lunedì 6 novembre 2017
Remember Paris (1995)
magrissima;
ha i capelli ricci e scuri, un sorriso contagioso e 44 di piede anche se dichiara un paio di numeri in meno.
Parla cinque lingue, tra cui un italiano che sembra musica.
E' instancabile: potrebbe girare a piedi per giorni e giorni senza mai ricordarsi di mangiare nè fare pipì.
E' single e non ha figli e questo è davvero "pena" come dice lei, che sarebbe "peccato" da noi, perché è buona, dolce, paziente, sensibile, affettuosa e ha una memoria da elefante che M le invidia parecchio.
E' l'amica di Barcellona che M conobbe a Parigi nella sua vita numero 1, quando vinse una borsa di studio e per un po' visse lì in un losco monolocale con gli specchi al soffitto e il bagno senza porte nel cuore del quartiere latino.
Da allora (1995) M e Isabel si sono viste nelle poche occasioni in cui M hostess, nella sua vita numero 2 tra il 1997 e il 1999, passava per Barcellona e la invitava a condividere i lettoni a cinque stelle, le chiacchiere, le confidenze e la colazione in camera.
Poi non si sono più viste.
M le scrisse una lunga mail, di cui non ha memoria alcuna, quando scoprì di aspettare il nano numero 1, in cui le confidava dubbi e gioie. Poi si sa la maternità il lavoro, case - libri - auto - fogli di giornale (come dice Celestina e Tiziano prima di lei), e non si sono sentite più.
Questo fine settimana Isabel era a Roma e si sono riviste dopo quasi venti anni. M sentiva un leggero imbarazzo mentre andava all'appuntamento sabato ma appena l'ha riconosciuta da lontano altissima in mezzo agli altri, l'ha invitata a cena a casa per farle conoscere i nani e farle assaggiare le due cose che sa cucinare.
Isabel è identica a come era a Parigi, e nei due giorni che è rimasta a Roma ha visitato cose di cui M ignora l'esistenza: catacombe, chiese, strade, musei; ha messo la mano nella bocca della verità e l'ha ritratta tutta intera, ha mangiato supplì scambiandoli per arancini e si è seduta a lungo in una chiesa ad aspettare il sole.
Poi a cena si sono ritrovate a ricordare, ridere e confidarsi come se non fosse passato un giorno, davanti a un paziente e variegato pubblico di tre maschi.
venerdì 9 giugno 2017
Mirta
Ha capelli lunghi tenuti da un fazzoletto
La stessa faccia di sempre, le mani morbide e i piedi con quel mignolo sovrapposto e storto
La pelle di gomma, ambrata e liscia che non ha mai conosciuto le sofferenze della ceretta
Gli occhi azzurroverde, che una volta portava truccatissimi da gatta e oggi senza trucco sono ancora più belli.
La risata, sempre quella; il tatuaggio sul polso un po' sbiadito dal tempo e chissà se è sbiadito anche quello sulla schiena fatto con M tanti anni fa, uguale.
Quando parla con noi ha la stessa voce di allora, ma quando parla della sua nuova vita quella in cui ha cambiato nome due volte, ha rinunciato a tante piccole cose per arricchirsi di altre più grandi, la accompagna con un'inflessione del nord, come se parlare della sua nuova identità con la voce di un tempo non le fosse possibile.
Per M è rimasta quella che è sempre stata, la sua cugina grande. Quella che andava male a scuola, faceva sega, faceva impazzire i genitori, usciva con i ragazzi, fumava.
Quella che ha sempre adorato gli animali più degli esseri umani, tutti compresi.
Quella che 14 anni fa ha scelto di vivere un un altro posto, insieme a una nuova famiglia.
Qualche giorno fa, dopo anni, M ha rivisto Mirta, che non si chiama più così ma che sempre Mirta per M sarà.
E' partita a marzo 2003 nel periodo più difficile della vita di M con NonnaG malata e il fidanzato cattivo. Da allora non l'aveva più rivista, se non qualche mese dopo la sua partenza, quando era andata a trovarla con H perché, anche se erano all'inizio della loro relazione e portarlo in un posto tanto lontano dalla nostra cultura avrebbe potuto farlo scappare via, M aveva già capito che H era speciale e voleva che lei lo conoscesse e che la vedesse felice.
Da allora sono passati 14 anni, 5 voti, 2 nomi, un matrimonio e 2 figli.
mercoledì 5 aprile 2017
New entry
Sono alte e magre, determinate e grandi lavoratrici. Entrambe con una leggera fissazione per i capelli.
Una è bionda, sposata, è coetanea di M, romanista sfegatata, ama il mare, sopporta poco le incombenze familiari e i traslochi. Ha una confessata passione per il salame, soffre di acuti e improvvisi mal di pancia e "monta" sempre invidiabili unghie perfettamente laccate di rosso. M l'aveva conosciuta anni fa poi lei era partita per una meta sportiva, esotica e lontanissima e si erano perse di vista. Adesso è tornata e siede alla scrivania di fronte.
L'altra è mora, giovane, single, sta vivendo la fase degli amori infelici e incompresi che spingono la Emma che alberga in M a immaginare qualcuno da presentarle per farla sentire felice e compresa. Si è trasferita da poco dal nord, dove si era trasferita dal Sud, vive in affitto, spende più in multe che in cene fuori nonostante mangi come un uomo e usa un abbigliamento al contempo particolare e modaiolo. Sempre piena di informazioni da femmine di cui M ha ignorato l'esistenza fino alla sua vener-anta età come magici fili da cucito usati per depilare.
Sono le due nuove colleghe di M.
Insieme sono state a cena fuori e a pranzo, hanno preso qualche caffè alla macchinetta, si sono scambiate libri e racconti, risate e qualche incazzatura.
M è felice di averle conosciute, tanto da aver voluto scambiare con loro perfino qualche filo di questa erba.
martedì 11 ottobre 2016
In amore e in guerra
C'è un incontro inserito nel Film Festival, che non andrà a specificare.
M come in tutte e cose un po' pazze ha coinvolto KK in questa iniziativa e le ha chiesto di andare a comprare i biglietti.
I biglietti sono esauriti.
Ma M vuole andare e quando M ha un obiettivo finché non ha fatto tutto quello che è in suo potere per raggiungerlo, e chi la ferma.
M lavora in qualche modo nel mondo dello "spettacolo" e il Film Festival è spettacolo.
Quindi stamattina si è presentata dalla Donna Con La Valigia, il suo Direttore che ha preso un anno fa il posto di Lui, il giovano capo che M adora(va).
Le ha chiesto un incontro di pochi minuti, senza specificare i motivi.
Alle 12.30 la segretaria l'ha chiamata e le ha detto che erano arrivati i suoi pochi minuti.
(Livello di confidenza con la Donna Con La Valigia pari a 0,5 in una scala 0-10; argomenti extra-lavorativi dibattuti in precedenza con lei, 2: località frequentata in vacanza, numero e genere di appartenenza dei rispettivi figli. Caratteristica principale della Donna Con la Valigia: scarsa predisposizione per la parte emotiva della vita propria e di quella degli altri, M compresa; approccio maschile e quindi pratico alle situazioni. Empatia non rilevata.)
"Ciao DCLV scusa ti rubo solo pochissimi minuti..per una scemenza"
"..."
"sono qui non in veste di tua dipendente"
(M giura su ciò che ha di più caro di aver detto proprio così)
"..."
"sono qui in veste di... AMICA"
(M giura di nuovo)
"...beh in questo caso.. aspetta finisco di rispondere a un messaggio e sono da te"
"..."
(M in attesa, lei scrive sul telefono)
"eccomi dimmi tutto"
"beh ecco vorrei andare a un incontro all'Auditorium domenica pomeriggio.. all'interno del Film Festival e ho provato a comprare i biglietti che costavano tra l'altro 10 euro una fesseria e infatti sono esauriti e non li ho trovati e mi chiedevo se noi.. tu.. potevi richiedere un accredito per me.."
"Di che incontro si tratta?"
"Beh ecco diciamo che esula dall'ambito lavorativo è più una specie di PASSIONE"
"Lo immagino.. e con chi è questo incontro?"
"Jovanotti"
(un minimo senso di vergogna, per non aver detto Oliver Stone o Meryl Streep, ma nessun rinnegamento)
"..capisco.."
"..."
"A chi devo scrivere per richiedere questo accredito?"
"Davvero??"
"Sì certo, non ho nessun motivo per dirti di no e non mi costa niente, per cui.. a chi devo scrivere?"
(sorride)
In amore e guerra tutto è lecito.
Adesso aspettiamo risposta, e comunque KK, M se la porta lo stesso.
lunedì 20 aprile 2015
Otherwise
"I still dont know if I can come back at 6. So you are the one one who will come at 6, OTHERWISE I will call".
"Ok mam".
Si erano lasciate così davanti al cancello della piscina dei nani oggi pomeriggio alle 5.
Poi la muta Mar è tornata a casa e M in ufficio perché aveva appuntamento con il nuovo capo e non poteva mancare.
Un'ora e mezza più tardi, lei ancora dal capo, squilla il telefono.
L'Espaniola.
M non può rispondere perché il nuovo capo non gradisce si portino i telefoni alle riunioni, dice che sono elementi di distrazione.
Quindici minuti più tardi, alle 6.45 circa, M finalmente liberata richiama l'Espaniola.
"Pronto scusa non potevo rispondere..tutto ok? Successo qualcosa?"
"No figurati niente..volevo solo avvisarti che li porto da me.. sai in piscina non è venuto nessuno.."
"La muta non c'era???"
"No, non c'era nessuno..ma non ti preoccupare ci ho pensato io..e adesso li porto a casa da me..gli faccio anche due fili di pasta?"
"No no grazie adesso esco e vengo subito a prenderli.. mi dispiace scusa sarebbe dovuta venire la muta..alle 6..eravamo d'accordo così.. Non capisco"
"Magari si è sentita male.."
"Lo spero per lei..".
Naturalmente non si era sentita male.
Era a casa, serena.
"Nobody goes at 6 to fetch them at swimmingpool..!"
"...why mam?"
"...."
lunedì 13 aprile 2015
Fifties
mercoledì 1 aprile 2015
Ex sconosciute
i tre anni del Club, di cui la prima riunione, qui documentata, risale al 25 marzo 2012;
un quaranticinquesimo che cade il 5 aprile;
un quarantreesimo (?) caduto il 14 marzo;
e il primo anno di vita di Pi, 26 marzo.
In questi tre anni di cose ne sono cambiate parecchie nelle vite di noi sei:
una separazione
un trasloco, quasi due
una pancia e una nascita
la fine di un Amore che si credeva Totale
un trasferimento dalla Grande Città a Macondo
due cambi di lavoro e un'assunzione
un volo giù dall'adorato trullo
due tagli di capelli, non radicali
una dieta evidente
due nonne che non ci sono più
viaggi più o meno lontani
e 15 libri letti insieme (tutti o quasi).
Il sedicesimo in programma è Sconosciute, proprio come erano loro sei tre anni fa.
martedì 3 febbraio 2015
Metti una sera in chat
"Senti ma il candidato1 che ti aveva fatto?"
"Niente!"
"Mi ricordo che ti aveva fatto una bastardata mille anni fa.."
"..mi aveva fatto qlcs e l'ho incredibilmente rimossa???? Ho superato un rancore??"
"Si e tu dicesti che era peggio di Lui"
"Non ci posso credere"
"Si!"
"Finalmente una bella notizia"
"Bisogna chiedere a Me..Aspetta che le chiedo..Lei sicuro ricorda"
"Facciamo una prova. Chiedile cosa indossavo e che taglia e taglio di capelli portavo all'epoca dei fatti..
Vorrei avere la sua ram.."
"Le ho solo chiesto del torto.."
"Non so se voglio saperlo.. per una volta che ho superato un'offesa...
Puzzonissima me "
"Comunque ti aveva fatto qualcosa di brutto..Tu gli avevi tolto il saluto, ma se non vuoi saperlo.. lo tengo per me"
"Lo sai o no?"
"Non ancora"
"Forse sono curiosa..Ma secondo me potrei rinnovare l'offesa"
"Me non risponde..dorme.."
"Beata.."
"Era una cosa tipo..Che non ti aveva dato un'informazione che aveva..
Non ricordo cazzarola"
"E invece forse me lo sono ricordata!"
"Daiiii..Che aveva fatto?"
"Avevano chiesto referenze sul mio conto e lui aveva detto che ero scarsissima! Miiiiiiiiiiii.. mi sono offesa di nuovo.."
"Ridissimo..ma non aveva detto così. Aveva detto testualmente:
Non lo so non la conosco.. E tu ti eri incazzata perché invece un po' ci conoscevamo e avrebbe potuto dire una cosa più carina.."
"Mica mi sarei offesa..Sentiamo Me"
"Ha detto che ero una pippa
Cosmica Galattica Inutile e domani
vengo su e ci litigo"
"Aspetta di sentire Me!"
"Ma c'è? Comunque ci litigo lo stesso!"
"Daii! Che litighi dopo 10 anni??"
"Ma Me, dov'e' quando serve???"
"Che ridere..stasera sono anche sola.."
"Sola anch'io"
"H è a Tel Aviv.."
"P a Viterbo.. Ancora a Tel Aviv???"
"Si.. Credo abbia un'altra.."
"Comodo..S'e' fatto l'altra famiglia li'? Almeno e' sicuro ke nn vi trovate i figli in classe insieme"
"Noooo! Dice di andare li, ma sta qui!"
"E quindi magari li trovi al supermercato insieme che fanno la spesa per la cena? Fichissimo!"
"No, impossibile io non faccio mai la spesa."
giovedì 11 dicembre 2014
Così vai via...
Con la sedia girevole e il libro rigido al posto del cuscino per stare più dritta con la schiena.
Con il cestino della carta e la borraccia grigia per bere quando ha fame e un solo scatolone con dentro tutte le sue cose.
Con le sue attenzioni di accendere la luce quando diventa buio; di alzare e abbassare le veneziane quando c'è troppo sole; di aprire e chiudere la finestra per cambiare aria.
E anche se si è deciso di fare finta di niente, anche se quando gli omini del trasloco hanno portato via tutto lei non c'era, M ha accusato il colpo.
mercoledì 26 novembre 2014
Le amiche geniali
Una ha tre figli, un cane, intolleranze alimentari a nastro, un lavoro full time per cui è pagata tutti i 27 del mese e uno, sempre full time, per cui non è pagata nemmeno un centesimo e che comincia a pesarle un po'.
Una è una neo-mamma, espatriata ob torto collo in una ridente località non abbastanza lontana dalla città da dimenticarla, ma nemmeno abbastanza vicina da poterci tornare solo per una cena tra amiche. Scrive per lavoro e per hobby, racconta storie che la ascolteresti per ore con quel suo accento meridionale infarcito di parolacce, eterna indecisa come si definisce lei stessa e aspirante maschio.
Una è felicemente separata, forte, decisa, un po' egocentrica e, per chi ancora non lo sapesse, ha un ex fidanzato storico con cui è stata 14 anni da lei nominato sempre tra il venticinquesimo e il quarantesimo minuto dall'inizio di ogni incontro. Lei è quella che chiacchiera di più, anche se è quella che meno segue le regole, in generale.
Un'altra ha un nuovo taglio di capelli che le giova parecchio, anche lei due lavori, uno artistico e uno meno, una leggera cadenza del Sud, una numerosa e solida famiglia alle spalle. Viene dal mare, va in moto, ha vissuto in un una famiglia di femmine ed è la più dolce tra noi e la più saggia.
Una è silenziosa discreta, a volte distratta, diligente e poco espansiva. Anche lei avrebbe voluto essere maschio in varie occasioni della sua vita, forse perché è cresciuta in una casa con otto femmine e un maschio che non è sopravvissuto all'esperienza.
Une è M.
Sono le girls del club di lettura nato per Jane Austin e a lei sopravvissuto.
Sono le Clubbers. Così diverse tra loro, ma così compatibili che M ogni volta che le vede tutte insieme è contentissima di averle unite.
Ieri sera si sono incontrate per discutere del quarto e ultimo volume dell'amica geniale, davanti ai cassoni, le crepes e i cantucci dell'Altra Nonna.
M, che si è trovata in disaccordo con tutte, sta ancora riflettendo su quello che si sono dette, chiusa nel suo irreale e stonato manicheismo.
mercoledì 22 ottobre 2014
A ognuno la sua biancheria intima
I metodi casalinghi a M non sono mai piaciuti e appena raggiunta l'età dell'autonomia ha iniziato a andare a fare la ceretta dall'estetista.
"Hai portato gli slip di carta usa e getta?"
"No..mettiti un paio di mutande vecchie..le più brutte che hai..un paio da buttare.. che poi le tue..ora che ci penso..sarebbero da buttare tutte"
"..."
"Ce l'hai stavolta gli slip usa e getta?"
"No..mettiti un paio delle tue.."
"Ok..ecco"
"E che te sei messa..il pigiama??"
"..."
"Non li hai vero gli slip usa e getta?"
"No, dai..vai a mettere le mutande della nonna va.."
"..."
martedì 14 ottobre 2014
Senza patemi
Per chi non lo sapesse un ashram è un luogo di culto induista dove vivono in comunità delle persone che hanno scelto di dedicare la loro vita all'induismo e per fare questo hanno abbandonato le loro vite vissute fino allora. In un ashram possono viverci induisti laici o monaci induisti.
La cugina di M ha fatto le cose per bene: è diventata monaca, ha cambiato nome e ha abbandonato per sempre la vita precedente con annessi e connessi.
La cugina di M era molto bella, e lo è tuttora seppur vestita perennemente con una tuta informe color arancio. Magra alta con bellissimi occhi grigio azzurri da gatta.
Dall'età di 12 anni aveva avuto parecchi fidanzati tutti meno belli di lei, e sempre sbagliati.
Ecco, a distanza di tanti anni M che all'epoca rimase offesa e indignata per quella risposta così distante da lei che quasi non riusciva a comprenderla, oggi l'ha finalmente capita.
È bello stare insieme, vivere, condividere, ma appunto senza patemi, eh.
Aveva ragione quel tipo lì, che forse si chiamava Livio e indossava un Henry Lloid rosso, e che già al liceo aveva capito tutto.
lunedì 13 ottobre 2014
L'ultima a sapere
Che avete fatto oggi?
Cosa avete imparato?
Vi siete divertiti?
Qualcosa da dichiarare?
Sono le 4 domande di rito, che restano sempre senza risposte.
Le stesse 4 domande vengono poi inutilmente ripetute la sera a tavola.
delle mamme dissidenti della classe del nano. Le mamme dissidenti sono quelle che, stanche dei continui messaggi, hanno abbandonato la chat ufficiale della classe e ne hanno creata una nuova. Sono le mamme simpatiche.
Sono poche ma buone.
A un certo punto una mamma chiedeva informazioni su un braccio rotto e M scopriva con un po' di amarezza per non essere stata avvisata dal nano, che Susanna, la preferita del nano dalla prima elementare, si era rotta un polso a scuola durante la ricreazione.
"Ma davvero Susanna si è rotta un polso a scuola?"
"Sì.."
"E quando?"
"Martedì"
"Mannaggia..Non sapevo niente.."
"..."
"Ma proprio rotto?"
"Sì sì ha il gesso"
"Poverina e come è successo?"
"Uno scontro con il nano."
"Ah, ok.."
mercoledì 10 settembre 2014
Tre lacrime e una gamba
E no non c'entra niente con la bilancia, né con le scuole, i nani, i Nonni, H.
Oggi una gamba del tavolo che M aveva perso mesi fa si è rifatta viva (se non capisci leggi qui). Che quest'anno tra voli dal tetto, ginocchia rotte e gambe sparite non ci si capisce più una mazza.
Non è che sia proprio tornata al suo posto, ma almeno M sa che non è sparita nel nulla, che esiste ancora e che forse un giorno tornerà a reggere, insieme alle altre, il tavolo della sua vita.
M sa che nella vita succedono tante cose belle brutte, inaspettate attese, sperate temute. Cose che a volte ti sconvolgono, ti allontanano dal binario, ti portano lontano in posti dove non saresti mai voluto essere.
Cose che a volte il tempo riesce a sfumare, altre a rinforzare.
Cose che possono farti desiderare il silenzio e la solitudine, il distacco e l'isolamento.
M sa che non siamo tutti fatti allo stesso modo e che ci sono persone che condividono di più (NonnaG direbbe plateali) e persone che invece in quei momenti non hanno voglia di niente.
M arriva anche a capire che spesso si è egoisti quando si desidera a tutti costi fare parte di quei momenti, anche se nessuno ci ha invitato. Partecipare al brutto e al bello che c'è nelle vite di quelli a cui vogliamo bene, esserci sempre. Illuderci di poter accendere un fiammifero nel buio. Di poter far scattare un ricordo, un sorriso. Dietro una curva interminabile, il ritrovamento della strada persa.
M è stata così felice di rivederla oggi quella gamba del tavolo, che ha reagito come un bambino di 5 anni che trova sotto l'albero di Natale proprio il regalo che aveva chiesto, il suo desiderio realizzato, così per magia.
Si è emozionata, alle lacrime nonostante avesse ripetuto nella sua testa la scena mille volte, aspettandola e sperandola e promettendosi che non avrebbe fatto la sdilinquevole e invece eccola lì in piedi con le guance bagnate tanto incredula quanto felice.
Davanti a lei, apparentemente impassibile ma poi chissà, la gamba del tavolo persa e forse magicamente ritrovata, un po' perplessa e ironica "e mica sono la Madonna..e che sarà mai", a smorzare un 'emozione grande, forse inopportuna e un po' ridicola, "all'età tua", direbbe sempre NonnaG.
lunedì 21 luglio 2014
Il cioccolatino buono
Da: lcavgdt
A: M
Oggetto: Sorelle
Cosa significa veramente la parola sorella?
giovedì 17 luglio 2014
La scatola di cioccolatini
La vita è una scatola di cioccolatini Forrest, non sai mai quello che ti capita.
Leggendaria frase di cui M conosce anche l'esatta traduzione in inglese per via di una maglietta fichissima e purtroppo regalata che comprò negli States a cavallo tra la vita numero 1 e la vita numero 2.
E siccome qui non si millanta: Life is a box of chocolate Forrest, you never know what you're gone to get.
Questo per dare a Cesare quel che è di Cesare e per dire che M non si è proprio inventata niente con questa scatola di cioccolatini, solo la prende in prestito.
M adora il cioccolato, tuttavia le scatole di cioccolatini ne contengono davvero di svariati tipi e non tutti sono di suo gradimento.
Quando le capita il liquore vorrebbe sputarlo appena messo in bocca e così anche le bucce di arancia ricoperte, le ciliege nascoste dentro, la menta, quelli al caffè che ti fregano sempre.
Poi però ci sono quelli extrafondenti, o quelli pralinati, quelli con la nocciola dentro e allora non smetterebbe mai.
La vita è proprio così cose buone e cose cattive insieme, un intenso avvicendarsi di gioie e fregature, di illusioni e amarezze, di sapori conosciuti e sorprese più o meno gradite.
A ognuno la sua scatola.
Stamattina M ha avuto un piccolo dispiacere e stasera, poco fa, una grande gioia.
martedì 15 luglio 2014
Il ponte della gente
Ieri era lunedì e dopo l'ufficio in motorino M si è avviata verso la sua nuova abitudine.
Appena arrivata dalla collega alta, ha avuto la piacevole sorpresa non solo di vederla in piedi vestita e truccata ma di sentirla dire "usciamo!" sì proprio con il punto esclamativo che, anche se a parole la punteggiatura non si vede, c'è.
Quindi ha cercato l'adorata car2go più vicina e l'ha portata sul PontedellaMusica con l'obiettivo di far volare (stavolta possibilmente in alto) una lanterna cinese.
Arrivate al ponte il tempestivo temporale estivo non le ha scoraggiate e loro hanno aspettato pazienti sotto un tubo di ferro che smettesse. Poi hanno lanciato la lanterna cinese senza arrecare danni a cose e persone e sono rimaste lì a guardarla volare. perchè nonostante sia impresa alquanto difficile checché si possa pensare, la lanterna cinese è volata davvero.
Più o meno sono restate sul ponte circa un'ora.
In questa ora sul ponte si sono avvicendati, oltre ai soliti runner, ai ciclisti, ai pedoni qualsiasi:
una classe di aerobica con tanto di istruttore e tappetini colorati per fare gli esercizi a terra;
la banda della finanza al completo che ha suonato davanti a una sparuta platea seduta su appositi seggiolini;
una sposa con sposo e fotografi al seguito.
La collega alta alla fine della sua ora d'aria ha sentenziato: "avevo sempre pensato che questo ponte non servisse a niente.. invece serve alla gente!"
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| Il ponte della gente, di lunedì |
lunedì 14 luglio 2014
La madre è sempre l'ultima a sapere
Al mare, sul terrazzo.
Ore 23.00 circa.
Numero di bicchieri di vino bevuti: tre.
Seduta a un tavolo con un paio di "amiche del mare".
"Ehi M hai saputo della storia?"
"Quale storia scusa"
"La storia delle parolacce!"
"..."
"Non ci posso credere che NESSUNO ti abbia raccontato la storia delle parolacce"
"No, nessuno. Ma che parolacce?"
"TUTTE"
"Sì ok, ma chi le dice?"
"Il nano"
"..."
"Sì ma dai è normale tutti i bambini passano il periodo delle parolacce.."
"Scusa raccontami bene"
"Ma no niente gli è presa che dice le parolacce.."
"Ma quando?"
"Sempre!!"
"..."
""Sì mentre giocano.. così per provocazione.."
"Ma nessuno gli dice niente, nessuno lo riprende??"
"Sì sì anche io gliel'ho detto che non fa.. gli Altri Nonni anche.."
"E lui?"
"Lui ride"
"..."
Dalla sedia accanto
"Ma non gliela hai raccontata TUTTA.."
"No.."
"Perché scusate c'è altro?"
"Sì.."
"Dai ora gliela devi raccontare TUTTA"
"..."
"Ok senti..."
"Che altro c'è??"
"Le bestemmie".
La conversazione è andata avanti per un po' e M tra i fumi dell'alcol e l'insolito freddo di questo luglio che non si decide ad arrivare, ha scoperto che in sua assenza il nano si trasforma in un bambino che dice parolacce a tutto spiano e che non disdegna le bestemmie.
Oggi, a due giorni di distanza, dopo aver parlato con il bambino sconosciuto che si nasconde sotto le spoglie del nano, passato l'alcol e il freddo, non si è ancora ripresa dallo shock.
lunedì 7 luglio 2014
Girls
Una fa quarant'anni tra pochi giorni ed è in cerca di un tema per la sua festa e di un vestito ma non per forza in questo ordine;
Una ha perso il suo più importante riferimento ed è persa dentro una bolla che la difende e la opprime insieme;
Una è molto preoccupata per un esame che la aspetta venerdì alle 14 mentre lei avrebbe voluto farlo ora e togliersi il pensiero;
Una ha una sorella che ha perso il senso e in cambio ha trovato un pigiama un po' grande, una pila di giornali vecchi e una tazzina da caffe;
Una ha un problema parcheggiato in garage, con quattro ruote ma solo tre posti;
Una ha un marito con la febbre da due settimane ma non si capisce perché e invece forse la febbre per una buona volta vorrebbe averla lei e essere coccolata un po' perché dopo un inverno a soffiare nasi e dispensare antibiotici ai nani questa proprio non ci voleva.
Sono alcune delle amiche di M. M vorrebbe abbracciarle tutte anche se non per tutte riesce a trovare il tempo.
E anche se non tutte vogliono essere abbracciate.
lunedì 23 giugno 2014
Coraggio e paure
I labirinti di scaffali con cassetti che contengono ricordi dimenticati.
Le scale e le piante grasse come una persecuzione divina.
Le persone che si dividono in gruppi, accomunate dal modo di reagire a un evento traumatico, tra questi spiccano: i drammatici che per loro niente sarà più come prima; i semplicisti che non è niente e che vuoi che sia; quelli che è successo anche a loro e molto peggio o se non a loro direttamente, a un amico, che te devi solo considerarti fortunata altro che; e quelli in fuga che non sanno gestire il cambiamento e che se non sei al 100% è meglio niente.
Le parole più semplici che nei cassetti non le trovi più.
La ritrovata sigaretta che quando sei allergica a tutto, è davvero un piccolo lusso.
Gli occhi lucidi per le confidenze che fanno fatica a uscire ma una volta fuori quanto si sta meglio.
Un regalo di compleanno inaspettato e probabilmente immeritato.
Un piccolo libro in soccorso e qualche compito per i prossimi giorni.
Oggi M è andata a trovare la collega alta caduta dal trullo quasi due mesi fa. Alla collega alta non è dato sapere, ma a M questa visita ha fatto bene al cuore.

