giovedì 29 maggio 2014

In mia assenza

M è stata in trasferta circa 30 ore. È partita ieri mattina all'alba e è tornata oggi all'ora di pranzo.
In queste 30 ore:
al nano è caduto il suo quinto dente da latte che dondolava da un po';
il Mezzonano ha fatto il suo annuale saggio di ginnastica con il meraviglioso dolcissimo maestro Marco che quest'anno ha proposto una versione un po' confusa di Cats (al saggio presenziava NonnaG catapultata giù dal letto dalla telefonata di M, un'ora prima che manco per una chiamata alle armi);
H ha rinunciato, causa condizioni meteorologiche avverse, al suo viaggio in moto con l'amicoT, anche detto il più bello della covata, il cui inizio era previsto oggi e che è nei loro sogni da sempre.
E adesso giace triste e sconsolato, al buio, avvilito duro come dice lui perché alla fine oggi c'era un sole che spaccava.

martedì 27 maggio 2014

Sane abitudini

Ieri sera a tavola, dopo la pseudo cena a base di homemade fishburger.


"Ragazzi è avanzato il pane.. nano vai a prendere la Nutella..."
"Dai H ci manca solo la Nutella dopo cena qui.. la Nutella si mangia a colazione e basta, dopo cena si mangia la frutta"
"Ok.. grazie nano, adesso facciamo pane e Nutella per noi tre e alla mamma niente che lei non ha mangiato l'insalata e quindi non se la merita"
"..."
"E voi due dopo aver mangiato ogni pezzo di pane con la Nutella che vi preparo, vi mettete per terra e fate dieci flessioni come vi ho insegnato.."
"..."
"Io ne faccio pure venti guarda babbo!!"
"Gualda me, gualda me!! Uno due tle quattlo.."
"Ma che scena raccapricciante! Smettetela immediatamente e mettetevi di nuovo seduti a tavola! H ma cosa insegni ai bambini!! Ma io non lo so se siete più bambini voi o babbo.. ma non è meglio non mangiarla per niente la Nutella, invece di fare queste scemenze per terra???"
"Dai ragazzi la mamma si è arrabbiata..basta con le flessioni, finiamo di mangiare.."

(risatine e cameratismo da maschi, isolamento totale di M triste, arrabbiata e senza Nutella).

lunedì 26 maggio 2014

Ultima chiamata per il volo AZ qualcosa per Vienna

Chi è assiduo frequentatore dell'erba, sa che M aveva una grossa incombenza per il 27 maggio e cioè preparare una presentazione fighissima per Lui, il suo giovane capo iper competente, in inglese, con effetti speciali strabilianti. 
Tra una trasferta e l'altra M e il collega siamese sono riusciti non si sa come a realizzare davvero qualcosa di fighissimo con effetti molto speciali tanto da rendere lui non solo entusiasta ma anche fiero di poter andare a presentare una simile "capolavoro" e a sollevarlo da tutta l'ansia che aveva al solo pensiero di parlare al cospetto di tutte le televisione europee.

Il 27 maggio, come a tutti noto, è domani.

Oggi, ore 14.00
Messaggio da Lui: Temo di non poter più andare a Vienna (tre faccine tristi) mi piacerebbe molto se ci andassi tu. Te la sentiresti? Il volo è stasera alle 20.45 e il rientro domani alle 18.30.
Rispondi a Lui: Noooooooooooooooo mercoledì mattina ho il treno per Milano alle 7!! No no no.. che peccato però (una faccina triste)
Messaggio di Lui: Ma ce la faresti benissimo a partire mercoledì per Milano, da Vienna torni domani sera!
Rispondi a Lui: No davvero non ce la faccio, avevi l'ansia tu, figurati io con poche ore di anticipo, senza speech, tutto in inglese davanti alle televisioni di tutta Europa.. no no no..
Messaggio da Lui: Io sono molto molto molto deluso e incazzato
Rispondi a Lui: Con me???
Messaggio di Lui: ..e mortificato per non poter andare lì e valorizzare il vostro straordinario lavoro..
Messaggio di Lui: No! Non con te!

Insomma M per fortuna non andrà a Vienna a sostituire l'insostituibile ypercapo. Il volo AZ qualcosa è partito senza di lei.





domenica 25 maggio 2014

Ben tornato

Caro Mezzonano,
che sei tornato a casa dopo due giorni e mezzo di camposcuola ancora più indipendente e spavaldo di prima; che quando ti siamo venuti a prendere l'unico che eri davvero contento di rivedere era tuo fratello; che hai preparato lo zaino da solo mettendoci dentro un po'di tutto quello che trovavi, anche se non era tuo; che hai dormito con il tuo amico Alex nel letto a castello un giorno sotto e uno sopra perché tra amici è così che si fa e si divide tutto a metà anche la gioia di stare sopra; che appena tornato a casa sei stato buttato nella vasca da bagno con la schiuma perché al pensiero che ti fossi lavato da solo per due giorni e mezzo tuo padre ed io non eravamo sereni; che ci hai insegnato una volta di più che non è l'età a farci piccoli o grandi; che sei proprio un cuor contento e che tutte le altre mamme si stupiscono delle tue manifestazioni di affetto quando salti loro al collo e le sbavi tutte con allegria; che alla domanda se si stesse meglio al camposcuola o a casa mi hai risposto "uguale" solo per non offendermi, tu che stasera mi hai detto "mammaaa vieni il tuo piccolo nanetto si è fatto male a una gamba", continua così che vai alla grande, ma sappi che qui senza di te quei due giorni e mezzo in tutta assenza non siamo stati mica bene come sei stato tu fuori.
Ben tornato.

giovedì 22 maggio 2014

Sogni d'oro Mezzonano

È partito stamattina.
Con lo zaino sulle spalle, sorridente come sempre. M non c'era a salutarlo dal marciapiede mentre il pullman si allontanava. Al suo posto c'era una NonnaG molto mattutina per l'occasione e qualche mamma più presente o apprensiva o entrambe le cose, di lei.
Due sere prima quello zaino lo avevano preparato tutti insieme seguendo alla lettera le indicazioni delle maestre scritte con il pennarello rosso.
Il Mezzonano è al camposcuola per tre giorni. Dormirà due notti lontano da casa senza parenti nel raggio di una cinquantina di chilometri. In un letto a castello che M ha visto in fotografia, insieme a tanti altri uguali, con i suoi compagni di classe e l'orsetto giallo.
Stasera a casa c'era un insolito silenzio. A tavola in tre una calma inedita.
Il nano sembra tranquillo, ma ancora si muove nel letto, orfano delle chiacchiere serali urlate da una stanza all'altra.
E M non può fare a meno di pensare alla bimba di VR che non tornerà a casa perché non è partita per il camposcuola. E al silenzio che ci deve essere tra quelle pareti.
Bn Mezzonano sogni d'oro.

martedì 20 maggio 2014

Pezzi portanti

Prima è stata la volta dell'amica trimamma della macchinetta, fedele compagna delle colazioni al 5 piano sulla panchina degli innamorati a parlare quotidianamente di cose piccole e grandi, allegre e funeste, inaspettate o scontate, di shopping online e di continui resi, di colore dei capelli che non è mai quello giusto, di mariti figli tate nonni, settimane bianche, vacanze, disdette, malattie vere e inventate, traslochi, sogni, angosce, scuole da scegliere e maestre da dimenticare.
Poi ME compagna di banco da 13 anni, e ormai semi parente per via di questa insana unione col cugino serio, che a volte meglio perderlo che trovarlo e a volte menomale che l'ha trovato. Lei che parla poco ma c'è sempre, che mangia ancora meno e quando ha fame beve dalla borraccia, che con lo yoga ha imparato a essere ancora più zen e che ormai è un pezzo di vita da quella numero due a questa passando per amori più o meno folli ma sempre sbagliati.
Infine la collega alta, che è la sorpresa che non ti aspetti, che all'inizio M mica aveva capito che tesoro nascondesse e ci ha messo un po' ma che adesso è un riferimento, un esempio, una spalla e la sua pacca, la parola giusta, un regalo sulla scrivania anche se non è il tuo compleanno, la risata dalla stanza accanto, l'accappatoio accanto nello spogliatoio in piscina.
Tre pezzi portanti, tre gambe di un tavolo che, senza, inizia a traballare un po'.
E M le rivuole indietro.

lunedì 19 maggio 2014

Io ti salverò

Noi ragazze siamo fatte tutte un po' così. Sarà lo spirito materno che alberga in noi fin da bambine, sarà la sindrome, diffusa più del raffreddore, del "io ti salverò", sarà che siamo cresciute a pane e Candy Candy, siamo tutte un po' portate a prenderci il carico dei problemi degli altri.
Cioè non di tutti gli altri, solo di quelli che ci sembrano più deboli, più bisognosi, quelli che appunto crediamo di poter salvare.
A volte lo facciamo perché scambiamo questa sindrome per amore, altre solo perché ci viene spontaneo farlo, perché scatta qualcosa e eccoci là col grembiule bianco e valigetta della crocerossina in braccio. Può trattarsi di un'amica, un collega, un fidanzato, chiunque.
La verità è che non salviamo mai nessuno. Che anzi ci perdiamo un po' anche noi. La verità è che nessuno vuole essere salvato, nessuno ci darà mai la soddisfazione di farsi salvare.
Ma noi continuiamo imperterrite con la nostra valigetta carica di buone intenzioni a combattere da sole cause perse.
Oggi va così.
Un po' Nightingale, un po' fata turchina, molto stanca.