo.

Le cose di cui M non sente affatto la mancanza sono:
I quattro piani a piedi con le buste della spesa/le valigie/la pancia/la legna per il camino/il nano appena nato in braccio;
le quotidiane e insopportabili litigate dei vicini di casa rinominati non a torto da M "i Cogne";
certe sere a casa da sola aspettando una telefonata che non arriva;
la pioggia insistente sopra la testa e le feste rumorose sul terrazzo;
il non sapere cosa la aspettasse dopo.

lunedì 19 agosto 2013

Dialetto

Breve glossario per un felice soggiorno all'Altro Mare:

tan la smèt? = la vuoi smettere? la pianti? (gergale)

te lo digg mè = te lo dico io (letterale); fidati

ta n'avria = non avrai (letterale); usato in gergo in senso contrario come il romano "stai senza"

il povr sciugamen = di persona modesta, senza agi

luviria (ma anche luveria) = dolcetto, dessert, sfizio goloso

ta ni pesa = non hai pace

at salud = arrivederci

voipa = apatia anche post prandiale

baganaio = confusione (cfr. casein)

vin oltra (ma anche vin iché) = vieni oltre (letterale); vieni qui

am so stof = mi sono stancato

a ni pos piò = non ne posso più.

lunedì 12 agosto 2013

L'Altro Mare

1) la piada dell'Altra Nonna
2) le lenzuola blu nel letto
3) la raccolta iper differenziata che spiazza sempre un po'
4) gianluigi e la sua piccola sedia a rotelle
4) il beach tennis come sport nazionale
5) i culi perfetti delle barbie e l'addominare scolpito a destra e a manca
6) le vele dei kite
7) il ritorno in bici in salita
8) il bassifondo e le cene tutti insieme
9) gli aerei bassissimi sopra la testa
10) il sole dalla parte opposta del mare.

M, H e i nani sono arrivati sabato all'Altro Mare e queste sono le prime dieci cose che hanno trovato.

martedì 6 agosto 2013

Ti ho conservato un articolo

Da quando M ha memoria e capacità di lettura, NonnaG le conserva articoli di giornale.
"Ti ho conservato un articolo" è la frase esatta di NonnaG.

Lei legge con cura, apprezza, seleziona, ritaglia e conserva per M i pezzi più divertenti, o quelli utili, oppure quelli interessanti o ancora quelli che parlano di tizi che M conosce.

Nel corso del tempo gli aritcoli che NonnaG ritaglia per M hanno cambiato faccia: all'inizio parlavano di scuola, insegnanti, amicizia, compagni di banco e esami di maturità.
Poi di libri film al cinema, storie. Poi di lavoro, dell'azienda dove M lavora, dei suoi capi etc. Poi di mamme, gravidanze, parti, neonati, allattamento al seno e pappine. Poi dell'importanza della vita di coppia, le difficoltà di essere genitori, il rapporto e la ciomunicazione con i figli, la necessità di ritagliarsi degli spazi per due, i viaggi e sempre libri, film e storie.

Oggi sono ritornati gli articoli sulla scuola, l'insegnamento, compiti sì e compiti no, la differnza tra l'educazione data dai nonni e quella data dai genitori, il figlio unico e il rapporto tra fratelli, il tempo di qualità e il tempo pieno.

Se M avesse conservato tutti i ritagli di giornale che NonnaG le ha fatto leggere nel corso della sua vita, adesso ne avrebbe uno per ogni occasione, in ordine cronologico.
Ma non li ha conservati. 

Al momento è lei a leggerne di nuovi e a condividere i più divertenti con gli amici su facebook, perchè certe abiitudini si tramandano di madre in figlia anche senza bisogno di forbici.