martedì 20 ottobre 2015

Grandi cambiamenti

Ci sono dei momenti della vita che meritano di essere trascritti, di lasciare traccia del loro passaggio.

Possono essere dei passaggi importanti, dei momenti indimenticabili, dei traguardi oppure dei grandi cambiamenti.
M sabato ha fatto quello che credeva fosse un piccolo cambiamento di look: si è tagliata la frangia.

Che era dal 1992 che non lo faceva e se erano passati 23 anni dall'ultima volta un motivo ci doveva essere.

Eccolo, nelle reazioni che ha raccolto.

Un figlio non l'ha quasi riconosciuta, e con tono sinceramente preoccupato le ha chiesto come avrebbe potuto porre rimedio a tale danno, per poter di nuovo mettere piede fuori casa con dignità.

L'altro non le ha detto niente. Allora lei pensando che il suo silenzio fosse sintomo della precoce noncuranza maschile a qualsivoglia accadimento nell'universo femminile, lo ha sollecitato. Lui invece si era accorto eccome, ma non le aveva detto niente per non offenderla.

H, ben conoscendo i traumi pregressi di M in materia di capelli e le sue relative ansie, ha reagito con un generico "sembri un'altra" subito corretto da uno strategico "stai bene".

L'amica trimamma della macchinetta alla vista di una foto inviatale su whatsapp le ha chiesto incuriosita "chi è?"

Lui, l'ex giovane capo di M, la preferiva prima "però non stai male".

Le amiche che hanno avuto modo di incontrarla, hanno malcelato dietro sorrisi e silenzi, giudizi negativi.

Ma il vero scoglio ancora non è stato superato: NonnaG travestita da giudice della Germania dell'est ancora non è stata messa di fronte a tale cambiamento. 

Ma M non potrà sfuggirle a lungo...

lunedì 21 settembre 2015

Nove

Nove che tra un anno diventa una cifra doppia che fa paura
Nove ma con la testa di uno di tre come hai detto stamattina appena sveglio
Nove come le tabelline che ripetiamo a casa ogni tre per due
Nove numero perfetto perché terzo multiplo di tre

Nove che cominci a essere ragazzino e mi chiedi se sono ancora pochi per iniziare a odiare tua madre

Nove che sono troppi per giocare con i Lego, ma non per non voler stare ancora in braccio
Che sono troppo pochi per avere il tuo telefono, ma abbastanza per usare quello di mamma

Nove che sei già innamorato e fedele da tre  
Nove che sono ancora pochi per fare tutto di testa tua, ma non ti importa
Nove che mentre passavano hai imparato a fare tantissime cose, alcune con me ma molte da solo

Nove che hai iniziato a avere i segreti, e hai smesso di chiedere il perché delle cose.

Nove che li ho avuti anche io ma non me lo ricordo più com'era quella sensazione di non essere né piccoli né grandi, né dipendenti né autonomi, né completamenti liberi ma nemmeno completamente protetti.

Nove che ti senti pronto a volare via, come dice tuo padre, con il filo dei palloncini però aggiungo io.

Nove che non potrai festeggiarli con la mega festa che hai aspettato per 365 giorni, perché sei in punizione. Ma che forse proprio per questo ti ricorderai.

Nove, magari bastasse girarlo e farlo tornare sei.

Tanti auguri, Lo
mamma

martedì 1 settembre 2015

Estate 2015

Alla fine di questa lunghissima estate che ci ha ospitato in varie spiagge italiane più o meno incantevoli occorre annotare qualche piccola verità che ha interessato la nostra vita:
1) Il mezzonano ha superato il metro e trenta e ha perso ben 4 denti, due dei quali fondamentali per la masticazione.  Di nessuno dei 4 è stato lontanamente avvistato il sostituto;
2) il nano fedele-nei-secoli-che-manco-un-carabiniere-e-nemmeno-un-cavaliere-della-tavola-rotonda ha iniziato a "chattare susi" visto che evidentemente per lui chattare è un verbo transitivo e ogni sera "mamma posso chattare susi oggi?";
3) susi non ha iniziato a chattare il nano se non con rare e per questo preziosissime risposte;
4) i ricci pungono sul serio se ci si cammina sopra e le spine non c'è verso di eliminarle nonostante l'impiego di tutte le strategie consigliate dall 'internet tra cui impacchi notturni di pane e latte, aceto, acqua, sale, aghi, pinzette etc..;
5) il miglior amico dell 'uomo non è il cane ma il wifi, almeno dell'uomo al di sotto del metro e cinquanta;
6) si può stare 4 settimane senza mai aprire la posta dell'ufficio senza senso di colpa alcuno (questa verità non vale per h);
7) si può portare a termine la lettura di  4 libri pur ritenendoli noiosi e lunghissimi per amore e del club di JA e comunque ammettere, a fatica, che il kindle è una grande invenzione;
8) i compiti delle vacanze non finiscono mai;
9) alle vacanze ci si può pericolosamente abituare fino a non riuscire ad accettarne la fine (anche questa non vale per h);
10) una volta entrati nel tunnel del pane guttiau è molto difficile uscirne.

mercoledì 8 luglio 2015

Ringrazio il dottore rifiuto l'offerta e vado avanti

Un bivio.
Di quelli che le fanno una paura blu.

I preziosi consigli di Lui (il giovane e ahilei ex adoratissimo capo)
Pochissime ore per rispondere, parte delle quali passate in bagno.

Centro contro periferia
Conosciuto contro ignoto
Generale contro particolare
Grande contro piccolo.

Un orribile nuovo capo contro Lei (la versione femminile di Lui in tutto).

Responsabilità ufficializzate soltanto ieri contro altre nuove e da ufficializzare
Il gruppo di sempre
e quello da costruire.

Il senso di responsabilità che la inchioda
contro quello dell'avventura e del chissene frega che non le appartiene da mai

Anche stavolta M ha deciso che sta.
Ringrazio il dottore rifiuto l'offerta e vado avanti. Stavolta a schiantarmi probabilmente.

lunedì 15 giugno 2015

Bimbo day

C'è un giorno, uno solo, in tutto l'anno in cui i bambini sono ammessi nell'ufficio di M.
E' un'iniziativa nata qualche anno fa alla quale M, snob come pochi, non ha aderito mai.
Una volta perché erano troppo piccoli e che ce li porto a fare.
La volta dopo perché vanno ancora a scuola e stanno meglio lì.
L'anno dopo ancora perché solo uno è a casa e poi l'altro resta escluso..

Quest'anno M ha deciso di portarli perché potessero vedere dove lei passi tutte quelle ore tutti i giorni quando la vedono scomparire all'entrata di scuola e riapparire in orari diversi la sera. 

Mercoledì scorso:
- Allora nani se vi va venerdì pomeriggio potete venire in ufficio con me!
- A fare che?
- Niente di speciale.. a vedere dove lavoro.. dove mangio.. a conoscere qualche mio amico del lavoro..
- Ok...

Giovedì:
- Allora nani, domani pomeriggio venite in ufficio?
- ...
- Non è un obbligo.. se non vi va non venite!
- Sì ok.. ci va.

Venerdì all'ingresso dell'ufficio di M:
- Eccoci qui!
- Ma quanto ci dobbiamo restare?
- ...

La verità è che alla fine, dopo aver conosciuto il numero due del Personale, aver rifiutato la pizza a mensa dal direttore preferito di M, giocato e scherzato con Lui al bar, mangiato gelati e patatine, preso e ripreso l'ascensore, corso per i corridoi, scalzato la compagna di stanza dalla sua scrivania per giocare al pc, rischiato la figura di merda della storia con il nuovo capo di M, non volevano più andare via.

M è stata felce di vederli dentro quel palazzo, a proprio agio come fossero a casa. A stringere mani a destra e a manca come se non avessero fatto altro in vita loro. 
Anche se il nano il suo ufficio se lo immaginava molto diverso.
- E come te lo immaginavi?
- Una stanza molto grande, il capo sulla cattedra con alle spalle al posto della lavagna una tv gigante e un bastone per indicarla e voi seduti nei banchi a due a due ognuno con il suo pc davanti.

Che tenerezza.


martedì 9 giugno 2015

Piccoli uomini crescono

Ieri è finita la scuola e con lei gli accompagni, le riprese singole e doppie, le recite e i saggi, gli zaini importabili, la tuta uno il mercoledì e uno il giovedì, il doposcuola, i compiti del fine settimana, la car2go del venerdì con la pizza al taglio.

È finito il nuoto, il catechismo e oggi per ultimo anche il calcio.

Domani sera si chiude con l'ultimo impegno scolastico: la cena di classe del nano dove M, H e i nani presenzieranno in formazione completa.

- mamma domani sera è l'ultima volta che vedo Susanna?
- sì, per quest'anno direi di sì..ti dispiace?
- ....
- poi la rivedi a settembre..e ogni tanto se vuoi, puoi telefonarle..
- e con quale telefono??
- ..con il mio, chiamiamo la mamma e te la fai passare..
- preferirei scriverle su whatsapp mamma, ok?
- ...

E la classe appena conclusa è soltanto la terza elementare.

giovedì 4 giugno 2015

Tutto molto bello

A fine anno scolastico si fa un po' fatica, diciamo la verità.

Che poi è bello assistere ai frutti del loro lavoro, eh.
Guardarli mentre esprimono tutto quello che hanno con più o meno difficoltà imparato tra l'autunno e l'estate.

Però.

La recita del grande
La recita del piccolo.
Il brevetto di nuoto del grande.
Il brevetto di nuoto del piccolo.
Il mercatino del grande.
Il mercatino del piccolo.
Il coro del grande.
E il coro del piccolo.
Magia dell'opera del grande.
La premiazione della classe del grande arrivata seconda a un concorso nazionale in cui si doveva, se M ha capito bene, scrivere un racconto su "La famiglia millesogni".
La pizza di fine anno del grande.
Il pranzo fuori Roma del piccolo.
La giornata del perdono del Catechismo del grande.
E poi ancora il brevetto del calcio e del grande e del piccolo.
E la consegna dei regali alle maestre e alle rappresentanti.
E agli operatori scolastici.

Insomma un gran da fare, un entra e esci dai tornelli dell'ufficio a velocità supersonica e in gran segreto, che manco Superman dalla cabina telefonica.

Sarà per questo che tra lui e Supermam, la differenza è impercettibile.

A M in momenti così viene sempre in mente la frase che H pronunciò dopo i primi tre giorni di vita del nano e che faceva più o meno così: "Tutto molto bello, un po' impegnativo.. forse..".