Aveva 10 anni la prima volta che venne a casa nostra. Era il 1986, M aveva 13 anni e andava in IV ginnasio, mentre lui e lo zio matto avevano appena cominciato le medie. Era magrolino, sorridente, insolitamente socievole per la sua età. Si intratteneva volentieri a parlare con i nostri genitori più che con noi.
martedì 7 gennaio 2025
Trene
Aveva 10 anni la prima volta che venne a casa nostra. Era il 1986, M aveva 13 anni e andava in IV ginnasio, mentre lui e lo zio matto avevano appena cominciato le medie. Era magrolino, sorridente, insolitamente socievole per la sua età. Si intratteneva volentieri a parlare con i nostri genitori più che con noi.
giovedì 5 ottobre 2017
S.A.R.A.H.
Lo ha rivisto perché lui aveva bisogno di lei, in realtà vorrebbe proprio iniziare una specie di terapia con lei.
Oggi diciamo che c'è stata la prima seduta.
Lui è più giovane di M. Intelligente, sportivo, ironico. Scorza un po' ruvida, ma dentro è ok.
Adesso lui ragazzo tutto d'un pezzo, granitico e indipendente, ha il cuore infranto.
La sua storia è il più classico dei classici: incontra una lei, lei parte in quinta innamortapazza come solo noi ragazze sappiamo essere, e lui si lascia trascinare in questa pazzia senza mai entrarci con tutte e due le scarpe. Restando sempre un po' estraneo alla vicenda. Passano i mesi, lei, presa nel vortice dell'innamoramento pazzo, dapprima non si accorge, poi a poco a poco inizia a avvertire le mancanze e le assenze di lui e soprattutto comincia a manifestarle.
M direbbe che lei ama per due, ci sta dentro mani e piedi e lui ama? con la sinistra (senza essere mancino).
Insomma lei comincia a chiedere spiegazioni, ad avere qualche piccola pretesa, ma lui forte e vieppiù rafforzato dall'amorepazzo di lei che tutto permea, continua per la sua strada senza mai passare alla destra e senza mai mettere dentro anche l'altra scarpa.
Lei comincia a stare male, evidentemente male. Lui non capisce la gravità, crede di poter gestire tutto come sempre e non cede, non si accorge continua a tirare la corda.
La corda si è spezzata qualche mese fa. Lei ha alzato un muro invalicabile, non scrive, si limita a rispondere più o meno laconicamente ai messaggi di lui, ma non ci crede più. Non è che non voglia crederci, pagherebbe, darebbe un braccio per crederci ancora, ma non può più, non ci riesce.
Lui ora che c'è un muro invalicabile, ha capito e la vuole con tutte le sue forze la destra la sinistra i piedi le mani le scarpe tutto ed è a pezzi perché lei ha sentenziato: è troppo tardi.
Ora, alla fine della seduta M oltre a consigliare al suo paziente la lettura di una "posta del cuore" che lei considera illuminante e con poteri balsamici e di un romanzo che lei lesse milioni di anni fa e sottolineò quasi interamente, M si è ricordata di S.A.R.A.H.
S.A.R.A.H. è non a caso un nome di donna.
S.A.R.A.H. è l'acronimo di tutte le fasi che si attraversano dopo una drastica rottura, dopo una fine dolorosa. Che sia professionale, amorosa, familiare non fa differenza.
Sarah è lo shock iniziale quando si scopre che l'altro non c'è (o ci ha tradito o ci ha mentito o ci ha trattato male troppo a lungo). Sarah è la rabbia (anger) che segue lo shock, che spaccheresti tutto e urleresti parolacce che nemmeno i tuoi figli sanno e le urleresti fino a farti scoppiare la gola, perché ora hai tutto chiaro davanti e metti tutte le perline sul filo una davanti all'altra e non sai più che fartene. Sarah è il respingimento (rejection) nei confronti dell'altro, il muro invalicabile, l' "è troppo tardi". Sarah è poi tristemente anche l'accettazione dei fatti. Il non potevo fare di più, non ho rimpianti, non c'erano alternative.
Sarah è l'aiuto (help) che questo amico ha chiesto a M oggi e che questa lei nello stesso momento starà chiedendo a una sua amica terapeuta. Perché spesso vedere le cose con gli occhi degli altri, aiuta davvero.
sabato 26 novembre 2016
L'utero, oggetto volante non conosciuto
Siccome M è sempre in motorino e non può mai offrire passaggi a nessuno, quando ne ha la possibilità vorrebbe riaccompagnare a casa tutti i bambini che incontra.
Giovedì è stata la volta dell'espaniolito.
Quando i bambini sono in macchina seduti dietro con un adulto davanti alla guida, succede questa cosa strana per cui l'adulto per loro scompare, come se esistesse un vetro impenetrabile tra la fila dietro e quella davanti, o come se la persona alla guida perdesse, una volta al volante, le facoltà visive e auditive.
Giovedì pomeriggio, appena saliti in macchina, chiuse le porte e messo in moto M è scomparsa ai loro occhi e loro tre si sono cimentati nel seguente discorso:
"A scuola abbiamo cominciato a studiare il corpo umano.." ha esordito l'espaniolito
"Davvero? E che avete studiato?" ha chiesto incuriosito il nano che evidentemente a scuola non ha ancora cominciato a studiare il corpo umano, anche perché a quanto ne sappia M sono cinque anni che studia i pianeti.
"Allora.. i maschi fanno la pipì dal pene.." ha continuato l'espaniolito
"Lo sappiamo questo!"
"Sì Sì e le donne dalla vagina.."
(Scoppio di risate dei tre, un leggero senso di agitazione per M)
"...ma le donne fanno la pipì anche da un'altra parte!!!"
"Da doveeee???" in coro i nani
"Dall'utero!" ha dichiarato soddisfatto l'espaniolito
"E che è il lutero?" ha chiesto serio il mezzonano
"Bè nella foto del libro l'utero è una cosa con una forma strana.. che se ci disegni gli occhi e la bocca dentro è uguale identico a un alieno!!"
"Mia mamma questo lutero non ce l'ha." ha dichiarato un po' deluso il mezzonano "la vagina sì, ma questo lutero no".
Rivalutare il maestro di scienze e la sua passione maniacale per i pianeti è stato un attimo.
martedì 27 settembre 2016
#Jova50
Te li ha fatti la Bignardi che mica lo sapevo ti volesse così bene e Saturnino certo che invece lo sapevo e te li ha fatti la Soncini che sa essere cinica con molti ma si vede che tu fai parte dei pochi.
Te li ha fatti il quotidiano che io leggo tutti i giorni e anche quello che non guardo nemmeno la prima pagina.
Te li ha fatti anche il Doodle di Google che però ha fatto finta di festeggiare i suoi 18 invece dei tuoi 50, che da come ve li portate sembra che Google ci sia da 50 anni mentre te a vederti sembri ancora il ragazzino che eri.
Era il 1992 quando per la prima volta sono venuta a un tuo concerto e da allora tutte le volte che sei andato in tour io c'ero eh e sono passati davvero 24 anni a pensarci bene.
Era il 2006 quando è nato il mio primo figlio che porta il tuo nome è non è un caso.
Era il 2013 quando alla torta dei miei 40 è partita "Bella" che è la prima canzone che hai scritto per "lafrà".
Sei la colonna sonora della mia vita, sei talmente familiare da essere diventato amico. Conosco la tua risata e la tua voce, la tua andatura e la tua energia contagiosa, la tua fedeltà nei secoli che somiglia un po' alla mia.
E allora buon compleanno Jova, anche da qui
lunedì 28 aprile 2014
Quasi goal
Un decimo di secondo per rispondere "Scrivere. O anche fare la speaker alla radio ma non quelle serie eh, quelle voci che ti tengono compagnia tra una canzone e l'altra inventandosi un gioco, un indovinello o raccontando una storia strana o leggendo una notizia particolare. niente di serio insomma".
L'amico ha commentato "bè ci sei andata vicino, diciamo che non hai fatto goal, ma hai preso il palo".
M ci ha pensato un po' a sta storia del palo.
Ed è giunta alla conclusione di aver fatto quasi goal perché se è vero che lavora più con i numeri che con le parole, comunque ha trovato un posto dove poter scrivere quelle storie strane sue e di altri che avrebbe forse potuto raccontare per radio di notte facendo compagnia a qualche viaggiatore solitario che ritorna a casa, o la mattina presto per aiutare una neomamma a uscire dal sonno coercitivo e permanente di tutte le neomamme del mondo.
E in ogni caso ha potuto fare tutto questo, tabelle del lunedì comprese, restando nel suo adorato km quadrato che è impresa non facile da queste parti.
mercoledì 9 aprile 2014
Sposi in erba
"Ah e da cosa lo hai capito?"
"Lei vuole stare sempre per mano con me quando scendiamo le scale..e poi se la maestra dice di no piange, fa i capricci, diventa triste.."
"Bè sì forse le piaci..sono ottimi segnali questi"
"Ma mica solo questi..Lei non ride con nessun altro maschio, invece con me sempre così fa (faccia con sorriso fisso da ebete) e fa dei versi tipo eh eh eh.."
"Sì probabilmente le piaci.. dovresti essere contento è molto carina Olimpia"
"Sì.. ma mica si possono innamorare tutte di me.. io poi mi stanco.."
"..."
"E poi mica voglio fare come amicoG io.."
"Perché che fa amicoG scusa"
"Si sposa."
"..."
domenica 6 aprile 2014
Il rovescio della medaglia
A VR ci si scambiano i bambini, oggi da me domani da te, si va a fare la spesa anche per gli altri, si cerca di dare una mano come si può, a volte si riescono a risolvere problemi che da solo non riusciresti mai.
A VR non c'è il mio e il tuo, piuttosto c'è il nostro.
È per questo che quando succede una cosa bella, siamo tutti contenti perché è come se fosse successa a ognuno di noi. Una promozione, un viaggio, una bella notizia. La gioia, il successo, la soddisfazione di uno è quella di tutti, la felicità si divide e magicamente si raddoppia.
lunedì 17 marzo 2014
Quel che resta di uno strudel
"Ho una cosa da condividere con te" le ha scritto James, il collega giovane con il fisico da atleta, domenica mattina al ritorno dalla settimana bianca.
La cosa da condividere, ha scoperto oggi M era uno strudel, anzi un pezzo di strudel perché da ieri mattina a oggi qualcuno non aveva resistito e ne aveva mangiato metà.
A M lo strudel piace parecchio e le cose inaspettate ancora di più, e le cose inaspettate che arrivano dalle persone insospettabili ancora ancora di più, quindi è stata molto contenta.
Siccome oggi è stata una giornata molto piena, alla fine questa cosa da condividere che ancora non sapeva cosa fosse, ma sapeva che si trattava di bene deperibile, è andata a prenderla a casa di James.
James abita nel chilometro quadrato di M in una piccola casa da giovane tutta arancione, spazzolino del cesso compreso, che lui divide con un misto di rassegnazione e affetto, con una specie di anarchico Pinelli.
Qualche mese fa era stata M a fargli vedere la casa della sua vita numero 2 a Trastevere.
Oggi lui le ha fatto vedere la sua vicino al ponte dei lucchetti.
A volte l'ufficio riserva delle sorprese. E James è una di queste.
mercoledì 27 novembre 2013
Fare la festa a qualcuno
Organizzare la festa di compleanno di un figlio nato in pieno inverno è oltre che ansiogeno anche dispendioso.
Organizzare la festa di compleanno di un figlio secondogenito e affatto pretenzioso è faticoso ma doveroso.
Decidere definitivamente l'organizzazione della festa di compleanno del suddetto figlio secondogenito è oltremodo liberatorio.
"Ehi Mezzonano allora è tutto pronto per la tua festa..la facciamo in quel museo dei bambini..te lo ricordi?"
"No."
"Quello vicino a casa dei nonni..ci sarà una caccia al tesoro..la torta..i regali..e i tuoi amichetti"
"Anche Gabliella?"
"Sì certo i compagni che mi hai detto tu l'altro giorno..e quindi anche Gabriella.."
"Gllllll"
"Perché fai così?"
"Pelché appena alliva la faccio nela".
Adesso però comincia a nutrire forti dubbi sulle motivazioni che sottendono alle scelte selettive del Mezzonano.
lunedì 14 ottobre 2013
Eleonora e gli altri
"Mezzonano mi racconti qualcosa della tua giornata? Non mi dite mai niente di cosa fate.."
"Ti posso laccontale di Eleonola.."
"Sì raccontami, chi è Eleonora?"
"Eleonola è una mia compagna una nuova ma non nuova di oggi, nuova di quest'anno.."
"Ok e è simpatica?"
"Lei è un po' cicciottella, ha le guance così, i capelli neli un po' coltini, è malloncina ma non come Valelia, un po' più chiala. Ha 5 anni pelò quando il papà va via la mattina piange piange..piange talmente tanto che una volta la maestla l'ha fatta andale via col papà.."
"Poverina forse non è abituata a andare a scuola..domani mattina me la fai conoscere?"
"No, non posso pelché lei non mi conosce ploplio, non sa nemmeno il mio nome.."
"Ma scusa tu sai tutte queste cose di lei e lei non sa nemmeno come ti chiami?"
"Sì..e oggi Matteo che è il più blavo di tutti ha poltato la chitalla pel suonale ma non glande piccolina da bambini e un po suonava e un po cantava.."
"E suonava canzoni o suonava a caso?"
"Suonava canzoni a caso.."
"..."
"..poi Davide suonava anche lui la tlombetta, io non suonavo niente pelò ho fatto due disegni semple di macchine tutti e due.."
Il mezzonano non aveva mai parlato così tanto in vita sua e M è un po' sbalordita.
Domani appurerà se Eleonora Matteo e Davide sono frutto della dura fantasia o meno.
giovedì 5 settembre 2013
Il tuttologo
Hanno lavorato sullo stesso progetto più volte, qualcuna anche discutendo.
Lui ha le foto di qualche anno fa dei suoi bambini attaccate al muro, facce grandi su fogli a4. La femmina è bionda con gli occhi celesti e in una foto è ripresa dall'alto con la faccia all'insù e le braccia tese per essere presa in braccio. Il maschio è paffuto e carino.
Oggi hanno qualche anno in più dei nani.
Lui in ufficio non è che sia considerato tra i più simpatici, un po' spocchioso e piuttosto saputello si dichiara esperto nella maggior parte degli argomenti e bravo in tutte le attività.
Tutto è merito suo e come conosce lui una materia non la conosce nessuno.
M e le sue amiche dell'ufficio lo chiamano il tuttologo e seppure non abbiano legato più di tanto in questi quattrodici anni, qualche mail di stima reciproca se la sono scambiata e hanno condiviso frustrazioni e ingiustizie più di una volta.
Da qualche anno la moglie del tuttologo, mamma della ragazza bionda e del bambino paffuto, si è ammalata. E M non ha mai trovato il modo la forza il coraggio le parole per dirgli qualcosa, chiedergli novità, dargli un conforto, perché ci sono cose così grandi che ci rendono impotenti e immobili. Che ci fanno paura da morire e ci paralizzano.
Ma da come si guardavano quando si incrociavano nei corridoi M sapeva che era come se si parlassero.
Oggi pomeriggio la moglie del tuttologo è morta.
E M ha pianto tutte le sue lacrime. Per lui, per i bambini nelle foto, per l'ingiustizia, il dolore. E perché per una mamma lasciare i figli deve essere terribile, e lasciarli senza vederli crescere, sapere che uomini e donne saranno, è una tragedia.
lunedì 29 luglio 2013
La vacanza ideale
M ci ha pensato e ripensato ed è arrivata alla conclusione che questa settimana in Puglia ha avuto tutte le carte in regola per essere definita la "vacanza ideale".
Ingredienti per la vacanza ideale (per 4 persone):
il mare azzurro a destra e a manca
il bagno in camera
il bel tempo sempre
il giardino per mangiare fuori la sera e la mattina
il sonno continuo senza interruzioni la notte
la compagnia piacevole e affettuosa degli amici
la sana e robusta costituzione
(e cioè l'assenza di qualsiasi malattia fosse anche un raffreddore)
le nuotate di ore al largo con le pinne e la maschera
la mancanza di qualsivoglia tipo di ansia
tempo con H qb
nessun contatto con Lui o con l'ufficio in generale
la vicinanza fisica con i nani e le chiacchiere con loro
un pizzico di risate
la condivisione di un passato un po' così
la sensazione di stare a casa
anche se sei in un posto dove non eri stato mai.
giovedì 25 luglio 2013
Il padre
mercoledì 24 luglio 2013
La piccola
martedì 23 luglio 2013
Il medio
lunedì 22 luglio 2013
La grande
La famiglia della collega alta è composta da cinque persone: la collega alta, il marito della collega alta e tre figli, la grande di 11 anni, il medio di 9 e la piccola di 7.
M sabato appena arrivata ha cercato di conoscerli un po'.
La prima che ha approcciato è stata la grande.
"Ciao"
"Ciao lo sai che sei più bella cosi che nella foto?"
"Quale foto scusa"
"La foto della tua festa quella dove eri truccata, vestita.. io odio tutti i trucchi sei più bella così"
"Ah grazie.. quindi mamma ti ha fatto vedere le foto della festa?"
"Sì certo!"
"Ah.. bello.. e senti mi puoi dire un aggettivo per ognuno dei tuoi fratelli?"
"Bè posso provare.."
"Ok allora la piccola?"
"La piccola.. acida direi no anzi permalosa.. in ogni caso ha davvero un brutto carattere"
"Ok e il medio?"
"Il medio..un aggettivo per il medio è sicuramente strano"
"Ah.. e strano come?"
"Strano per essere un maschio.. lui non gioca con i giochi da maschio, fa solo giochi da femmine.. e anche a scuola non ha amici maschi ha solo amiche femmine.."
"Ah..e secondo te perchè?"
"Non lo so proprio..ma comunque è diverso dagli altri maschi.. forse perchè è in mezzo tra me e mia sorella..non lo so.."
M non ha figlie femmine e quindi non può fare paragoni ma questa ragazza di 11 anni alta quasi quanto lei, bella, ironica, intelligente e arguta le è sembrata davvero speciale.
giovedì 18 luglio 2013
James e la vita numero due
Quella della rinascita e della perdizione, della libertà e della solitudine, quella dove è nato l'amore con H e dove è nato il nano.
Ci è tornata per farla vedere a James, un collega in cerca di fissa dimora. O almeno se non proprio fissa, comunque in cerca di dimora.
James ha 31 anni, la faccia da antipatico, il corpo di un atleta e l'intelligenza spiritosa che tanto piace a M. E' divertente, simpatico, single e non ama molto la compagnia, nè la condivisione di spazi troppo piccoli. Però adora il pane.
"E' fighissimo qui!"
"Sì è bello..io ci sono stata molto bene.."
"Ma ci stavi da sola?"
"Sì ci sono stata da sola per 4/5 anni, poi in due e poi per cinque mesi in tre"
"In tre???"
"Sì con mio figlio.."
"Scusa ma come facevate a starci in tre?"
"Bè il divano non era qui come adesso ma lì e qui c'era il lettino del nano.."
"..bisogna volersi molto bene per stare qui in tre.."
"..sì ce ne volevamo molto..ma non abbastanza da restarci"
"..."
In effetti H non vedeva l'ora di avere un ambiente separato da quello del nano, mentre M sarebbe rimasta lì per sempre perchè i traslochi la terrorizzano e l'ignoto la paralizza e i traslochi verso l'ignoto peggio.
Alla fine della visita James ha detto che non si può permettere da solo la spesa per l'appartamento e che al momento non conosce nessuno così intimamente per poterlo condividere.
Però insieme hanno fatto una piacevole passeggiata sono andati al forno del pane e hanno comprato mezzo filone appena sfornato e una ciambella dolce.
lunedì 24 giugno 2013
Rosc fugh
Non ama i cambiamenti ed è solita evitare imprevisti.
Anche per questo H l'ha scelta, oltre al fatto che fosse indipendente e autonoma, perché si è affidato alla sua serietà e alla sua solidità.
Tuttavia M ha una ricca fantasia e il suo mondo interiore è popolato di sogni e personaggi.
Uno di questi sogni ha come protagonista un ragazzo più giovane di lei che frequenta la sua stessa spiaggia da quando erano piccoli.
Lui è alto magro dannato e ha i capelli rossi.
Tra lei e questo ragazzo non c'è mai stato niente, tuttavia è innegabile che tra loro si sia sviluppata negli anni una platonica e inspiegabile simpatia direttamente proporzionale all'antipatia che verso di lui nutre H.
Domenica mattina M, H e i nani stavano scendendo al mare. H camminava qualche metro davanti a loro.
A un certo punto M ha sentito una presenza alle spalle
"Ciao bella signora come stai?"
"Ah ciao.. bene.."
"Sei sempre in forma eh?"
"..."
H si è fermato e in cagnesco ha guardato il dannato dai capelli rossi e M.
"Dai H non sarai geloso, ha avuto una bambina.. è sposato.. lo conosco da anni.. dai.. lo sai.."
"..ma poi che è bello quello là??"
"Ma no! Non è bello.. però fa il figo.. un po' dannato.. poi lo sai adesso canta nei Verderame.. è così un po' personaggio..col cappello.. è un gioco.."
"Senti carina..visto che adesso sei una romagnola anche te, digli che lui più che verderame è ròsc fugh!"
giovedì 20 giugno 2013
E chi sennò
M si è sempre chiesta come questo fosse possibile. Oggi l'ha scoperto.
Anni e anni or sono M venne lasciata su due piedi dal suo fidanzato storico dopo sei anni di amore simbiotico e siamese. Pianse tutte le sue lacrime, fumò stecche e stecche di sigarette, raggiunse il record minimo del suo peso e soffrì come solo per il primo grande amore si può soffrire.
Lui l'aveva lasciata su due piedi perchè si era innamorato di un'altra. Una tale Fiamma.
La Fiamma però non si rivelò quella di un durevole e ardente fuoco ma quella di un fuoco di paglia, perchè a sua volta Fiamma lasciò lui nel giro di altri quattro anni.
M e il fidanzato storico avevano come tutti i primi e grandi amori, la loro canzone.
La loro canzone era Chissà se stai dormendo.
M in quei lunghi pomeriggi chiusa in camera a piangere e fumare la ascoltava in loop: quando finiva la rimetteva e poi ancora e ancora in un vortice sfinente e infinito.
Ancora adesso sentire quella canzone le fa venire in mente la vista appannata, il naso chiuso, il peso sul cuore e il sapore del fumo.
Oggi M era al telefono con il fidanzato storico perchè il tempo guarisce tutte le ferite e aggiusta ogni cosa, perchè a tutto si sopravvive e non tutto il male viene per nuocere, e sono diventati grandi amici.
Parlavano del concerto di Jova che M ieri ha visto a Milano.
"Io ci vado sempre.. per me è come andare a trovare un amico e ieri ero a milano per lavoro e ho approfittato! Come facevo a non esserci!"
"Anche per me sai è speciale.. ci sono delle canzoni che mi fanno rivivere dei momenti molto importanti.. e che ancora oggi mi fanno stare male"
"Per esempio?"
"Bè è una cosa che posso dire solo a te.. perchè solo tu puoi capirmi.."
"Dimmi.."
"Tutte le volte che ascolto Chissà se stai dormendo.."
"..sì?.."
"..bè io sto male, malissimo.. mi sento un nodo nella gola.. ancora oggi.."
"Perchè scusa cosa ti ricorda?"
"Fiamma e chi sennò!"
L'Arch ha sempre ragione.
giovedì 28 marzo 2013
Macedonia
"Bene te?"
"Bene.. bè leviamoci i caschi e diamoci un bacio di buona pasqua.."
"Certo..!"
"Allora che mi racconti? Le tue ragazze?"
"Tutte bene... certo non è facile.."
"Bè è un bell'impegno lo so bene..i miei sono pure maschi.."
"Sì ma i tuoi sono grandi ora.. la mia piccola ha due anni..siamo ancora nel tunnel.."
"E la tua lei?"
"Quale?"
"Non lo so quale dimmi tu.. ne hai più di una?"
"No.. ma solo perché non ho abbastanza energia.. ma sai che ti dico?"
"Cosa.."
"Io credo che non sia sano stare tutta la vita con la stessa persona.. non è naturale, non è normale.."
"..."
"A meno che.."
"A meno che?"
"A meno che uno non trovi l'altra metà della mela.. che poi st'altra metà della mela.. esiste?"
"Bé.. forse per qualcuno.."
"Io non l'ho trovata l'altra metà della mela.. anzi sai come mi sento?"
"No.."
"Mi sento come una susina che ha incontrato un melone."
Oggi M ha incontrato il suo fidanzato storico per gli auguri di pasqua e per l'ennesima volta ha tirato un sospiro di sollievo per non essere lei il melone, perchè sicuramente non sarebbe stata susina, come quindici anni fa non fu l'altra metà della mela.

