Da quando sono diventata mamma ho imparato le seguenti cose:
che se si vuole ottenere una cosa dai nani, bisogna chiedere l'esatto contrario
che pulire cacca vomito e mocciolo è schifoso, ma può diventare un'abitudine come un'altra
che alla tele esistono solo due canali (entrambi per nani 24 ore su 24)
che si possono mangiare cotolette fino a tre volte la settimana
che la mattina ha davvero l'oro in bocca, come dicono
che in frigo il latte non deve mancare mai
che in motorino bisogna andare pano pano
che si può leggere la stessa storia un milione di volte con rinnovato stupore e divertimento
che la casa è piena di oggetti pericolosissimi, finora ritenuti innocui
che tenere un pacchetto di salviette umidificate in borsa può fare la differenza
che due occhi non bastano e nemmeno quattro
che la giornata è sempre di 24 ore, ma la parte da svegli segue un fuso orario anticipato di tre ore rispetto a prima
che i teletubbbies sono molto noiosi, ma utili, terapeutici e anestetizzanti
che le macchie di cioccolata non vanno via, checchè ne dicano
che i fazzoletti non bastano mai
che i trucchi non sono necessari
che la spazzola non è necessaria
che la crema idratante è un lusso per pochi
che i pidocchi esistono ancora
che a volte andare in ufficio è un po' una vacanza
che la notte piccole presenze scalze e silenziose si muovono per casa e si avvicinano nel buio spaventandoti a morte
che la tata è il pilastro portante di ogni famiglia, senza il quale tutto crolla
che si può provare un sentimento sconquassante anche soltanto per uno sguardo o un sorriso
l'importanza della frase "tenere lontano dalla portata dei bambini" (valida non soltanto per i medicinali)
che si possono capire lingue a cui mancano quasi la metà delle consonanti dell'alfabeto e qualche vocale
che si hanno molte più risorse e forze di quanto si creda
che la pazienza non è infinita, ma l'amore sì
che non sempre si può essere all'altezza
che non si possono tenere le finestre aperte e allo stesso tempo restare sereni
che a volte è necessario chiedere aiuto
che nonostante la stanchezza, la dedizione assoluta mai riconosciuta ne' ricambiata, le notti in bianco, le urla e le sporadiche ma necessarie trasformazioni in strega cattiva, da quando ci sono i nani la vita è più bella.
E che Marco Ferradini si riferiva evidentemente alla relazione madre-figlio e non a quella di coppia quando cantava Teorema.
martedì 31 maggio 2011
lunedì 30 maggio 2011
Partire è un po' morire
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| La discesa al mare |
E' arrivata l'estate e con lei sono arrivati i week end al mare.
Partenza non intelligente il venerdì sera e altrettanto non intelligente rientro la domenica sera.
I nani seduti dietro nei loro seggiolini blu rigorosamente uguali, quello grande addormentato con la bocca spalancata, quello piccolo con ciuccio e occhi aperti grandi curiosi e sorridenti sul mondo che passa fuori dal finestrino.
Autonomia del mezzonano prima del vomito da mal di macchina ereditato da M, 1 ora e 10 minuti.
Tempo di percorrenza necessario, in orari non intelligenti, 1 ora e 30 minuti (almeno).
Tempo di ansia da vomito 20 minuti (almeno).
In questi 20 minuti solitamente M si isterizza per i lamenti del mezzonano vieppiù preoccupanti, per il pensiero che H teme più di ogni altra cosa le macchie di vomito sui sedili, per non poter stare seduta girata a consolare il mezzonano, per non rischiare di macchiare lei i sedili della macchina di H stando seduta girata a consolare il mezzonano.
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| Il bar della spiaggia |
A quel punto dalla tosse al vomito è questione di attimi.
Questa volta gli attimi a disposizione sono bastati per arrivare a destinazione, scendere catapultati dalla macchina e evitare il disastro.
I sedili sono salvi, H contento, M sudata e il mezzonano rincuorato, ma con imperituro singhiozzo.
Alla prossima partenza.
Ps Questo fine settimana H e M avevano una festa, con partenza dal mare, senza ripassare dal via.
M si è ricordata di portare il vestito, il cappello (obbiligatorio), le scarpe e un coprispalle che si è rivelato necessario.
Tuttavia M si è dimenticata di portare i trucchi, la crema idratante, una borsa decente, gli accessori che aveva pensato nottetempo di abbinare al vestito e la spazzola per i capelli, ma tanto c'era il cappello, obbligatorio quanto strategico.
domenica 29 maggio 2011
Il giorno e la notte
I nani si pongono agli antipodi in tante cose, quasi tutte: uno gioca da solo per ore, l'altro da solo non ci sta nemmeno un minuto mai; uno è rumoroso, aggressivo e sempre scontento, e l'altro è silenzioso pacifico e ottimista. Uno è diffidente e l'altro fiducioso. I nani giocano con giochi diversi, hanno abitudini diverse, si comportano in maniera diversa in tutte le situazioni. Anche sull'alimentazione le strade dei nani si dividono per non convergere mai. In linea di massima uno mangia tutto e l'altro quasi niente. La cosa strana però è che quel quasi niente che l'uno mangia, è l'unica cosa che l'altro rifiuta.
In una tipica domenica al mare come oggi, il nano ha litigato con diversi cugini, ha preteso l'utilizzo di giochi che non erano suoi (senza dare nulla di suo in cambio), ha fatto i dispetti ai bambini più piccoli, ha pisciato nel secchiello (di altri), ha preteso e mangiato 4 gelati confezionati senza per questo essere minimamente soddisfatto e, più volte vittima di giustificate sgridate di M e H, ha pianto quasi sempre.
Il mezzonano ha giocato pacificamente con i cugini, ha serenamente pranzato a tavola e si è altrettanto serenamente ritirato per il riposino post prandiale, ha mangiato 1 gelato, non è mai stato vittima di sgridate di M nè di H, non ha pianto mai.
M si è domandata spesso da cosa possa dipendere la differenza abissale tra i due fratelli, senza mai darsi una risposta.
Poi stasera nel bel mezzo di una sessione di training autogeno per evitare la trasformazione in strega cattiva, M ha avuto un'illuminazione: l'epidurale negatale al parto del nano e concessale invece a quello del mezzonano potrebbe aver reso il primo arrabbiato con il mondo per le sofferenze subite quel giorno e risparmiate due anni dopo al fratello, che ha potuto salutare la vita senza un dolore e oggi non ha niente da farci scontare.
Mai come oggi M ha maledetto la latitanza dell'anestesista quel giovedì di 4 anni e mezzo fa.
In una tipica domenica al mare come oggi, il nano ha litigato con diversi cugini, ha preteso l'utilizzo di giochi che non erano suoi (senza dare nulla di suo in cambio), ha fatto i dispetti ai bambini più piccoli, ha pisciato nel secchiello (di altri), ha preteso e mangiato 4 gelati confezionati senza per questo essere minimamente soddisfatto e, più volte vittima di giustificate sgridate di M e H, ha pianto quasi sempre.
Il mezzonano ha giocato pacificamente con i cugini, ha serenamente pranzato a tavola e si è altrettanto serenamente ritirato per il riposino post prandiale, ha mangiato 1 gelato, non è mai stato vittima di sgridate di M nè di H, non ha pianto mai.
M si è domandata spesso da cosa possa dipendere la differenza abissale tra i due fratelli, senza mai darsi una risposta.
Poi stasera nel bel mezzo di una sessione di training autogeno per evitare la trasformazione in strega cattiva, M ha avuto un'illuminazione: l'epidurale negatale al parto del nano e concessale invece a quello del mezzonano potrebbe aver reso il primo arrabbiato con il mondo per le sofferenze subite quel giorno e risparmiate due anni dopo al fratello, che ha potuto salutare la vita senza un dolore e oggi non ha niente da farci scontare.
Mai come oggi M ha maledetto la latitanza dell'anestesista quel giovedì di 4 anni e mezzo fa.
giovedì 26 maggio 2011
Risposta sbagliata
Da poco M ha cambiato lavoro: stessa azienda, lavoro diverso, colleghi diversi, capo diverso. Si occupa di un argomento che fino ad oggi ha vergognosamente snobbato cestinando qualsiasi mail, link, documento in tema.
Oggi la Donna Lavoratrice che si nasconde sotto strati e strati e strati di M è stata rispolverata e messa in bella mostra al fianco del suo nuovo capo per una serie di incontri di lavoro su questi nuovi e sconosciuti temi che, se M non avesse snobbato, non sarebbero poi così nuovi e sconosciuti.
Il nuovo capo, Lui, è un amico, si conoscono da 12 anni, è brillante, simpatico, più giovane di lei quindi giovanissimo, universalmente stimato, ma soprattutto è preparato, competente, informato su qualsivoglia argomento sotto tutti i punti di vista.
Lui è dotato di superpoteri per cui è in grado:
a) di ricordare cifre con 12 decimali lette anni prima in una nota pie' di pagina di un allegato a una rivista sbirciato in treno
b) di leggere un documento di 250 pagine in 5 minuti e trovare errori di concetto, refusi, ed economics non aggiornati
c) di prevedere ogni cambiamento finanche rivoluzionario in ambito internazionale
d) di farti sentire perennemente, costantemente una perfetta idiota.
M non è idiota, non si considera tale e non è solitamente considerata tale dagli altri (intendendo per "altri" anche i non familiari stretti). Ma, in perenne ansia da prestazione e con l'incubo fisso di sbagliare, oggi ai tre incontri previsti ha saggiamente deciso di seguire il consiglio migliore del mondo che NonnaG le dispensò alla nascita e la cui validità aumenta col passare degli anni: un buon tacere non fu mai scritto. Cioè taci: meglio non fare nessuna impressione che farne una pessima.
Tuttavia tra il primo e secondo incontro M è andata a pranzo con Lui e di fronte a una sua domanda diretta non se l'è sentita di restare zitta.
E ha risposto.
E porco mondo non era la risposta giusta.
E non è servito a niente tutto quel silenzio da bella statuina, non è servito scegliere i gusti di gelato in base al colore e quindi al minor danno che avrebbero potuto fare se le fossero caduti sui vestiti (bianchi), a niente è servita la massima concentrazione per memorizzare tutto e non essere l'unica durante le riunioni a prendere forsennatamente appunti sul quadernino.
La risposta di M era sbagliata. Lei era sbagliata e Lui le ha voltato le spalle ed è volato via più veloce della luce.
Oggi la Donna Lavoratrice che si nasconde sotto strati e strati e strati di M è stata rispolverata e messa in bella mostra al fianco del suo nuovo capo per una serie di incontri di lavoro su questi nuovi e sconosciuti temi che, se M non avesse snobbato, non sarebbero poi così nuovi e sconosciuti.
Il nuovo capo, Lui, è un amico, si conoscono da 12 anni, è brillante, simpatico, più giovane di lei quindi giovanissimo, universalmente stimato, ma soprattutto è preparato, competente, informato su qualsivoglia argomento sotto tutti i punti di vista.
Lui è dotato di superpoteri per cui è in grado:
a) di ricordare cifre con 12 decimali lette anni prima in una nota pie' di pagina di un allegato a una rivista sbirciato in treno
b) di leggere un documento di 250 pagine in 5 minuti e trovare errori di concetto, refusi, ed economics non aggiornati
c) di prevedere ogni cambiamento finanche rivoluzionario in ambito internazionale
d) di farti sentire perennemente, costantemente una perfetta idiota.
M non è idiota, non si considera tale e non è solitamente considerata tale dagli altri (intendendo per "altri" anche i non familiari stretti). Ma, in perenne ansia da prestazione e con l'incubo fisso di sbagliare, oggi ai tre incontri previsti ha saggiamente deciso di seguire il consiglio migliore del mondo che NonnaG le dispensò alla nascita e la cui validità aumenta col passare degli anni: un buon tacere non fu mai scritto. Cioè taci: meglio non fare nessuna impressione che farne una pessima.
Tuttavia tra il primo e secondo incontro M è andata a pranzo con Lui e di fronte a una sua domanda diretta non se l'è sentita di restare zitta.
E ha risposto.
E porco mondo non era la risposta giusta.
E non è servito a niente tutto quel silenzio da bella statuina, non è servito scegliere i gusti di gelato in base al colore e quindi al minor danno che avrebbero potuto fare se le fossero caduti sui vestiti (bianchi), a niente è servita la massima concentrazione per memorizzare tutto e non essere l'unica durante le riunioni a prendere forsennatamente appunti sul quadernino.
La risposta di M era sbagliata. Lei era sbagliata e Lui le ha voltato le spalle ed è volato via più veloce della luce.
mercoledì 25 maggio 2011
Genitore con riserva
Innanzitutto iniziamo a chiamarla la giornata della mamma, perchè qui di genitore maschio in 2 mesi non se ne è visto uno.
E poi parliamone, parliamo di questa giornata del "genitore" istituita al nido del mezzonano.
Per come l'hanno concepita le attente e premurose maestre la giornata inizia alle 9.30 termina dopo pranzo verso le 12.30 e prevede che al termine il "genitore" si porti via il proprio mezzonano, perchè l'uscita del "genitore" alle 12.30 può provocare tristezza e senso di abbandono nel mezzonano che viene salutato e lasciato al nido.
Per come l'ho svolta io la giornata del "genitore" è andata così:
ore 8.00 quotidiano accompagno dei nani a scuola
ore 8.10 umile richiesta alle premurose maestre di poter andare al saggio di ginnastica alle 9.10 e quindi di poter iniziare la giornata del "genitore" un po' in ritardo
ore 8.12 coatto accoglimento del suggerimento delle premurose maestre di portare il mezzonano al saggio di ginnastica del "grande".
ore 8.20-9.00 inutile e caldo bighellonamento nel quartiere
ore 9.00 recupero del mezzonano al nido e arrivo in palestra per assistere al saggio
ore 9.10-10.10 saggio di ginanstica del "grande" (vedi post precedente)
ore 10.10 inizio ufficiale della giornata del "genitore": giochi in terrazza con macchinine e elicottteri, trasferimento all'interno per giocare con la sabba, le conghije e i pessi (nel mentre vari soffiamenti di moccioli di appartenenza e non)
ore 10.45 frutta
ore 10.50 puzzle, lettura libro della Pimpa ad alta voce con le maestre disturbata (la lettura e non la sottoscritta) da moccioli lagne piccoli bisticci.
ore 11.20 trasferimento in bagno per sommario lavaggio di 50 luride e appiccicose mani.
ore 11.40 pranzo nei tavoli dei sette nani con piatti piccoli, sedie piccole, brocche per l'acqua minuscole, bavaglini enormi, porzioni spropositate.
11.40-12.00 sbaloridta constatazione del "genitore" dell'ordine e del silenzio che regnano sovrani: i nani mangiano incredibilmente composti, perfettamente istruiti, da soli, seduti fino alla fine, fino all'ultimo boccone dell'ultimo mezzonano.
ore 12.10 cambio pannolini e giochi digestivi propedeutici al riposo pomeridiano.
ore 12.30 liberazione del "genitore". Nel mio caso pianto disperato del mezzonano, trauma da abbandono con conseguente aumento del senso di colpa del "gentiore" sotto lo sguardo severo e giudicante del "te l'avevo detto io" delle premurose maestre.
ore 13.00 rientro in ufficio, struccata, sudata, stanca ma felice di essere stata promossa "genitore" per qualche ora, seppure con riserva.
E poi parliamone, parliamo di questa giornata del "genitore" istituita al nido del mezzonano.
Per come l'hanno concepita le attente e premurose maestre la giornata inizia alle 9.30 termina dopo pranzo verso le 12.30 e prevede che al termine il "genitore" si porti via il proprio mezzonano, perchè l'uscita del "genitore" alle 12.30 può provocare tristezza e senso di abbandono nel mezzonano che viene salutato e lasciato al nido.
Per come l'ho svolta io la giornata del "genitore" è andata così:
ore 8.00 quotidiano accompagno dei nani a scuola
ore 8.10 umile richiesta alle premurose maestre di poter andare al saggio di ginnastica alle 9.10 e quindi di poter iniziare la giornata del "genitore" un po' in ritardo
ore 8.12 coatto accoglimento del suggerimento delle premurose maestre di portare il mezzonano al saggio di ginnastica del "grande".
ore 8.20-9.00 inutile e caldo bighellonamento nel quartiere
ore 9.00 recupero del mezzonano al nido e arrivo in palestra per assistere al saggio
ore 9.10-10.10 saggio di ginanstica del "grande" (vedi post precedente)
ore 10.10 inizio ufficiale della giornata del "genitore": giochi in terrazza con macchinine e elicottteri, trasferimento all'interno per giocare con la sabba, le conghije e i pessi (nel mentre vari soffiamenti di moccioli di appartenenza e non)
ore 10.45 frutta
ore 10.50 puzzle, lettura libro della Pimpa ad alta voce con le maestre disturbata (la lettura e non la sottoscritta) da moccioli lagne piccoli bisticci.
ore 11.20 trasferimento in bagno per sommario lavaggio di 50 luride e appiccicose mani.
ore 11.40 pranzo nei tavoli dei sette nani con piatti piccoli, sedie piccole, brocche per l'acqua minuscole, bavaglini enormi, porzioni spropositate.
11.40-12.00 sbaloridta constatazione del "genitore" dell'ordine e del silenzio che regnano sovrani: i nani mangiano incredibilmente composti, perfettamente istruiti, da soli, seduti fino alla fine, fino all'ultimo boccone dell'ultimo mezzonano.
ore 12.10 cambio pannolini e giochi digestivi propedeutici al riposo pomeridiano.
ore 12.30 liberazione del "genitore". Nel mio caso pianto disperato del mezzonano, trauma da abbandono con conseguente aumento del senso di colpa del "gentiore" sotto lo sguardo severo e giudicante del "te l'avevo detto io" delle premurose maestre.
ore 13.00 rientro in ufficio, struccata, sudata, stanca ma felice di essere stata promossa "genitore" per qualche ora, seppure con riserva.
martedì 24 maggio 2011
Grandi nani e piccole M
Infine hanno fatto il percorso a ostacoli.
Uno alla volta.
C'è stato l'atleta bravissimo nei salti e veloce nella corsa, quello sciolto visibilmente abituato alle esibizioni, la timida che ha guardato sempre in basso mentre si grattava insistemente il braccio. C'è stato quello con la testa tra le nuvole che è inciampato nei suoi stessi piedi e quella pigra che ha camminato invece di saltare e che a ogni passo tentava di tornare al suo posto e di finirla lì, c'è stato il simpatico e il perfezionista, lo scordinato e il sicuro di sè, c'è stata la volenterosa e la "non portata".
Poi è stato il turno del nano, che ha eseguito, per la prima volta nella sua piccola vita, la prova proprio come doveva essere fatta: dall'inizio alla fine con tanto di capriola e canestro.
Accanto a ognuno di loro il maestro Mc gentile garbato silenzioso e presente ha incoraggiato, premiato con un bacio o un gesto affettuoso, aiutato a salire sulla trave e tenuto per mano.
Sedute di fronte a godersi lo spettacolo noi M e qualche H.
Tutte in fila, vestite diverse. Mai perfette secondo noi. E invece lo siamo tutte, ognuna a suo modo. Noi M identiche le une alle altre con i nostri orgogli, gli occhi lucidi per la commozione, le macchine fotografiche, le mani sudate, qualche brivido e tanti ricordi. Il mio è andato a un lontanissimo saggio di ginnastica artistica in cui mi esibii vergognatissima con un body nero su una calzamaglia bianca enormemente smagliata.
E ho pianto, oggi come allora. Allora per la vergogna, il buco nella calza, l'ansia da prestazione e la paura di sbagliare.
Oggi per l'orgoglio, la bellezza, la perfezione, la tenerezza di questi nanetti diligenti, la felicità nei suoi occhi, la voglia di esserci e perchè quando sono tutti vestiti uguali, di bianco e blu per giunta, mi commuovo sempre.
ps. Oggi dopo l'as-saggio di ginnastica del nano, ho onorato "la giornata del genitore" dal mezzonano.
![]() |
| I nani davanti al "mare" (calmo) |
Erano tutti in fila, vestiti uguali, perline di una collana. Composti, perfetti. Erano i nani al saggio di ginnastica.
La musica è partita e si sono disposti ognuno dentro il suo piccolo cerchio colorato e con le braccia hanno fatto l'aereo, l'elicottero, la trottola, hanno saltato, hanno girato intorno, in piedi e poi in ginocchio. Poi tutti coperti da un telo azzurro hanno fatto le onde del mare alzandosi e abbassandosi a ritmo, e quando i maschi andavano su le femmine restavano giù.Infine hanno fatto il percorso a ostacoli.
Uno alla volta.
C'è stato l'atleta bravissimo nei salti e veloce nella corsa, quello sciolto visibilmente abituato alle esibizioni, la timida che ha guardato sempre in basso mentre si grattava insistemente il braccio. C'è stato quello con la testa tra le nuvole che è inciampato nei suoi stessi piedi e quella pigra che ha camminato invece di saltare e che a ogni passo tentava di tornare al suo posto e di finirla lì, c'è stato il simpatico e il perfezionista, lo scordinato e il sicuro di sè, c'è stata la volenterosa e la "non portata".
Poi è stato il turno del nano, che ha eseguito, per la prima volta nella sua piccola vita, la prova proprio come doveva essere fatta: dall'inizio alla fine con tanto di capriola e canestro.
Accanto a ognuno di loro il maestro Mc gentile garbato silenzioso e presente ha incoraggiato, premiato con un bacio o un gesto affettuoso, aiutato a salire sulla trave e tenuto per mano.
Sedute di fronte a godersi lo spettacolo noi M e qualche H.
Tutte in fila, vestite diverse. Mai perfette secondo noi. E invece lo siamo tutte, ognuna a suo modo. Noi M identiche le une alle altre con i nostri orgogli, gli occhi lucidi per la commozione, le macchine fotografiche, le mani sudate, qualche brivido e tanti ricordi. Il mio è andato a un lontanissimo saggio di ginnastica artistica in cui mi esibii vergognatissima con un body nero su una calzamaglia bianca enormemente smagliata.
E ho pianto, oggi come allora. Allora per la vergogna, il buco nella calza, l'ansia da prestazione e la paura di sbagliare.
Oggi per l'orgoglio, la bellezza, la perfezione, la tenerezza di questi nanetti diligenti, la felicità nei suoi occhi, la voglia di esserci e perchè quando sono tutti vestiti uguali, di bianco e blu per giunta, mi commuovo sempre.
ps. Oggi dopo l'as-saggio di ginnastica del nano, ho onorato "la giornata del genitore" dal mezzonano.
lunedì 23 maggio 2011
Tanto rumore per nulla
Oggi M sarebbe dovuta andare all'osepdale di P. con il nano per gli accertamenti pre-operatori propedeutici alla adenoidectomia prevista. Era stato tutto organizzato nei minimi particolari: controllo dal pediatra, certificato pronto, richiesta ufficiale dei giorni in ufficio, borsa con kit di sopravvivenza per superare le 8 ore insieme contenente quaderno dei disegni, pennarelli funzionanti, ipod carico pieno di diseducativi episodi di cartoni di robot anni 80 e caramelle gommose, arruolamento della nonna per assistenza, compagnia e eventuale conforto.
Tuttavia il nano, esente da qualsiasi ancorchè minimo disturbo di salute dalle vacanze di natale, del tutto inconsapevole di cosa lo aspettasse, sabato mattina ha tempestivamente iniziato a tossire e starnutire. Dapprima in maniera sporadica e lieve e poi, dalla serata di domenica, con toni e tempi vieppiù impegnativi e preoccupanti.
Essendo requistio imprescindibile per gli accertamenti preoperatori un "perfetto stato di salute" e essendone al momento entrambi sprovvisti, abbiamo dovuto rimandare sine die e gli unici strumenti del dottore che abbiamo visto sono quelli giocattolo della valigetta della CdS.
L'ignaro nano ha quindi potuto onorare l'istruttiva gita al C. con la classe stamattina, l'ultima lezione di inglese nel pomeriggio e potrà onorare il saggio di ginnastica domani mattina e il meritatissimo brevetto di nuoto mercoledì pomeriggio.
Il senso di colpa di M per non aver preparato in alcun modo il nano alla giornata ospedaliera preoperatoria ne' tanto meno a quella operatoria, ha lasciato il posto a uno strano senso di momentaneo sollievo. Perchè nonostante la perfetta oragnizzazione, l'innata razionalità, le (auto)rassicurazioni continue e il kit di sopravvivenza, M era un po' preoccupata e nelle ultime notti non ha dormito un granchè.
Tuttavia il nano, esente da qualsiasi ancorchè minimo disturbo di salute dalle vacanze di natale, del tutto inconsapevole di cosa lo aspettasse, sabato mattina ha tempestivamente iniziato a tossire e starnutire. Dapprima in maniera sporadica e lieve e poi, dalla serata di domenica, con toni e tempi vieppiù impegnativi e preoccupanti.
Essendo requistio imprescindibile per gli accertamenti preoperatori un "perfetto stato di salute" e essendone al momento entrambi sprovvisti, abbiamo dovuto rimandare sine die e gli unici strumenti del dottore che abbiamo visto sono quelli giocattolo della valigetta della CdS.
L'ignaro nano ha quindi potuto onorare l'istruttiva gita al C. con la classe stamattina, l'ultima lezione di inglese nel pomeriggio e potrà onorare il saggio di ginnastica domani mattina e il meritatissimo brevetto di nuoto mercoledì pomeriggio.
Il senso di colpa di M per non aver preparato in alcun modo il nano alla giornata ospedaliera preoperatoria ne' tanto meno a quella operatoria, ha lasciato il posto a uno strano senso di momentaneo sollievo. Perchè nonostante la perfetta oragnizzazione, l'innata razionalità, le (auto)rassicurazioni continue e il kit di sopravvivenza, M era un po' preoccupata e nelle ultime notti non ha dormito un granchè.
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