martedì 2 dicembre 2014

La tragedia e Santi Licheri

Stasera a tavola, a casa in compagnia degli Altri Nonni.
"Bambini raccontiamo ai nonni cosa è successo stamattina?"
"No"
"Come no e perché no?"
"Perché non si deve raccontare.."
"Ma sì invece sentiamo cosa dicono, chiediamo un parere.. allora Nonni stamattina è successo.."
"La tragedia."
"La tragedia?"
"Si mamma la tragedia.."
"Sì mamma ha ragione lui la tragedia e babbo ti ha anche detto una parolaccia!"
"Si ma oltre la parolaccia voi avete capito perché abbiamo litigato?"
"No!"
"Come no! Eravate lì!"
"Sì ma voi parlavate talmente veloce che io non ho capito niente di quello che dicevate, solo la parolaccia!"
"..."

Stamattina a poche ore dal rientro di H, M e H hanno avuto una brutta discussione in presenza dei nani. Loro non ci hanno capito molto.
Stasera m ha giocato a Forum davanti agli Altri Nonni, perché pensa che sia sempre meglio affrontare le cose anche quelle difficili e provare a farle capire piuttosto che lasciarle inspiegate, a covare dentro.

NonnoR ha dato ragione a H (tranne che per la parolaccia), l'AltraNonna non si è pronunciata "perché tanto hanno sempre  razone loro".
M avvilita e sola si è sentita un po' incompresa, ma i nani hanno riso e hanno compreso. E sicuramente nella loro testa non è rimasta la tragedia, solo la parolaccia.

lunedì 1 dicembre 2014

Bentornato babbo

Oggi, dopo 17 giorni di assenza è tornato H. In questi 17 giorni M è riuscita a non fare mai la spesa, attività che lei odia e che H da sempre gestisce in piena autonomia, lista compresa, a non chiudere mai le persiane, che tanto con gli scuri va bene lo stesso, a cucinare il minimo indispensabile, a non vedere mai nemmeno un minuto la tele e a andare a dormire ancora prima del solito.
I nani dopo un inizio un po' cupo, in questi 17 giorni non hanno mostrato segnali strani e anzi sono andati mano a mano affrancandosi dal ricordo della figura paterna.
Oggi però appena sveglio il Mezzonano, che in più di un'occasione ha dimostrato di essere parecchio emotivo (chissà da chi avrà preso), ha cominciato a mandare chiari segnali di ansia, lamentava mal di cuore, mal di pancia e mal di gola, a scuola ha vomitato e M è andata a prenderlo prima.
Così è stato il primo ad accogliere babbo al suo rientro ed è immediatamente guarito.
Il nano all'uscita di scuola quando ha visto che c'era il babbo, occasione più unica che rara, lo ha accolto con grande entusiasmo e dimostrazioni d'affetto.
Più tardi M negli spogliatoi della piscina gli ha chiesto se fosse stato contento di trovare babbo all'uscita di scuola. Lui le ha risposto che era stato bellissimo.
Dammi un aggettivo per spiegarmi bene come è stato gli ha chiesto M.
"Sorprendente" ha detto lui, sorprendendo un po' anche lei.
Bentornato a casa, babbo!

venerdì 28 novembre 2014

Il favoloso mondo di Amazon

Sei attualmente connesso con Serena di Amazon.it
Io: Buongiorno
Serena:Salve sono Serena e sarò lieta di esserti utile. Ho il piacere di chattare con M?
Io: sì, mercoledì 1 ottobre ho effettuato un ordine numero 171-9796436-2143517 
(ci avevo pensato parecchio e alla fine mi sono detta ma dai sì la spesa non è eccessiva si può fare e ho cliccato su acquista)
successivamente ho deciso di restituirlo 
(perché alla fine dai ma chi è che va in giro con un paio di zoccoli da olandesina di vero legno, in città, alla veneranda età di 41 anni?? e come si abbinano poi?? con i calzini a righe di pippi calzelunghe?? o con la maschera di Carnevale taglia tre anni che ho indossato nel 1976?)
e ho seguito al vostra procedura di reso. Ho contattato SDA e ho richiesto un ritiro in data 3 novembre (ho mail di conferma prenotazione ritiro del 3 novembre).
Pochi giorni fa ho scoperto che nessuno mai è venuto a ritirare il pacco (è in portineria)..
(cioè l'efficiente Mister Brown ci ha messo tre settimane per dirmi che forse era venuto il momento di andarmi a riprendere quella scatola..). In realtà avrei potuto renderlo indietro entro l'8 novembre..ma io ero convinta che SDA fosse venuta a ritirarlo!
(Lei si chiederà come ami mi sono ridotta al 3 novembre a chiamare SDA visto che l'ordine lo avevo fatto il 1 ottobre..ma deve sapere che H è un po' maniaco dell'ordine e ha buttato la scatola e siccome voi specificate che ilr eso va fatto nella stessa scatola ho dovuto aspettare di fare un nuovo acquisto. Ho prima comprato il vocabolario per il nano ma la scatola era troppo piccola per infilarci gli zoccoli poi finalmente si è rotto il ferro da stiro e la scatola nella quale era impacchettato era perfetta , di qui il ritardo.)
Posso fare qualcosa?
Serena: Non ti preoccupare M, in questo caso potrai comunque restituire l'articolo anche se sono trascorsi i termini di ritiro. Puoi per favore indicarmi il codice di ritiro che ti è stato comunicato per email?
Io:sì.. certo.. Codice prenotazione ritiro da Sito SDA: CP17082650
Serena:Grazie M, segnalo questo inconveniente al nostro dipartimento competente in modo che possa ricevere un nuovo appuntamento da parte di SDA. Posso fornire il tuo recapito telefonico?
Io:sì, ma io nel frattempo cosa devo fare?
Serena: Nulla, attendi semplicemente una telefonata da parte di SDA entro 2 giorni lavorativi in modo da fissare un nuovo appuntamento. Segnalo appunto che non è stato rispettato il precedente appuntamento.
Io: ok grazie mille.. 
(ma davvero tutto qui?? posso davvero disfarmi degli imporponibili zoccoli da olandesina??)
Serena: Posso fare qualcos'altro per te?
Io: (mille cose credo ma così su due piedi non mi viene in mente niente..) no, ma sei stata molto gentile! :)
Serena: Grazie a te, spero di esserti stata d'aiuto e per qualsiasi dubbio restiamo a tua disposizione. Ti auguro una buona giornata :)
Io: grazie... W Amazon!

giovedì 27 novembre 2014

30 giorni ha novembre

Caro mese di novembre,
eccoci qui. Anche quest'anno sei quasi finito senza troppi danni. ancora un fine settimana (da ragazza madre) ed è fatta.
Cioè, senza danni irreparabili perché qualche danno lo hai fatto anche quest'anno.
E forse non sarà colpa tua, ma a me sei sempre piaciuto poco e quindi parto un po' prevenuta.

H è partito da ormai due settimane, la vita procede e ha anche acquistato una sua routine.
E' tutto cambiato dall'ultima volta che è partito (2006, sempre novembre..) per andare un mese a Caracas. Sono passati 8 anni, l'intera vita del nano. Allora non c'erano nè Facebook nè Whatsapp, ci si vedeva via Skype tutti sfuocati e a scatti. Adesso ci si scrive parecchio e non ci si parla più quasi per niente.
Come allora sono arrivati gli Altri Nonni per darmi una mano, rifocillarci un po', vedere i nani e aspettare il figlio in trepidante attesa.
Ho superato la crisi con Lui che per l'ennesima volta sembrava  dovesse andare via, e invece alla fine no, nemmeno questa volta e menomale.
Ho superato un brutto litigio con il collega siamese ma non so ancora se ne sono uscita proprio indenne.
Ho visto tornare l'amica trimamma, sebbene per lavoro, ma è pur sempre un ritorno e magari chissà.
Non sono riuscita a mandare indietro gli zoccoli olandesi che avevo preso su Amazon e che giacciono ancora in portineria da quasi un mese.
Ho finalmente al dito il secondo tentativo dell'anello perso prima dell'estate, ma ne ho già chiesta la terza versione per cui questo anello diventerà il più caro mai venduto dall'orafo dell'AltroMare, quello della figa attaccata ai piedi di H per intenderci.
Il mezzonano ha avuto la sua piccola influenza, e ha superato senza alcun fastidio al richiamo del vaccino e ora si avvina a passi grandi verso i suoi 6 anni.
Sono successe anche cose molto belle, come l'arrivo dell'egiziano a casa di NonnaG e l'Arch, che non li ha ammazzati nella notte e anzi è affettuoso e gentile con tutti.

Ciao novembre, all'anno prossimo.





mercoledì 26 novembre 2014

Le amiche geniali

Una ha tre figli, un cane, intolleranze alimentari a nastro, un lavoro full time per cui è pagata tutti i 27 del mese e uno, sempre full time, per cui non è pagata nemmeno un centesimo e che comincia a pesarle un po'.
Una è una neo-mamma, espatriata ob torto collo in una ridente località non abbastanza lontana dalla città da dimenticarla, ma nemmeno abbastanza vicina da poterci tornare solo per una cena tra amiche. Scrive per lavoro e per hobby, racconta storie che la ascolteresti per ore con quel suo accento meridionale infarcito di parolacce, eterna indecisa come si definisce lei stessa e aspirante maschio.
Una è felicemente separata, forte, decisa, un po' egocentrica e, per chi ancora non lo sapesse, ha un ex fidanzato storico con cui è stata 14 anni da lei nominato sempre tra il venticinquesimo e il quarantesimo minuto dall'inizio di ogni incontro. Lei è quella che chiacchiera di più, anche se è quella che meno segue le regole, in generale.
Un'altra ha un nuovo taglio di capelli che le giova parecchio, anche lei due lavori, uno artistico e uno meno, una leggera cadenza del Sud, una numerosa e solida famiglia alle spalle. Viene dal mare, va in moto, ha vissuto in un una famiglia di femmine ed è la più dolce tra noi e la più saggia.
Una è silenziosa discreta, a volte distratta, diligente e poco espansiva. Anche lei avrebbe voluto essere maschio in varie occasioni della sua vita, forse perché è cresciuta in una casa con otto femmine e un maschio che non è sopravvissuto all'esperienza.
Une è M.

Sono le girls del club di lettura nato per Jane Austin e a lei sopravvissuto.
Sono le Clubbers. Così diverse tra loro, ma così compatibili che M ogni volta che le vede tutte insieme è contentissima di averle unite.
Ieri sera si sono incontrate per discutere del quarto e ultimo volume dell'amica geniale, davanti ai cassoni, le crepes e i cantucci dell'Altra Nonna.
M, che si è trovata in disaccordo con tutte, sta ancora riflettendo su quello che si sono dette, chiusa nel suo irreale e stonato manicheismo.

lunedì 24 novembre 2014

Babbo chi?

Il primo giorno, a vederlo andar via con la valigia con le rotelle, si sono messi a piangere che M non riusciva più a fermarli. Lo hanno seguito affacciati al balcone, inconsolabili.
La stessa sera a tavola in tre, il Mezzonano ha avuto un altro rigurgito di nostalgia canaglia tanto che M gli ha preparato il letto transformer in modo che potessero dormire insieme e dimezzare il dolore.
La mattina dopo, sporadiche domande "è arrivato?".
Il secondo giorno, quando lo hanno visto apparire sullo schermo del pc hanno mandato baci e abbracciato il monitor.
Poi piano piano si sono abituati a questa routine a tre e non hanno più chiesto niente. Per difesa pensava M. Tanto che non sapeva come dirgli che il rientro, previsto inizialmente dopo una settimana e fissato per sabato scorso, era slittato di altri 10 giorni.
E invece..
Ora quando chiama via Skype non si alzano più, non si avvicinano, mandano baci distratti senza alzare la testa da quello che di più importante stanno facendo. Non fanno domande, non hanno curiosità.

Ieri sera è passato il collega giovane di M, per portare loro un pezzo della sua torta di compleanno, con sette strati di cioccolato.
È salito, si é seduto a parlare un po' con loro, e il Nano dopo 5 minuti, con una semplicità disarmante, gli ha chiesto "rimani a vivere con noi?"

Babbo 9 giorni fa è partito con il cuore triste perché vederli piangere disperati quando andiamo via, ci fa sentire in colpa come niente altro al mondo, però adesso forse se sapesse che il primo esemplare maschio passato di qui, in mente loro, avrebbe potuto sostituirlo con naturalezza e senza drammi, sarebbe felice?

mercoledì 19 novembre 2014

Lo schiaffo

Soltanto una volta nella sua vita NonnaG ha dato uno schiaffo a M. Uno schiaffo vero sulla guancia.
M se lo ricorda bene perché è stato l'unico e poi perché non ne aveva capito il motivo e lei quando non capisce non va avanti, resta lì.
M avrà avuto 16 anni.
Successe che come sempre dopo un tema in classe portò la brutta copia a casa per leggerla come d'abitudine a NonnaG e ottenere la sua approvazione. A NonnaG però quella volta il tema non piacque e M ci restò parecchio male.

Lo stesso tema però piacque alla professoressa di italiano che dopo qualche giorno lo riportò in classe con un sette sopra.

M me fu molto felice.

Quando NonnaG tornò a casa, in soggiorno, davanti alla panchetta di paglia, trovò una trepidante M che le spiattellò il suo sette e lo accompagnò con una linguaccia provocatoria di sfida.

A NonnaG partì la mano e così M ricevette l'unico schiaffo in faccia della sua vita.

Che poi se ci si pensa bene è un paradosso a 16 anni prendersi uno schiaffo per un tema andato bene, ma tant'è.
Tanto bene M quello schiaffo non l'ha capito mai. La linguaccia non è certo un gesto carino da fare, ma di qui a prendersi uno schiaffo ce ne vuole.

Solo quando è diventata mamma M ha finalmente capito. Che ci sono delle giornate che proprio non vanno e che può succedere di prendersela con qualcuno che non c'entra o di avere reazioni sbagliate.

Oggi M è in una di quelle giornate, anche se di schiaffi a casa non ne sono volati.
Insomma aveva avuto ragione NonnaG a darle quello schiaffo. La sua ragione.