venerdì 30 dicembre 2011

Ispezione armadietti

DRIIIN DRIIIN

"Pronto?"
"Comunque lui è il number one"
"..lui chi?"
"Come chi? LUI"
"Oddio che ha fatto?"
"E' passato qui"
"A casa vostra? Senza preavviso?"
"Sì"
"E come mai?"
"Così per vedere la casa e fare un controllo.."
"Un controllo?"
"Sì"
"Che tipo di esame?"
"Bè per esempio appena entrato ha detto adesso vi do il cappotto dove lo mettete?"
"???"
"Poi ha chiesto all'Avv se avesse fatto il serivizio militare, lui ha risposto un confuso sì e allora ha detto: quindi saprai cos'è l'ispezione armadietti.."
"..."
"..e ha voluto vedere come avevamo sistemato la cabina armadio, le stanze dei ragazzi, e alla fine ha voluto ispezionare anche i bagni"
"..."
"E poi ha voluto sincerarsi che stendessimo il bucato come da suo progetto e non avessimo stendini in mezzo al salotto, ops soggiorno scusa ha detto che preferisce che si chiami soggiorno.."
"Ma non aveva avvisato? E' piombato così alle sei di pomeriggio?"
"Sì fantastico.. è il number one."


Un paio di anni fa l'Arch ristrutturò l'appartamento dell'amica trimamma della macchinetta. Fu una ristrutturazione domestica e psicologica con momenti difficili e crisi profonde. L'amica della macchinetta è sopravvissuta all'esperienza, ma non senza portarne i segni.
Ieri l'Arch è passato per un esame a sorpresa.
Promossi a pieni voti.

Reparto pacchetteria

M ha gusti molto semplici. Nel cibo, nell'abbigliamento, nelle letture.
Molto rigidi.
Con poche varianti.
Alquanto monotoni.
Molto spesso per l'abbigliamento fa riferimento alla soffitta dei Nonni, dove in perfetto ordine si trovano vestiti giacche cappotti impermeabili dagli anni sessanta a oggi. La soffitta è un pozzo senza fondo di sorprese e più di una volta M ha risolto lì la mise per un matrimonio, per andare a sciare o per una festa in maschera.

Sul sito di un negozio del centro qualche giorno fa aveva notato un vestito di maglia molto carino. Disponibile solo in rosso. Ma non essendo il rosso un colore che rientra nella palette di M, aveva deciso di recarsi di persona al negozio che non si sa mai.
Mercoledì mattina nel suo ultimo giorno di ferie dell'anno, lasciava i nani alla muta Mar e si recava in centro con H.
Arrivata al negozio, iniziava a cercare il vestito.
Al piano terra non lo trovava.
Al primo piano nemmeno.
Così al secondo e al terzo.
Terminate con insuccesso le ricerche, M munita di iPhone di H fermava una commessa.
"Buongiorno, posso chiedere?"
"Prego"
"Sto cercando questo vestito"
"Uhm.. Mai visto in vita mia."
"Ah"
"No no io proprio non ce l'ho.."
"???"
"C'è un codice di riferimento?"
"Sì qui"
"Allora aspetta che chiediamo se c'è in magazzino, comunque ti assicuro che esposto non l'ho mai avuto e se c'è può essere solo nella pacchetteria su in magazzino"
M rincuorata più per essere stata apostrofata con il tu e per l'assenza di "signora" nelle frasi della giovane commessa, che per il fatto che forse il vestito esisteva davvero, ha aspettato.

Il vestito esisteva sul serio (e in blu per giunta) e quando M l'ha preso per provarlo, la giovane commessa le ha chiesto "Scusa me lo fai vedere?"

Essendo la seconda volta che M cerca in quel negozio degli articoli che esistono solo nel magazzino e che mai sono stati esposti, ha deciso che la prossima volta si recherà munita di iPhone e codice direttamente nel reparto pacchetteria del magazzino, che è diventato nel suo immaginario un surrogato della soffitta dei Nonni.

giovedì 29 dicembre 2011

Shopping compulsivo da fioretto

M aveva fatto un fioretto.
Da prima dell'estate e natale niente shopping a parte le cose realmente utili.
(Esempio di cose realmente utili: la crema per il visto e per il corpo, i trucchi basici come il fard e il rimmel, qualche romanzo, un reggiseno nuovo su vivo consiglio di H  "ma non ti vergogni in piscina?").

M è riuscita a portare avanti il fioretto senza problemi.
Ha evitato i suoi siti di riferimento, le passeggiate in centro e la sezione style della sua rivista preferita, sempre foriera di ispirazioni e suggestioni.
E' arrivata indenne a metà dicembre.
Poi la sua atavica borsa l'ha abbandonata e ne ha presa una nuova, rigorosamente low cost, quasi identica.
Al reggiseno nuovo ne ha aggiunti altri due di diverso colore (basici), in tutto identici al primo.
Ha visto una giacca piumino addosso a una magrissima collega di ufficio, ha ceduto al colpo di fulmine e ne ha acquistata una nei 35 minuti della pausa pranzo.
Passato il natale e finito ufficialmente il fioretto M ha acquistato nel giro di 24 ore un paio di stivali su internet, un vestito di maglia in un negozio, una vacanza di una settimana a Lampedusa per due persone dal 2 al 9 giugno compresa di colazione, volo e scooter.
E ora non è più convinta che l'astinenza da fioretto sia stata per lei la giusta soluzione.

martedì 27 dicembre 2011

Il regalo più bello

E tutto procede sempre con una grande frenesia.
Frenesia per i regali, per le corse in centro immersi nel fiume di folla che vaga in cerca di un'ispirazione fulminante e risolutiva. Frenesia per l'organizzazione del cenone della vigilia che, da quando sono morti i nonni e casa loro non esiste più, ogni anno gli zii si rimbalzano l'un l'altro, rispedendolo il più presto possibile allo zio successivo come fosse un palla infuocata che a tenerla troppo in mano si finisce per bruciarsi.
Frenesia dello zio di turno costretto a ospitare trentacinque persone di età compresa tra i diciotto mesi e i settanta anni, con il sorriso sulle labbra e l'angoscia nel cuore.
Frenesia perché all'ultimo minuto c'è sempre un bambino che si ammala, un genitore che deve restare a casa ad accudirlo, o un nonno che si sacrifica.
Frenesia perché si scartano i regali tutti insieme, in un turbinio di carte colorate, in un'atmosfera di euforia che i bambini ricorderanno per tutta la vita così come ce lo ricordiamo noi.
Frenesia per andare a cambiare i regali, per cercare gli scontrini che "chissà dove l'ho messo", per montare i giochi da montare "ora, subito babbo".

E poi c'è un momento, dopo tutto, il momento in cui a casa ognuno di noi si mette davanti alla tele, accende il lettore dvd, infila il disco e spinge play.
Ecco questo momento è il momento più bello del natale. Tutta l'euforia di quando eravamo piccoli, e scartavamo i regali sotto l'albero luminoso, si è trasferita qui. Su un divano davanti allo schermo a vedere ogni anno il filmino del cugino serio. L'appuntamento natalizio è davanti ai propri figli e a tutti i cuginetti che corrono, piangono, giocano, vestiti d'inverno e nudi d'estate, che spengono candeline, che gareggiano sul monopattino e tirano un pallone. Che salutano, mandano un bacio, si girano e scappano via.
Anno dopo anno un po' più cresciuti, consapevoli, partecipi, divertenti.
E la musica in sottofondo scelta apposta per ognuno di loro. Che è sempre giusta, che si sposa perfettamente con le immagini, che ti resta in testa e nel cuore.
Ecco il regalo più bello, preparato senza frenesia con pazienza amore e dedizione e rinnovato ogni anno con lo stesso impegno. Grazie cugino S (S di Serio).

venerdì 23 dicembre 2011

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale (quello vero),
quest'anno voglio scrivere una letterina anche io dopo secoli di richieste orali.
Sotto l'albero mi piacerebbe trovare un romanzo di quelli che ti tengono incollata tutta la notte, che ti levano il sonno e si impadroniscono di tutti i tuoi pensieri, quelli dove  soprattutto "c'è Amore" come dice una delle mie scrittrici preferite. Una storia lunga, di tante pagine, che a me i racconti che finiscono prima che si abbia il tempo di immaginare la faccia dei personaggi, proprio non mi piacciono. Poi mi piacerebbe trovare una sciarpa morbida morbida, senza peli che mi viene la tosse e se mi vanno nel naso mi viene anche da starnutire, grande quasi come una coperta, caldissima ma leggera, possibilmente un colore neutro (non amaranto, tanto per esluderne uno) che la mia palette di colori ha barriere molto alte all'ingresso.
Infine mi piacerebbe trovare qualche prodotto di bellezza, di quelli che non si dovrebbero regalare perchè ci rimani male, ma che se non te li regalano certo non te li vai a comprare che costano un sacco e ti sembra che per pura vanità non ne valga la pena. Che ne so quelle creme che vedi la pubblicità sulle riviste, che sembrano miracolose, cancellano rughe, macchie, inestetismi e ti fanno tornare liscia come la pagina che stai sfogliando.

Ma prima di portare queste cose a me, caro Babbo Natale, fai pure il giro di tutti i bambini, che hanno la precedenza e solo se ti avanza tempo ripassa qui che tanto per riscaldarmi ho già le coccole dei miei nani e per restare bella e giovane gli occhi di H e per la storia d'Amore piu bella che c'è la fantasia non mi manca...

giovedì 22 dicembre 2011

Coro di natale

Tempo di recite
di cori di natale
di fughe dall'ufficio
e di corse in motorino.

Tempo di collette
di regali alle maestre
e ai bidelli
e all'insegnante di musica
e a quello di ginnastica no che il saggio si fa solo a fine anno, mica a natale.

Tempo di magliette più o meno rosse da indossare tutte uguali (quasi)
comprate nuove all'ultimo minuto
o trovate nel cassetto un po' scolorite e corte.

Tempo di speranza che quest'anno vada meglio
che partecipino un minimo
che non passino il tempo distratti
a guardarsi intorno
con le dita a frugare nel naso.

Che quelle canzoncine che hai sentito mille volte
a casa
di sfuggita
mentre facevano il bagno
o coloravano
e pensavano di non essere sentiti
le cantino anche lì sul piccolo palco del teatro della scuola.

Tempo di consapevolezza che anche quest'anno
invece di cantare sbadigliano
invece di mimare le canzoni
si scaccolano
e tu invece di commuoverti
sei li' a domandarti il motivo
della fuga dall'ufficio
della corsa in motorino
dell'acquisto di due magliette rosse all'ultimo minuto e
del regalo al maestro di musica
per questo coro di natale.

martedì 20 dicembre 2011

Un aneddoto della professorè

Domenica M aveva invitato a casa gli amici dell'ufficio e i loro nani per l'annuale scambio di auguri e dei regali di natale. Ovviamente essendo colleghi di lavoro e vedendosi tutti i giorni tutto il giorno, mangiando insieme a mensa e condividendo persino il bagno, M e i suoi colleghi dell'ufficio non hanno molto di nuovo da raccontarsi quando si vedono anche fuori. E allora approfittano per fare due chiacchiere con le rispettive mogli e i rispettivi husband. La moglie di Lui, il capo di M, è un'insegnante. Attualmente insegna lettere in un liceo professionale.
"Ehi moglie di Lui, tu che hai a che fare con gli adolescenti, raccontaci un po' ma sono davvero così terribili?"
"Terribili direi che non è l'aggettivo giusto per definirli"
"Ah, quindi è vero quello che si dice.."
"E' anche peggio di quello che si dice."
"..ma per esempio raccontaci un aneddoto che è successo a te ai tuoi studenti così per farci capire.."
"Bè l'ultimo che è successo l'avrete sentito al telegiornale"
"..al telegiornale?"
"sì..oppure letto sui giornali."
"..."
"Di quella ragazza ritrovata morta nel fiume."
"..."
"Non l'avete saputo?"
"No"
"Bè questa ragazza è stata ripescata dal fiume morta strafatta"
"E.. la conoscevi?"
"Certo era in una delle mie classi"
"Ah..ma come è successo?"
"Bè era una pluriripetente, aveva 22 anni e ancora stava a scuola..era scappata di casa viveva a casa della compagna di banco con la sua famiglia, quest'anno aveva deciso di diplomarsi, di mettercela tutta, ma da due settimane non veniva a scuola aveva cominciato a rubare negli zaini delle compagne di classe..e alla fine l'hanno ripescata dal fiume"
"..e i compagni come hanno reagito?"
"Niente non dicevano niente e quando ho chiesto loro cosa provassero per la loro compagna di classe mi hanno risposto in modo distaccato che una così se l'era cercata, professorè".