giovedì 30 gennaio 2014

Anche altrove

Ufficio.
Oggi pomeriggio alla macchinetta del secondo piano.
"Ma no..nemmeno questa prende i due euro...porco mondo.."
"Fa così quando non ha abbastanza resto da dare"
"Io pensavo che facesse così quando aveva esaurito lo spazio a forma di due euro..Non è che me li cambia? Magari da uno li prende..volevo un tè"
"Ho la chiavetta..glielo offro volentieri"
"Grazie molto gentile guardi le carico venti centesimi così è come se lo avessimo pagato a metà"
"Come vuole..senta ma lei è la stessa di prima?"
"Di prima quando scusi..io vado sempre alla macchinetta del quinto in realtà.."
"No scusi mi sono espresso male..lei lavora da molti anni qui?"
"Sì dal 99 in effetti..ci conosciamo?"
"No ma mi ricordo di lei.. solo che prima non era così magra..o sbaglio?"
"Bè in effetti sono un po' dimagrita ultimamente"
"Non direi un po'..sembra un'altra"
"Probabilmente mi confonde con qualcun'altra allora.."
"No no non mi confondo..era molto diversa ma era lei..è dimagrita molto lo vedo dal viso"
"Preferirei che di vedesse altrove ma comunque grazie.."
"Bè io ho guardato il viso..ma..sì in effetti anche altrove.."
"..."

mercoledì 29 gennaio 2014

L'adolescenza può attendere

M ha due figli maschi. Al momento avendo uno sette e uno cinque anni, sono ancora profumati, morbidi, lisci, carini e affettuosi. Sicuramente conoscono tutte le parolacce possibili e immaginabili ma non le dicono ancora. Ridono a crepapelle a sentire parlare di cacca e pipì e a parte qualche innamoramento passeggero non dimostrano particolare interesse per le ragazze.
Tuttavia M sa che tra qualche anno non saranno più né lisci né profumati né carini tantomeno affettuosi, il turpiloquio sarà la loro principale forma di espressione e passeranno pomeriggi chiusi in bagno a fantasticare sulle compagne di classe.
E tutto questo la spaventa un po'. Non è che la spaventa, è più appropriato dire che tutto questo un po' la ossessiona.
Per questo due sere fa è rimasta un po' perplessa trovando un disegno sui pantaloni della tuta del nano: un triangolo con la punta in giù alto circa dieci centimetri perfettamente disegnato al centro della patta con dei cerchi scarabocchiati dentro.
"Scusa nano ma hai disegnato i pantaloni della tuta?"
"No!"
"Come no! Guarda qui.."
"..."
"Allora? Ci mettiamo a disegnare sui vestiti adesso? Non va più via lo sai? E poi cosa sarebbe questo triangolo? Che rappresenta?"
"Indovina"
"..."
"Dai è facile cosa è che ha la forma di triangolo con dei cosi sopra un po' rotondi?"
"...Non saprei non mi viene in mente niente.."
"Dai ce l'abbiamo qui in casa!"
"..."
"È una cosa femminile.."
"..."
"Un'astronave!"
L'adolescenza è ancora lontana.

martedì 28 gennaio 2014

Cambierà o non cambierà?

"Buongiorno si scopra il seno e si stenda"
"Sì.."
"È la prima volta che viene qui?"
"No"
"E quanti anni ha?"
"Quaranta"
(Sì quaranta anzi già quaranta e mezzo a dire il vero..)
"E la mammografia l'ha già fatta?"
"Sì..l'ultima circa sei mesi fa..faccio un controllo ogni sei mesi una volta l'ecografia e una volta la mammografia.."
"Familiarità?"
"Sì.."
"In linea diretta?"
"Sì.."
"Capisco"
"..."
"Ok vediamo un po'.."
"..."
Dopo qualche minuto.
"Tutto a posto, si può rivestire e aspettare fuori per il risultato"
"Ok grazie.. ma il risultato è questo no? Che è tutto a posto.. Sa perché ogni volta che vengo qui..non è che sia proprio tranquilla..è peggio del dentista.."
"Lo so. Dal dentista si può avere la paura del dolore. Qui invece la paura è che ti cambi la vita".
"Già."
Ecco a M è sempre piaciuto questo dottore minuto e scapigliato con piccoli occhi azzurri e modi un po' da orso che ogni 12 mesi le chiede di scoprire il seno e per qualche minuto tiene in mano la vita di M. Cambierà o non cambierà?
Per fortuna non cambierà. Nemmeno stavolta.

lunedì 27 gennaio 2014

La chat delle mamme

Esiste un posto affollato, insidioso e insano, dove bisogna guardarsi le spalle e stare molto attenti a quello che si dice. Un posto dove è più facile non capirsi e litigare che capirsi e andare d'accordo. Un posto dove meno ci entri e meglio stai. Un posto a cui difficilmente riesci a sfuggire perché ti segue ovunque.
È la chat delle mamme (e di alcuni papà) della classe del nano.
La chat delle mamme (e di alcuni papà) del nano è stata istituita all'inizio di questo anno scolastico con scopi più che benefici e condivisibili, ma come tutte le cose abusate è diventata una tela di ragno dalla quale è sempre più difficile uscire.
M non partecipa mai alle conversazioni che si generano lì dentro, si limita a leggere passivamente per essere certa di non perdere informazioni importanti e la usa più che altro per sapere con certezza i compiti che assegnano gli insegnanti perché sul nano non è che si possa fare tanto affidamento.
Le altre mamme invece la usano per qualsiasi cosa: dal buongiorno alla buonanotte, per scrivere storielle, condividere fotografie e racconti familiari, per le feste e per i regali delle feste, per le maestre e per i regali alle maestre, per scambiarsi notizie sulle febbri, i pidocchi, le bolle.
Oggi tanto tra tutta questa condivisione si intravede qualche sarcasmo, incomprensioni,  reciproche insoddisfazioni, qualche antipatia mal celata e anche qualche insofferenza. Il tutto potrebbe anche essere divertente vissuto con il sano distacco e l'occhio clinico di M, se non fosse che in classe del nano sono in 23 e lo spettacolo sta cominciando a essere un po' impegnativo.

domenica 26 gennaio 2014

Punizione

"I maschi sono così" ha sentenziato NonnaG oggi uscendo.
"Così" sarebbe per dire:
Litigano ogni tre per due
Si menano spesso e volentieri
Urlano per la maggior parte del tempo
Si scalmanano all'inverosimile fino a farsi male
Non ascoltano mai
Non rispondono mai
Rompono tutto quello che capita loro a tiro
Fanno i pazzi
Usano armi pericolosissime anche se sono giocattoli in maniera sconsiderata
Hanno una fissa inguaribile e preoccupante per la violenza e i combattimenti
E tra qualche anno passeranno come caproni.
Ieri pomeriggio dopo aver fatto "così" i maschi di casa sotto il metro e mezzo sono stati messi in punizione.
La punizione è consistita nel divieto di andare a dormire dai nonni come da programma e di utilizzare qualsiasi tecnologia fino a lunedì.
Senza tecnologia da ieri pomeriggio i nani sono stati ancora più "così" del solito e la vera punizione è stata per M e H che ieri sera sarebbero dovuti andare al cinema e che oggi senza nemmeno un aiutino da parte della tecnologia si sono dovuti industriare in disegni, letture, battaglie navali, torte, aerei di carta, costruzioni e racconti senza soluzione di continuità e adesso giacciono sul letto domandandosi perché si sono dovuti punire in questo modo.

giovedì 23 gennaio 2014

A proposito di credibile

Oggi NonnaG doveva andare a scuola a prendere il nano perché la muta Mar andava contemporaneamente a prendere il Mezzonano nell'altra scuola per poi portarlo a calcio; mentre il nano, al suo primo giorno di rientro dopo l'influenza, il calcio al campetto all'aperto era meglio che lo evitasse e c'era bisogno di qualcuno che restasse con lui a casa fino al rientro della muta e del Mezzonano.
Che M non ha ancora capito se il nano sarebbe in grado di restare a casa da solo o se è ancora troppo piccolo e lei rischierebbe gli assistenti sociali.
Comunque prima di andare a prendere il nano a scuola, NonnaG doveva passare in ufficio da M a prendere le chiavi di casa.
Ore 16.
DRIIIN DRIIIN
"Pronto? Ciao NonnaG sei arrivata?"
"Sì sono giù scendi".
Un paio di minuti più tardi: all'ingresso M si è trovata davanti la seguente scena:
NonnaG dalla parte esterna dei tornelli, Lui, il giovane capo supereroe, dalla parte interna. Tra i due scambio di saluti affettuosi baci e abbracci.
M si è timidamente avvicinata
"..."
"Ciao!"
"Ciao NonnaG..Ciao Lui..che ci fai qui?"
"Tutta madre mi chiedeva delle chiavi.."
"Ciao tesoro.. Sì credevo che mi avessi mandato Lui con le chiavi di casa, ma gliele ho chieste e dice che non le ha.."
"..."

mercoledì 22 gennaio 2014

Di abbandoni e altre perdite

Gli affezionati che passano qui sull'erba abitualmente ormai da quai tre anni, che a pensarci fanno un po' impressione,conoscono ormai parecchie cose di M e tra queste sanno  più o meno approfonditamente delle occasioni in cui è stata o si è sentita "abbandonata".

Il primissimo abbandono di cui M è stata vittima risale all'estate del 1981 quando la sua adorata e mai dimenticata maestra delle elmenatri, con il nome altisonante e duro che nemmeno la Rottermaier, a soli 36 anni abbandonò lei e il mondo per un attacco di cuore.
Il secondo grande abbandono che M ricorda risale all'inverno del 1997 quando Gingin la tata capoverdiana che viveva con lei da 17 anni, se ne andò per vivere la sua vita lasciando un vuoto fuori e dentro grande e definitivo.
Il terzo abbandono avvenne il 9 novembre 1998 quando il fidanzato storico di M la lasciò improvvisamente per "un'altra persona" in macchina a motore spento dopo cena sotto il portone di casa dei Nonni.
Il quarto abbandono avvenne nel marzo del 2003, pochi giorni dopo la diagnosi di tumore al seno di NonnaG, e quindi in un clima piuttosto funereo, quando la cugina filo-orientale decise di trasferirsi a vivere in un ashram induista e di prendere i voti. La notizia fu destabilizzante e di grande impatto e per M in particolare, già destabilizzata e grandemente impattata, fu un duro colpo.
Il quinto abbandono avvenne sempre in quell'anno pochi mesi dopo, a inizio luglio, quando il fidanzato gay di M le disse a due giorni dalla programmata partenza per la sardegna cuore  a cuore, che lui non sarebbe partito per sopraggiunti impegni di lavoro e lei si ritrovò a condividere quelle due settimane con tre amici last minute, ai quali è tuttora porfondamente grata, che si succedettoro allegramente e le consentirono di godersi una vacanza di molto migliore rispetto a quella che sarebbe stata con il fidanzato gay.
Il sesto abbandono avvenne nell'inverno del 2004, quando M che era in treno in direzione Altro Mare nel periodo di fidanzamento pendolare con H, seppe per telefono dalla sua migliore amica fin dai tempi delle elementari, che non sarebbe stata invitata al suo matrimonio perchè non gradita a parte della famiglia dello sposo.
Il settimo abbandono risale a settembre 2007, quando il giorno prima del rientro in ufficio dopo la prima maternità, M fu abbandonata per telefono dalla tata che aveva promesso di prendersi cura dell'indomito nano full time dall'indomani.
L'ottavo abbandono è avvenuto la scorsa settimana quando M ha saputo dalla chat di facebook che la sua estetista, dove si reca abitualmente per cerette e smalti vari più o meno permanenti da quasi dieci anni, con una fedeltà assoluta che nemmeno con H, chiude il negozio e non eserciterà più.

M a questo punto si sente decisamente pronta ad affrontare anche un divorzio.