mercoledì 29 maggio 2013

10 momenti da non rimpiangere

1) quando le telefonò da Napoli alle otto di sera per dirle che nella camera dell'albergo dove alloggiava c'erano due accappatoi e che il secondo la stava aspettando
2) quando la invitò ad andare in stanza da lui in ufficio, le fece scegliere una carta dal mazzo che lui stesso aveva ideato e disegnato e la carta rappresentava una prestazione sessuale che lui non esitò a spiegarle e proporle
3) quando le diede un bacio sul collo in corridoio davanti alla macchina delle fotocopie costringendola a portare la sciarpa anche a agosto
4) quando la invitò a uscire con lui perché voleva regalarle una giacca a vento bianca che aveva visto in una vetrina e che le sarebbe stata benissimo
5) quando nell'orecchio le propose un menage a trois in un locale per scambisti
6) quando le chiese di sedergli in braccio
7) quando la chiamava topolona o topolicchia ma comunque sempre utilizzando il suffisso topa a lui molto caro
8) la prima volte che le chiese come e quanto facesse sesso con H
9) tutte le volte che con una scusa o con l'altra l'ha toccata
10) tutte le volte che l'ha guardata per guardare (cfr. qui)

martedì 28 maggio 2013

Signori si nasce

Nella vita ordinaria dell'ufficio ci sono cose che non si possono evitare:
le congratulazioni a un collega che è stato promosso;
i complimenti a una collega che è molto dimagrita;
le festicciole per gli auguri di natale con il panettone e il pandoro tagliato a stella;
i saluti ecumenici prima di andare in maternità;
le chiacchiere in ascensore sul tempo;
i pettegolezzi;
la partecipazione più o meno attiva al totonomine;
le collette per i regali comandati;
i commiati prima delle pensioni.

Venerdi è l'ultimo giorno di lavoro del Dir.
Ora per chi passa sull'erba da un po' di tempo non è difficile comprendere lo stato d'animo di M per questa dipartita. Il Dir è il capo di M orribile e bavoso che per anni ha molestato lei e altre colleghe più o meno esplicitamente abusando del ruolo e del potere che gli sono stati inspiegabilmente conferiti.
Oggi M e i suoi colleghi erano riuniti nella stanza del Dir per salutarlo e per offrirgli un dono.
L'aria era festosa, il tavolo imbandito, il chiacchiericcio assordante.
Lui è arrivato infuriato inveendo contro tutti perché non voleva essere in nessun modo festeggiato, né salutato.
Ha rifiutato animatamente di accettare il dono, e se ne è andato non smentendo nemmeno l'ultimo giorno la sua natura maleducata e boriosa.

Nella vita ordinaria dell'ufficio ci sono cose che non si possono evitare, altre che dovrebbero essere evitate. Ma l'animo resta festoso.

lunedì 27 maggio 2013

Picche

Da un foglio A4 ripiegato su se stesso rinvenuto stasera nello zaino del nano:

Legi (sulla prima facciata)
Sei molto bellina anche molto gentile (sulla seconda facciata)
Non acetto, Susi (sempre seconda facciata poco più in basso)
Scemo la prosima volta che ci provi te la vedi con me, Pepe (sulla terza facciata).

Colpo gobbo per lo spirito di bagnino romagnolo che alberga dentro H e che vorrebbe tramandare ai nani, immutato.


domenica 26 maggio 2013

Dire mai, a un certo punto

Sull'inserto allegato al giornale del sabato M ha letto la rubrica della sua blogger preferita e musa ispiratrice che elencava i dieci sogni nel cassetto che non avrebbe mai realizzato. Gli elenchi, lei scrive, sono catartici e M che è entrata da qualche giorno negli anta e ha bisogno di esorcizzare qualche paura, di aggrapparsi a qualche certezza e di fare pace con se stessa, ha deciso di fare altrettanto.
Ecco le cose che M è consapevole che non farà mai.
1) avere una figlia femmina
2) avere tre figli, fossero anche tre maschi
3) diventare "cintura nera" in uno degli sport praticati fin da bambina, in primis nel nuoto
4) scrivere un romanzo possibilmente non autobiografico
5) scrivere un romanzo, anche autobiografico
6) sposarsi in abito bianco con strascico, in chiesa
7) scendere al di sotto dei 50 chili
8) prendersi un anno sabbatico da trascorrere nei mari più belli del mondo 
9) parlare l'inglese e il francese come un'inglese e una francese
10) ballare come Madonna.

mercoledì 22 maggio 2013

Il 50%

Oggi pomeriggio ci sono stati i brevetti di nuoto dei nani.

La giornata dei brevetti è quella giornata in cui l'istruttore di nuoto chiede ai suoi allievi di eseguire una a una tutte le attività che ha insegnato loro durante l'anno.

La giornata dei brevetti tutte e mamme si mettono in pole position sugli spalti eccezionalmente in compagnia di qualche husband e delle nonne.

Nella giornata dei brevetti i ragazzi danno il meglio di sè. Vogliono fare bella figura. Vogliono la medaglia. Si impegnano al massimo, attirano l'attenzione dei genitori.

"Il nano oggi ha nuotato un po' così..non gli andava.. ci sono delle giornate in cui va meglio e giornate come oggi in cui non si impegna..ma le cose le sa fare.. è migliorato solo che non gli va.."

Questo è stato il commento che l'istruttrice alla fine della lezione ha fatto davanti a una M un po' avvilita.

Più tardi, dopo una sessione compiti faticosa e snervante, a tavola M cercava di spiegare che l'impegno è importante. Che si deve mettere impegno in tutte le cose che si fanno, la scuola, lo sport, l'amore.

"E celto pelchè se non ci impegniamo in una cosa poi non liusciamo a falla bene..non ci liesce.. è velo mamma?"

Il saggio intervento del mezzonano ha chiuso la conversazione e M si è sentita leggermente sollevata. Uno su due non è un brutto risultato..è pur sempre il 50%.

martedì 21 maggio 2013

Complimenti o meno

Per la festa di sabato sera M è andata dal parrucchiere per la messa in piega.
Una volta tornata a casa ha passato quarantacinque minuti al trucco seguendo passo passo le istruzioni per lo smokey eyes di sephora.
Poi si è infilata i pantaloni, il top emporio armani comprato su internet, gli orecchini grandi confezionati da MK e i sandali tacco dodici brutti ma comodi che le avrebbero permesso di essere alta senza soffrirne le conseguenze. E soprattutto di ballare.
Poi è andata in camera della muta Mar per le ultime raccomandazioni.
"M'am!!"
"Sì?"
"You are very beautiful!"
"Ah grazie.. ma non sono come stamattina quando mi sono svegliata?"
"No...very different..."

Poi M è passata a salutare i nani che erano ospiti dell'amichetto del secondo piano.
Sulla porta si è messa a parlare con la mamma dell'amichetto qualche minuto, mentre sullo sfondo i nani guardavano la tele.
A un certo punto il nano si è girato verso di lei e l'ha guardata.
"Mamma!!"
"Sì??"
"Ma sei te??"
"..."
"Non ti avevo proprio riconosciuta!"
"..."
"Hai i capelli ricci, gli orecchini lunghi... e sei alta!"
"..."
"Mamma sei bellissima.. perché non sei sempre così?"

Oggi, a tre giorni di distanza, con la carrozza che è tornata zucca e i cavalli topini, M si sta ancora chiedendo se quelli della muta Mar e del nano fossero complimenti o meno.

lunedì 20 maggio 2013

An englishman in rome

Oggi alle 13.30 M ha saputo per telefono dalla maestra del doposcuola che il nano alle 14.20 aveva il saggio di inglese.

Alle 14.20 si è presentata nel teatrino della scuola.
Con lei una decina di genitori.
Davanti a loro sette bambini seduti su sette seggioline messe a semicerchio. 
Ognuno di loro aveva un foglio in mano.
Tra i genitori e i bambini, Linda la maestra madrelignua inglese che M non aveva mai conosciuto nè sentito nominare durante tutto l'anno.
La maestra ha spiegato che i bambini avevano scelto ognuno un paese di provenienza e avevano fatto una piccola ricerca a casa insieme ai genitori su quel paese e che poi a scuola avevano scritto insieme un breve testo che avrebbero letto in un inglese perfetto.
M dapprima si è chiesta in quale casa e con quali genitori il nano avesse preparato la ricerca, ma poi ha deciso di soprassedere e di godersi lo spettacolo.
I bambini si sono alzati a turno dalla loro seggiolina e hanno letto i brevi testi.
"I am french. I live in Paris. In Paris there is the eiffel tower, the highest tower of the city and the most important monument of the capital. I eat french toast and Idrink white wine".
Poi è stata a volta dell'africano di Dubai, della spagnola di Madrid e del cinese di Shangai.
E poi è arrivato il turno del nano che in perfetto inglese ha recitato "I am english. I live in London. I play football and I drink tea at five o'clock. In my city there is the most important clock of the world called Big Ben. We have the Queen who lives in Buckingham Palace" e qualche altra frase che M adesso non ricorda per l'emozione e la sorpresa dalle quali è stata travolta.
Alla fine di queste letture la maestra ha dichiarato che avrebbero cantanto un canzoncina e ha proposto con trascinante entusiasmo "We can sing the days of the week song!"
Il nano dal basso della sua seggiolina ha gridato "NO! No! quella proprio no!"
"E quale canzone gradiresti cantare allora?" ha chiesto la maestra paziente ma leggermente stizzita.
"Quella dei giorni della settimana!" 

In effetti la pronuncia non era male, ma stasera quando il nano, al terzo anno di inglese su sei di vita, dal suo letto con lo stesso foglio della recita in mano, ha chiesto "Mamma che vuol dire i am?" M ha capito che la pronuncia non è tutto.