lunedì 4 gennaio 2016

2016 good intentions

Eccoci qui all'inizio, o come direbbe la rausea all'incomincio di un nuovo anno ed ecco come al solito, banalissima, la lista dei buoni propositi di M per questo nuovo anno così come le vengono in testa, in disordine:
1) passare il maggior tempo possibile con i nani, anche mentre stanno facendo altro e non se la filano di striscio, comunque essere lì con loro, presente, che tra poco oltre a non filarsela di striscio non divideranno più nemmeno gli stessi spazi;
2) esprimersi di più, parlare, chiedere, se necessario perché tenere tutto dentro non solo è inutile ma anche soffocante e le cose che non si dicono rischiano di diventare enormi che invece a dirle sembrano tutte banalmente risolvibili;
3) riprendere, con frequenza dell'obbligo, il cinema del venerdì sera, abitudine molto amata ma persa negli ultimi anni per una serie di motivi che non vale la pena elencare qui;
4) terminare la visione delle serie tv interrotta: nell'ordine Good Wife, House of Cards, In Treatment. E iniziare la visione di True Detective tanto sponsorizzata dalle amiche;
5) aumentare il numero di incontri del Club di Lettura perché negli ultimi tempi sono diventati troppo rari ma sempre preziosissimi e spesso illuminanti;
6) portare i nani sulla neve. capire se interessa loro l'articolo. Non una settimana intera magari, e non sulle Dolomiti sia ben chiaro, ma una montagna più umile, più facile perché non è giusto che se M odia la settimana bianca loro non abbiano la possibilità di farsi una propria opinione, che lei spera sia trasmessa geneticamente di generazione in generazione identica;
7) Leggere leggere leggere perchè da quando è iscritta a tutti i social network la principale attività serale è diventata farsi i fatti degli altri, seguirne le attività e gli aggiornamenti e i libri che compra e che ancora qualcuno le regala in formato cartaceo (e non smettete mai per favore) si impilano sul comodino e le storie che contengono restano sconosciute a M e rinchiuse ed è un peccato;
8) convincere H che il divertimento, lo svago, le vacanze sono lecite e utili;
9) continuare a nuotare nuotare nuotare che l'anno scorso M ha molto sofferto per non averlo fatto e quest'anno che, per la prima volta nella sua vita, ha cambiato piscina, M è contenta tanto che il nuovo istruttore meriterà senz'altro un post a sè;
10) ricominciare a venire qui sull'erba, se non tutte le sere, comunque più spesso di quanto M non abbia fatto negli ultimi mesi perché ne sente la mancanza e il bisogno, perché forse ha acquistato maggiore forza e soprattutto perché, cosa che lei mai aveva immaginato, i nani hanno cominciato a leggerla, previo lavoro di selezione da parte dell'autrice, e la adorano almeno quanto la adora lei. Ed è una cosa talmente bella e inaspettata che anche l'imperturbabile H ne resta commosso.

Buon incomincio a tutti voi che passate ancora saltuariamente di qui.

sabato 26 dicembre 2015

Due minuti in più

Sarebbero bastati due minuti in più e M sicuramente non sarebbe qui ora a scrivere in queste due ore abbondanti di rara solitudine nel periodo più ecumenico dell'anno.
I nani non sarebbero al cinema con H e gli amichetti a vedere il settimo episodio di Star Wars.
NonnaG non sarebbe all'acquaio a sistemare i resti del terzo pranzo consevutivo e l'Arch non sarebbe sul divano a sfogliare il vecchio album delle fotografie. Quello in bianco e nero.

Sarebbero bastati due minuti in più e questo giorno di festa sarebbe stato un giorno ben diverso.

Sì perché oggi verso le tre di pomeriggio durante il servizio fotografico ufficiale a casa dei nonni con tanto di dress code e fotografo professionista assoldato dall'arch, e precisamente durante la seconda sessione di foto,  quella in esterna in terrazza, M ha improvvisamente sentito odor di bruciato e visto del fumo provenire dalla sua ex camera da letto.

Sarebbero bastati due minuti in più e le fiamme alte mezzo metro sviluppate dall'ornamento di una candela natalizia e appena passate alla tenda sovrastante non sarebbero piu state domabili senza l'aiuto di pompieri e senza danni irreversibili. 
E invece due minuti prima il fuoco è stato domato seppur a fatica da noi familiari. E i danni si sono limitati all'incenerimento della tenda della ex camera di M e all'annerimento di tutte le pareti e del soffitto.

NonnaG ha riportato qualche fastidio alla gola per il troppo fumo inalato e i nani una incontenibile gooia per la insperata  sospensione della sessione fotigrafica.
Subito ripresa a fine incendio.

giovedì 10 dicembre 2015

Non mette e non leva

Ieri ai colloqui a scuola del mezzonano.

(la maestra di m-m-m e cioè matematica-musica-motoria, 11 ore settimanali)
"Buonasera sono la mamma del mezzonano"
"Buonasera.. in effetti non l'avevo riconosciuta, ci si vede talmente poco che da una volta all'altra si cambia e si rischia di non riconoscersi più"
"..."
"..il mezzonano.. beh niente da dire è un buon elemento.. a volte un po' disordinato.. ma..diciamo che in classe non mette e non leva.."
"Cioè?"
"Cioè non mette e non leva.. sta lì.. zitto, buono, non chiede.. potrei averlo in classe dodici ore e non accorgermi della sua presenza, c'è o non c'è è la stessa cosa."
"Ma scusi non capisco è una cosa positiva o negativa?"
"E' così."
"Ma non segue, non partecipa, si isola.. non capisco.."
"No no segue, capisce, le cose le fa..solo che non chiede, sta lì buono.. gliel'ho detto: non mette e non leva"
...

(la maestra principale italiano inglese, 22 ore settimanali)
"Buonasera come sta? Io il mezzonano lo adoro!"
"Ah ok quindi lei mi ha riconosciuto..!"
"Certo! Ci mancherebbe!"
"..."
"Il mezzonano è bravissimo, tranquillo, disponibile.. non si lamenta mai.. non si unisce al gruppo dei disturbatori.. a volte mi chiede un libro e si mette a leggere.. gli piace molto leggere!"
"Sì.. molto.."
"Il mezzonano è un bambino speciale. Io sono molto contenta."

(la maestra di storia, geografia e scienze 4 ore settimanali)
"La mamma del mezzonano!"
"Sì..anche lei sa chi sono.."
"Certo.. che coccolone.."
"..."
"E' un bambino strano.. non ne esistono altri così.. sta lì buono zitto.."
"..."

"Signora, il mezzonano è troppo buono."
"..cioè è una cosa negativa?"
"No, ma è strano! Un bambino così tranquillo.. buono.. silenzioso.. non è normale!"
"..."
"Troppo buono.. forse deve ancora crescere.. fare quello scatto..vediamo."
"Ok, vediamo.."

M è uscita dai colloqui un po' stordita. Probabilmente nessuna delle maestre si riferiva al bambino iperattivo e esagitato che vive a casa con lei.

mercoledì 9 dicembre 2015

Sette

Caro Mezzonano,
scusa se ti scrivo con qualche giorno di ritardo, ma sai siamo stati a Genova per festeggiare il tuo compleanno e non ho avuto modo di scriverti. 

Ho avuto però l'occasione per conoscerti un po' meglio e per scoprire alcune contraddizioni che ti contraddistinguono:

1) Non sapevo che tu che giocheresti a pallone dal lunedì al lunedì senza soluzione di continuità, non riesci a camminare per più di qualche metro senza lamentarti.

2) Che tu che non riesci a stare seduto a tavola per un tempo superiore a quello che ci vuole per bere un bicchier d'acqua, col tablet del ristorante in mano potresti anche dormirci a tavola, per giorni e giorni.

3) Che tu che segui un'alimentazione sana e che da chissà chi l'avrai imparata, sicuramente fuori dalle mura domestiche, a colazione non disdegni i wustel tra un muffin e l'altro.

4) Che anche se parli di notte, riesci ad avere un sonno profondissimo e incurante del mondo.

5) che soffri il mal d'auto anche per spostamenti di pochi metri, ma sei capace di viaggiare in treno al contrario con il tablet in mano (non quello del ristorante) per cinque ore filate senza un beo.

6)  che tu che sei nato buono come un santo, che ancora non so come ho fatto a non dimenticarti mai in macchina, oggi sei diventato insensibile e testardo e sei capace di mettere un muso che non finisce più.

A te che non ti sei accorto che per questi tuoi sette anni non hai avuto la partita a calcio con i tuoi amici che volevi tanto, ma sei stato "deportato" a Genova per vedere l'acquario che dopo dieci minuti non ne potevi più di tutti quei pesci e invece ci sei stato quasi tre ore; a te che non hai spento le candeline, né avuto la torta di compleanno. 

A te che non hai scartato un regalo perché quelli di Amazon arrivano già scartati, a te che  per essere felice ti basta stare con noi, anzi ti basterebbe anche solo stare con tuo fratello che noi ci butteresti spesso e volentieri dalla torre, buon compleanno numero sette, M


martedì 24 novembre 2015

Un talento speciale, ma non sarà Papa

Oggi alla fine della lezione di calcio dei nani.
Bordo campo.
Umidità 98%
Escursione termica del campo rispetto al resto della città -15 gradi.
M è appena arrivata e sta aspettando insieme agli altri genitori che i nani finiscano le docce.

"Scusate. Chi è la mamma del mezzonano?"
"Io..."
"Buonasera, posso parlare un momento?"
"Mi dica.."
"..ehm.. posso parlare in privato?"
"..."
"Venga.."
"..sì ma... è successo qualcosa? Il mezzonano ha fatto qualcosa?"
"No no niente di male, ci mancherebbe.."
"Ah ok.."
"..è vero il mezzonano ha sei anni?"
"beh in realtà ne compie sette tra due settimane.."
"quindi ha sei anni.."
""sì"
"non ci potevo credere quando mi ha detto che ha sei anni.."
"è alto sì.. per la sua età dico.."
"no signora non è questione di altezza.. senta.."
"..."
"..io faccio allenamento specifico per i portieri, vengo dagli stati uniti.. ho allenato moltissimi bambini nella mia vita.. e.. ecco io.. non ho mai visto un bambino di sei anni a questo livello.. mi creda. Mai."
"mi fa piacere! glielo dico senz'altro! Sarà contento!"
"Senta.. dico sul serio ha un rapporto con il terreno che hanno solo i veri talenti.."
".. molto intimo direi sta sempre per terra!"
"..vorrei poterlo allenare sempre. Vorrei che fosse seguito."
"..."
"Che schedule ha il bambino"
" (...) beh si allena il martedì e giovedì qui nel campo più umido della città alle cinque e poi il sabato mattina nell'altro campo.. sotto casa.."
"io qui ci sono solo il martedì. Poi sono a PV dall'altra parte della città.. vorrei.. se voi poteste venire lì.."
"No guardi mi fa molto piacere che il mezzonano sia bravo e che lei lo abbia preso cosi a cuore ma ha sempre sei anni quasi sette e ecco il calcio è un gioco.. e noi ci alleniamo qui.."
"ok ho capito mi organizzerò io in modo da poterlo seguire meglio. Mi lascia il suo numero?"
"sì certo.."
"Mi creda è un talento speciale."

martedì 17 novembre 2015

La donna con la valigia

E' alta meno di un metro e sessanta
minuta
porta capelli cortissimi che M non potrebbe permettersi mai anche se ci ha provato
ha occhi chiari trasparenti curiosi e intelligenti
veste in maniera stravagante con calzini corti in evidenza e scarpe strane il più delle volte
niente trucco
porta piccoli occhiali dalla montatura di metallo ma non li indossa sempre
ha due figli e fa avanti e indietro dalla città dove abita con una valigia con le ruote al seguito
è molto timida
ha un leggero accento marchigiano/toscano con la c un po' aspirata
nessuna inflessione del nord
sorride
non si vergogna di tutte le cose che ancora non conosce
non simula sicurezza
siede sulla sedia in posizioni yoga
e usa un quadernino per gli appunti.

Ha una stima professata per Lui.

M ci ha scambiato sì e no tre parole da quando è arrivata e lei non si ricorda nemmeno come si chiama, però pensa che sappia di buono e che potrebbe meritarsi la L grande.

E soprattutto che sia venuta a portare la salvezza.

martedì 20 ottobre 2015

Grandi cambiamenti

Ci sono dei momenti della vita che meritano di essere trascritti, di lasciare traccia del loro passaggio.

Possono essere dei passaggi importanti, dei momenti indimenticabili, dei traguardi oppure dei grandi cambiamenti.
M sabato ha fatto quello che credeva fosse un piccolo cambiamento di look: si è tagliata la frangia.

Che era dal 1992 che non lo faceva e se erano passati 23 anni dall'ultima volta un motivo ci doveva essere.

Eccolo, nelle reazioni che ha raccolto.

Un figlio non l'ha quasi riconosciuta, e con tono sinceramente preoccupato le ha chiesto come avrebbe potuto porre rimedio a tale danno, per poter di nuovo mettere piede fuori casa con dignità.

L'altro non le ha detto niente. Allora lei pensando che il suo silenzio fosse sintomo della precoce noncuranza maschile a qualsivoglia accadimento nell'universo femminile, lo ha sollecitato. Lui invece si era accorto eccome, ma non le aveva detto niente per non offenderla.

H, ben conoscendo i traumi pregressi di M in materia di capelli e le sue relative ansie, ha reagito con un generico "sembri un'altra" subito corretto da uno strategico "stai bene".

L'amica trimamma della macchinetta alla vista di una foto inviatale su whatsapp le ha chiesto incuriosita "chi è?"

Lui, l'ex giovane capo di M, la preferiva prima "però non stai male".

Le amiche che hanno avuto modo di incontrarla, hanno malcelato dietro sorrisi e silenzi, giudizi negativi.

Ma il vero scoglio ancora non è stato superato: NonnaG travestita da giudice della Germania dell'est ancora non è stata messa di fronte a tale cambiamento. 

Ma M non potrà sfuggirle a lungo...