lunedì 29 aprile 2013

Diventare grandi, o meglio to grow up

Qualche giorno fa a casa tutti e quattro stipati nel solito metro quadro.

"Io non vollio clescele.."
"Ecco uno che ha preso dalla mamma...."
"Grrr"
"Sai mezzonano anche la mamma non vuole crescere.."
"Ormai sono cresciuta però..anche se non volevo.."
"Io non vollio clescele plopio!"
"Per niente? Non vuoi diventare grande, fare le cose da grandi?"
"Sì un po sì, vollio clescele fino a quando ho un telefono mio che ci posso giocale semple come un lagasso"
"Io invece voglio crescere fino a quando ho una cosa con la u e una cosa con la a"
"E sentiamo nano quali sono queste cose con la u e con la a?"
"Facile! Con la u la wii.."
"..."
"E con la a... l'aipad!"

Il nano è al terzo anno di inglese su sei totali e M si domanda se basti così.

domenica 28 aprile 2013

Personaggi strani

In questi giorni di assenza M è andata in trasferta a Milano.

A Milano M ha incontrato personaggi strani:
1) la suora ipertecnologica:
nel vagone silenzio che ormai è diventato una sorta di anticamera lieve e pacifica prima della rutilante e adrenalinica vita della diretta televisiva, M aveva come vicina di posto una suora vestita da suora. Una suora giovane con scarpe da ginnastica che uscivano da sotto la lunga gonna. Appena salita sul treno la suora giovane si è infilata un paio di cuffie ipertecnologiche, simili a quelle che H usa per correre e ha acceso il pc. Sullo schermo del pc dopo pochi minuti è apparso un ragazzo non vestito da prete e i due si sono messi a chattare per ore. Ogni tanto la conversazione veniva interrotta da una telefonata e allora la suora giovane rispondeva in modo garbato al suo iphone.
 
2) l'addetto alla macchinetta:
arrivata a destinazione M aveva un certo languorino visto che non era riuscita a mangiare niente a parte un pacchetto di miseri biscotti in treno e si è recata alla macchinetta del caffè e delle merende. Lì davanti, indecisa tra un panino secco e un tramezzino ghiacciato, è stata raggiunta da un tale che le ha spiegato tutti i più reconditi segreti degli snack presenti all'interno della macchinetta e le ha suggerito la scelta migliore secondo le sue esigenze. La scelta si è rivelata vincente e M gli è stata molto grata. L'omino della macchinetta tutte le volte che M si è recata a prendere qualcosa era sempre lì disponibile e estremamente preparato.
 
3) il segretario di produzione:
personaggio alto e a dir poco effemminato, il segretario di produzione si è improvvisamente presentato a metà pomeriggio al cospetto di M e del suo collega siamese per iniziarli al fantastico mondo delle dirette televisive, per spiegare loro l'eccitazione della prima volta e la tensione che rimane addosso anche dopo quando si torna a casa e non si riesce a dormire per ore. Aveva un'enfasi e un entusiasmo non comuni e una risata eccentrica e leggermente imbarazzante.
E, come l'omino della macchinetta, aveva ragione.

martedì 23 aprile 2013

Repetita iuvant

Circa un anno e mezzo fa M aveva provato a iscrivere il nano alla scuola del Santissimo Savonarola senza successo. Aveva scritto una desiderata perfetta fatta salva una piccola svista che le era costata l'umiliazione in pubblica piazza. Aveva allegato alla desiderata tutti i brevetti e gli attestati del nano conseguiti nei primi 5 anni di vita e si era fatta inutilmente raccomandare da un amico di NonnaG.

Oggi, a distanza di un anno e mezzo, M che non si da per vinta molto facilmente, ha deciso di ritentare l'impresa e si è fatta accompagnare dalla mamma più bella del mondo al cospetto del vice savonarola per tentare l'iscrizione del nano alla seconda elementare.
Lui, un omino di piccola statura e pochissimo charme, le ha chiesto di presentare una nuova desiderata, identica a quella già presentata l'anno scorso e di allegare nuovamente tutte le prove che  è in grado di raccogliere sulla formazione del nano dalla nascita a oggi e di aspettare fiduciosa una Chiamata fino a settembre.

M, che per l'occasione indossava un tailleur pantalone nero riesumato dagli anni novanta, scriverà una nuova desiderata e recupererà gli attestati di basket nuoto inglese musica e teatro perché repetita iuvant, dicono.

lunedì 22 aprile 2013

L'amore ai tempi di skype

Hanno 15 anni, si sono conosciuti tre mesi fa su facebook, si sono paiciuti e hanno iniziato a sentirsi scriversi videochattate tutte le sere. Non si sono mai visti perche abitano in due citta diverse e lontane tutte e due sul mare. Poi hanno deciso di incontrarsi ma a 15 anni l'aereo non te lo fanno prendere senza l'autorizzazione di un genitore e allora i genitori li hanno dovuti coinvolgere in questa avventura e questo fine settimana lui e la sua mamma prenderanno un treno per andare a incontrare lei.

M oggi mentre ascoltava rapita questa storia raccontata dalla mamma del giovane innamorato ha pensato ai suoi rientri a casa la sera quando nessuno la saluta ne le risponde, quando il mezzonano la illude aspettandola sulla porta e la disillude un attimo dopo chiedendole in prestito il telefono pel giocale. E ha realizzato che se non le parlano oggi, a 15 anni con chi andranno a incontrare la fidanzatina lontana?

domenica 21 aprile 2013

Happy end

Vista dalla terrazza dei Nonni
Oggi pomeriggio M è andata a trovare i Nonni da sola.

Non succedeva dal lontano 2003 annus horribilis della storia di famiglia, fatto salvo l'incontro con H.
Si è presentata alle tre con vassoio di pasticcini e senza nessuno al seguito per una visita di chiacchiere a NonnaG, rientrata in mattinata dopo una notte in pronto soccorso per quello che, scambiato per principio di infarto, alla fine fortunatamente è stato riconosciuto come infezione del pericardio curabile con un antinfiammatorio.

A casa c'erano anche l'Arch e lo zio matto e, sarà per l'assenza dei nani, per il consueto passaggio in soffitta alla ricerca di un vecchio vestito, sarà per la merenda delle cinque servita impeccabilmente o per la sosta in terrazza senza l'angoscia che qualcuno si buttasse di sotto, è stato un po' come tornare giovane, single e negli anni novanta.

Al rientro a casa ha trovato i nani e H in giardino. M, per paura che si preoccupassero, non aveva detto niente ai nani riguardo NonnaG e il ricovero in ospedale.
"Mamma dove sei stata?"
"Sono stata a trovare la nonna"
"E perché?"
"Perché non sta tanto bene.."
"Ah è in ospedale?"
"..no.."
"Ah.. e perché no??"
"..."

Tutto bene quel che finisce bene.

giovedì 18 aprile 2013

Colloqui

"Se non promuovo lui, non dovrei promuovere nessun bambino della classe"

"Susanna non è normale, io mi spavento quando vedo il suo quaderno. Il troppo non va bene né da una parte, né dall'altra"

"Il disordine che ha tutti i giorni sul banco è lo stesso che deve regnare dentro la sua testa"

"Ha iniziato male, era lento credevo ci fossero dei problemi invece poi ha ingranato"

"Ha un'intelligenza fuori dal comune signora, davvero molto molto intelligente"

"Chiacchiera troppo, chiacchiera con tutti. Se lo lasciamo in banco da solo chiacchiere pure col muro"

"Sta seduto scomposto, in ginocchio sulla sedia e fa le torsioni"

"Vuole sempre giocare"
"E' maturato molto dall'inizio, è cresciuto"

"Dà consigli saggi ai compagni tipo a scuola si viene per imparare cose importanti"

"Si offende e fa i capricci"

"Se lo sgridi da un orecchio gli entra e dall'altro gli esce"

"Non ho ancora trovato la chiave per entrare nella sua testa e riuscire a interessarlo, ma per tutti i bambini c'è una chiave e la troverò anche per lui"

"Io lo adoro".

Ieri M ha avuto i colloqui con i maestri del nano e ognuno ha detto la sua.

mercoledì 17 aprile 2013

Abele

Qualche giorni fa camminando per la strada mano nella mano.

"Mamma io sono il flatello?"
"Sì sei il fratello del nano"
"E anche il nano è il flatello?"
"Sì è il tuo fratello"
"E come capisci quando sono il flatello sono io e quando invece è lui?"
"Bè se sto parlando di lui è il fratello grande forse.. e tu il fratello piccolo"
"No.."
"No? Hai un'idea migliore di questa?"
"Sì"
"Bene sentiamo"

"Lui è il flatello peggiole".

Forse M ha esagerato in questi ultimi anni a osannare il mezzonano come un santo e a denigrare il nano come un fetente.
E forse il mezzonano  si è montato un po' la testa.