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giovedì 12 marzo 2020

Beati voi

M non vede NonnaG e l'Arch da sabato.
Sabato li ha visti per puro caso mentre stava andando in piscina a piedi (sospirone) e loro nella loro nonni-mobile vintage le hanno dato un passaggio perché pioveva.
E' capitato altre volte di non vederli, anche per periodi più lunghi, ma il fatto di NON POTERLI vedere la destabilizza un po'.

Cerca di parlarci al telefono tutti i giorni, si accerta del loro stato di salute (buono), dei loro movimenti (pochi) e dei loro bisogni (al momento nessuno).

Ieri ha telefonato all'Arch, essere umano più unico che raro, e una volta in più ha scoperto che la visione del mondo con i suoi occhi buoni è bellissima.

"Pronto?"
"Ciao papà come state?"
"Bene, voi?"
"Bene grazie.."
"I ragazzi che fanno?"
"..eh.. la mattina i compiti poi il pomeriggio giocano alla play, vedono un film o una serie tv.. un po' si annoiano.. oggi il nano è sceso in giardino con l'amico spagnolo ma è tornato subito su.."
"..."
"Ci sei papà?"
"..sì sì stavo pensando.. che beati che siete..
"Beati? in che senso?"
"Che beati che siete a vivere una cosa così.."
"L'isolamento?"
"Sì.. noi non ce lo abbiamo avuto.. alla vostra età con voi piccoli in casa non ce l'abbiamo avuta questa fortuna di stare chiusi a casa tutto il giorno insieme.. quanto mi sarebbe piaciuto.. stare in casa tutto il giorno, godermi la vostra compagnia sempre.. che bello. Godetevela, beati voi."

martedì 28 maggio 2019

La memoria dei pesci

Capita delle volte di notte di sognare un posto della nostra vita in cui non si va da anni. Un posto dove si è passato tanto tempo. Capita di trovarlo intatto, come la memoria lo ricorda, e capita di percorrerlo con fortissima emozione, una sensazione di familiarità e novità insieme. 
Magari si scorgono delle porte nel sogno, porte a cui non si era mai più pensato, ma che sì certo che c'era quella porta.. e magari dietro quelle porte si trovano stanze non dimenticate, ma sopite, che riaffiorano potenti, come se da quelle stanze non ci fossimo mai allontanati.
A M è successo di sognare tante volte la casa dei nonni, l'ingresso con le marmette a terra, il corridoio largo, il bagno grande e quello piccolo, la "stanza dello sbarazzo" e in fondo il ripostiglio, dove si trovavano sempre le confezioni di cracker di nonno, che non erano quelle di oggi; i cracker erano quadrati, come se nascessero già spezzati a metà, tutti in fila indiana come pezzi del domino. 
Il soggiorno curvo,il terrazzino, l'enorme porta a soffietto che si chiudeva male, morbida, che separava il soggiorno dalla sala da pranzo con la tv.
Una casa grandissima che fu abitata da due adulti e sei bambini di età molto vicine tra loro e che M ha conosciuto abitata dai nonni, la zia Giò, il Pediatra e il Cugino Serio e che ha frequentato fino al 2000, quando è stata venduta perché non era più "la casa dei nonni".

Stamattina M dopo sei anni è tornata nella sua vecchia piscina, perché quella nuova in questa settimana non è agibile. La piscina in cui ha imparato a nuotare (1978) con l'istruttore che la allena tuttora.
La piscina dove ha nuotato tutta la vita: quando andava a scuola, quando studiava all'università, con le pance delle gravidanze. La piscina dove ha conosciuto Compagnadicorso (oggi nel suo club di lettura).
E ha avuto la stessa sensazione vissuta nel sogno della casa dei nonni. Tutto era come lo aveva lasciato: le crepe nei muri, le sbreccature sui bordi, il marmo sotto i piedi, la luce. Ha ritrovato la sua panca e la sua doccia, accanto a quella della collega alta volata giù dal trullo, che invece il club di lettura nel frattempo lo ha abbandonato, la mensola per lo shampoo sbilenca come allora, la presa del fon malfunzionante e la sua sedia dove anche oggi si è seduta per asciugarsi i capelli.

Mentre nuotava, le sono venuti in testa pensieri tristissimi e neri e ha fatto fatica a non farsi trascinare giù nell'acqua, perché la consapevolezza del tempo che passa e non torna indietro mai, la uccide.

Alla fine però è uscita all'aria aperta e c'era uno spicchio di sole tra gli alberi.





sabato 26 dicembre 2015

Due minuti in più

Sarebbero bastati due minuti in più e M sicuramente non sarebbe qui ora a scrivere in queste due ore abbondanti di rara solitudine nel periodo più ecumenico dell'anno.
I nani non sarebbero al cinema con H e gli amichetti a vedere il settimo episodio di Star Wars.
NonnaG non sarebbe all'acquaio a sistemare i resti del terzo pranzo consevutivo e l'Arch non sarebbe sul divano a sfogliare il vecchio album delle fotografie. Quello in bianco e nero.

Sarebbero bastati due minuti in più e questo giorno di festa sarebbe stato un giorno ben diverso.

Sì perché oggi verso le tre di pomeriggio durante il servizio fotografico ufficiale a casa dei nonni con tanto di dress code e fotografo professionista assoldato dall'arch, e precisamente durante la seconda sessione di foto,  quella in esterna in terrazza, M ha improvvisamente sentito odor di bruciato e visto del fumo provenire dalla sua ex camera da letto.

Sarebbero bastati due minuti in più e le fiamme alte mezzo metro sviluppate dall'ornamento di una candela natalizia e appena passate alla tenda sovrastante non sarebbero piu state domabili senza l'aiuto di pompieri e senza danni irreversibili. 
E invece due minuti prima il fuoco è stato domato seppur a fatica da noi familiari. E i danni si sono limitati all'incenerimento della tenda della ex camera di M e all'annerimento di tutte le pareti e del soffitto.

NonnaG ha riportato qualche fastidio alla gola per il troppo fumo inalato e i nani una incontenibile gooia per la insperata  sospensione della sessione fotigrafica.
Subito ripresa a fine incendio.

lunedì 23 febbraio 2015

Redi..viva?

Sono talmente tanti giorni che M non passa sull'erba e sono successe talmente tante cose che adesso non sa più da dove cominciare e prova la stessa sensazione di quando non sente un'amica da un po' di tempo e più passano i giorni e più succedono cose e meno riesce a chiamarla e preferisce sentire le amiche che frequenta quotidianamente e che non richiedono un lungo lavoro di aggiornamento.
Però prima o poi bisogna pur riprendere e quindi eccoci qui a provare a fare un elenco delle novità, che a qualche lettore M sa per certo che gli elenchi piacciono parecchio:
1) H è tornato sano e salvo da Tel Aviv, i nani sono sopravvissuti al trauma dell'abbandono e gli Altri Nonni se la sono cavata alla grande come al solito;
2) la pagella del primo quadrimestre della terza elementare del nano vantava ben quattro 10 e tutti 9 con sommo stupore di M e H e pura gioia di NonnaG e dell'Arch e il nano per questo si è meritato il tanto agognato videogioco mine craft da 6,99;
3) Lui, il giovane capo di M ha traslocato nella sua nuova vita al piano di sotto lasciando M a crogiolarsi nella sua fase due;
4) M è sopravvissuta a stento alla settimana sanremese, alle 27 ore totali dormite in 9 giorni, allo stress da prestazione, al pianto dell'ultimo giorno che a lei fa sempre tanto fine gita scolastica e si riduce come una vite tagliata come direbbe NonnaG, al brusco rientro;
5) M, pur sopravvissuta, non si è ancora ripresa dal jetlag sanremese e riesce a dormire solo di giorno che non si può; mentre di notte si gira e si rigira senza sosta fino a ore impossibili;
6) lo zio matto ha compiuto 40 anni e essendo il fratello piccolo, questo fatto ha avuto un contraccolpo su M, come se i 40 li avessero fatti i nani che per fortuna invece non arrivano a 15 in due;
7) lavorativamente parlando potrebbe essere il periodo d'oro per M e il suo collega siamese perché la loro attività messa in piedi per intuizione e follia e portata avanti contro tutto e tutti, sta riscuotendo successo e suscitando attenzione tanto che ne ha scritto anche una rivista di un certo livello in questo articolo, che lei ha mandato all'universo mondo compreso Lui e il Megadirettore Galattico, ma M è al momento troppo stanca e scarica per godersi la sua piccola gloria
8) domani alle 9 M ha preso un appuntamento informale con un vicedirettore megagalattico che ha conosciuto qualche tempo fa e con il quale ogni tanto capita che si scambino qualche fugace mail, per tentare di sollevare e risolvere una questione al di lui cospetto e ha un po'di ansia che lei non ha mai chiesto niente a nessuno e anche se quello che va a chiedere non è per sé, si vergogna non poco;
9) ridendo e scherzando, manco tanto, siamo arrivati al giorno della frenulectomia del nano che si terrà mercoledì 25, M affronterà la cosa con maturità e sicurezza apparenti, mentre dentro probabilmente avrà le budella attorcigliate come Vivien all'opera.
Molte cose sono state tralasciate, come il mitico Santucci e gli altri nuovi amici Sanremesi ma piano piano verranno recuperati.
Per il momento è tutto.

lunedì 2 febbraio 2015

La settimana dell'abbandono

Oggi è partito H.
E' andato a trovare la sua seconda famiglia a Tel Aviv.
Resterà fuori per 10 giorni.
Il rientro è previsto il 12 febbraio.
Ieri sera il Mezzonano è scoppiato in un pianto dirotto, pianto che lui riserva in esclusiva al padre, perché quando parte la madre, non tira fuori nemmeno una lacrima.

Sabato partirà M.
Non andrà a trovare la sua seconda famiglia, perché a lei di famiglia le basta questa qui.
Starà fuori nove giorni.
Il rientro è programmato per il 16 febbraio.

Tra il 7 e il 12 febbraio quindi i nani resteranno senza genitori.

A fare le loro veci verranno gli Altri Nonni dall'Altro Mare e risiederanno a casa con i nani.
Tutto è organizzato nei minimi dettagli; i nani sono entusiasti dell'arrivo dei Nonni, anche se M teme che abbiano dimenticato il motivo della loro visita. 

Questo per dire che le rare occasioni in cui M e H devono allontanarsi da casa per un periodo abbastanza prolungato, capitano sempre contemporaneamente.
Il precedente, qui.

E M comincia a intravedere nell'ansia di H di restare solo con loro, del dolo.




domenica 28 dicembre 2014

Piane tempestose ovvero "che tempàz"

M ha provato a ricordare da quanto tempo non trascorresse un capodanno all'Altro Mare e con un grosso sforzo di memoria, è risalita al capodanno del 2007 quando con l'insfangabile nano di tre mesi e H appena tornato dal Venezuela ci andò in occasione dell' imminente parto della cugnida.
Quindi 8 anni fa.

In questi 8 anni M aveva dimenticato:
Il freddo insistente e umido che penetra nelle ossa e non ti lascia più;
L'inspiegabile idiosincrasia degli Altri Nonni nei confronti del riscaldamento, anche se fuori il termometro indica 0,5;
Il brivido gelido quando si appoggia la testa sul cuscino talmente freddo da sembrare bagnato e il vento che soffia dentro "le gobbe" adibite ad armadi;
Il paesaggio del mare con la neve, che per lei invece sono elementi distanti e inconciliabili;
Quella pigrizia atavica che la prende quando il freddo le fa passare qualsiasi fantasia e la relega sul letto sotto la coperta, tutta imbacuccata.

M si ricordava perfettamente:
La difficoltà di buttare qualsiasi cosa nel giusto cassonetto, perché è la stessa difficoltà che incontra d'estate;
Il piacere di un piatto caldo sempre diverso e pronto come per magia a pranzo e a cena, perché è una magia che non conosce stagioni;
Le lenzuola blu, che anche loro sono un immancabile presenza nel letto 12 mesi l'anno;
Il viaggio accompagnato dall'ansia della neve.

M è arrivata oggi all'Altro Mare, dove si fermerà una settimana e festeggerà il capodanno 2015 insieme agli amici di H che sono diventati un po'anche suoi.

Ps. In ogni caso M non si è fatta sorprendere e per i nani ha portato le tute da sci. Queste:

martedì 2 dicembre 2014

La tragedia e Santi Licheri

Stasera a tavola, a casa in compagnia degli Altri Nonni.
"Bambini raccontiamo ai nonni cosa è successo stamattina?"
"No"
"Come no e perché no?"
"Perché non si deve raccontare.."
"Ma sì invece sentiamo cosa dicono, chiediamo un parere.. allora Nonni stamattina è successo.."
"La tragedia."
"La tragedia?"
"Si mamma la tragedia.."
"Sì mamma ha ragione lui la tragedia e babbo ti ha anche detto una parolaccia!"
"Si ma oltre la parolaccia voi avete capito perché abbiamo litigato?"
"No!"
"Come no! Eravate lì!"
"Sì ma voi parlavate talmente veloce che io non ho capito niente di quello che dicevate, solo la parolaccia!"
"..."

Stamattina a poche ore dal rientro di H, M e H hanno avuto una brutta discussione in presenza dei nani. Loro non ci hanno capito molto.
Stasera m ha giocato a Forum davanti agli Altri Nonni, perché pensa che sia sempre meglio affrontare le cose anche quelle difficili e provare a farle capire piuttosto che lasciarle inspiegate, a covare dentro.

NonnoR ha dato ragione a H (tranne che per la parolaccia), l'AltraNonna non si è pronunciata "perché tanto hanno sempre  razone loro".
M avvilita e sola si è sentita un po' incompresa, ma i nani hanno riso e hanno compreso. E sicuramente nella loro testa non è rimasta la tragedia, solo la parolaccia.

martedì 11 novembre 2014

Blablacar

Nel profilo c'è scritto che ha 44 anni, si chiama Roberto, segni particolari intenditore.
Nella foto assomiglia un po' a Fabrizio Corona, con gli occhiali sulla testa e la barba di un paio di giorni.
Si descrive come un papà affettuoso e presente di un bimbo di 13 mesi, dice di saper parlare sette lingue, ha una macchina comoda e si sposta spesso per lavoro tra Roma e Milano.
Lì non c'è scritto, ma domenica sera Roberto porterà l'Arch da Firenze a Roma, dopo uno spettacolo, in un orario in cui i treni non viaggiano più.

È stato contattato, non senza difficoltà, da NonnaG su Blablacar.

Blablacar, per chi non lo sapesse, è un sito di annunci per offrire o trovare un passaggio in macchina da una città all'altra. Ci sono viaggiatori di tutti i tipi che in cambio di qualche chiacchiera e pochi euro offrono di ospitarti a bordo per fare un prezzo di strada insieme.
Una specie di autostop 2.0.

A M, che considera la rete un posto meraviglioso ed è per la condivisione di tutto, l'idea, conosciuta in astratto ma mai approfondita, è sembrata geniale.

NonnaG e l'Arch hanno dimostrato spesso di essere parecchio avanti e dopo l'egiziano che, alloggia da una settimana felice ospite in casa loro, è la volta di Roberto.

martedì 28 ottobre 2014

L'egiziano

Oggi pomeriggio in ufficio.
DRIIIINNN DRIIIIINNN
"Pronto? Ciao NonnaG!"
"Ciao M. Come state?"
"Tutto ok grazie, voi?"
"Noi bene..tu fai mai il ponte della metropolitana quando torni a casa?"
"Certo, sempre"
"E hai presente il ragazzo che lava i vetri al semaforo?"
"No..veramente no.."
"Uno molto carino.."
"No, temo di non averlo presente perché?"
"No niente...papà lo vedeva sempre tutti i giorni..e anche io..Uno molto carino giovanissimo.."
"..."
"..insomma sai che tuo padre..ha sempre questa cosa di fare del bene...."
"..."
"..insomma qualche giorno fa mi ha proposto di prenderlo in casa.."
"...prenderlo in casa? Come il messicano?"
"...sì qui con noi.."
"..a dormire?"
"..sì a vivere.."
"..."
"..allora l'ha portato a casa..ci ho parlato.."
"..."
"Lui è egiziano..tu conosci il traduttore di google?"
"Sì.."
"Ecco abbiamo parlato con quello davanti al pc prima dall' italiano all'inglese ma lui non capisce molto l'inglese allora abbiamo fatto dall' italiano all'arabo..Ma lo sai che l'arabo è molto sintetico in confronto all'italiano?"
"..."
"Sono rimasta sconcertata da quanto sia breve.. davvero..."
"..."
"..e insomma ci siamo detti tutto..lui lavora tutti i giorni tranne la domenica dalle 10 alle 18"
"Al semaforo?"
"Sì..guadagna 40 euro al giorno e ora divide un appartamento con altri e paga 200 euro al mese..noi gli abbiamo offerto di dormire e mangiare qui e di darci una mano con la terrazza..in cambio di un piccolo stipendio.."
"Cioè lo pagate anche?"
"Sì.. è molto carino..secondo me è perfetto per i bambini..sarà alto poco più del nano.. ha 25 anni, è avvocato..sono tre fratelli sai?"
Dopo la prima esperienza di qualche anno fa con un messicano con i capelli lunghi come Romina Power, e dopo la clamorosa buca del giocoliere Arnaud, in un mondo xenofobo dove abbiamo tutti paura della nostra ombra, NonnaG e l'Arch hanno adottato un lavavetri egiziano molto carino al semaforo sotto casa.
E M, anche se con un po' di ansia, li ammira profondamente.

domenica 5 ottobre 2014

5 ricordi che contano

Oggi M è molto sentimentale. Sarà che è in quei giorni lì e dopo quasi trenta anni ancora non ci si è abituata e le fanno questo effetto, sarà che è lontana, sarà che è sola in casa all'altro Mare per i motivi di cui sopra, sarà perché ha letto un articolo che l'ha riportata indietro nel tempo e che l'ha commossa, insomma oggi sarà questo o sarà quello M è in modalità sentimentale on e ha deciso di fare una lista delle sue. La lista dei 5 ricordi che contano, i primi che le vengono in mente senza pensarci troppo, esclusi tutti quelli che riguardano i nani che altrimenti monopolizzerebbero la lista, come fanno con la tele, la scatola dei biscotti, il tablet.
Eccoli in ordine sparso:
1) da piccole quando ci mettevamo a dormire nei letti attaccati nell'enorme camera del mare e chiacchieravamo al buio per ore
2) la prima volta a Caprera e l'ultima, la passeggiata allo spaccio, l'alba ai lavandini, la gita a cala dei francesi, il vento, i colori e Carla che me l'ha fatta conoscere e amare
3) il click (leggi qui)
4) la fine dell'università per il senso di libertà e il brivido dell'ignoto
5) l'uscita dai tunnel di Mmm e dell'Arch.

martedì 1 luglio 2014

Una bella ragazza

Oggi pomeriggio al telefono con NonnaG.

"Si mamma stanno bene.. Oggi è il compleanno dell'altra Nonna, l'hai chiamata?"
"Sì sì mi ha detto che vanno a mangiare la pizza stasera.. tutto bene.."
"Sì ci ho parlato stamattina..mi ha raccontato.."
"Ma quanto sono carini i bamboli..sai che l'altro giorno il Mezzonano mi ha detto Nonna facciamo che oggi è il giorno dei contrari?"
"Ah sì loro fanno che il giorno dei contrari è un giorno che dicono sempre tutto il contrario di quello che pensano.."
"Sì l'ho capito..e sai che mi ha detto il Mezzonano nel giorno dei contrari?"
"No..dimmi.."
"Nonna tu sei una bella ragazza!"
"..."

Domenica sono arrivati al mare gli Altri Nonni e hanno dato il cambio a NonnaG, che nonostante la settimana di full immersion con i nani e i complimenti ricevuti nel giorno dei contrari, a 48 ore dal passaggio del testimone, sente già la loro mancanza.

lunedì 16 giugno 2014

Nonno Lello

Il Mezzonano un po'gli somiglia.
Nel suo essere buono. Nel mettere il bene degli altri sempre al primo posto. Nella calma e nella pazienza che mette nel portare a termine un impegno. Non l'ha mai visto eppure inconsapevolmente porta con sé qualcosa di lui.
Era un uomo buono. Aveva le sue abitudini, la poltrona dove ascoltava le lezioni del cugino serio la sera. Aveva il bastone su cui appoggiarsi e il cappello in testa quando usciva. Il budino nelle coppette monodose, trasparenti di vetro, una per ognuno di noi che potevamo portarcele a casa e mangiarle dopo cena.
Aveva il suo sport alla tele, lui che di sport aveva vissuto tutta la vita.
Amava stare in compagnia, le grandi tavolate, loro che minimo a tavola erano in otto.
Quando c'erano i mondiali invitava tutti noi nipoti a guardarli con lui nella tele a colori, grande.
È per questo che nei ricordi di M la sua faccia e quella di Pizzul di confondono un po'.
E in questi giorni che i mondiali sono tornati, M non può fare a meno di pensare a lui, che gli ultimi che ha visto sono stati quelli del 94, venti anni fa.

martedì 10 dicembre 2013

Sexy

Questa settimana sono venuti a trovarci gli Altri Nonni. Quando vengono loro M si riposa un po', smette i panni del Bianconiglio, non pensa alle cene e non fa la spola tra una scuola l'altra la piscina il campo da calcio.
M è grata agli Altri Nonni che vengono troppo di rado e quando vengono cercano di essere  il più possibile utili e di non dare fastidio a nessuno.

Quando ci sono loro M trova la spesa fatta, la cena pronta con diversi menù per diversi palati, la pasta e la piada fatte in casa, il profumo del forno e la muta Mar in un angolo un po'diffidente e un po'divertita.
Ieri sera, al rientro a casa dall'ufficio. In cucina.
"Buonasera..mmm che profumo buono..mannaggia a voi..tutta sta fatica.."
"Dai che per tè c'è sciolo la carne e l'inscialata!"
"Sì sì..e la piada, i biscotti con le mandorle.."
"Ma dai che scei magriscima! Hai visto muta Mar com'è diventata magra la scignora?"
"Oh sì she's sexy!"
"..."
"Yes m'am very sexy now!"
La muta Mar non parla mai. Se deve comunicare qualcosa a M le scrive un sms dalla sua camera al soggiorno. Ma di fronte all'allegria degli Altri Nonni anche lei si è lasciata trasportare, ha trovato il coraggio e ha detto la sua.

domenica 29 settembre 2013

Domenica

Mamma Emme scrive "Odio la domenica. Odio la domenica in casa. Odio la domenica in casa quando dovrebbe piovere e invece non piove mai."
M vorrebbe aggiungere:
Odio la domenica in casa quando dovrebbe piovere e invece non piove mai, ma anche la domenica che comincia a piovere appena decidi di uscire.
Odio la domenica mattina che si svegliano all'alba per giocare con le macchinine telecomandate nuove di pacca.
Odio la domenica mattina, dopo la sveglia all'alba, a fare i compiti col nano che ci mette dodici minuti a pensare un nome proprio di persona che inizia con la R e dopo dodici minuti quando gli dici dai hai un nonno con questo nome lui ti guarda e ti chiede "un aiutino".
Odio la domenica chiusi in casa con i nani impazziti come mosche sotto un bicchiere rovesciato.
Odio la domenica quando sei a dieta da un mese e i nonni vengono a prendere un ricco tè alle 5.
Odio la domenica quando i nonni che vengono a prendere il ricco tè portano la crostata fatta in casa.
Odio la domenica quando gli altri nonni che vengono anch'essi a prendere il ricco tè portano tre chili dei tuoi biscotti preferiti fatti in casa.
Odio la domenica sera quando sei stata tutto il giorno in casa con i nani impazziti come mosche, la pancia vuota, il cielo grigio e tutti a tavola che mangiano la pizza (anche non fatta in casa) a parte te.

lunedì 8 luglio 2013

Redenzione maxima

I nani sono al mare dal 14 giugno. 
M e H sono a Roma da soli e li raggiungono nel fine settimana. 
Loro son con i Nonni, prima con NonnaG e l'Arch per due settimane e adesso sono alla seconda settimana con gli Altri Nonni. Stanno bene, hanno la loro unica occasione annuale per mangiare bene, nuotano, imparano ad andare in bicicletta, crescono e giocano molto insieme. In una parola sono felici.

Tuttavia M si sente un po' in colpa quando sente le altre mamme che fanno le pendolari tutti i giorni per raggiungere i luoghi di villeggiatura dove abergano i loro cuccioli perchè senza non possono stare nemmeno un giorno. 
Si sente un po' in colpa quando le dicono "ma davvero riesci a non vederli dal lunedì al venerdì?"
Quando dentro di sè, nel profondo del suo animo, a volte pensa che il giusto equilibrio familiare si raggiunge proprio in questo mese estivo di libertà reciproca: i nani da M e M dai nani.
Ma sabato sera, al matrimonio del fratello giovane di NonnaG, M ha avuto la sua meritata riabilitazione davanti a se stessa e a quella parte di mondo che con lei divideva il tavolo "black jack" perchè quando gli sposi amano giocare a carte i tavoli si chiamano tresette briscola canasta bridge e anche mercante in fiera.
A questo tavolo una coppia di Milano ha raccontato di una mamma di tre bambine che all'annuncio della tata storica di tornare in Sardegna per accudire la propria madre malata, pur di non turbare la bambina di 9 anni "attaccatissima" alla tata, ha deciso di mandarla con lei e l'ha iscritta a una scuola nella campagna sarda.

La bambina ha frequentato, felice, la quinta elementare lì in mezzo alle pecore invece che nel centro di Milano in mezzo alle suore. 
E quando è tornata era in piena salute, sorridente e aveva un leggero accento isolano.
E M ha una voglia irresistibile di conoscere sua madre.

domenica 3 marzo 2013

L'oste/2

Venerdì mattina alle 10.30 M era in ufficio da mezzora.

DRIIIN DRIIIN
"Pronto?"
"Pronto buongiorno, la mamma del nano?"
"Sì.."
"Buongiorno sono la supplente.. il nano si lamenta dice che ha mal di pancia.."
"Guardi non è la prima volta.."
"Dice che non ce la fa a restare a scuola.. vorrebbe che qualcuno venisse a prenderlo.."

"Ok adesso mi organizzo e in qualche modo facciamo.."

Alle 10.50 M nell'androne della scuola firmava l'autorizzazione per l'uscita anticipata.
"Mamma????"
"Ciao nano"
"Ma che ci fai qui???"
"Sono venuta a prenderti..mi ha chiamato la maestra..dice che hai talmente mal di pancia che non riesci a rimanere a scuola.."
"Sì ma.. nonna dov'é?"

"Nonna?"
"Sì nonna!"
"Non lo so nano sarà a casa"

"Ma io volevo che nonna mi veniva a prendere.."
"..venisse...Eh no invece sono venuta io.."
"Ma mi porti a casa dei nonni ora?"

"No ti porto a casa"
"Ma io voglio andare dai nonni a giocare con l'ipad!"
E invece tesoro mio ti porto a casa così ti riposi e ti passa il mal di pancia e non mangi niente a parte il riso in bianco e non guardi nemmeno la tele."
"Ma il mal di pancia mi è passato.. posso andare dai nonni?"
"No."


Lui si era fatto il suo programma, ma aveva fatto i conti senza l'oste.

giovedì 22 novembre 2012

Non le credere

A casa ieri sera dopo la piscina del mercoledì.
"Mamma babbo dov'è?"
"Babbo oggi non c'è perché è partito ma torna domani"
"E dove è andato?"
"All'Altro Mare"
"E pelchè?"
"Vieni qui mezzonano. Allora babbo è andato all'Altro Mare perché stanotte la sua nonna, la Nonna Bis, te la ricordi?"
"Sì.."
"Stanotte è morta"

"..."

Dopo qualche minuto.
"Mamma mi dici il motivo?"
"Il motivo?"
"Sì il motivo pelchè la Nonnabis è mòlta"

"Bé era molto vecchia.. e quando uno è molto vecchio non funziona più bene.. si cominciano a rompere i pezzi.. e quando si rompe il cuore che non batte più allora si muore"
"E allola muoiono solo i vecchi?"
"Bé.. sì.. diciamo di sì"
"Non le credere mezzonano, non dice la verità."
"Ehi tu nano ma come ti permetti?"
"E certo perché non dici la verità! Non muoiono soltanto i vecchi, muoiono anche i bambini"
"..."
"Mamma è velo?"

"Ma non starlo a sentire.."
"Sì invece! Se non guardano quando attraversano la strada e non danno la mano a nessun grande e passa una macchina e li schiaccia, muoiono anche i bambini!"

"E' velo mamma?"
"Sì è vero.."

"Mezzonano la verità è che tutti possono morire non solo i vecchi"
"Mamma è velo?"
"Bé se non si sta attenti.."
"Mamma?"
"Sì nano"
"Ma tu non ce l'hai la nonna?"

"No"
"E babbo non ce l'ha un'altra?"
"No"
"Era l'ultima la Nonna bis?"

"Sì.."
"Allora la prossima nonna morta è la mia?"
@_@

mercoledì 21 novembre 2012

La nonna bis e gli altri

M ha perso l'ultima nel 2000, quando aveva 27 anni e aveva appena iniziato a vivere da sola. M di lei ricorda le caramelle rossana chiuse nel primo cassetto, l'enciclopedia in dodici volumi per compilare le parole crociate, le patate fritte a dadini, la pronuncia delle parole tagliate tutte a metà, la matita con la gomma dietro, l'impeccabile abbronzatura, il bagno d'estate dove non si tocca, le cuffie per ascoltare la televisione, la cena con i toast prosciutto cotto e formaggio, il viso scavato con la bocca all'indentro le poche volte che si faceva vedere senza denti, le mani come quelle di NonnaG, la sua poltrona, l'imperdibile telegiornale delle 20, la settimana enigmistica e oggi e gente, l'incipit delle telefonate, l'orecchio pigro, la passione per la tombola a natale con i numeri della smorfia, i pantaloni al posto delle gonne, la messa tutti i primi venerdì del mese, la testa bianca più alta di tutte le altre in piedi nel giardino della chiesa e tutto quello che la NonnaG e i suoi cinque fratelli continuano a raccontarle di lei.

Il primo M l'ha perso nel 1979, aveva sei anni e viveva nella casa che oggi ha guadagnato il titolo di "Casa dei nonni". Di lui si ricorda molto poco: gli incisivi separati come quelli dell'Arch, la fantasia e l'amore come pilastri del mondo e della vita, una volta quando lo vide a letto a casa sua che stava già male la luce bassa e il copriletto verde e tutto quello che l'Arch le ha raccontato di lui.

Ieri notte è morta l'ultima nonna di H, quella che i nani invece di chiamare bisnonna avevano deciso di chiamare Nonna bis. Si sapeva che doveva succedere, era molto vecchia e non stava bene già da un po', passava le sue giornate in silenzio e a stento riconosceva i suoi familiari. H è partito oggi pomeriggio per andarla a salutare e per abbracciare l'Altra Nonna. E quando ha telefonato stasera era un po' triste e commosso. Perché anche se sono vecchi, se li vediamo poco, se ci sembra di non avere niente a che fare con loro, anche se non ci sentiamo più nipoti in questo ricco e variegato gioco di ruoli che interpretiamo, sono i nostri nonni e quando se ne vanno portano via con loro un sacco di tempo e tanti ricordi e liberano un posto che vorremmo non fosse occupato mai.

domenica 11 novembre 2012

Lessico familiare

In ogni famiglia che si rispetti esiste un lessico familiare composto da vocaboli e modi di dire il più delle volte inventati o utilizzati in maniera diversa da quella comune.
A casa di M quando era piccola, e tuttora validi, ce ne erano molti, probabilmente molti di più della media delle famiglie.

C'era il verbo mastellonare che significava un po' di tutto come il "puffare" nel mondo dei puffi; c'era il tac tac che era il gioco di indovinare una persona incontrata. "Oggi ho un tac tac" era la frase di inizio del gioco, oppure soltanto "tac tac" e tutti subito a chiedere "uomo?" "parente?" "del mare?" "di scuola?". Al tac tac si poteva e tuttora si può rispondere solo con il sì e con il no e si poteva sbagliare massimo tre volte; c'era tale Luca Cava personaggio realmente esistito secoli prima noto per essere trattato a tavola sempre meglio degli altri e al suo opposto c'era il per te c'è la ruta, che M mai ha saputo e tuttora ignora la ruta cosa sia; c'era Luciana, bambina anch'essa storicamente vissuta negli anni 50 nel condominio dell'Arch a Montesacro e rimasta sinonimo di sorpresa o annuncio speciale; c'erano le bave a trecce a esprimere un evidente stato di somma invidia; il pronto pronto per richiedere il racconto per filo e per segno di un accadimento; il pesce in baril per le persone vaghe poco propense a prendersi responsabilità e a schierarsi; c'era la memma al posto della mamma e il parsòt al posto del prosciutto.

Oggi a casa di M e di H al momento abbiamo:
i flavioli per indicare un tipo di pasta, solitamente ripiena, molto gradita al mezzonano in tutte le sue versioni ad eccezione di quelli con la zucca;
l'audiotom: ameno luogo di gioco, raggiungibile da ogni parte della città grazie a un ricco e martellante percorso di indicazioni stradali;
il verbo menticare per dire non ricordare più;
la voce muffata che si dice di voce volutamente diversa dalla quella normale, solitamente si usa la voce muffata durante i giochi di ruolo;
ariomen, nome usato dal nano per definire il supereroe in calzamaglia rossa, a dispetto delle lezioni di inglese che segue dalla nascita;
l'imperativo camìn!: vocabolo imparato a lezione di inglese e usato onomatopeisticamente dal nano per dire "cammina!";
c'è lo gnècco/a aggettivo che si usa per cose o persone non perfette e la plècca che si forma per strada quando piove sulla terra.
E poi c'è l'invurnìd solitamente usato per aggettivare H a significare il suo stato di smemoratezza perenne e incurabile.

Domani mattina H partirà per una trasferta all'estero di cinque giorni e stasera ha passato una buona ora a cercare, senza successo, il lucchetto della sua valigia. Cl'invurnìd!

domenica 7 ottobre 2012

Riconciliazione

Il ritorno in una sala cinematografica a cui si è molto affezionati e che ci ricorda un periodo lontano
Un film strano che resta in testa anche dopo
Una piacevole serata in compagnia di un'amica di vecchia data e del suo H
e un cono cioccolato fondente e maron glacé degno di nota
Due rotelle di bicicletta che aiutano la psiche e la schiena
Una seduta dal parrucchiere tanto piacevole quanto inutile
e l'inizio di un romanzo che ti piace dalla prima riga
I bambini a dormire dai santi nonni
e una seconda serata cinema con H
Una cena fuori in due all'aperto
Una vocina di bambino nella notte che non può essere il tuo perché non è a casa e ti puoi girare dall'altra parte con un senso di libertà e di pace inusuali e graditi
La sveglia naturale senza i piedi in faccia e i gomiti puntati nella pancia della domenica mattina
La colazione al bar
Un invito pranzo
107 malcontate ciambeline alle noci e vino rosso.

Nelle ultime 48 ore M si è riconciliata con il fine settimana.