martedì 18 novembre 2014
Senza pelle
Nel film "Senza pelle" vuol dire essere molto sensibili, troppo.
Non riuscire a ripararsi dalle cose che succedono, non avere la pelle come ultimo strato di delimitazione tra noi e tutto il resto.
Essere senza pelle può essere molto bello ma può anche essere orribile e spaventoso. Perché si vive tutto senza filtri. Si viene investiti con tutta la violenza possibile dalle cose belle e da quelle brutte che ci entrano dentro senza niente in mezzo ad attutirne il colpo.
M in questi giorni si sente proprio così: senza pelle.
Le sembra di essere soggetta a tutte le correnti, alla pioggia, alla neve che non c'è, al vento che le entra dentro. Ha sempre freddo, le sembra di avere tutti gli organi a vista, come quei mezzi busti di plastica sezionati a metà che si usavano a scuola per conoscere e studiare il corpo umano.
Sarà che è Novembre e M questo mese proprio lo patisce di brutto.
mercoledì 12 novembre 2014
Colpita negli affetti più cari
Quelli che calpestano questa erba conoscono l'entusiasmo con cui M ha accolto le car2go.
Probabilmente è stata tra i primi a iscriversi e a provarla.
E questo suo entusiasmo per l'idea è andato mano a mano crescendo tragitto dopo tragitto.
L'ha utilizzata nella sua città e nell'altra, anche nell'arco della stessa giornata.
Da sola in due in tre e da un po' anche in quattro.
Anche oggi, complice la pioggia, ne ha presa una per tornare a casa dall'ufficio con l'entusiasmo di sempre.
Arrivata a destinazione però, non riusciva a scendere dalla macchina per via della trasmissione dei dati di chiusura che non andava mai a buon fine.
La macchina suggeriva di cambiare parcheggio perché in quel punto la connessione non funzionava.
E M ubbidiente cambiava parcheggio.
Al quarto parcheggio però l'entusiasmo cominciava a fare spazio all'ansia di non riuscire a lasciare la macchina e di prendere il treno per Milano un'ora e mezza dopo.
Allora ha spinto il pulsante magico dell'sos.
Ma anche lì nessuna risposta.
Dopo trenta minuti, 4 parcheggi, e numerosi tentativi, le ha risposto Salvatore.
Mai nome fu più azzeccato.
Salvatore l'ha trovata in stato semi confusionale, le ha fatto qualche domanda, l'ha chiamata all telefono e dopo svariati tentativi automatici da remoto, le ha proposto di provare la procedura manuale.
La procedura manuale consiste nel raccogliere tutte le proprie cose, spingere un pulsante tenendo la portiera aperta e appena si accende una spia lampeggiante uscire immediatamente e chiudere la portiera, perché dice Salvatore che una volta attivata la procedura manuale, si hanno pochi secondi per abbandonare l'abitacolo e quindi è bene prepararsi in tempo.
Cosa possa succedere nel caso non si abbandoni in tempo la macchina non è dato sapere perché Salvatore alla fine dopo 40 minuti ha liberato M (il tragitto ne era durati 3), la procedura manuale ha funzionato, M ha preso il suo treno, però adesso si sente un po' tradita.
martedì 11 novembre 2014
Blablacar
Nel profilo c'è scritto che ha 44 anni, si chiama Roberto, segni particolari intenditore.
Nella foto assomiglia un po' a Fabrizio Corona, con gli occhiali sulla testa e la barba di un paio di giorni.
Si descrive come un papà affettuoso e presente di un bimbo di 13 mesi, dice di saper parlare sette lingue, ha una macchina comoda e si sposta spesso per lavoro tra Roma e Milano.
Lì non c'è scritto, ma domenica sera Roberto porterà l'Arch da Firenze a Roma, dopo uno spettacolo, in un orario in cui i treni non viaggiano più.
È stato contattato, non senza difficoltà, da NonnaG su Blablacar.
Blablacar, per chi non lo sapesse, è un sito di annunci per offrire o trovare un passaggio in macchina da una città all'altra. Ci sono viaggiatori di tutti i tipi che in cambio di qualche chiacchiera e pochi euro offrono di ospitarti a bordo per fare un prezzo di strada insieme.
Una specie di autostop 2.0.
A M, che considera la rete un posto meraviglioso ed è per la condivisione di tutto, l'idea, conosciuta in astratto ma mai approfondita, è sembrata geniale.
NonnaG e l'Arch hanno dimostrato spesso di essere parecchio avanti e dopo l'egiziano che, alloggia da una settimana felice ospite in casa loro, è la volta di Roberto.
lunedì 10 novembre 2014
Il quarto e ultimo
È lì sul comodino da 7 giorni.
L'ha dovuto comprare subito.
Non poteva pensare che fosse disponibile su uno scaffale e che lei lo lasciasse lì invece di portarselo a casa insieme agli altri.
Erano messi che lo aspettava.
E ora che ce l'ha dopo mesi di attesa non riesce a aprirlo.
Sa che una volta aperto non lo chiuderà prima di averlo finito e quindi aspetta perché, come c'è scritto sopra è il quarto e ultimo. E quella parola "ultimo" la frena.
Anche se le amiche del club hanno già iniziato e finiranno in men che non si dica e probabilmente gliene parleranno e lei non vorrà sapere.
Ma M è strana e anche un po' semi autistica e quando una cosa le piace le piace gustarne l'attesa.
Perché il bello è tutto lì.
Quando puoi immaginare come sarà prima ancora di saperlo.
Così il quarto volume dell'amica geniale è lì sul comodino.
M non vede l'ora di leggerlo ma allo stesso tempo ne teme la fine e rimanda.
giovedì 6 novembre 2014
C'è un prima e un dopo
La collega ha concluso il racconto con questa frase: "esiste un prima e un dopo quando ti capita di sentire tuo figlio che fa l'amore con qualcuno".
Quel "prima e dopo" hanno girato nella testa di M tutto il giorno portandosi dietro diverse occasioni che per lei sono state così importanti da determinare che ci fosse un prima e un dopo ognuna di esse.
Queste occasioni sono state, in ordine sparso:
Quando è morta la sua adorata maestra delle elementari, durante l'estate tra la terza e la quarta, perchè per lei era la sua maestra e dopo di lei, nonostante altri 10 anni di scuola e 4 di università, non ne ha più avute.
Quando una M diciassettenne ancora illibata, particolare di fondamentale importanza, sentì i suoi genitori scambiarsi effusioni amorose, tra l'altro per una sfortunata coincidenza di elementi, da molto vicino.
Quando M è stata lasciata dal fidanzato storico e ha capito che le cose non sempre si possono prevedere e programmare e che si sopravvive a tutto anche quando si crede impossibile.
Quando M è diventata Mamma la prima volta perché l'equilibrio si sposta e l'asse si inclina in maniera irreversibile da un lato.
Quando M ha traslocato nella sua attuale abitazione perché è la casa per la vita e la stabilità (anche se le cose non sempre si possono prevedere e programmare).
Tutte le volte che M ha incontrato qualcuno di importante, le amiche soprattutto.
Quando M ha avuto il primo attacco di panico nello sharks corner a 30 mt sotto il livello del mare alle Maldive mano nella mano con un indianino a farle da guida, perchè ha capito di non poter contare sempre su se stessa.
Quando NonnaG si è ammalata e poi è guarita, perché fino ad allora per lei era un punto fisso e un essere immortale.
La prima volta a Caprera.
Dopo alcuni libri.
Quando è nata l'erba.
mercoledì 5 novembre 2014
L'erba è morta, viva l'erba
E con lui tutta la posta degli ultimi x anni dove x è un numero compreso tra 7 e 10.
Data della creazione dell'account mese e anno
Data dell'ultimo accesso giorno mese e anno
Città di creazione dell'account
Provider tramite il quale si accede da casa, dall'ufficio e dal telefono
Modello del telefono marca e nome esatto comprensivo di sigla e numeri
Sabrina la gentile e efficiente dipendente Google del reparto recovery le ha garantito che nei 15 minuti successivi avrebbe ricevuto una mail dall'ufficio tecnico in cui le avrebbero detto se accettavano o no la sua richiesta di ripristino.
martedì 4 novembre 2014
Un semi complimento
"Non ne posso più tutte queste voci cattive che mettono in giro su di me.. ma perchè?? Sono incazzata come una biscia"
"Ma scusa cosa dicono??"
"Che sono una iena che voglio far carriera a tutti i costi che punto alla dirigenza.. che mi farò raccomandare da husband, che lui con il lavoro che fa conosce..."
"Ma chi lo dice scusa?!?"
"L'arpia.."
"Ma che ti importa??"
"Mi importa!"
"Chi vuoi che le creda?? Lo sanno tutti che è un'arpia.. cattiva.. lascia stare.. io me ne fregherei se fossi in te.."
"Invece io ci sto male.."
"E non devi, che ti importa! Ma poi chissà perchè ti ha preso di punta.. proprio a te.. di me non dicono niente??"
"..."
"Dicono qualcosa?"
"..sì"
"E cosa dicono?
"Che sei strana.."
"..."
"Chiusa, che con te non si può lavorare, lavori da sola.."
"..."
"Hanno paura a chiederti le cose.."
"..."
"Dicono una parola.. aspetta che non mi viene..."
"..."
"Ah sì.. semi autistica".
M è strana sicuro perché per lei, semi autistica è un complimento.