Da qualche mese H e i nani il sabato e la domenica dopo pranzo guardano un film alla tele. Un film rigorosamnete da maschi. Si mettono sul divano, H al centro e i nani ai suoi lati e se la spassano per un paio d'ore scarse davanti alla ciotola dei popcorn, alla calza della befana e a luvirie (che nella lingua di H sono i dolciumi) varie.
Hanno cominciato con i supereroi più o meno noti Spiderman, Ironman, Wolverine, Thor, Hulk perché, anche se M lo ignorava, ogni supereroe ha diritto al suo film e spesso anche a più di uno.
Poi è stata la volta delle cronache di Narnia e dei suoi terrificanti mostri mezzi cavallo e mezzi elfo e spesso tutti nani.
Adesso hanno iniziato con la saga di Guerre Stellari.
M non partecipa quasi mai a questi bivacchi tra uomini e approfitta per riposare, leggere, scambiarsi messaggi con le amiche.
Ogni tanto li guarda quei tre e li torva tutti con la stessa espressione eccitata e divertita; altre volte si ferma a guardare anche lei un pezzo di film perché finalmente è apparsa sullo schermo una femmina e quindi forse c'è la speranza di uno scambio di effusioni, un dialogo romantico, magari un bacio.
In quei momenti il nano e il mezzonano si tappano gli occhi e si vanno a infilare con la testa tra i cuscini producendo versi infastiditi e molesti.
"Ma perché fate così?"
"Perché ci fa schifo!" tuonano in coro.
Quindi tra sparatorie, lotte, guerre, combattimenti sanguinolenti, fantasmi, creature mostruose con corpi di animale e teste di uomo in numero variabile e zombie, l'unica cosa che gli fa schifo tanto da andarsi a nascondere dentro i cuscini sono i baci.
Sono proprio maschi non c'è che dire.
mercoledì 27 febbraio 2013
martedì 26 febbraio 2013
Elezioni 2013
Qualcuno ha detto che farà le valigie e se ne andrà lontano, in un posto migliore di questo.
Qualcuno ha pianto.
Qualcuno ha ammesso che se lo aspettava,
Qualcuno ha pensato che fosse anche colpa sua.
Qualcuno si è sorpreso e qualcun altro si è arrabbiato.
Qualcuno non si capacita e qualcuno pensa che sia giusto così perché in fondo l'abbiamo scelto noi.
A qualcuno non importa e qualcun altro fa finta che non gliene importi.
Quelli che credevano di ridere, hanno volti tristi e sommessi e quelli che si nascondevano silenti adesso alzano la testa e sorridono soddisfatti.
Qualcuno mente.
Qualcuno ha vinto e abbiamo perso tutti.
Qualcuno ha pianto.
Qualcuno ha ammesso che se lo aspettava,
Qualcuno ha pensato che fosse anche colpa sua.
Qualcuno si è sorpreso e qualcun altro si è arrabbiato.
Qualcuno non si capacita e qualcuno pensa che sia giusto così perché in fondo l'abbiamo scelto noi.
A qualcuno non importa e qualcun altro fa finta che non gliene importi.
Quelli che credevano di ridere, hanno volti tristi e sommessi e quelli che si nascondevano silenti adesso alzano la testa e sorridono soddisfatti.
Qualcuno mente.
Qualcuno ha vinto e abbiamo perso tutti.
lunedì 25 febbraio 2013
Susi
Per Susi da leggere quando sei da sola.
Io sono molto triste perché sei andata via.
Lui non sa ancora scrivere, le lettere sono tutte storte e scritte sempre più grandi. C'è un cuore stretto e lungo e un po' sbilenco disegnato sul retro e colorato di rosso.
Alla domanda "ma questo biglietto per Susi perché non glielo hai dato?"
ha riposto "Non lo puoi aprire!"
"No non lo apro (bugia), ma perché non glielo hai dato?"
"Perché glielo devo dare quest'estate quando finisce la scuola".
Il biglietto, scritto su un foglio a4 ripiegato e chiuso con la colla, è stato trovato nello zaino del nano venerdì sera.
Evidentemente l'ha preparato con un po' di anticipo per essere sicuro di non dimenticarsene, ma M spera che a giugno potrà riscriverlo con una grafia più leggibile e ordinata.
Io sono molto triste perché sei andata via.
Lui non sa ancora scrivere, le lettere sono tutte storte e scritte sempre più grandi. C'è un cuore stretto e lungo e un po' sbilenco disegnato sul retro e colorato di rosso.
Alla domanda "ma questo biglietto per Susi perché non glielo hai dato?"
ha riposto "Non lo puoi aprire!"
"No non lo apro (bugia), ma perché non glielo hai dato?"
"Perché glielo devo dare quest'estate quando finisce la scuola".
Il biglietto, scritto su un foglio a4 ripiegato e chiuso con la colla, è stato trovato nello zaino del nano venerdì sera.
Evidentemente l'ha preparato con un po' di anticipo per essere sicuro di non dimenticarsene, ma M spera che a giugno potrà riscriverlo con una grafia più leggibile e ordinata.
domenica 24 febbraio 2013
Francesco
Ha 47 anni ma ne dimostra 32, ha capelli brizzolati e barba sempre rasata alla perfezione. Arriva in ufficio alle 6.30 di mattina tutti i giorni perchè non vuole girare troppo per il parcheggio. Non mangia a mensa perchè odia le file e quando prende il treno chiede sempre il posto unico perchè non vuole avere nessuno accanto.
Soffre di claustrofobia, non prende l'aereo se non è strettamente necessario e in macchina non può stare seduto dietro se non ci sono gli sportelli posteriori. Non mangia mai fuori pasto e spesso si dimentica anche i pasti fondamentali.
Soffre di acuti mal di testa e prende con cadenza quasi quotidiana delle bustine che lui chiama magiche, ma che non glielo fanno passare quasi mai.
Non muove bene un polso perchè una volta mentre faceva jogging è stato assalito e morso da un cane. E non sente gli odori.
Ha due figli: un maschio di nove anni drogato di figurine e una bimba bellissima di cinque e tiene i loro ritratti sorridenti sulla scrivania. Per hobby scatta fotografie di paesaggi e di cose strane, ascolta prevalentemente musica italiana; ama il mare ma non la spiaggia e odia la montagna anche se ne ama i silenzi e la solitudine. Studia architettura e legge enormi tomi di infografica in inglese, anche due volte di seguito.
E' educato, disponibile e gentile, silenzioso, gran lavoratore e un po' orso.
E' il nuovo collega di M.
In sua comagnia M sta passando le sue giornate da circa tre settimane. Spesso spalla a spalla davanti allo stesso pc, come compagni di banco.
M solitamente non ama lavorare in coppia e anche stavolta le pesa la prolungata condivisione forzata dello spazio e del tempo, ma stavolta sembra che ci si debba abituare perchè sarà di lungo corso. E ce la sta mettendo tutta.
Soffre di claustrofobia, non prende l'aereo se non è strettamente necessario e in macchina non può stare seduto dietro se non ci sono gli sportelli posteriori. Non mangia mai fuori pasto e spesso si dimentica anche i pasti fondamentali.
Soffre di acuti mal di testa e prende con cadenza quasi quotidiana delle bustine che lui chiama magiche, ma che non glielo fanno passare quasi mai.
Non muove bene un polso perchè una volta mentre faceva jogging è stato assalito e morso da un cane. E non sente gli odori.
Ha due figli: un maschio di nove anni drogato di figurine e una bimba bellissima di cinque e tiene i loro ritratti sorridenti sulla scrivania. Per hobby scatta fotografie di paesaggi e di cose strane, ascolta prevalentemente musica italiana; ama il mare ma non la spiaggia e odia la montagna anche se ne ama i silenzi e la solitudine. Studia architettura e legge enormi tomi di infografica in inglese, anche due volte di seguito.
E' educato, disponibile e gentile, silenzioso, gran lavoratore e un po' orso.
E' il nuovo collega di M.
In sua comagnia M sta passando le sue giornate da circa tre settimane. Spesso spalla a spalla davanti allo stesso pc, come compagni di banco.
M solitamente non ama lavorare in coppia e anche stavolta le pesa la prolungata condivisione forzata dello spazio e del tempo, ma stavolta sembra che ci si debba abituare perchè sarà di lungo corso. E ce la sta mettendo tutta.
giovedì 21 febbraio 2013
Il fantastico mondo di Mariadora
Il nano ha iniziato la prima elementare quest'anno. Ha imparato a leggere e a scrivere, fa le prime operazioni di aritmetica, impara piccole poesie a memoria, fa esercizi per l'orientamento: sopra, sotto, di qua, di là, dentro, fuori e studia il copione per la recita teatrale prevista a metà marzo.
L'unica materia che per lui non è una novità perché se la porta dietro dall'asilo è religione.
L'ora di religione settimanale è l'unica per la quale si ha facoltà di scelta: si può frequentare e si può non frequentare. M, nonostante non abbia un gran rapporto con le istituzioni religiose, ha deciso per la frequenza perché non esistono programmi alternativi e perché è sempre meglio imparare qualcosa sia pure di religione che passare il tempo in corridoio.
La maestra di religione di quest'anno s chiama Mariadora. E' molto giovane, porta lunghi capelli neri e veste parecchio colorata. Nelle uniche due occasione in cui M l'ha incontrata è stata gentile e affettuosa e M non ha avuto il coraggio di dirle niente a proposito della luna che secondo lei e ora anche secondo il nano è il sorriso di Dio e del sole che li nano non si ricorda bene se sia il di lui naso o occhio.
Ieri sera al termine di un qualsiasi mercoledì, dopo la piscina, tornando a casa.
"Mamma guarda quante stelle..."
"Sì.. si vedono bene da qui perché è buio.."
"Lo sai cosa sono le stelle mamma?"
"Le stelle sono dei corpi celesti e noi riusciamo a vederle anche a tantissimi chilometri di distanza perché brillano di luce propria, una luce fortissima che arriva fino a noi"
"Non è proprio così mamma"
"Ah no?"
"No."
"E cosa sono le stelle?"
"Sono i nostri amici che sono morti e che ci guardano da cielo e ci proteggono."
Mariadora ha colpito ancora.
L'unica materia che per lui non è una novità perché se la porta dietro dall'asilo è religione.
L'ora di religione settimanale è l'unica per la quale si ha facoltà di scelta: si può frequentare e si può non frequentare. M, nonostante non abbia un gran rapporto con le istituzioni religiose, ha deciso per la frequenza perché non esistono programmi alternativi e perché è sempre meglio imparare qualcosa sia pure di religione che passare il tempo in corridoio.
La maestra di religione di quest'anno s chiama Mariadora. E' molto giovane, porta lunghi capelli neri e veste parecchio colorata. Nelle uniche due occasione in cui M l'ha incontrata è stata gentile e affettuosa e M non ha avuto il coraggio di dirle niente a proposito della luna che secondo lei e ora anche secondo il nano è il sorriso di Dio e del sole che li nano non si ricorda bene se sia il di lui naso o occhio.
Ieri sera al termine di un qualsiasi mercoledì, dopo la piscina, tornando a casa.
"Mamma guarda quante stelle..."
"Sì.. si vedono bene da qui perché è buio.."
"Lo sai cosa sono le stelle mamma?"
"Le stelle sono dei corpi celesti e noi riusciamo a vederle anche a tantissimi chilometri di distanza perché brillano di luce propria, una luce fortissima che arriva fino a noi"
"Non è proprio così mamma"
"Ah no?"
"No."
"E cosa sono le stelle?"
"Sono i nostri amici che sono morti e che ci guardano da cielo e ci proteggono."
Mariadora ha colpito ancora.
mercoledì 20 febbraio 2013
Sotto il banco
Stamattina a colazione, prima di tutto.
"Mammaaaa mi fai compagnia?"
"Sì nano eccomi"
"Mamma lo sai che amicoG ha la fidanzata?"
"Ah sì? e' una della classe?"
"Sì"
"E come si chiama?"
"Alisia"
"...Alisia?"
"Sì"
"Cos'è una Winx?"
"Ma nooo che dici!"
"Che ne so Alisia.. è un nome paritcolare..te l'ha detto lui che è la sua fidanzata?"
"No..l'ho visto"
"L'hai visto con la fidanzata?"
"Sì"
"Ah bene e che facevano?"
"Erano nascosti sotto al banco e si baciavano.."
"..."
"..ma non baci normali.."
"Ah no?"
"No baci sulla bocca e luuuunghi!"
Hanno sei anni, scrivono a stento le lettere dell'alfabeto e molte le fanno ancora al contrario. Credono a babbo natale e guardano i cartoni all tele. Non sanno allacciarsi e scarpe, si lavano male i dent e hanno perennemnete il mocciolo al naso e le dita dentro. Ma nascosti sotto il banco già pomiciano.
"Mammaaaa mi fai compagnia?"
"Sì nano eccomi"
"Mamma lo sai che amicoG ha la fidanzata?"
"Ah sì? e' una della classe?"
"Sì"
"E come si chiama?"
"Alisia"
"...Alisia?"
"Sì"
"Cos'è una Winx?"
"Ma nooo che dici!"
"Che ne so Alisia.. è un nome paritcolare..te l'ha detto lui che è la sua fidanzata?"
"No..l'ho visto"
"L'hai visto con la fidanzata?"
"Sì"
"Ah bene e che facevano?"
"Erano nascosti sotto al banco e si baciavano.."
"..."
"..ma non baci normali.."
"Ah no?"
"No baci sulla bocca e luuuunghi!"
Hanno sei anni, scrivono a stento le lettere dell'alfabeto e molte le fanno ancora al contrario. Credono a babbo natale e guardano i cartoni all tele. Non sanno allacciarsi e scarpe, si lavano male i dent e hanno perennemnete il mocciolo al naso e le dita dentro. Ma nascosti sotto il banco già pomiciano.
martedì 19 febbraio 2013
Gli H son tutti uguali
Qualche giorno fa M stava salendo le scale con i nani per tornare a casa perché è ormai un mese che l'ascensore è fuori uso. Salendo e scendendo le scale capita di incontrare inquilini del palazzo con maggiore frequenza. Chi torna, chi esce, chi si lamenta del prolungamento dei lavori, chi ansima con il cane in braccio e chi trascina buste della spesa.
Al seocndo piano si è ibattuta nel papà di un amico del mezzonano.
"Ciao dov'è D?"
"Non c'è.. sto proprio andando adesso a prenderlo"
"E dove stai andando a plendello"
"All'aeroporto"
"E pelchè"
"Perché è partito con la mamma e sono andati a trovare i nonni e oggi tornano a casa.."
"I vostli nonni abitano così lontano che ci vuole l'aeleo?"
"Sì.."
"Dai mezzonano basta fare domande che forse ha fretta di andare a prenderli... quanto sono stati via?"
"Dieci giorni.."
"Ah sono dieci giorni che non li vedi?"
"Sì.."
"E ti sono mancati? Chissà quanto ti è mancato D.."
"Veramente no"
"No? Non ti sono mancati?"
"No"
"Ah.."
"E' un periodo che ho molto da fare per lavoro e quindi preferisco che loro non ci siano, anzi adesso che sono tornati sarà un po' difficile.."
"..."
"Allora vado ciao ragazzi.."
"Ciao papà di D salutamelo"
Gli H son tutti uguali si è detta M arrampicandosi su per gli scalini.
Al seocndo piano si è ibattuta nel papà di un amico del mezzonano.
"Ciao dov'è D?"
"Non c'è.. sto proprio andando adesso a prenderlo"
"E dove stai andando a plendello"
"All'aeroporto"
"E pelchè"
"Perché è partito con la mamma e sono andati a trovare i nonni e oggi tornano a casa.."
"I vostli nonni abitano così lontano che ci vuole l'aeleo?"
"Sì.."
"Dai mezzonano basta fare domande che forse ha fretta di andare a prenderli... quanto sono stati via?"
"Dieci giorni.."
"Ah sono dieci giorni che non li vedi?"
"Sì.."
"E ti sono mancati? Chissà quanto ti è mancato D.."
"Veramente no"
"No? Non ti sono mancati?"
"No"
"Ah.."
"E' un periodo che ho molto da fare per lavoro e quindi preferisco che loro non ci siano, anzi adesso che sono tornati sarà un po' difficile.."
"..."
"Allora vado ciao ragazzi.."
"Ciao papà di D salutamelo"
Gli H son tutti uguali si è detta M arrampicandosi su per gli scalini.
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