mercoledì 29 aprile 2026

Un piccolo sollievo

M non sapeva ci fosse la fila con i numeretti come alla posta. La F per il ritiro e la dispersione (F23-buciodiculo per M), la A per l'esumazione, la C per il deposito.
E nemmeno che gliela avrebbero restituita in un sacchetto beige dell'Ama.
Nè poteva immaginare quanto potesse essere devastante saperla tutta lì dentro e averla in casa. Loro due sole come è capitato milioni di altre mattine. 
Il sole fuori, M in camera con il pc acceso e lei in ingresso come appena arrivata in visita per una pipì veloce tra una commissione e l'altra. 
Stamattina M accompagnata dalla sua Princess adorata e da NonnaGiò è andata a prendere quel che resta di NonnaG, molto poco a quanto sembra dall'ingombro del sacchetto, a Prima Porta.
E insieme al dolore che sente fortissimo e senza fine, si è acceso in lei un piccolo sollievo. Il sollievo di non doverci ripassare mai più. 
Perchè, se è vero che perdere la mamma è una tappa obbligata e inevitabile di questo viaggio, un pensiero che mano a mano che andiamo avanti diventa sempre piu presente e minaccioso dentro di noi, è anche vero che può capitare una sola volta nella vita. E adesso che è capitato, M sente il sollievo che non le potrà mai più succedere.
Grazie a K e NonnaGiò perché se non si fossero offerte volontarie oggi, lei non avrebbe mai chiesto loro di vivere questa esperienza tanto surreale quanto triste e ora sa che da sola non ce l'avrebbe fatta.

lunedì 6 aprile 2026

Ciao mamma

Mamma, oggi è stato tutto perfetto. C'era un sole caldo e il cielo azzurro pulito e nitido. C'erano i turisti a maniche corte già con i sandali ai piedi.
C'erano pochissimi fiori e le tue calle bianche.
C'erano le tue amiche di scuola, del mare, della Rai. Tutti i tuoi 5 fratelli in prima fila lì dietro le lenti scure.
C'era il lido dei gigli dalla A alla Z.
C'era Rocco con la moglie e la figlia, i colleghi di Niccolò, tutte le maestranze di papà visibilmente commosse e partecipi. 
C'era il valzer più triste e più lungo del mondo che non finiva mai.  
Qualche singhiozzo sparso, ogni tanto.
C'erano i nostri ex che ti hanno conosciuto e mai dimenticato.
C'era Il Mario salvatore nazionale e la sua dolce Serena. 
Sai chi c'era anche? La moglie di Pino Liberati, non la vedevo da tutta la vita.
C'erano tutti i cugini, svizzero compreso.
C'era Lui partito da Bari prima del sorgere del sole.
C'era il mio direttore ad interim.
Gli amici del nuoto, quelli delle 7.
Trene ha detto delle cose bellissime su di te. Sul tuo amore per l'arte e per il cinema, la tua gentilezza, la tua fede, il tuo stile. Ci ha convinto a crederti eterna, risorta. Proprio oggi che è il lunedì dell'angelo. 
La tua ultima cena giovedì.
La bara di Wojtila portata a spalla.
È stato tutto bellissimo, ne saresti stata felice.
Ora sono a casa vostra tra i tuoi occhiali della farmacia sparsi qua e là e i pacchetti di ricola colorati.
L'ultima tua pastiera che mangerò nella mia vita è ancora incartata da te con il nastro rosso. 
Senza nemmeno accorgermene ho preso il tuo posto a tavola.
Il tuo verde sta bene, il vento sta muovendo le foglie in terrazza e un gabbiano si è fermato sul comignolo di fronte.
Mi sarebbe piaciuto che ci fossi oggi, che potessi assistere alla grande manifestazione d'amore di tutti.
Mi manchi già tantissimo.
Come si farà non lo so.
Pensaci tu, come sempre.