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sabato 14 marzo 2020

La finestra sul coritle

Da martedì, la stanza del nano è diventata l'ufficio di M.
La scrivania del nano è davanti alla finestra. La finestra affaccia sul giardino interno e a una trentina di metri di distanza c'è un altro palazzo dello stesso condominio.
Ma non aveva, in dieci anni che abita qui, mai trascorso tante ore seduta a questa scrivani davanti a questa finestra con il palazzo dello stesso condominio a una trentina di metri di distanza.
E solo in questi giorni ha scoperto che:
al quarto piano (cioè un piano sotto il suo) davanti alla finestra c'è ancora l'albero di natale addobbato con palle lucine e nastri
al quinto piano quindi proprio davanti a lei abita un tizio che passa la maggior parte della giornata seduto sul davanzale della finestra a un'unica anta (chiusa), con una gamba piegata sopra il davanzale, vestito di tutto punto fino alla vita e poi in mutande.
Ieri aveva un golf rosso e una camicia, e sotto mutande e calzini alti blu. Oggi era più elegante in camicia bianca, gilet grigio con scollo a V e sempre mutande e calzini alti blu.
Le mutande sono modello slip.

M si è immaginata che, in smart working a casa anche lui, debba collegarsi in video conferenza con altri colleghi o clienti per lavoro e che vesta solo la parte che di lui mostra.
Le video conferenze non le fa seduto sul davanzale quindi potrebbe non essere così, ma seduto sul davanzale parla al telefono con gli auricolari, mangia, spesso direttamente dal piatto di portata, legge.

Interrogato sul personaggio il mezzonano, la cui finestra affaccia sullo stesso palazzo, ha risposto con noncuranza e senza un minimo di curiosità "ah si quello che prende il sole, lui sta sempre sul davanzale, anche senza corona virus."

lunedì 20 aprile 2015

Otherwise

"I still dont know if I can come back at 6. So you are the one one who will come at 6, OTHERWISE I will call".
"Ok mam".

Si erano lasciate così davanti al cancello della piscina dei nani oggi pomeriggio alle 5.
Poi la muta Mar è tornata a casa e M in ufficio perché aveva appuntamento con il nuovo capo e non poteva mancare.

Un'ora e mezza più tardi, lei ancora dal capo, squilla il telefono.
L'Espaniola.
M non può rispondere perché il nuovo capo non gradisce si portino i telefoni alle riunioni, dice che sono elementi di distrazione.

Quindici minuti più tardi, alle 6.45 circa, M finalmente liberata richiama l'Espaniola.
"Pronto scusa non potevo rispondere..tutto ok? Successo qualcosa?"
"No figurati niente..volevo solo avvisarti che li porto da me.. sai in piscina non è venuto nessuno.."
"La muta non c'era???"
"No, non c'era nessuno..ma non ti preoccupare ci ho pensato io..e adesso li porto a casa da me..gli faccio anche due fili di pasta?"
"No no grazie adesso esco e vengo subito a prenderli.. mi dispiace scusa sarebbe dovuta venire la muta..alle 6..eravamo d'accordo così.. Non capisco"
"Magari si è sentita male.."
"Lo spero per lei..".

Naturalmente non si era sentita male.
Era a casa, serena.
"Nobody goes at 6 to fetch them at swimmingpool..!"
"...why mam?"
"...."

giovedì 26 marzo 2015

Quattro luci nel buio

Questo è un post molto triste.

Domenica è un anno da quando VR può contare una bambina in meno.

La mattina del 29 marzo dell’anno scorso, una mamma di VR ha portato in clinica sua figlia e l’ha affidata nelle mani di quella che pensava fosse una squadra di specialisti, dicendole ci vediamo dopo.
Il dopo, che sarebbe dovuto durare meno di un’ora, è diventato un infinito per sempre.

La mamma è tornata a casa, la bambina no.

A un anno di distanza questa mamma e il papà e il fratello e tutti quelli che le volevano bene non hanno idea di cosa sia successo. Del perché quell’ora si diventata per sempre.
Nessuno di quegli specialisti si è preoccupato di dare una spiegazione, una risposta, un perché.

La mamma e il papà che M ogni tanto incontra in giardino, hanno organizzato per domenica sera una fiaccolata nel km quadrato e invitano a partecipare con una candela, un telefonino acceso, una torcia per fare luce nel buio.

M parteciperà con H e i nani. Saranno quattro luci.

Spera di vederne tante e magari anche qualcuna delle vostre, che passate qui sull'erba.

domenica 6 aprile 2014

Il rovescio della medaglia

VR non è solo un indirizzo, un comprensorio, un'oasi verde, un giardino. VR è un modo di vivere, un modo di concepire la vita come qualcosa di condiviso e condivisibile. Un modo di stare insieme, una comunità.
A VR ci si scambiano i bambini, oggi da me domani da te, si va a fare la spesa anche per gli altri, si cerca di dare una mano come si può, a volte si riescono a risolvere problemi che da solo non riusciresti mai.
A VR ci si conosce un po' tutti, ci si da del tu a tutte le età, si accarezzano pance che crescono, bambini che cambiano e cani che invecchiano. Ci si presta il monopattino e la bici, ci si scambiano giocattoli e ricette, si passano i vestiti che non entrano più agli amici più piccoli. Si fa spazio in cantina per le cose altrui e si prestano tavoli per le feste e maschere di carnevale.
A VR non c'è il mio e il tuo, piuttosto c'è il nostro.
È per questo che quando succede una cosa bella, siamo tutti contenti perché è come se fosse successa a ognuno di noi. Una promozione, un viaggio, una bella notizia. La gioia, il successo, la soddisfazione di uno è quella di tutti, la felicità si divide e magicamente si raddoppia.
Però quando la cosa che succede è la più terribile di tutte, quella inimmaginabile, innaturale e inaccettabile, il dolore, il silenzio, la paura scendono a coprire tutto, si dividono e condividono e così si moltiplicano rinnovandosi e rimbombando dentro ognuno di noi, passando tra le foglie degli alberi, girando nei vialetti, gridando nelle voci dei bambini che continuano a giocare, inseguendoci senza tregua.
È il rovescio della medaglia, nella gioia e nel dolore, come in un matrimonio.

lunedì 31 marzo 2014

Pausa

E' successa una cosa terribile a VR questo fine settimana e M non riesce a pensare ad altro. E' per questo che non ha molta voglia di scrivere qui.

domenica 9 marzo 2014

Il giorno del riposo

Domenica 9 marzo
Programma della giornata:
Ore 10.30 festicciola all'aperto di una compagna di classe del nano a vammorìammazzato che il Mezzonano ha patito la macchina all'andata e al ritorno colorandosi di tutte le nuance di verde possibili, ma non vomitando mai.
Ore 13.30 picnic organizzato dai cuginetti in riva a un laghetto artificiale, bonificato ma mai abbastanza,per godersi il primo timido sole e un vento gelido della madonna.
Ore 16.30 causa rischio cacca di tre nani su cinque, rientro a VR e lunga sosta in giardino con amichetti della banda del nano.
Orte 19.00 rientro in casa, bagnetto purificatore e salvifico, cena insana.
Ore 20.00 crollo naturale del Mezzonano.
Ore 20.10 crollo involontario e combattuto del nano.
Ore 21.15 si prevede il crollo di M.
Viva la domenica.

domenica 15 settembre 2013

Domenica

È in giorni come questi ti viene da chiederti perché.
Chiuderti in un mutismo isolatorio.
Dormire in orari improbabili.
Cucinare, addirittura, per poi accorgerti che ti manca l'ingrediente fondamentale e scoprire che nella credenza durante l'estate è venuta ad abitare una colonia di insetti svariati e forse è venuto il momento di buttare qualcosa.

È in domeniche di pioggia fitta e incessante come questa, con loro impazziti e molesti come mosche dentro a un bicchiere, chiusi in casa, con la tele accesa perché a un certo punto devi ammettere che ce n'è bisogno anche se si vede verde, che ti chiedi come fosse possibile desiderare davvero il numero tre.

domenica 25 agosto 2013

Il rientro di H

Stasera ore 21.15, casa dei nonni al mare. Giardino.
"Allora buon viaggio H..vai piano e chiama quando arrivi o scrivi.."
"Sì ok..che palle non mi va per niente di rientrare domani in ufficio..."
"Dai vai ciao buon viaggio"
"Ciao M"
"Ciao H".

Un'ora e un quarto dopo. M ha messo i nani a letto e sta leggendo il suo libro a letto.

Driin driin
"Pronto?"
"Ciao sono arrivato.."
"Bene ci hai messo poco.."
"Sì viaggio perfetto, zero traffico..parcheggio qui davanti, scaricata macchina..e ora sono chiuso dentro l'ascensore"
"Scusa come chiuso dentro l'ascensore??"
"Sì  porca xxx chiuso qui dentro..le porte non si aprono..fa un caldo di Dio.. sto sudando come il porco...ma mi dici perché a me???"
"....ma adesso cosa fai scusa.."
"Cosa vuoi che faccia?? Ho chiamato Mister Brown era fuori ma tra poco arriva e prova liberarmi.. altrimenti bo.. aspetto quelli dell'assistenza..ma porco mondo.."
"..mi dispiace..stai calmo..hai il libro con te.. magari leggi un po'.."
"...."

H poco dopo é stato liberato da Mister Brown ed è uscito dall'ascensore.
Come inizio non c'è male.

giovedì 22 agosto 2013

Upgrade

Quando il nano aveva poco più di tre anni la mamma più bella del mondo per lui non era la sua, bensì la mamma di Ludovico, come dichiarò lui stesso senza remore una sera alla fioca luce di una lampadina.

Oggi in spiaggia mentre M stava chiacchierando con le amiche il nano è arrivato e si è avvinghiato a lei come la cozza allo scoglio.

"Tu sei la mamma più bella del mondo, la mia mamma"
"Eh no nano, se non ricordi male la mamma piu bella del mondo è la mamma di Ludovico.."
"Ah sì.. prima era lei..ma adesso sei diventata tu la mamma piu bella del mondo, anche più bella di lei".

Specchio specchio delle mie brame...

mercoledì 12 giugno 2013

Faccia d'angelo/2

Ieri sera  a tavola.

"Ehi ragazzi è venuta la Nonna oggi in giardino?"
"Sì!"
"Ah e che avete fatto?"
"Abbiamo giocato..."
"Sì mi ha detto però che si è ferita.."
"..."
"Nano tu sai come si è ferita la Nonna?"
"Lei te l'ha detto come si è ferita?"
"No"
"Allora te lo dico io: stavamo giocando in giardino, a un certo punto per sbaglio le ho dato una piccola spinta piano piano e lei è andata a sbattere contro la panchina e si è fatta male al polpaccio.. ha sbattuto"
"Anche alla mano si è felita la Nonna, ploplio qui nella mano"
"Ah quindi le hai dato una spinta.. ok adesso la chiamiamo e sentiamo cosa ci racconta lei"
"Mamma?"
"Dimmi nano"
"Ti dico una cosa: se ti fidi di me non la devi chiamare"
"Io mi fido angelo ma voglio sentire anche la sua storia e voglio sapere come sta"
"Se ti fidi, non lo fare mammina cara. Te l'ho detto io come è successo e sono sicuro che adesso sta bene".

E ha solo sei anni e mezzo.

p.s stasera c'è stata la cena di classe del nano e queste sono le scarpe che indossava la maestra per l'occasione.

martedì 11 giugno 2013

Faccia d'angelo

DRIIIN DRIIIN
"Pronto?"
"Ciao"
"Ciao NonnaG"
"Sono andata a trovare i bambini in giardino.."
"Ah bene! Mi hanno detto che sei andata anche ieri.."
"Sì..bè approfitto che stanno a casa.. sono così buoni e grandi.. due angeli.."
"Sì vabbè due angeli.. e raccontami: cosa facevano questi due angeli.."
"Il nano sparava con la pistola a pallini"
"..."
"..ma è pericolosissima! Io per provare che male facevano questi pallini gli ho chiesto di spararmi sul palmo della mano a circa un metro di distanza e ancora adesso ho una bolla rossa.. sono passate ore ma ancora fa male.."
"..."
"..poi mi ha sparato anche a un polpaccio mentre andavo via e anche lì ho un brutto segno.."
"Scusa come ti ha sparato a un polpaccio??"

"Sì ma per sbaglio...lui voleva sparare per terra.."
"Scusa NonnaG ma noi glieli abbiamo requisiti i pallini, gli abbiamo comprato la pistola ma gli abbiamo tolto i pallini perché i pallini c'è scritto che sono vietati ai bambini al di sotto dei sedici anni..e lui dove i ha trovati i pallini?"
"Per terra! Il giardino è pieno! Tutto i bambini si sono messi a cercarli e ne hanno raccolti tantissimi! Sono stati bravi!"
"NonnaG ma come bravi?? Noi gli sequestriamo i pallini perché sono pericolosi e vietati al di sotto dei sedici anni e lui ne raccoglie altri per terra e spara quelli?? E in cosa è stato bravo??"
"Ne ha raccolti tanti.."
"Ahhh un angelo.. certo.."

mercoledì 15 maggio 2013

Il maresciallo

Era così di nome e di fatto, o più probabilmente lo era di nome perché lo era stato di fatto.
Era un'istituzione.
Nel quartiere tutti lo conoscevano e probabilmente lui conosceva tutti.
Da lui potevi trovare tutti gli articoli che cercavi.
M si è rifornita più volte di: regolo, quaderni a quadretti grandi e piccoli, a righe da liceo e da prima elementare, penne, pistole a pallini vietate ai bambini al di sotto dei 16 anni, gomme da masticare, caramelle e chupa chups, deodorante, shampoo e balsamo e gli assorbenti. Gli elastici neri per i capelli, la carta per incartare i regali e le buste colorate quando non hai tempo per incartare i regali. Gli hero factory e le bolle di sapone. Gli sticker da regalare agli invitati alle feste dei nani, le candeline per le torte di compleanno e i biglietti di auguri. La naftalina per il cambio di stagione, coriandoli e stelle filanti a carnevale. La maschera di Halloween del nano. Le buste da lettera, gli ovetti kinder, la trielina, le copertine di plastica colorata per proteggere i quaderni, le scatole di matite e pennarelli, le cose dell'ultimo minuto "scendo dal maresciallo che è ancora aperto".

L'ultima volta che M l'ha visto, forse meno di un mese fa, aveva esposto un cd vicino alle gomme da masticare, un cd di un canzone sola, cantata da lui. M l'aveva cercato in rete e ne aveva ascoltato l'anteprima. Le aveva ricordato Renato Zero per la voce e quel modo di cantare un po' romano e Andrea Bocelli per i capelli pazzi e brizzolati. 
Il titolo della canzone è Due ragazzi, che forse a pensarci bene sono i suoi figli.

Ieri le saracinesche del suo negozio all'angolo erano abbassate.
Aveva solo 55 anni.

lunedì 6 maggio 2013

Barzelletta

Ci sono una serba e una italiana su una panchina in giardino.
La serba è molto compita, parla un italiano perfetto con quel leggero accento duro dell'est, viene da un'ottima famiglia, ha fatto studi internazionali e adesso lavora per un circuito di musei molto importanti.
L'italiana la conosciamo bene e non ha bisogno di presentazioni.
La serba, in uno dei suoi rari momenti confidenziali, decide di condividere con M uno dei peggiori momenti della sua vita; l'italiana, per incoraggiare quel momento di intimità e apertura, promette che a seguire sarà lei a raccontare il suo momento top di vergogna e imbarazzo.
Affare fatto.
La serba racconta timidamente di quella volta in cui, di ritorno da Bologna in treno, andò a comprarsi una bottiglietta di acqua al bar e di come una volta tornata al suo posto avesse cominciato a berla distrattamente mentre lavorava al pc.
L'italiana la ascoltava con ansia crescente, immaginando schifezze immonde e inenarrabili dentro quella bottiglietta d'acqua.
La serba continuava con il racconto del momento in cui aprendo la borsa si era accorta che la bottiglietta comprata al bar era ancora intonsa nella sua borsa, mentre lei si era scolata tutta l'acqua di qualcun altro...e "ero anche in seconda classe!" chiosava la serba.

L'italiana, che non riusciva a trovare niente di tanto disgustoso, cercava di tergiversare perchè di fronte a quel racconto il suo momento imbarazzante della vita era davvero troppo.
Ma i serbi sono un popolo che ha ottima memoria e buona educazione e quindi la serba incalzava l'italiana per sentire il racconto.
Rassegnata l'italiana cominciò a raccontare di  quella volta in cui, presa da un terribile attacco di mal di pancia in macchina con una coppia di amici, chiese loro di fermarsi in un bar e le capitò quello che mai dovrebbe capitare al di sopra dei tre anni: non arrivò a destinazione.
E di come uscì dal bagno e dal bar urlando "metti in motooooo e scappiamooooo" all'amico al volante come dopo le migliori rapine dei film americani.
La serba ha rivalutato la seconda classe del treno ma Italia batte Serbia 1 a 0.

lunedì 18 marzo 2013

I piccioncini

"Ehi H guarda lì fuori"
"Cosa"
"Guarda lì sul cornicione di fronte.."
"Sì mbè?"

"Mbè.. ci sono due piccioni che si baciano.."
"Ah sì è vero.."
"Bè non sono carini"
"..."

"Ragazziii venite a vedere!"
"Che c'èèè??"
"Venite qui.. guardate lì sul cornicione di fronte ci sono due piccioni che si baciano.."
"Dove?"
"Lì nano, li vedi?"

"Sì.."
"E tu mezzonano?"

"Sì li vedo.. possiamo andale ola?"
"..sì.."

"Venite venite!"
"Che c'èèè?"
"Adesso guardate si sono messi uno sopra l'altro!!"

"E che fanno mamma?"
"Fanno l'amore..i piccioncini.."


"Ma M cosa dici ai bambini???"
"Bè scusa H ma uno si è messo sopra l'altro.. e secondo te cosa stanno facendo?"
"Sì.. certo.. fanno l'amore.. i piccioni.. bambini i piccioni sul cornicione si amano.."

martedì 19 febbraio 2013

Gli H son tutti uguali

Qualche giorno fa M stava salendo le scale con i nani per tornare a casa perché è ormai un mese che l'ascensore è fuori uso. Salendo e scendendo le scale capita di incontrare inquilini del palazzo con maggiore frequenza. Chi torna, chi esce, chi si lamenta del prolungamento dei lavori, chi ansima con il cane in braccio e chi trascina buste della spesa.

Al seocndo piano si è ibattuta nel papà di un amico del mezzonano.
"Ciao dov'è D?"
"Non c'è.. sto proprio andando adesso a prenderlo"
"E dove stai andando a plendello"
"All'aeroporto"
"E pelchè"
"Perché è partito con la mamma e sono andati a trovare i nonni e oggi tornano a casa.."
"I vostli nonni abitano così lontano che ci vuole l'aeleo?"
"Sì.."
"Dai mezzonano basta fare domande che forse ha fretta di andare a prenderli... quanto sono stati via?"

"Dieci giorni.."
"Ah sono dieci giorni che non li vedi?"
"Sì.."
"E ti sono mancati? Chissà quanto ti è mancato D.."

"Veramente no"
"No? Non ti sono mancati?"
"No"
"Ah.."
"E' un periodo che ho molto da fare per lavoro e quindi preferisco che loro non ci siano, anzi adesso che sono tornati sarà un po' difficile.."
"..."
"Allora vado ciao ragazzi.."
"Ciao papà di D salutamelo"

Gli H son tutti uguali si è detta M arrampicandosi su per gli scalini.

lunedì 28 gennaio 2013

Segni particolari: vegetariano

Se c'è una cosa che il nano sa fare da quando è in grado di esprimersi è socializzare. Lui è capace di fare amicizia nei cinque minuti in fila in farmacia; nella sala di attesa del dottore; dal barbiere; in tram; in spiaggia e in ascensore. Per lui socializzare vuol dire diventare amici e diventare amici vuol dire invitare a casa.
E' per questo che nel fine settimana spesso e volentieri a casa di M e di H si materializzano in numero variabile una seire di ospiti del nano.

Di solito sono gli amici della banda, lo sdentato, amicodelcuore.
Sabato a ora di pranzo, M era in cucina in compagnia del mezzonano intenta a inventarsi un pranzo prima che tornassero H e il nano dal giardino.

"Mammaaaaa?"
"Ehi nano siete tornati!"
"Sì e abbiamo un ospite.."
"Ah bene..e chi è?"

"Buongiorno"
"Ah buongiorno.. e tu chi sei?"
"Gregorio"
"Gregorio ma tua mamma lo sa che sei qui?"
"Sì sì.."
"Ok.. e abiti qui.. forse ci siamo visti qualche volta giù.."
"Si"
"Ok.."

Gregorio ha otto anni anche se ne dimostra sei, è piccolo e magro come il piccolo principe, come lui ha i ricci biondi e gli occhi azzurri, gli manca qualche dente e parla correntemente quattro lingue. E' il terzo di tre fratelli, frequenta la scuola tedesca, ama gli animali più delle persone e alla vista di un petto di pollo scoppia in singhiozzi. Indossa scarponcini da montagna e a scuola porta la merenda dentro un cestino di vimini.
E' vegetariano e per fortuna M sabato aveva preparato la pasta al sugo invece delle solite cotolette che tiene numerose in freezer per i piccoli ospiti del fine settimana.

Gregorio è rimasto in nostra compagnia per tutto il fine settimana, con una pausa notturna tra il sabato e la domenica e quando se ne è andato con il suo album dei cucciolotti sotto il braccio, ci ha abbracciato e baciato con un calore e un affetto che i nani non ci hanno mai dimostrato.

domenica 27 gennaio 2013

C'abbazzecamm?

E' universalmente risaputo che gli uomini quando si ritrovano tra loro parlano di donne (degli altri o comunque non le loro), sport e motori e spesso anche di lavoro e che le donne quando parlano tra loro spesso raccontano storie d'amore passate e presenti.
E quando parlano del presente, parlano dei propri Husbands.

C'è la M che si lamenta che il marito nemmeno la saluti quando torna a casa e c'è quella che si lamenta perché il marito non c'è mai.
C'è la M perennemente incazzata perché il marito non la aiuta in casa e quella che non si sente più desiderata.
C'è quella rassegnata e quella che ancora ci crede.
C'è quella che ci prova anche se sa che da sola non ce la farà mai e c'è quella che quando ha smesso di provarci da sola, si è trovata in una nuova casa e in una nuova vita, sempre da sola ma meno triste e arrabbiata.

E poi ce n'è una che si lamenta perché il marito è troppo affettuoso, troppo innamorato, troppo presente.
"Ma scusa ma non ti fa piacere?"
"Ma no così è troppo!"
"Ma come troppo scusa, ma perchè cosa fa?"
"Ma che ne so per esempio tutte le mattine ancor prima che suoni la sveglia mi chiede "C'abbazzecamm?"
"Cosa ti chiede??"
"Ci abbracciamo? Lo dice nel mio dialetto..."
"Tuo marito tutte le mattina ti chiede se vi abbracciate???"
"Sì"
"Ma davvero tu tutte le mattine le chiedi C'abbazzacamm???"
"Sì.."
"E perchè??"
"Perchè è il modo più bello di cominciare la giornata.."
"..."
"Sì e tutte le sere quando finalmente sfinita mi metto a letto lui è lì sempre pronto co sto c'abbazacamm??"
"Anche la sera???"
"Sì.."

E così M ha scoperto che si può avere un marito che per aprire e chiudere le giornate vorrebbe abbazzecarsi con la sua M; che è pronto ad andarle a comprare il gelato dall'altra parte della città perchè a lei quello piace più di tutti; che le passa la tinta sui capelli con sapienza e attenzione una volta al mese; che le scrive messaggini d'amore dal salotto alla cucina. Che si ricorda perfettamente quando e cosa ha fatto lei le rare volte che è uscita da sola. Che tiene ancora con cura l'agendina del primo anno di fidanzamento. Che quando discutono le chiede scusa disegnando per lei una vignetta come quelle di Vauro. Che la guarda come succede nei film, che è ancora geloso come il primo giorno anche se di giorni ne sono passati quasi cinquemila.

E ha scoperto che nonostante tutto questo, o forse proprio per tutto questo, una M si lamenta sempre.

martedì 20 novembre 2012

Monsieur Arnaud

Ore 13.15 in fila a mensa.

DRIIN DRIIN
"Pronto?"
"Ciao ti disturbo?"
"Ciao Arch no dimmi pure"

"Senti sono qui con Arnaud"
"Scusa sono a mensa.. non ho sentito bene.. con chi sei?"
"Con Arnaud"

"Arnaud?"
"Sì il ragazzo del semaforo.."
"..."
"..il giocoliere quello con le palline, i birilli"
"..sì.."
"Allora a che ora può venire oggi?"
"Venire dove?"
"A casa vostra dai ragazzi.. volevo offrirgli questo spettacolo.. a che ora siete a casa?"
"Oggi è martedì.. dopo il basket verso le sei e mezza.."
"No è troppo tardi. Domani?"
"Domani col nuoto ancora più tardi e giovedì abbiamo di nuovo il basket forse venerdì è il giorno migliore che ci sono anche io.."
"Ma tu ci devi essere!"
"Allora l'unica è venerdì alle cinque"

"Ok allora glielo propongo e ti richiamo"

Dopo cinque minuti.

DRIIN DRIIN
"Pronto?"
"Allora ok venerdì alle cinque perfetto"
"Ok e dove gli hai detto di venire?"
"A casa tua no?"
"Sì ho capito ma lui che ne sa dove siamo, sono ventisei palazzine.. da quale cancello gli hai detto di entrare, quello grande o quello piccolo?"

"Ma lui sa perfettamente dov'è casa tua. Ce l'ho appena portato. Gli ho fatto vedere il palazzo e anche il citofono. Quando arriva, se si può, fagli fare lo spettacolo in giardino che a lui serve l'altezza e viene meglio, altrimenti in casa".

Venerdì alle cinque del pomeriggio nel giardino di VR - o in casa se piove - Monsieur Arnaud si esibirà in uno spettacolo di giocoliere per la gioia dei nani. Accorrete numerosi.

domenica 18 novembre 2012

Non tutte le torte hanno lo stesso sapore

Non si può mai arrivare a immaginare quello che può succedere.
Molte cose non seguono una logica.
Molte volte non c'è modo di prevedere quello che di imprevedibile succede.

Può succedere che in una coppia ci sia un lui e una lei. Che siano sposati da un paio di decenni e che abbiano una figlia in piena adolescenza.
Può succedere che lui sia sportivo, sorridente, sempre disponibile, curato nell'aspetto e sorprendente nel suo essere "atipico". Può succedere di incontrarlo in bicicletta con la cravatta rovesciata sulla spalla, in giardino seduto sulla panchina a leggere un romanzo, in giro con il vento nei capelli.
Può succedere che lei invece resti a casa la maggior parte del suo tempo, che prepari bellissime torte per i compleanni dei bambini degli altri, che passi poco tempo a pensare a sé e molto in compagnia della figlia.

Poi un giorno succede che le torte non hanno più lo stesso sapore.

E capita di venire a sapere che anche senza i giri in bici, lei del tempo per sé lo trovava e si scopriva, magari proprio mentre preparava una torta, innamorata e felice, a dire un giorno a lui "me ne vado perché non ti amo più".

E capita che lui ora si ritrovi a soffrire disperatamente, senza mai perdere disponibilità, sorrisi e carezze per bambini.
Capita di incontrarlo dimagrito e un po' distratto. Solo e con poca voglia di intrattenersi.
E succede di pensare ma come è potuto succedere o anche ma io ero convinta che semmai.. un giorno.. lui.., non lei..

E invece no perché la vita non la puoi prevedere anche quando sembra tutto già scritto.
La vita inventa e sorprende molto più di una scatola di cioccolatini.

domenica 14 ottobre 2012

Husbands reloaded

M ha cominciato a conoscerli.
Adesso ne distingue le voci, i passi in giardino, le sagome da lontano.

Sa che quello che l'aveva stupita a scuola perché cuciva bambole di pezza con l'abilità di un sarto d'altri tempi, scandisce con vignette la sua storia d'amore da quindici anni, prepara panini per i pranzi al sacco della domenica, si improvvisa parrucchiere per tagli e tinture casalinghe e aspetta sempre di poter assaggiare qualcosa dal piatto della sua M a tavola.

Sa anche che un paio di loro hanno perso cinquanta chili in due negli ultimi mesi e non somigliano più a quelli di prima. Sono più giovani e veloci, più sereni con loro stessi e con le loro M, più leggeri nei movimenti e sì anche più belli.

Sa che un husband non è più husband perché davanti ha aggiunto un "ex" ma fa sempre parte del giardino e di qualche raduno del week end. E un altro ancora oltre a essere un "ex" husband è anche un "ex" del giardino e ormai non si vede quasi mai in giro con i suoi nani.

Sa che ci sono prof che non cambiano mai e H che temono i fine settimana trascorsi in famiglia come una visita dal dentista.  

M sa per quali squadre tifano e che nonostante le tifoserie diverse e opposte guardano le partite insieme; sa che uno è più bravo a giocare a pallone e un altro più paziente nell'insegnamento; sa che uno ha più feeling con la figlia femmina e un altro della figlia femmina ha quasi timore.

M in questi mesi di convivenza outdoor ha imparato a volere bene a ognuno di loro in modo diverso e ad apprezzarne le qualità più o meno nascoste.