sabato 14 marzo 2020
La finestra sul coritle
La scrivania del nano è davanti alla finestra. La finestra affaccia sul giardino interno e a una trentina di metri di distanza c'è un altro palazzo dello stesso condominio.
Ma non aveva, in dieci anni che abita qui, mai trascorso tante ore seduta a questa scrivani davanti a questa finestra con il palazzo dello stesso condominio a una trentina di metri di distanza.
E solo in questi giorni ha scoperto che:
al quarto piano (cioè un piano sotto il suo) davanti alla finestra c'è ancora l'albero di natale addobbato con palle lucine e nastri
al quinto piano quindi proprio davanti a lei abita un tizio che passa la maggior parte della giornata seduto sul davanzale della finestra a un'unica anta (chiusa), con una gamba piegata sopra il davanzale, vestito di tutto punto fino alla vita e poi in mutande.
Ieri aveva un golf rosso e una camicia, e sotto mutande e calzini alti blu. Oggi era più elegante in camicia bianca, gilet grigio con scollo a V e sempre mutande e calzini alti blu.
Le mutande sono modello slip.
M si è immaginata che, in smart working a casa anche lui, debba collegarsi in video conferenza con altri colleghi o clienti per lavoro e che vesta solo la parte che di lui mostra.
Le video conferenze non le fa seduto sul davanzale quindi potrebbe non essere così, ma seduto sul davanzale parla al telefono con gli auricolari, mangia, spesso direttamente dal piatto di portata, legge.
Interrogato sul personaggio il mezzonano, la cui finestra affaccia sullo stesso palazzo, ha risposto con noncuranza e senza un minimo di curiosità "ah si quello che prende il sole, lui sta sempre sul davanzale, anche senza corona virus."
giovedì 12 marzo 2020
Beati voi
Sabato li ha visti per puro caso mentre stava andando in piscina a piedi (sospirone) e loro nella loro nonni-mobile vintage le hanno dato un passaggio perché pioveva.
E' capitato altre volte di non vederli, anche per periodi più lunghi, ma il fatto di NON POTERLI vedere la destabilizza un po'.
Cerca di parlarci al telefono tutti i giorni, si accerta del loro stato di salute (buono), dei loro movimenti (pochi) e dei loro bisogni (al momento nessuno).
Ieri ha telefonato all'Arch, essere umano più unico che raro, e una volta in più ha scoperto che la visione del mondo con i suoi occhi buoni è bellissima.
"Pronto?"
"Ciao papà come state?"
"Bene, voi?"
"Bene grazie.."
"I ragazzi che fanno?"
"..eh.. la mattina i compiti poi il pomeriggio giocano alla play, vedono un film o una serie tv.. un po' si annoiano.. oggi il nano è sceso in giardino con l'amico spagnolo ma è tornato subito su.."
"..."
"Ci sei papà?"
"..sì sì stavo pensando.. che beati che siete..
"Beati? in che senso?"
"Che beati che siete a vivere una cosa così.."
"L'isolamento?"
"Sì.. noi non ce lo abbiamo avuto.. alla vostra età con voi piccoli in casa non ce l'abbiamo avuta questa fortuna di stare chiusi a casa tutto il giorno insieme.. quanto mi sarebbe piaciuto.. stare in casa tutto il giorno, godermi la vostra compagnia sempre.. che bello. Godetevela, beati voi."
Soluzioni alternative
"Tipo?"
"Beh è la prima volta che siamo costretti a stare sempre chiusi a casa noi quattro"
"..."
.".è solo il secondo giorno ed è presto per dirlo, ma io mi sto già abituando a questa situazione e non mi dispiace pensa.."
"..."
"cioè voi siete le persone più importanti.. questa è la nostra casa.. noi quattro.."
"..."
"insomma ci vogliamo bene, stiamo bene insieme, non è poi così male.."
"..."
"non dici niente?"
"Beh io posso pure volerti bene, oggi domani per carità.. ma no non mi abituo, piuttosto che abituarmi a una situazione così, mi butto di sotto."
Questa conversazione si è svolta alla fine del secondo giorno di lavoro agile di H.
M ha letto bellissimi articoli in questi giorni sull'occasione che abbiamo di capire tante cose delle nostre vite: per esempio quali sono davvero le cose che contano, le persone a cui teniamo, con chi vogliamo dividere stanze e ore. Un'occasione per conoscerci di più, riscoprirci e riscoprire la voglia e il piacere di fare le cose insieme. O magari, per qualcuno, sarà l'occasione di ricominciare a farle da solo.
Alla fine, quando tutto questo sarà finto e torneremo tutti un po' storditi alla vita normale, saremo diversi da prima. M crede, migliori.
Per il momento i ragazzi stanno reagendo meglio di quanto M si aspettasse. H la preoccupa un po'.
martedì 10 marzo 2020
Lavoro agile, vita meno
L'ufficio di M da ieri è la camera da letto del nano, che ormai ha superato lei e il metro e settanta e tanto nano non è più. Davanti a lei la finestra e dietro di lei la porta, aperta.
L'ufficio di H è la camera da letto di M e H, in penombra, silenzio assoluto e porta chiusa. Lui, seduto davanti al pc, in cuffia con i colleghi oltreoceano, nutre dentro sè sogni proibiti di ristrutturazioni e restauri casalinghi e prima di chiudersi in casa si è approvvigionato dei beni di prima necessità per la sua sopravvivenza: vernici e solventi.
I ragazzi studiano un po' in soggiorno e un po' al tavolo da pranzo. Solo il mezzonano si chiude in camera e si mette alla scrivania serissimo a fare i compiti. Ogni tanto passa da M e le da un bacio, perché tutto si può arginare, ma il suo affetto sconfina ogni limite.
Dopo qualche ora ci si incontra per pranzare insieme e poi di nuovo M e H tornano al loro posto e i nani accendono la Play (santa Play).
Oggi è il primo giorno di "lavoro agile" per M e H e il quarto di scuola a distanza (più distanza che scuola) per i ragazzi.
Il minuscolo puntino rosso che 20 giorni fa era segnato in un punto sconosciuto della Lombardia, adesso è grande quanto mezza Italia e ci comprende tutti al suo interno: NonnaG che oscilla tra l'ossequioso rispetto delle nuove restrizioni e la sua naturale indomita predisposizione alla disobbedienza; l'Arch più mansueto e positivo per indole che non rinuncia al suo lavoro, seppur in versione casalinga, in compagnia dei suoi strettissimi collaboratori. Lo Zio Matto che fa la spola tra la vita esterna e la casa dei Nonni, tenendo M col fiato sospeso. La muta che chiede il permesso anche di salire sul terrazzo condominiale a stendere che non si sai.
E M, che ha dovuto rinunciare alla sua amata piscina e da sabato pomeriggio non nuota più e che, da sempre inquadrata in un mondo di rassicuranti abitudini, in poche ore è riuscita a costruirne un altro più piccolo, a cui già le sembra di essersi abituata.
mercoledì 31 maggio 2017
I Beati
Ieri pomeriggio alle tre ha accompagnato il mezzonano in un Altro Mondo. Un mondo alle porte della città, in piena campagna. Un mondo recintato da un muro perimetrale, un mondo a cui si accede da un cancello come quello del paradiso dantesco e dove all'ingresso a regolare il passaggio di Dannati e Beati c'è un personaggio che a quanto ha capito M più che il custode deve essere un'istituzione.
Questo personaggio alto, grosso, senza capelli si chiama "Alè", che M non è riuscita a capire stia per Alessio, Alessandro o Valerio.
Questo "Alè", salutato con affetto da chiunque oltrepassi in un senso o nell'altro la sua linea, è vestito con la tuta, non una tuta qualsiasi, l'unica ammessa in questo mondo.
Alè è gentile, molto romano e sembra conoscere i Beati uno per uno: dai più piccoli classe 2008 che qui si chiamano pulcini, ai più grandi, passando per classi di età che nel mondo di M non esistono: i ragazzi delle medie che qui si chiamano esordienti; quelli del ginnasio qui chiamati under sedici, fino ai maggiorenni qui chiamati primavera.
I Beati sono tantissimi, tutti vestiti uguali, tutti belli, felici, sportivi. Tutti con la stessa speranza di futuro davanti e lo stesso stemma sulle magliette all'altezza del cuore. Tra loro non sembrano in competizione, sembrano insieme.
Dall'altra parte del cancello, nell'ultimo metro del mondo normale ci sono i genitori, non ammessi all'interno, se non in occasioni speciali.
I genitori sono tutti giovani (a parte M), tatuatissimi e grandi fumatori.
Aspettano, parlano al telefono, sperano, immaginano, tifano. Si sono portati dietro zii e nonni, merende sostanziose e immaginifiche speranze.
Tra loro ieri pomeriggio c'era anche M con i suoi tatuaggi, le sue paure e occhi e orecchie spalancati con moltissime curiosità.
Siccome ieri era proprio un'occasione speciale M insieme agli altri giovanissimi genitori ha varcato la soglia di Alè ed è entrata in questo Altro Mondo dove non esistono privilegi, dove non si può parlare ad alta voce e dove si susseguono uno dopo l'altro campi da gioco costantemente innaffiati da irrigatori automatici che stimolano pipì che non si potranno fare mai, perché i bagni come gli spogliatoi e i campi sono ad uso esclusivo degli "atleti".
Dove il mezzonano indossava improvvisamente un "pigiamino" giallo fluo di qualche taglia più grande ed era perfettamente inserito nel gruppo di sconosciuti.
M ieri ha portato il mezzonano a Trigoria perché lui è stato selezionato a sua e nostra insaputa per entrare nel regno dei pulcini "beati".
Per lei è stato tutto molto emozionante, nuovo e inimmaginabile. Il mezzonano invece sembrava perfettamente a suo agio, molto socievole con tutti, Alè compreso, e affatto attanagliato dall'ansia da prestazione.
Quando alla fine di tutto un signore l'ha riconsegnato a M perfettamente lavato e stirato e le ha detto "A domani", M ha sentito un inatteso misto di terrore e gioia, molto preoccupante.
sabato 8 aprile 2017
Un giorno in più
È morto il suo suocero mancato, il padre del suo fidanzato storico e lei ha rivisto i suoi mancati parenti, la sua mancata e tanto adorata cognata e ha conosciuto i suoi mancati nipoti.
- che ingiustizia non poter assistere al proprio funerale.. a me piacerebbe un sacco vedere chi è venuto e chi no; chi piange e chi si distrae; chi ha il coraggio di leggere; se c'è la musica e quale...chi si siede davanti e chi si nasconde nelle ultime file...
- è esattamente quello che penso anche io ed è per questo che sto organizzando il mio.
- ...
- eh sì scusa se ci pensi ho organizzato sempre tutto nella mia vita e ho pensato che voglio vivere un giorno in più e quindi sono andato dai fratelli Scifoni
Uno ci passa davanti tutti i giorni della sua vita cercando di ignorarlo e invece sai cosa ti dico? Che da quando ci sono entrato non ho più paura della morte. Sarà tutto come ho deciso io: la cassa semplice come quella dei Papi senza lucidi orrendi e la macchina senza quelle terribili tendine.. purtroppo per questioni di sicurezza non si può fare quello che che avrei voluto io..
- e cioè?
- portare la cassa sopra la mia mini..
E nemmeno usare il furgone di Giardini.. (suo storico falegname) però una cosa è certa: non userò quelle macchine perché proprio non mi rappresentano.. e anche l'urna sarà una cassettina di legno, pulita..
Così è come partecipare no?
sabato 26 novembre 2016
L'utero, oggetto volante non conosciuto
Siccome M è sempre in motorino e non può mai offrire passaggi a nessuno, quando ne ha la possibilità vorrebbe riaccompagnare a casa tutti i bambini che incontra.
Giovedì è stata la volta dell'espaniolito.
Quando i bambini sono in macchina seduti dietro con un adulto davanti alla guida, succede questa cosa strana per cui l'adulto per loro scompare, come se esistesse un vetro impenetrabile tra la fila dietro e quella davanti, o come se la persona alla guida perdesse, una volta al volante, le facoltà visive e auditive.
Giovedì pomeriggio, appena saliti in macchina, chiuse le porte e messo in moto M è scomparsa ai loro occhi e loro tre si sono cimentati nel seguente discorso:
"A scuola abbiamo cominciato a studiare il corpo umano.." ha esordito l'espaniolito
"Davvero? E che avete studiato?" ha chiesto incuriosito il nano che evidentemente a scuola non ha ancora cominciato a studiare il corpo umano, anche perché a quanto ne sappia M sono cinque anni che studia i pianeti.
"Allora.. i maschi fanno la pipì dal pene.." ha continuato l'espaniolito
"Lo sappiamo questo!"
"Sì Sì e le donne dalla vagina.."
(Scoppio di risate dei tre, un leggero senso di agitazione per M)
"...ma le donne fanno la pipì anche da un'altra parte!!!"
"Da doveeee???" in coro i nani
"Dall'utero!" ha dichiarato soddisfatto l'espaniolito
"E che è il lutero?" ha chiesto serio il mezzonano
"Bè nella foto del libro l'utero è una cosa con una forma strana.. che se ci disegni gli occhi e la bocca dentro è uguale identico a un alieno!!"
"Mia mamma questo lutero non ce l'ha." ha dichiarato un po' deluso il mezzonano "la vagina sì, ma questo lutero no".
Rivalutare il maestro di scienze e la sua passione maniacale per i pianeti è stato un attimo.
martedì 11 ottobre 2016
In amore e in guerra
C'è un incontro inserito nel Film Festival, che non andrà a specificare.
M come in tutte e cose un po' pazze ha coinvolto KK in questa iniziativa e le ha chiesto di andare a comprare i biglietti.
I biglietti sono esauriti.
Ma M vuole andare e quando M ha un obiettivo finché non ha fatto tutto quello che è in suo potere per raggiungerlo, e chi la ferma.
M lavora in qualche modo nel mondo dello "spettacolo" e il Film Festival è spettacolo.
Quindi stamattina si è presentata dalla Donna Con La Valigia, il suo Direttore che ha preso un anno fa il posto di Lui, il giovano capo che M adora(va).
Le ha chiesto un incontro di pochi minuti, senza specificare i motivi.
Alle 12.30 la segretaria l'ha chiamata e le ha detto che erano arrivati i suoi pochi minuti.
(Livello di confidenza con la Donna Con La Valigia pari a 0,5 in una scala 0-10; argomenti extra-lavorativi dibattuti in precedenza con lei, 2: località frequentata in vacanza, numero e genere di appartenenza dei rispettivi figli. Caratteristica principale della Donna Con la Valigia: scarsa predisposizione per la parte emotiva della vita propria e di quella degli altri, M compresa; approccio maschile e quindi pratico alle situazioni. Empatia non rilevata.)
"Ciao DCLV scusa ti rubo solo pochissimi minuti..per una scemenza"
"..."
"sono qui non in veste di tua dipendente"
(M giura su ciò che ha di più caro di aver detto proprio così)
"..."
"sono qui in veste di... AMICA"
(M giura di nuovo)
"...beh in questo caso.. aspetta finisco di rispondere a un messaggio e sono da te"
"..."
(M in attesa, lei scrive sul telefono)
"eccomi dimmi tutto"
"beh ecco vorrei andare a un incontro all'Auditorium domenica pomeriggio.. all'interno del Film Festival e ho provato a comprare i biglietti che costavano tra l'altro 10 euro una fesseria e infatti sono esauriti e non li ho trovati e mi chiedevo se noi.. tu.. potevi richiedere un accredito per me.."
"Di che incontro si tratta?"
"Beh ecco diciamo che esula dall'ambito lavorativo è più una specie di PASSIONE"
"Lo immagino.. e con chi è questo incontro?"
"Jovanotti"
(un minimo senso di vergogna, per non aver detto Oliver Stone o Meryl Streep, ma nessun rinnegamento)
"..capisco.."
"..."
"A chi devo scrivere per richiedere questo accredito?"
"Davvero??"
"Sì certo, non ho nessun motivo per dirti di no e non mi costa niente, per cui.. a chi devo scrivere?"
(sorride)
In amore e guerra tutto è lecito.
Adesso aspettiamo risposta, e comunque KK, M se la porta lo stesso.
giovedì 28 gennaio 2016
Succede
Quindi gli ha scritto un asettico messaggio su whatsapp:
"Sono M possiamo sentirci prima che tu faccia qualsiasi mossa? Forse possiamo ovviare.. grazie"
Poi è andata a prendere i nani a scuola e si è avviata al calcio.
E succede che poco più tardi nello spogliatoio con il mezzonano mezzo nudo e mezzo vestito, le squilli il telefono: Numero 4, e lei abbandoni il mezzonano mezzo nudo e mezzo vestito nello spogliatoio e si precipiti fuori.
"Pronto?"
"Pronto sono Numero 4 e sono tutto orecchi"
"Pronto.. si.. ciao.. senti.. mi è venuto in mente che bla bla bla bla e bla bla bla e anche un'altra volta era successo che bla bla bla.. e insomma.. io credo che tu vieni da fuori e hai sicuramente delle idee fighissime e una vision stratosferica, ma io sono tantissimi anni che lavoro qui e forse questa soluzione che a te sembrerà ridicola forse potrebbe essere quella giusta..."
"...interessante proposta..."
"..."
"...senti facciamo così, fammici pensare un momento..ok?"
"..."
"..oh e grazie eh molto preziosa questa tua osservazione, mi hai aperto un mondo..ciao"
"..ciao"
Insomma questo per dire che a volte succede che ci siano alcuni megadirettorigalattici che anche se vivono nel piano con i divani di pelle umana e la doppia porta imbottita perché la loro vita è piena zeppa di segreti aziendali importantissimi, che hanno in stanza una porticina nascosta dalla quale riemergono con cose da mangiare e da bere e che quindi secondo M è la cucina, ecco succede che alcuni megadirettorigalattici rispondano a un messaggio su whatsapp e restino in ascolto e che financo ragionino sulle cose che sentono al telefono.
E M è molto contenta che tutto questo succeda, che esistano megadirettorigalattici di tal fatta e soprattutto che si abbia l'immancabile occasione di poterci lavorare e spera di diventare culo e camicia (più camicia che culo) per Numero 4 perché ogni mezz'ora passata con lui si sente più alta di mezzo centimetro.
ps. il mezzonano è stato poi recuperato tre quarti nudo e un quarto vestito e portato a quattro quarti.
mercoledì 27 gennaio 2016
NonnaG, i compiti, la c e la q
In ufficio.
Ore 17.30.
In stanza di M alla presenza di due colleghi venuti per una riunione informale.
DRIIIINNN DRIIINNN
"Pronto?"
"Ciao ho preso i bambini a scuola tutto ok, il grande è a catechismo e il piccolo a casa qui con me. hanno fatto i compiti ma vanno corretti!!"
"Ok va bene grazie"
"No aspetta dico davvero non può scrivere scuola con la c in quarta elementare!"
".."
"Sì dico davvero ha scritto scuola con la c!"
"Ma scuola si scrive con la c!"
"Ah.. davvero?? ma sembrava così strano a vederlo..."
"..."
"E come mai era strano?"
"Non lo so.. squalo si scrive con la q ma scuola si scrive con la c!"
"Ah certo squalo era squalo che ha scritto con la c!!! Non scuola!!!! Scusa ho fatto confusione! Il nano ha scritto squalo con la c!"
"Ok allora sì squalo con la c è sbagliato.. ma scuola è ok.."
"Ok.. ciao"
"Ciao"
"Era tuo figlio?"
"No, mia madre."
sabato 26 dicembre 2015
Due minuti in più
Sarebbero bastati due minuti in più e M sicuramente non sarebbe qui ora a scrivere in queste due ore abbondanti di rara solitudine nel periodo più ecumenico dell'anno.
I nani non sarebbero al cinema con H e gli amichetti a vedere il settimo episodio di Star Wars.
NonnaG non sarebbe all'acquaio a sistemare i resti del terzo pranzo consevutivo e l'Arch non sarebbe sul divano a sfogliare il vecchio album delle fotografie. Quello in bianco e nero.
Sarebbero bastati due minuti in più e questo giorno di festa sarebbe stato un giorno ben diverso.
Sì perché oggi verso le tre di pomeriggio durante il servizio fotografico ufficiale a casa dei nonni con tanto di dress code e fotografo professionista assoldato dall'arch, e precisamente durante la seconda sessione di foto, quella in esterna in terrazza, M ha improvvisamente sentito odor di bruciato e visto del fumo provenire dalla sua ex camera da letto.
Sarebbero bastati due minuti in più e le fiamme alte mezzo metro sviluppate dall'ornamento di una candela natalizia e appena passate alla tenda sovrastante non sarebbero piu state domabili senza l'aiuto di pompieri e senza danni irreversibili.
E invece due minuti prima il fuoco è stato domato seppur a fatica da noi familiari. E i danni si sono limitati all'incenerimento della tenda della ex camera di M e all'annerimento di tutte le pareti e del soffitto.
NonnaG ha riportato qualche fastidio alla gola per il troppo fumo inalato e i nani una incontenibile gooia per la insperata sospensione della sessione fotigrafica.
Subito ripresa a fine incendio.
giovedì 10 dicembre 2015
Non mette e non leva
(la maestra di m-m-m e cioè matematica-musica-motoria, 11 ore settimanali)
"Buonasera sono la mamma del mezzonano"
"Buonasera.. in effetti non l'avevo riconosciuta, ci si vede talmente poco che da una volta all'altra si cambia e si rischia di non riconoscersi più"
"..."
"..il mezzonano.. beh niente da dire è un buon elemento.. a volte un po' disordinato.. ma..diciamo che in classe non mette e non leva.."
"Cioè?"
"Cioè non mette e non leva.. sta lì.. zitto, buono, non chiede.. potrei averlo in classe dodici ore e non accorgermi della sua presenza, c'è o non c'è è la stessa cosa."
"Ma scusi non capisco è una cosa positiva o negativa?"
"E' così."
"Ma non segue, non partecipa, si isola.. non capisco.."
"No no segue, capisce, le cose le fa..solo che non chiede, sta lì buono.. gliel'ho detto: non mette e non leva"
...
(la maestra principale italiano inglese, 22 ore settimanali)
"Buonasera come sta? Io il mezzonano lo adoro!"
"Ah ok quindi lei mi ha riconosciuto..!"
"Certo! Ci mancherebbe!"
"..."
"Il mezzonano è bravissimo, tranquillo, disponibile.. non si lamenta mai.. non si unisce al gruppo dei disturbatori.. a volte mi chiede un libro e si mette a leggere.. gli piace molto leggere!"
"Sì.. molto.."
"Il mezzonano è un bambino speciale. Io sono molto contenta."
(la maestra di storia, geografia e scienze 4 ore settimanali)
"La mamma del mezzonano!"
"Sì..anche lei sa chi sono.."
"Certo.. che coccolone.."
"..."
"E' un bambino strano.. non ne esistono altri così.. sta lì buono zitto.."
"..."
"Signora, il mezzonano è troppo buono."
"..cioè è una cosa negativa?"
"No, ma è strano! Un bambino così tranquillo.. buono.. silenzioso.. non è normale!"
"..."
"Troppo buono.. forse deve ancora crescere.. fare quello scatto..vediamo."
"Ok, vediamo.."
M è uscita dai colloqui un po' stordita. Probabilmente nessuna delle maestre si riferiva al bambino iperattivo e esagitato che vive a casa con lei.
martedì 24 novembre 2015
Un talento speciale, ma non sarà Papa
Bordo campo.
Umidità 98%
Escursione termica del campo rispetto al resto della città -15 gradi.
M è appena arrivata e sta aspettando insieme agli altri genitori che i nani finiscano le docce.
"Scusate. Chi è la mamma del mezzonano?"
"Io..."
"Buonasera, posso parlare un momento?"
"Mi dica.."
"..ehm.. posso parlare in privato?"
"..."
"Venga.."
"..sì ma... è successo qualcosa? Il mezzonano ha fatto qualcosa?"
"No no niente di male, ci mancherebbe.."
"Ah ok.."
"..è vero il mezzonano ha sei anni?"
"beh in realtà ne compie sette tra due settimane.."
"quindi ha sei anni.."
""sì"
"non ci potevo credere quando mi ha detto che ha sei anni.."
"è alto sì.. per la sua età dico.."
"no signora non è questione di altezza.. senta.."
"..."
"..io faccio allenamento specifico per i portieri, vengo dagli stati uniti.. ho allenato moltissimi bambini nella mia vita.. e.. ecco io.. non ho mai visto un bambino di sei anni a questo livello.. mi creda. Mai."
"mi fa piacere! glielo dico senz'altro! Sarà contento!"
"Senta.. dico sul serio ha un rapporto con il terreno che hanno solo i veri talenti.."
".. molto intimo direi sta sempre per terra!"
"..vorrei poterlo allenare sempre. Vorrei che fosse seguito."
"..."
"Che schedule ha il bambino"
" (...) beh si allena il martedì e giovedì qui nel campo più umido della città alle cinque e poi il sabato mattina nell'altro campo.. sotto casa.."
"io qui ci sono solo il martedì. Poi sono a PV dall'altra parte della città.. vorrei.. se voi poteste venire lì.."
"No guardi mi fa molto piacere che il mezzonano sia bravo e che lei lo abbia preso cosi a cuore ma ha sempre sei anni quasi sette e ecco il calcio è un gioco.. e noi ci alleniamo qui.."
"ok ho capito mi organizzerò io in modo da poterlo seguire meglio. Mi lascia il suo numero?"
"sì certo.."
"Mi creda è un talento speciale."
martedì 20 ottobre 2015
Grandi cambiamenti
Possono essere dei passaggi importanti, dei momenti indimenticabili, dei traguardi oppure dei grandi cambiamenti.
M sabato ha fatto quello che credeva fosse un piccolo cambiamento di look: si è tagliata la frangia.
Che era dal 1992 che non lo faceva e se erano passati 23 anni dall'ultima volta un motivo ci doveva essere.
Eccolo, nelle reazioni che ha raccolto.
Un figlio non l'ha quasi riconosciuta, e con tono sinceramente preoccupato le ha chiesto come avrebbe potuto porre rimedio a tale danno, per poter di nuovo mettere piede fuori casa con dignità.
L'altro non le ha detto niente. Allora lei pensando che il suo silenzio fosse sintomo della precoce noncuranza maschile a qualsivoglia accadimento nell'universo femminile, lo ha sollecitato. Lui invece si era accorto eccome, ma non le aveva detto niente per non offenderla.
H, ben conoscendo i traumi pregressi di M in materia di capelli e le sue relative ansie, ha reagito con un generico "sembri un'altra" subito corretto da uno strategico "stai bene".
L'amica trimamma della macchinetta alla vista di una foto inviatale su whatsapp le ha chiesto incuriosita "chi è?"
Lui, l'ex giovane capo di M, la preferiva prima "però non stai male".
Le amiche che hanno avuto modo di incontrarla, hanno malcelato dietro sorrisi e silenzi, giudizi negativi.
Ma il vero scoglio ancora non è stato superato: NonnaG travestita da giudice della Germania dell'est ancora non è stata messa di fronte a tale cambiamento.
Ma M non potrà sfuggirle a lungo...
martedì 14 aprile 2015
Il tampone antiesplosivo
Fatto tutto, anche tamponi antiesplosivi. Abbiamo già un'ora ti ritardo... mi hanno detto che è normale per la el al.. sono già stanco morto"
Questo era l'ultimo messaggio whatsapp che M aveva ricevuto da H domenica mattina. H era all'aeroporto in partenza per Tel Aviv. La El Al è la compagnia aerea israeliana che a detta di wikipedia è la più sicura del mondo, e non è la Quantas come diceva rain man negli anni 90. Ed è considerata tale perchè fa dei controlli molto molto approfonditi su ogni passeggero. Per questo è richiesta la presenza dei passeggeri in aeroporto 4 ore prima del decollo.
M era rimasta abbastanza colpita dal tampone antiesplosivo. Si era immaginata due posti in cui il tampone potesse essere stato inserito. In entrambi i casi si era immaginata una lunga fila di passeggeri rassegnati e pronti a farsi ispezionare dal tampone antiesplosivo. Si era immaginata tutti questi tamponi con nome e cognome sistemati in fila e analizzati.
Dopo alcune ore.
BZZ BZZ
Appena atterrati tutto bene.. appena posso ti chiamo.. baciiii
E poi effettivamente H aveva chiamato, una volta arrivato in albergo. Fatto alquanto inconsueto visto che lui quando parte un po' si dimentica della nostra esistenza e sparisce.
M ha approfittato della telefonata perchè era dalla mattina che si arrovellava sulla storia del tampone.
"Senti ma dimmi un po' di questi tamponi.."
"Eh sì.. li hanno fatti a tutti.."
"Ma scusa e nessuno si è ribellato, stranito.."
"No per loro è normale"
"..."
"è per quello che devi arrivare con tanto anticipo ti fanno aprire le valigie ispezionano tutto il contenuto molto meticolosamente, levano tutto.. e poi fanno il tampone antiesplosivo.. menomale che io avevo fatto una valigia perfetta non hanno trovato niente che non andasse.. perfetta,.. fierissimo io.."
"Sì ma la valigia ok.. posso capire.. ma il tampone.. a tutti.. ma proprio nel sedere o nella gola?"
"..."
"..dove?"
"M il tampone antiesplosivo lo fanno nella valigia, è per quello che la svuotano."
"Ahhhh ma io avevo capito... credevo.. che tutti in fila.. per il tampone... fisico... diciamo.."
"..."
Forse H non chiamerà più.
martedì 24 febbraio 2015
Mi manca
Il suo "mi manca" veniva subito dopo seguito da "il frenulino".
mercoledì 4 febbraio 2015
Nani e miti
Babbo Natale, su suggerimento di M, ha portato ai nani il libro dei miti. Il regalo ha riscosso in effetti un insperato successo e M la sera quando non fa le domande, gliene legge un paio.
Ormai sono stati letti tutti, alcuni più di una volta, e pure essendo spaventosi e cruenti, con teste mozzate, corpi dilaniati, mostri orrendi, sacrifici umani, madri che ammazzano figli e viceversa, e rovinose morti giù dalle rupi, a loro piacciono parecchio e non si stancano mai di ascoltarli.
Stasera M era stanca e ha deciso che ne avrebbe letto uno solo.
Ore 21.00
"Volete decidere voi quale?"
"No.. dai scegli tu!"
"Ok allora faccio così apro il libro a caso e quello che viene leggo, ok?"
"..."
"Ok..allora mettetevi nei letti..adesso apro il libro.. Polifemo e Ulisse!"
"No! Polifemo noooo"
"Uffa nano non cominciare.."
"Dai riapri che Polifemo e Ulisse non mi piace"
"Uff..ok.. Re Mida!"
"Nooo dai Re Mida noooo è bruttissimo come mito e io lo so già a memoria! Un altro.."
"Mi sto innervosendo.. è l'ultima volta eh.. Antigone!"
"..."
"Va bene Antigone?"
"No che non va bene lo abbiamo già letto e questa cosa del libro aperto a caso non mi piace per niente!"
"Senti nano e Polifemo no, e Re Mida no, e Antigone no.. e che è...Non è che possiamo metterci mezz'ora a sceglierne uno!"
"Ma uffa però lo volevo scegliere io!"
"Ma i patti non erano questi, io vi ho chiesto volete sceglierlo voi e voi no mammina scegli tu.. e ora non te ne sta bene uno! Non sei onesto, non mi piace!"
(Inizio di piagnisteo insopportabile)
"Dai quale vuoi? Guarda che non ne leggo nessuno se fai così!"
"..."
"Perché non mi dici quale vuoi invece di cercare di farmi indovinare?"
"Ok.. però chiedimeli tu"
"Ifigenia?"
"No"
"Proserpina?"
"No"
"La morte di Achille?"
"Noooo!"
"La caduta di troia?"
"No"
"Il sogno di Ecuba?"
"No!"
"Grrrrrr... E allora quale??"
"Polifemo e Ulisse."
Ore 21.20.
martedì 3 febbraio 2015
Metti una sera in chat
"Senti ma il candidato1 che ti aveva fatto?"
"Niente!"
"Mi ricordo che ti aveva fatto una bastardata mille anni fa.."
"..mi aveva fatto qlcs e l'ho incredibilmente rimossa???? Ho superato un rancore??"
"Si e tu dicesti che era peggio di Lui"
"Non ci posso credere"
"Si!"
"Finalmente una bella notizia"
"Bisogna chiedere a Me..Aspetta che le chiedo..Lei sicuro ricorda"
"Facciamo una prova. Chiedile cosa indossavo e che taglia e taglio di capelli portavo all'epoca dei fatti..
Vorrei avere la sua ram.."
"Le ho solo chiesto del torto.."
"Non so se voglio saperlo.. per una volta che ho superato un'offesa...
Puzzonissima me "
"Comunque ti aveva fatto qualcosa di brutto..Tu gli avevi tolto il saluto, ma se non vuoi saperlo.. lo tengo per me"
"Lo sai o no?"
"Non ancora"
"Forse sono curiosa..Ma secondo me potrei rinnovare l'offesa"
"Me non risponde..dorme.."
"Beata.."
"Era una cosa tipo..Che non ti aveva dato un'informazione che aveva..
Non ricordo cazzarola"
"E invece forse me lo sono ricordata!"
"Daiiii..Che aveva fatto?"
"Avevano chiesto referenze sul mio conto e lui aveva detto che ero scarsissima! Miiiiiiiiiiii.. mi sono offesa di nuovo.."
"Ridissimo..ma non aveva detto così. Aveva detto testualmente:
Non lo so non la conosco.. E tu ti eri incazzata perché invece un po' ci conoscevamo e avrebbe potuto dire una cosa più carina.."
"Mica mi sarei offesa..Sentiamo Me"
"Ha detto che ero una pippa
Cosmica Galattica Inutile e domani
vengo su e ci litigo"
"Aspetta di sentire Me!"
"Ma c'è? Comunque ci litigo lo stesso!"
"Daii! Che litighi dopo 10 anni??"
"Ma Me, dov'e' quando serve???"
"Che ridere..stasera sono anche sola.."
"Sola anch'io"
"H è a Tel Aviv.."
"P a Viterbo.. Ancora a Tel Aviv???"
"Si.. Credo abbia un'altra.."
"Comodo..S'e' fatto l'altra famiglia li'? Almeno e' sicuro ke nn vi trovate i figli in classe insieme"
"Noooo! Dice di andare li, ma sta qui!"
"E quindi magari li trovi al supermercato insieme che fanno la spesa per la cena? Fichissimo!"
"No, impossibile io non faccio mai la spesa."
giovedì 29 gennaio 2015
L'attimo di gloria
In ufficio.
Riunione con gli autori.
(tutti seduti)
"io avrei in mente un gioco"
"..."
"sì lo so gli autori siete voi..certo.. ma io.. ho in mente un gioco che secondo me è molto carino..ve lo dico?"
"..."
"Dai sì ve lo dico.."
(lei si alza in piedi)
"non è che sia proprio una idea mia di sana pianta.. l'ho vista fare con gli attori e noi avremo i cantanti ma si può fare lo stesso"
"..."
"Allora, il gioco originale quello con gli attori sarebbe questo.. beccare un attore a una rassegna un festival un premio etc e infilargli in testa un paio di cuffie fargli sentire uno alla volta cinque pezzi di copione che ha interpretato negli anni preso da 5 suoi film diversi e farglieli indovinare.. è molto divertente credetemi..poi ve lo faccio vedere.. ne ricordo uno molto carino con la Cortellesi.. poi verdone ma anche stranieri.. uno con Jeremy Irons che l'aveva presa molto sul serio.."
"..."
"l'idea sarebbe trasportare questo gioco da noi.. abbiamo i cantanti e quindi al cantante di turno gli facciamo vedere una frase di una sua canzone come fosse un sottopancia, un tweet etc in grafica, senza base, non deve essere il ritornello ovviamente.. ma una frase di una strofa.. e poi gli chiediamo che canzone è.. deve essere a tempo, tipo quiz.. che dite?"
(si siede di nuovo, nel silenzio degli astanti)
"le faremo sapere".
Per chi non conoscesse il gioco con gli attori al quale mi sono ispirata e che è stato ideato da quel Genio di Gparker ecco qui il link dovete potete trovarne alcuni.
martedì 20 gennaio 2015
Tra le altre cose
Il nano è stato allattato al seno per 10 mesi, 5 dei quali da una tetta sola. Questo ha comportato, tra le altre cose, che M per 5 mesi ha avuto una tetta taglia seconda e una tetta taglia quarta, particolare ben evidente nelle foto del matrimonio.
M ha allattato per tigna, con una fatica inenarrabile, contro il parere della ginecologa che a un mese dal parto le disse che nessuna donna sana di mente avrebbe continuato nelle sue condizioni, contro il volere del nano che non aveva l'istinto di suzione e la costringeva a utilizzare strani capezzoli finti di cautchu.
Ha allattato perché le avevano fatto credete che rientrasse nei doveri di una madre. Ha allattato nonostante sia cresciuta a latte artificiale, perché il pediatra le aveva detto di allattare e perché nessuno le aveva mai rivelato l'esistenza di un farmaco magico fatto apposta per evitare l'allattamento.
M ha allattato per 10 mesi, anche se considera l'allattamento al seno pratica odiosa e poco elegante, pressoché inutile e spesso imbarazzante.
Oggi era al controllo dal dentista del nano. Non il dentista che gli ha ricostruito il dente una settimana fa, ma quello che possiede pieni poteri nella scelta di mettere o meno l'apparecchio.
Dopo una serie infinita di
"Apri, chiudi, deglutisci"
Il dentista si è rivolto a M
"Lei lo ha allattato al seno?"
"Sì!"
"Già..vede ecco il nano soffre di deglutizione infantile. Succede quando si è stati allattati al seno a lungo. Lei ha allattato a lungo?"
"10 mesi.."
"Già..adesso prima di mettere l'apparecchio deve andare da una logipedista per imparare la deglutizione adulta, forse basteranno un paio di mesi.."
"..."
Insomma l'allattamento al seno può avere, tra le altre cose, anche effetti prolungati nel tempo.
La buona notizia è che il mezzonano, dopo la scoperta del farmaco magico, non è stato allattato al seno nemmeno una volta.
Ps. Oltre alla logipedista il nano dovrà sottoporsi a un intervento di frenulectomia, ma ne parleremo più avanti.