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giovedì 13 luglio 2023

Lo Stretto, lo slavo e la felicità

M nuota da tutta la vita, forse nella sua vita ha più km nell’acqua alle spalle che sull’asfalto, forse no ma è così che le sembra.

Nuota tutte le mattine in piscina con la sua squadra di nuoto che nel tempo si è arricchita di elementi preziosi, capitanata dal suo allenatore di sempre, conosciuto, perso, ritrovato e mai più abbandonato. Qualcuno lo chiama il sergente, qualcun altro boss, una di noi può chiamarlo papà, per M è Marco.

Negli anni, senza tante parole, Marco ha insegnato a M a migliorare stile e prestazioni, ad approcciare il nuoto pinnato, a indossare con naturalezza, tubi, tappi, pinne, machere e da qualche mese anche la muta.

La squadra di nuoto di M capitanata da Marco è solita partecipare a gare e campionati di tutte le ampiezze geografiche: regionali nazionali europee e mondiali. M, che ha un grosso problema di stima nelle proprie abilità, non ha mai partecipato a queste manifestazioni. Ha declinato per anni inviti a trasferte invernali ed estive, in vasca e in acque libere e si è limitata a seguire stoicamente gli allenamenti quotidiani.

M da anni aveva nel fondo dei suoi pensieri, un’idea, una speranza, una possibilità: attraversare lo Stretto di Messina a nuoto sotto la supervisione di Marco.

Non era un obiettivo, era più che altro un miraggio. Qualcosa che sta lì nei pensieri, stabile, ferma, costante.

Intorno ai primi giorni di marzo, esattamente il 3 marzo, M è venuta a sapere che la sua società di nuoto avrebbe partecipato all’Impresa e si è iscritta alla Traversata dello Stretto, seguendo una voce interiore che non ha lasciato spazio a ragionamenti.

Si è iscritta senza aver mai nuotato seriamente in acque libere, senza mai aver nuotato seriamente in acque libere salate, senza pensarci, senza valutare le proprie possibilità, seguendo l’idea che era nel fondo dei suoi pensieri da anni e il muto incoraggiamento di Marco.

Dal 3 marzo l’idea dello Stretto ha cominciato a prendere una forma precisa con una data, il 25 giugno, un orario, le 10 e 30, un regolamento scritto.

Nei mesi di avvicinamento all’Impresa, M ha nuotato, ha comprato una muta e una maschera con lenti specchiate e ha trovato un accompagnatore, che potesse spronarla a dare il meglio di sé “mamma, io vengo però non voglio essere il figlio di quella che arriva ultima eh”. Sì, perché la Traversata organizzata per il 25 giugno era una gara con premi, podio e tempi ben precisi.

M e il suo accompagnatore la mattina del 24 giugno in motorino si sono avviati con sacca delle pinne e zaini tecnici alla stazione per ritrovarsi con gli altri della squadra e Marco e partire alla volta dell’Impresa.

Una volta arrivati alla fine del “continente” M ha guardato dall’altra parte del mare e ha finalmente visto “il pilone” di Torre Faro che da mesi sentiva nominare, punto di partenza dell’Impresa.

La Traversata infatti prevede la partenza da Torre Faro in Sicilia e l’arrivo a Cannitello in Calabria. Prevede anche che ogni partecipante, partecipi in tandem con una barca di appoggio e il suo barcaiolo, associato al nuotatore tramite sorteggio.

I partecipanti, vengono traghettati su anonime barche dalla Calabria la mattina dell’Impresa fino alla costa della Sicilia, e lì i nuotatori hanno la possibilità di incontrare i propri “barcaioli”. Ogni nuotatore ha un numero e deve riconoscere la barca con lo stesso numero.

M aveva il numero 8, numero preferito di NonnaG da sempre. Appena arrivata sulla costa di Torre Faro, M ha immediatamente visto passare la barchetta numero 8, ha chiamato senza ritrosie e timidezze “ottoooooooo” e insieme al suo accompagnatore, ci si è trasferita sopra col suo carico di pinne tubi tappi e perplessità.

Il barcaiolo di M si chiama Enzo ed è calabrese, ha un cappello scuro con visiera che copre gran parte del viso, è magro e minuto, silenzioso e serio. Dicono che dal barcaiolo dipenda la sorte della Traversata, più che dal nuotatore e M oggi sa che è proprio così.

Enzo, pochi minuti prima che M entrasse in acqua, le ha detto con voce ferma “segui me. Non ti preoccupare di niente altro, segui me”.

Marco aveva dato a M istruzioni ben precise sulla rotta da seguire, i punti di riferimento da tenere come bersaglio, il campanile della chiesa, la macchia verde dei cinque pini davanti al municipio, la fine del paese, ma dall’altra parte del mare i bersagli sembravano essere stati solo immaginati.

M ha seguito il suo barcaiolo, gli si è affidata con una fiducia cieca e inspiegabile. Con abnegazione. Nei 54 minuti che ha impiegato a attraversare quel tratto di mare blu profondissimo, carico di pesci delfini meduse onde e correnti inverse, ha seguito tutti i suggerimenti che i gesti di Enzo le davano.

E si è limitata a nuotare, ha svuotato la testa da paure, ansie, pensieri, stanchezze, limiti e ha nuotato fino al traguardo, arrivando seconda tra le nuotatrici femmine e rendendo fiero il suo incredulo accompagnatore.

La gioia di M, incontenibile, visibilmente straripante da occhi naso e cuore, è stata offuscata solo dal dispiacere di non aver potuto essere condivisa con Enzo, allontanatosi dal campo gara subito dopo l’arrivo di M.

M avrebbe voluto ringraziarlo, perché senza la sua guida non sarebbe mai arrivata dall’altra parte con la concentrazione necessaria, sgombra di pensieri, responsabilità, scelte.

Ma siccome la vita è un gioco pieno di sorprese, qualche giorno fa, M ha trovato una richiesta di amicizia su Instagram. Lì per lì non l’ha degnata di alcuna attenzione ma ieri ha ripensato a quella richiesta di “Enzo M” e ha aperto la foto del profilo. Senza cappello, senza visiera, sorridente davanti a un piatto di pasta, non era facile riconoscerlo: M l’aveva visto solo per pochi minuti e per identificarlo ha mandato la foto all’accompagnatore che invece ci aveva trascorso 54 minuti in barca.

Secondo te è il nostro barcaiolo dello Stretto?

Ma no mamma! Quello era uno slavo!

….

A dispetto delle convinzioni dell’accompagnatore, era proprio il nostro Enzo che aveva cercato M, aveva chiesto il cognome ai giudici della gara e l’aveva contattata per sapere in che posizione si fosse classificata. M ha così potuto gioire a pieno del risultato raggiunto in coppia con lui e ha potuto condividerne foto e video.

Adesso è veramente felice.

Non esiste gioia senza condivisione.

Ps. M oltre al suo barcaiolo del cuore, vuole ringraziare tutti quelli che l'hanno accompagnata in questa Impresa seguendo in diretta le testimonianze dell'accompagnatore bracciata dopo bracciata con curiosità, amore e un pizzico di ansia, qb.

 

 

 

mercoledì 23 maggio 2018

Di algoritmi, eteroschedasticità e reti neurali

M non si sentiva così frustrata e fuori luogo dal 1991, quando fresca della maturità classica, all'università approdò al corso obbligatorio di statistica. Allora però la sensazione di inadeguatezza era comune a quella degli studenti seduti (o in piedi) con lei nella stessa aula (tutti iscritti alla stessa facoltà non scientifica) e soprattutto con loro condivideva l'età anagrafica, anzi era addirittura avvantaggiata dall'avere iniziato la vita di studente "un anno avanti", a 5 anni e quindi in cuor suo più giustificata nelle sue difficoltà di apprendimento.

Oggi a distanza di 27 anni da quel 1991 e a 40 dall'inizio de suo corso scolastico, su indicazione del suo direttore che evidentemente ne sovrastima le conoscenze e/o le capacità intuitive, M ha accettato con qualche palesata perplessità di partecipare a un corso che già dal titolo l'aveva preoccupata non poco.
Con ansia crescente ha affrontato il countdown di avvicinamento al corso, con picchi di negatività assoluta (numerosi), alternati a sporadici momenti di auto-rassicurazione.

La verità vera è che la realtà ha superato di gran lunga le sue peggiori aspettative: M si è ritrovata per 4 interminabili giorni in una aula con altri 20 esseri poco umani e molto scienziati che usano formule e simboli che non esistono nemmeno sulla tastiera, di una ventina di anni più giovani di lei e di una ventina di milioni di milioni di livelli di conoscenza superiori a lei.

Se avesse frequentato un corso di cinese avanzato, il senso di inadeguatezza sarebbe stato minore.
E non è stato solo perché lei non è abituata a sentirsi così asina, essendo sempre stata brava a scuola prima e all'università dopo; ma soprattutto perché questa bolla in cui ha vissuto in questi 4 giorni è anni luce lontana dalla parte di mondo che lei conosce e che forse è in via di estinzione.
In poche parole ha avuto per la prima volta nella sua vita la sensazione di essere vecchia e datata, di più: superata.

In ogni caso di questo corso è riuscita a comprendere due cose: il senso ultimo cioè a cosa servirebbero tutti quei robi inquietanti che chiamano modelli, ad essere capaci a costruirli prima e applicarli poi, e che come sospettato, non era in alcun modo un corso adatto a lei.
Tutto il resto le è rimasto oscuro.

In compenso i panini e le insalate erano molto buoni, la sede bella, il viaggio in treno sempre gradito e il tempo passato con il cugino che non vede mai e le sue ragazze, piuttosto piacevole.
In più ha trovato il tempo per andare nel suo negozio preferito che non vende nella capitale nè online e ha dormito nella sua stanza preferita, sui tetti.

lunedì 12 febbraio 2018

Il mio Sanremo

Stavolta, dopo un po' di anni, M non è partita per Sanremo in occasione del festival. E' rimasta a casa e lo ha visto dal suo divano senza quella fastidiosa sensazione di avere perennemente la sabbia negli occhi, dovuta alla mancanza assoluta di sonno.

E' stato strano essere a casa, sentire i colleghi per telefono invece di averli di fronte 22 ore al giorno e avere la libertà di spegnere prima della fine, di cambiare canale e di andare in cucina per una "luviria".

Solitamente M a Sanremo non riusciva a "vedere" il festival, lo seguiva ascoltandolo e leggendo quello che del festival si diceva sull'internet.

Invece quest'anno lo ha visto con attenzione e sorprendente piacere e attaccamento emotivo e queste sono le 10 cose che le sono piaciute di più e che già le mancano un po':

1) Favino in tutte le salse (ballicchio canticchio suonicchio cucinicchio etc)
2) La calma serafica, la gentilezza inusuale e l’umiltà nel farsi da parte di Baglioni
3) Le tette della Hunziker (come direbbe lei ME RA VI GLIO SZE))
4) La scritta “Sul palco” nei titoli di testa
5) Gli abiti Armani Privè della Hunziker e soprattutto come stavano a lei
6) Frassica
7) Le canzoni di Baglioni, e cantarle tutte a memoria
8) L'omaggi al Re della Tv Pippo Baudo (che M considera lui e la Raffa la Tv)
9) Il duetto con Gianna Nannini (anche se Amore bello non le piace un granché e avrebbe preferito che ne cantassero un'altra)
10) I The Jackal (con Favino)


martedì 1 settembre 2015

Estate 2015

Alla fine di questa lunghissima estate che ci ha ospitato in varie spiagge italiane più o meno incantevoli occorre annotare qualche piccola verità che ha interessato la nostra vita:
1) Il mezzonano ha superato il metro e trenta e ha perso ben 4 denti, due dei quali fondamentali per la masticazione.  Di nessuno dei 4 è stato lontanamente avvistato il sostituto;
2) il nano fedele-nei-secoli-che-manco-un-carabiniere-e-nemmeno-un-cavaliere-della-tavola-rotonda ha iniziato a "chattare susi" visto che evidentemente per lui chattare è un verbo transitivo e ogni sera "mamma posso chattare susi oggi?";
3) susi non ha iniziato a chattare il nano se non con rare e per questo preziosissime risposte;
4) i ricci pungono sul serio se ci si cammina sopra e le spine non c'è verso di eliminarle nonostante l'impiego di tutte le strategie consigliate dall 'internet tra cui impacchi notturni di pane e latte, aceto, acqua, sale, aghi, pinzette etc..;
5) il miglior amico dell 'uomo non è il cane ma il wifi, almeno dell'uomo al di sotto del metro e cinquanta;
6) si può stare 4 settimane senza mai aprire la posta dell'ufficio senza senso di colpa alcuno (questa verità non vale per h);
7) si può portare a termine la lettura di  4 libri pur ritenendoli noiosi e lunghissimi per amore e del club di JA e comunque ammettere, a fatica, che il kindle è una grande invenzione;
8) i compiti delle vacanze non finiscono mai;
9) alle vacanze ci si può pericolosamente abituare fino a non riuscire ad accettarne la fine (anche questa non vale per h);
10) una volta entrati nel tunnel del pane guttiau è molto difficile uscirne.

venerdì 15 maggio 2015

Miracolo (e sfortune) a Milano

Oggi alle 13:30 M e il collega siamese da poco arrivati a Milano si apprestavano a raggiungere gli studi. Non prima però di comprare una bottiglia da mezzo litro di coca zero al supermarket sotto l'albergo. Spingendosi poco più in là avvistavano un supermarket più grande dove il collega siamese decideva di entrare per cercare il pacchetto di mandorle che non aveva trovato al primo supermercato. E qui va fatta una piccola postilla sull'alimentazione del collega siamese che consiste esclusivamente in proteine.

I due entravano così nel supermercato più grande con la bottiglietta di coca zero quasi finita in mano e ne uscivano pochi minuti più tardi con un pacchetto di mandorle e la bottiglietta di coca zero quasi finita nella borsa di M.

Appena usciti dal supermercato più grande.
"Scusate sono una guardia in borghese" tuonava una voce straniera alle loro spalle "avete una bottiglietta di coca zero in borsa e non l'avete pagata. Me la può far vedere?"
"Certo! Eccola..ma come vede è quasi finita.. non l'abbiamo comprata qui.."
"Se non avete lo scontrino per me l'avete presa qui."
"Ecco guardi miracolosamente... lo scontrino.. vede c'è scritto che l'abbiamo presa 10 minuti fa.. nel supermarket più piccolo qui vicino vede l'indirizzo?"
"Sì ma non c'è scritto che avete comprato una coca zero."
"..me vede qui? C'è scritto reparto bibite 1 euro e 29.. è la coca zero!"
"No..mi dispiace io non leggo coca zero, seguitemi."

E si inoltrava all'interno del supermercato grande, sotto gli occhi incuriositi degli altri clienti.

La storia non ha un lieto fine per la "guardia in borghese" che guardia non era, ma Said mero guardiano anti-taccheggio triplamente sfortunato 1) perchè M e il collega siamese erano miracolosamente muniti di scontrino, 2) perchè il formato di coca zero in bottiglia da mezzo litro non era nemmeno in vendita nel supermercato più grande e 3) perchè il collega siamese quando si incazza lo fa sul serio.

Probabilmente la guardia in borghese che guardia non era si beccherà una denuncia e nella peggiore delle ipotesi sarà rispedito al suo paese non essendo evidentemente munito di permesso alcuno, o nella migliore, passerà soltanto dei giorni orribili sotto la minaccia della denuncia.

Morale della storia: la regola non è più "mai buttare gli scontrini per terra una volta usciti dal negozio", bensì "mai buttare gli scontrini".



martedì 14 aprile 2015

Il tampone antiesplosivo

BZZ BZZ 
Fatto tutto, anche tamponi antiesplosivi. Abbiamo già un'ora ti ritardo... mi hanno detto che è normale per la el al.. sono già stanco morto"

Questo era l'ultimo messaggio whatsapp che M aveva ricevuto da H domenica mattina. H era all'aeroporto in partenza per Tel Aviv. La El Al è la compagnia aerea israeliana che a detta di wikipedia è la più sicura del mondo, e non è la Quantas come diceva rain man negli anni 90. Ed è considerata tale perchè fa dei controlli molto molto approfonditi su ogni passeggero. Per questo è richiesta la presenza dei passeggeri in aeroporto 4 ore prima del decollo.

M era rimasta abbastanza colpita dal tampone antiesplosivo. Si era immaginata due posti in cui il tampone potesse essere stato inserito. In entrambi i casi si era immaginata una lunga fila di passeggeri rassegnati e pronti a farsi ispezionare dal tampone antiesplosivo. Si era immaginata tutti questi tamponi con nome e cognome sistemati in fila e analizzati. 

Dopo alcune ore.

BZZ BZZ
Appena atterrati tutto bene.. appena posso ti chiamo.. baciiii

E poi effettivamente H aveva chiamato, una volta arrivato in albergo. Fatto alquanto inconsueto visto che lui quando parte un po' si dimentica della nostra esistenza e sparisce.

M ha approfittato della telefonata perchè era dalla mattina che si arrovellava sulla storia del tampone.

"Senti ma dimmi un po' di questi tamponi.."
"Eh sì.. li hanno fatti a tutti.."
"Ma scusa e nessuno si è ribellato, stranito.."
"No per loro è normale"
"..."
"è per quello che devi arrivare con tanto anticipo ti fanno aprire le valigie ispezionano tutto il contenuto molto meticolosamente, levano tutto.. e poi fanno il tampone antiesplosivo.. menomale che io avevo fatto una valigia perfetta non hanno trovato niente che non andasse.. perfetta,.. fierissimo io.."
"Sì ma la valigia ok.. posso capire.. ma il tampone.. a tutti.. ma proprio nel sedere o nella gola?"
"..."
"..dove?"
"M il tampone antiesplosivo lo fanno nella valigia, è per quello che la svuotano."
"Ahhhh ma io avevo capito... credevo.. che tutti in fila.. per il tampone... fisico... diciamo.."
"..."

Forse H non chiamerà più.

lunedì 2 febbraio 2015

La settimana dell'abbandono

Oggi è partito H.
E' andato a trovare la sua seconda famiglia a Tel Aviv.
Resterà fuori per 10 giorni.
Il rientro è previsto il 12 febbraio.
Ieri sera il Mezzonano è scoppiato in un pianto dirotto, pianto che lui riserva in esclusiva al padre, perché quando parte la madre, non tira fuori nemmeno una lacrima.

Sabato partirà M.
Non andrà a trovare la sua seconda famiglia, perché a lei di famiglia le basta questa qui.
Starà fuori nove giorni.
Il rientro è programmato per il 16 febbraio.

Tra il 7 e il 12 febbraio quindi i nani resteranno senza genitori.

A fare le loro veci verranno gli Altri Nonni dall'Altro Mare e risiederanno a casa con i nani.
Tutto è organizzato nei minimi dettagli; i nani sono entusiasti dell'arrivo dei Nonni, anche se M teme che abbiano dimenticato il motivo della loro visita. 

Questo per dire che le rare occasioni in cui M e H devono allontanarsi da casa per un periodo abbastanza prolungato, capitano sempre contemporaneamente.
Il precedente, qui.

E M comincia a intravedere nell'ansia di H di restare solo con loro, del dolo.




mercoledì 31 dicembre 2014

L'inci-dente e i suoi insegnamenti

Da questa vicenda dell'inci-dente del nano M ha imparato parecchie cose:
Non c'è essere umano che non abbia un parente, un amico, un conoscente prossimo a cui non sia successa la stessa cosa;
I dentisti sono molto diversi tra loro anche quando concordano su una strategia;
La paura l'ansia e l'angoscia che prendono un genitore quando un figlio si fa male sono insostenibili;
L'espaniola ha avuto un grande coraggio e ha dimostrato una forza sovrumana due anni e mezzo fa di fronte all'incidente ben più grave dell'espaniolita e a lei sono andati i pensieri di M in queste ore;
Non importa quanto possa essere definitivo o grave il danno, l'importante è tornare a casa tuti insieme, e non a tutti succede e un pensiero va a V e M che invece sono tornati a casa in tre e senza capirne il motivo;
H e M hanno reazioni diametralmente opposte di fronte a avvenimenti del genere, nei tempi e nei modi, ma efficacemente complementari;
L'incisivo sinistro è il dente numero 21;
Si può andare da un dentista mai visto prima alle sette di sera e essere trattati come un figlio;
Si può essere belli anche senza il dente numero 21;
I denti hanno radici che ci mettono anni a chiudersi;
Una madre dovrebbe ricordare o per lo meno riportate su un taccuino le date della dentizione dei figli, sia quella da latte che quella definitiva, perché può capitare di essere sottoposte a un interrogatorio sul tema e trovarsi totalmente impreparate è imbarazzante;
8 anni è l'età peggiore per perdere un dente perché non si è abbastanza piccoli da averlo da latte né abbastanza grandi da avere la radice chiusa;
Un bambino di 8 anni può reagire in una strana maniera di fronte alla perdita di un dente, anche chiedendo di fare il bagno caldo nella vasca tre volte al giorno.
Buon 2015, buona fine e buon inizio a tutti voi che passate di qui da una M un po' provata ma felice.

martedì 30 dicembre 2014

Se ci dice culo

Ci sono dei momenti che non si dimenticano più. Dei momenti che una volta accaduti entrano nella storia di ognuno di noi e nei racconti familiari e si tramandano. Possono essere belli o brutti, non importa. Sono i momenti per i quali esiste un prima e un dopo come si scriveva qualche post fa.

Ieri qui all'Altro Mare in casa della cugnida è avvenuto uno di quei momenti.
Dopo essere usciti indenni dalla pericolosissima pista di pattinaggio più lunga d'Europa, i nani si sono diretti a casa del cugino per cena e pernottamento perché qui nella patria del divertimento sfrenato la movida inizia da piccoli.
Dopo circa tre minuti dall'ingresso in casa, mentre M e H mostravano alla cugnida pigiami e spazzolini, dalla stanza al piano di sopra è arrivato un grido seguito da un pianto preoccupante. M si è precipitata su per le scale e si è trovata di fronte a uno di quei momenti.
Per farla breve il nano ha sbattuto il muso per terra e ha perso l'incisivo sinistro. "Non tutto, il 90% porca merda" ha detto il dentista che lo ha visitato poco dopo, davanti al nano che oggi di tutta la vicenda ricorda solo quel porca merda.
Adesso se ci dice culo, sempre a detta del dentista, il dente potrà essere riattacato tra parecchi mesi e intanto è stato conservato con cura sotto fisiologica in un minuscolo contenitore trasparente che finirà nel bidone in uno dei raptus di ordine di H.
Se invece non ci dice culo, se il nano cominciasse a avere dolori insopportabili che "non c'è Aulin che tenga" bisognerà intervenire subito con un'operazione brutta e difficile.
Dipende tutto da come vanno le prime 48 ore dal trauma.
Adesso mentre M scrive ne sono passate 23 e finora tutto ok. Incrociamo le dita e speriamo.

lunedì 29 dicembre 2014

In settimana bianca o quasi

Forse per il freddo umido che entra nelle ossa.
Forse per le mani e i piedi ghiacciati che non li senti più o forse per la goccia al naso fissa.
Forse per la fatica di mettere e togliere gli scarponi a mani nude, con tutti quei ganci che non vanno mai bene
Forse per l'ansia che qualcuno si faccia male sul serio.

Forse perché a stare fermi ci si congela e a muoversi si suda a bestia così infagottati come palombari.

Per uno di questi motivi o per una combinazione degli stessi o meglio per TUTTI questi motivi insieme e forse anche per qualche altro che adesso le sfugge, M detesta la montagna, lo sci, la settimana bianca e la neve vista da vicino.

Ed è per questo che i nani non ci sono mai andati e probabilmente non ci andranno mai.

Oggi pomeriggio però sono andati a pattinare sul ghiaccio qui all'Altro Mare, sulla pista più lunga (e più stretta) d'Europa, e per M è stato un po' come andare in settimana bianca scarponi compresi.

Ps. Questo post è stato scritto alle 5.30 di oggi pomeriggio, prima dell'inci-dente del nano di cui M parlerà nei prossimi giorni.
Per tranquillizzare voi che passate di qui vi basti sapere che il nano è di là che dorme e che se la notte passa serena è quasi fatta.

lunedì 1 dicembre 2014

Bentornato babbo

Oggi, dopo 17 giorni di assenza è tornato H. In questi 17 giorni M è riuscita a non fare mai la spesa, attività che lei odia e che H da sempre gestisce in piena autonomia, lista compresa, a non chiudere mai le persiane, che tanto con gli scuri va bene lo stesso, a cucinare il minimo indispensabile, a non vedere mai nemmeno un minuto la tele e a andare a dormire ancora prima del solito.
I nani dopo un inizio un po' cupo, in questi 17 giorni non hanno mostrato segnali strani e anzi sono andati mano a mano affrancandosi dal ricordo della figura paterna.
Oggi però appena sveglio il Mezzonano, che in più di un'occasione ha dimostrato di essere parecchio emotivo (chissà da chi avrà preso), ha cominciato a mandare chiari segnali di ansia, lamentava mal di cuore, mal di pancia e mal di gola, a scuola ha vomitato e M è andata a prenderlo prima.
Così è stato il primo ad accogliere babbo al suo rientro ed è immediatamente guarito.
Il nano all'uscita di scuola quando ha visto che c'era il babbo, occasione più unica che rara, lo ha accolto con grande entusiasmo e dimostrazioni d'affetto.
Più tardi M negli spogliatoi della piscina gli ha chiesto se fosse stato contento di trovare babbo all'uscita di scuola. Lui le ha risposto che era stato bellissimo.
Dammi un aggettivo per spiegarmi bene come è stato gli ha chiesto M.
"Sorprendente" ha detto lui, sorprendendo un po' anche lei.
Bentornato a casa, babbo!

lunedì 24 novembre 2014

Babbo chi?

Il primo giorno, a vederlo andar via con la valigia con le rotelle, si sono messi a piangere che M non riusciva più a fermarli. Lo hanno seguito affacciati al balcone, inconsolabili.
La stessa sera a tavola in tre, il Mezzonano ha avuto un altro rigurgito di nostalgia canaglia tanto che M gli ha preparato il letto transformer in modo che potessero dormire insieme e dimezzare il dolore.
La mattina dopo, sporadiche domande "è arrivato?".
Il secondo giorno, quando lo hanno visto apparire sullo schermo del pc hanno mandato baci e abbracciato il monitor.
Poi piano piano si sono abituati a questa routine a tre e non hanno più chiesto niente. Per difesa pensava M. Tanto che non sapeva come dirgli che il rientro, previsto inizialmente dopo una settimana e fissato per sabato scorso, era slittato di altri 10 giorni.
E invece..
Ora quando chiama via Skype non si alzano più, non si avvicinano, mandano baci distratti senza alzare la testa da quello che di più importante stanno facendo. Non fanno domande, non hanno curiosità.

Ieri sera è passato il collega giovane di M, per portare loro un pezzo della sua torta di compleanno, con sette strati di cioccolato.
È salito, si é seduto a parlare un po' con loro, e il Nano dopo 5 minuti, con una semplicità disarmante, gli ha chiesto "rimani a vivere con noi?"

Babbo 9 giorni fa è partito con il cuore triste perché vederli piangere disperati quando andiamo via, ci fa sentire in colpa come niente altro al mondo, però adesso forse se sapesse che il primo esemplare maschio passato di qui, in mente loro, avrebbe potuto sostituirlo con naturalezza e senza drammi, sarebbe felice?

martedì 14 ottobre 2014

Senza patemi

M ha una cugina che nel marzo 2003, a 32 anni, si è trasferita in provincia di Savona a vivere in un ashram.
Per chi non lo sapesse un ashram è un luogo di culto induista dove vivono in comunità delle persone che hanno scelto di dedicare la loro vita all'induismo e per fare questo hanno abbandonato le loro vite vissute fino allora. In un ashram possono viverci induisti laici o monaci induisti.
La cugina di M ha fatto le cose per bene: è diventata monaca, ha cambiato nome e ha abbandonato per sempre la vita precedente con annessi e connessi.
La cugina di M era molto bella, e lo è tuttora seppur vestita perennemente con una tuta informe color arancio. Magra alta con bellissimi occhi grigio azzurri da gatta.
Dall'età di 12 anni aveva avuto parecchi fidanzati tutti meno belli di lei, e sempre sbagliati.
Oggi M si è ritrovata a pensare a quella volta, negli anni del liceo, in cui la cugina le raccontò che il suo fidanzato in carica dopo una serie infinita di litigate, scenate, telefoni attaccati in faccia etc le disse "ok andiamo avanti..però senza patemi eh"
Ecco, a distanza di tanti anni M che all'epoca rimase offesa e indignata per quella risposta così distante da lei che quasi non riusciva a comprenderla, oggi l'ha finalmente capita.
È bello stare insieme, vivere, condividere, ma appunto senza patemi, eh.
Aveva ragione quel tipo lì, che forse si chiamava Livio e indossava un Henry Lloid rosso, e che già al liceo aveva capito tutto.
M che al liceo tra un po' ci accompagnerà i nani, ancora non riesce a vivere senza patemi ma per lo meno ci vuole provare.

lunedì 8 settembre 2014

La droga

Questa conversazione si è tenuta all'Altro Mare in macchina, nei sedili posteriori tra i nani e il cugino.

H alla guida, M seduta accanto, muti in ascolto.

Siccome è passata qualche settimana M farà uno sforzo per ricordare esattamente come si è svolta.

"Che mangiamo a cena?"
"Eppimiiiiiil!!"
"L'eppimil del mekdonald??"
"Siiiiiiii"
"Ma non si può.."
"..."
"Dentro i panini del mekdonald c'è la droga!"
"La droga? E che è la droga??"
"La droga è quella cosa schifosa che esce dagli stracci con cui si puliscono i vetri.."
"..."
"Sì quella schifezza che rimane negli stracci dopo che hai pulito..quando strizzano gli stracci la usano per fare i panini del mekdonald.."
"Ma sei sicuro?"
"Sì certo lo sanno tutti che dentro i panini del mekdonald c'è la droga!"
"Che schifo la droga..però l'eppimil è buonissimo io lo prendo lo stesso anche se c'è la droga"
"Anche io!"

Poco dopo anche il cugino ha mangiato felice l'happy meal, con tanto di panino al posto delle crocchette di pollo.
E M è rimasta con la curiosità di conoscere la fonte della storia che per quanto fantasiosa e raccapricciante non è servita allo scopo.

mercoledì 3 settembre 2014

Barbie (e Ken) si nasce

Quest'estate per la prima volta in tutta la sua vita M ha affrontato la spiaggia con la coscienza pulita.
La dieta a base di barrette al cioccolato e coca coca zero, i km di cloro attraversati e il risultato raggiunto sulla bilancia, le permettevano di diritto l'ingresso a testa se non alta quanto meno dritta nella patria del ventre piatto e degli arti scolpiti che è l'Altro Mare.

Al suo arrivo in spiaggia il giorno numero uno quindi si aspettava di essere bersaglio di complimenti, ammirazione e incredulità da parte delle amiche barbie. E anzi un po' le temeva perché se da un lato questo tipo di complimenti fa piacere, dall'altro sono la prova inconfutabile che "prima" forse avresti fatto meglio a passare l'estate in montagna.

Quindi si è presentata in spiaggia al fianco di H con dentro un misto di orgoglio e ansia e fuori pur sempre una taglia 40. 

In effetti complimenti e ammirazione ci sono stati. Non per lei, però.

"Ammazza quanto sei in forma!"
"Come stai bene?"
"Ci hai lavorato tutto l'inverno?"
"Quanti chili hai perso?"

Queste alcune delle considerazioni che sono state fatte. A H. 

Che sebbene cittadino del mondo, il più bello del paese, tuareg mancato, australiano in Australia e africano in Africa, e con chilometri di f.. attaccati ai piedi, non ha fatto un giorno di dieta né il minimo sacrificio sportivo per tutto l'inverno.

Tant'è.




martedì 2 settembre 2014

Il cittadino del mondo

M prima di partire per le vacanze ha perso un anello al quale teneva parecchio. 
Glielo aveva regalato H all'inizio dei tempi. 
Lo aveva realizzato un orafo dell'Altro Mare circa 10 anni fa. 
M lo avevo messo spesso, ma le era sempre andato largo e sapeva che prima o poi lo avrebbe perso.
E infatti lo ha perso.

Arrivati all'Altro Mare è partito il progetto "duplicazione anello perso" che ha comportato continui passaggi dall'orafo per correggere, fare, disfare l'anello di cui non esistevano fotografie, né tracce alcune.

Siccome H patisce parecchio la determinazione di M, all'ennesima visita all'orafo per chiedere il rifacimento totale dell'anello, non si è presentato.
E M è andata da sola.
L'orafo si è dimostrato in tutti gli incontri gentile e paziente, compreso l'ultimo.
Al termine dell'incontro:
"Una volta voglio vedere i vostri figli.. devono essere molto belli.. tu sei bella..e H..bè H.."
"H?"
"H immagino che tu lo sappia era il più bello del paese.."
"Ah.. davvero?? Non lo sapevo.."
"Sìì da ragazzi lui era il più bello.. aveva la figa attaccata ai piedi!"

"..."
"Sì sì gli morivano dietro, era pieno di donne, ogni volta con una diversa.."

"..."
"Cioè scopavo anche io parecchio, ma mai quanto lui.."

"Bè buon per lui.."
"Che poi io se fossi stato bello come lui, avrei anche scopato di più.. perché poi lui non era stronzo, piaceva non solo perché era bello.. ma aveva anche quell'aria da intellettuale.."

"..."
"..studiava.. sapeva un sacco di cose.. ti dico.. la figa attaccata ai piedi.."
"Sì sì.. ho capito il concetto..Bè io l'ho conosciuto che aveva già 35 anni.."
"Ma è sempre bello!! E' bello anche adesso!!! Lui poi è cittadino del mondo.."

"..."
"Sì lui lo metti in Australia e diventa australiano, lo metti in Africa e diventa Africano.. e poi con quei lineamenti, quegli occhi.. un tuareg sembra.."
"..bè riferirò sarà contento.. lui è del segno del leone figurati.."

"Ah è leone? Però non è superbo..si vede che ha i lati più belli del leone.."
"...si vede d
i sì..."

Forse anche l'orafo nella sua cortesia e pazienza, ha un po' patito le continue richieste di modifiche di M. 
In ogni caso, per sicurezza, M ha controllato e sotto i piedi di H e non c'è più la benché minima traccia di figa attaccata.

lunedì 1 settembre 2014

La metamorfosi del Mezzonano

Il 9 agosto, nel viaggio per l'Altro Mare, il Mezzonano perdeva il suo primo dente da latte.
M ne era in quel momento inconsapevole, ma quella perdita avrebbe segnato l'inizio di una metamorfosi, della presa di coscienza del proprio posto nel mondo, dell'inizio forse della tanto temuta preadolescenza ribelle, e sopra ogni cosa della presa di distanze dalla figura materna.

Dopo pochi minuti il suo "Mi sono già abituato a non avere il dente", dava il via alla metamorfosi.
La sera del giorno successivo, al termine dell'ennesimo discorso di M sull'educazione la pazienza il rispetto reciproco e l'importanza dell'ascolto, lui, papa in pectore dal suo giorno numero 1, il bambino santo, il più dolce che c'è, mano nella mano con M, sentenziava:
"Preferisco morire che stare con te". 
"Scusa, non ho capito cosa hai detto.."
"Preferisco mo-ri-re che stare con te"
"..."
"Sì perché se devo aspettare che muori te devo aspettare cento anni e io non voglio aspettare così tanto tempo..allora preferisco morire io subito"
"..."


Da lì in avanti è stato un susseguirsi di
"Non sei una madre"
"Sei la madre più crudele che c'è"
"Sei mediocre"
"Non ti darò mai più un bacio"
"Sei bruttissima".

M, nel giro di queste vacanze, è passata dalle lacrime all'arte dello zen e ha pensato che forse santi si nasce, ma diavoli si diventa.





giovedì 29 maggio 2014

In mia assenza

M è stata in trasferta circa 30 ore. È partita ieri mattina all'alba e è tornata oggi all'ora di pranzo.
In queste 30 ore:
al nano è caduto il suo quinto dente da latte che dondolava da un po';
il Mezzonano ha fatto il suo annuale saggio di ginnastica con il meraviglioso dolcissimo maestro Marco che quest'anno ha proposto una versione un po' confusa di Cats (al saggio presenziava NonnaG catapultata giù dal letto dalla telefonata di M, un'ora prima che manco per una chiamata alle armi);
H ha rinunciato, causa condizioni meteorologiche avverse, al suo viaggio in moto con l'amicoT, anche detto il più bello della covata, il cui inizio era previsto oggi e che è nei loro sogni da sempre.
E adesso giace triste e sconsolato, al buio, avvilito duro come dice lui perché alla fine oggi c'era un sole che spaccava.

lunedì 26 maggio 2014

Ultima chiamata per il volo AZ qualcosa per Vienna

Chi è assiduo frequentatore dell'erba, sa che M aveva una grossa incombenza per il 27 maggio e cioè preparare una presentazione fighissima per Lui, il suo giovane capo iper competente, in inglese, con effetti speciali strabilianti. 
Tra una trasferta e l'altra M e il collega siamese sono riusciti non si sa come a realizzare davvero qualcosa di fighissimo con effetti molto speciali tanto da rendere lui non solo entusiasta ma anche fiero di poter andare a presentare una simile "capolavoro" e a sollevarlo da tutta l'ansia che aveva al solo pensiero di parlare al cospetto di tutte le televisione europee.

Il 27 maggio, come a tutti noto, è domani.

Oggi, ore 14.00
Messaggio da Lui: Temo di non poter più andare a Vienna (tre faccine tristi) mi piacerebbe molto se ci andassi tu. Te la sentiresti? Il volo è stasera alle 20.45 e il rientro domani alle 18.30.
Rispondi a Lui: Noooooooooooooooo mercoledì mattina ho il treno per Milano alle 7!! No no no.. che peccato però (una faccina triste)
Messaggio di Lui: Ma ce la faresti benissimo a partire mercoledì per Milano, da Vienna torni domani sera!
Rispondi a Lui: No davvero non ce la faccio, avevi l'ansia tu, figurati io con poche ore di anticipo, senza speech, tutto in inglese davanti alle televisioni di tutta Europa.. no no no..
Messaggio da Lui: Io sono molto molto molto deluso e incazzato
Rispondi a Lui: Con me???
Messaggio di Lui: ..e mortificato per non poter andare lì e valorizzare il vostro straordinario lavoro..
Messaggio di Lui: No! Non con te!

Insomma M per fortuna non andrà a Vienna a sostituire l'insostituibile ypercapo. Il volo AZ qualcosa è partito senza di lei.





domenica 18 maggio 2014

Willy Wonka

DRRIIIN DRRIIIIN

"Pronto?"
"Signorina M?"
"Sì..."
"Buon compleanno!"
"..."

"Non è il suo compleanno oggi?"
"Sì..."
"Ecco allora buon compleanno!"
"..."
"Lei non mi conosce..sono il direttore della fabbrica del cioccolato.."
"..."
"Le piace il cioccolato?"
"Molto.."
"Ecco allora la chiamo per invitarla a cena qui"
"Qui dove scusi"
"Qui nella fabbrica del cioccolato, stasera per festeggiare il suo compleanno"
"Io sono a Milano stasera.. non posso.."
"Ah d'accordo non potevo saperlo, allora sappia che lei ha un invito qui a cena quando vuole lei.."
"Ma chi mi invita?"
"Noi! La fabbrica del cioccolato!"
"Ma perchè mi invitate io non vi conosco.."
"Questo non posso dirglielo ora.."
"..."

".. diciamo che quando verrà qui.. scoprirà tutto piano piano.. è una sorpresa.."
"Ma quindi qualcuno mi ha regalato una cena lì nella fabbrica del cioccolato..non è che io devo cenare con lei!"
"..già sì.. qualcuno le ha fatto questo regalo.. adesso lei può venire quando vuole, basta che mi avverta con un paio di giorni di anticipo per darmi modo di organizzare tutto.."
"...ma posso venire con qualcuno o devo venire da sola???"
"Può venire con qualcuno."
"Ok.. allora grazie, ci sentiamo la prossima settimana.."
"D'accordo M e ancora auguri di buon compleanno"

"Grazie.."

Questa telefonata è avvenuta mercoledì a ora di pranzo su una panchina pubblica a Milano.
M dopo aver attaccato, ci ha pensato un po' sù. Ha scartato l'ipotesi H nel giro di qualche nano secondo, che H ha tanti pregi ma sui regali e le sorprese è un po' carente, poi ha capito chi è il suo Willy Wonka.

E' l'uomo delle sorprese, l'Arch.