martedì 11 marzo 2014

Più salutare di così..

Oggi in ufficio. Conversazione a tre tra M, il collega siamese e Vincos.

"Che fate a pranzo? Mangiamo insieme?"
"Bè lei veramente non mangia.."
"Come non mangi e perché?"
"Ma no..lui esagera.. non è che non mangio..mangio le barrette.."
"Sempre?"
"No solo a pranzo.."
"Ma sempre? Tutti i giorni?"
"Ultimamente solo i feriali.."
"E non puoi fare uno strappo?"
"Preferirei di no"
"Ah e da quanto tempo mangi barrette?"
"Dal 28 agosto"
"..."
"..."
"È da un anno che mangi barrette per pranzo??"
"No..Ma quale anno.. sono sei mesi.."
"..."
"Però vi accompagno volentieri, anzi vi porto alla baguetteria fanno dei panini fantastici, ci mettono molte cose, ed è molto carino.."

Più tardi. Tornando.

"Molto carino..e buonissimo davvero.."
"Sono contenta ti sia piaciuto io non c'ero mai stata.."
"Ma come?! Avevo capito che lo conoscessi.."
"..una volta volevo prendere i panini per noi 2 che lavoravamo di sera qui vicino, ma la sera è chiuso.."
"Ah e di solito a pranzo invece dove andate?"
"In farmacia".

lunedì 10 marzo 2014

Con l'acca o senz'acca

Stasera ore sette a casa.
"Nanooo"
"Che c'è..."
"Vieni che dobbiamo fare quel compito che non hai finito oggi..Quello scritto alla lavagna che mi dicevi all'uscita.."
"Ah ma quello non lo posso fare perché appunto era scritto alla lavagna e lo dovevo ricopiare.."
"Non c'è problema mi sono fatta mandare dalla mamma di Susanna il suo che lei l'aveva finito.."
"..."
"Dai fammi vedere quanto ti manca..sono tre misere frasi"
"Ecco..avevo proprio appena cominciato.."
"Ma hai scritto solo il titolo..dai allora.. "completa le frasi con hai o ai" mettiti seduto bene e cominciamo: frase 1 "ai cavalli piacciono molto le carote" ai cavalli con l'acca o senz'acca?"
"Con!"
"..."
"Senza?"
"Nano non è un indovinello! C'è una regola: se è verbo avere si scrive con l'acca altrimenti senza. Riproviamo: frase 2  "nella tua fattoria hai mucche e caprette?" Hai con l'acca o senz'acca? Senza indovinare, pensa alla regola..c'è un'azione? È il verbo avere?"
"..secondo me..senz'acca perché ai cavalli era senz'acca nella frase 1 e quindi anche ai mucche è senza..sono sempre animali no? Nessuna azione, solo animali quindi senz'acca".
"..."

domenica 9 marzo 2014

Il giorno del riposo

Domenica 9 marzo
Programma della giornata:
Ore 10.30 festicciola all'aperto di una compagna di classe del nano a vammorìammazzato che il Mezzonano ha patito la macchina all'andata e al ritorno colorandosi di tutte le nuance di verde possibili, ma non vomitando mai.
Ore 13.30 picnic organizzato dai cuginetti in riva a un laghetto artificiale, bonificato ma mai abbastanza,per godersi il primo timido sole e un vento gelido della madonna.
Ore 16.30 causa rischio cacca di tre nani su cinque, rientro a VR e lunga sosta in giardino con amichetti della banda del nano.
Orte 19.00 rientro in casa, bagnetto purificatore e salvifico, cena insana.
Ore 20.00 crollo naturale del Mezzonano.
Ore 20.10 crollo involontario e combattuto del nano.
Ore 21.15 si prevede il crollo di M.
Viva la domenica.

giovedì 6 marzo 2014

All'amica coraggiosa

M non si considera assolutamente una femminista. Non è per la parità dei sessi né dei ruoli. È per la parità delle possibilità, questo sì ma a parità di possibilità poi è convinta che maschi e femmine debbano ricoprire ruoli diversi e saper fare cose diverse, per natura per attitudine per necessità e per abitudine.
Esistono certo le eccezioni che confermano la regola, ma la regola è questa: maschi e femmine non sono uguali, né intercambiabili.

M è convinta anche che il potere sia in mano alle donne più di quanto si pensi, così come il coraggio, la forza, l'attitudine al comando e l'abilità a destreggiarsi nelle faccende quotidiane.

M è altresì convinta che per lo più decidano loro, che guidino più che essere guidate e che siano più capaci di amare che di essere amate. Come se avessero un cuore più grande e capiente dove possono albergare amiche figli genitori maschi e a volte anche sconosciuti in allegra e pacifica convivenza.
Ed è più di tutto convinta che alla fine si sappiano sempre salvare, da sole.

Questo post è dedicato a una amica di M. La sua amica più coraggiosa.

mercoledì 5 marzo 2014

Quello che so sull'amore è che deve essere facile

Stasera M vuole condividere con voi che passate su questa erba, soprattutto con un paio di voi, un post  che non è farina del suo sacco ma che condivide al 100% e che ha "pescato" qualche tempo fa in quel posto meraviglioso, incantanto, ricco e onnisciente che è la rete.

Avvertenze: il post, preso in prestito da un'omonima di M, è da femmine. Questo non eslcude che lo possano leggere anche i maschi, anzi, ma rimane un post da femmine.
Eccolo:
Anche se sono convinta che l’amore, quello vero, sia uno e solo, credo che ogni storia abbia fondamenta diverse e, soprattutto, penso che ognuno di noi viva il sentimento al livello che ritiene più giusto per sé.
Così può capitare che chi pensa di non amare abbastanza, spesso sia solo spaventato dal peso della consapevolezza e dalle responsabilità e chi, al contrario, pensa di amare con tutto se stesso, potrebbe confondere amore con ossessione e possesso, o con un profondo affetto.


Quello che so sull’amore è che deve essere facile.

Sono sicura che in molti, leggendo quest’azzardatissima frase, storceranno il naso e, se ci penso, la letteratura di certo non mi aiuta ad avvalorare la tesi. Eppure credo che molti struggimenti del cuore abbiano a che fare più con l’innamoramento o con amori non corrisposti che, per quanto mi riguarda,
come tali, appartengono più alla sfera degli “incaponimenti” dell’orgoglio.
Anche i grandi amori, certo, hanno momenti di crisi. Periodi in cui magari si respingono, per consolidarsi. Ma, al netto delle difficoltà di una vita a due, che sono molte e fatte di incastri con famiglie, amici, lavoro e routine, spesso dimentichiamo che il punto di partenza dovrebbe essere riuscire a essere felici in due, prima di tutto.
Più felici, in due.
Per riuscire paradossalmente, anche quando perdiamo i punti di riferimento, ad affrontare proprio tutte quelle difficoltà di una vita in coppia.

Sarebbe sufficiente, facile a dirsi, avere il coraggio di aspettare confidando nel futuro, senza accontentarsi di restare impelagati anni in storie che in fondo al nostro cuore sappiamo non essere ciò che vorremmo.

In un minuscolo angolo del nostro cuore, sappiamo sempre se amiamo e, soprattutto, se siamo amati a nostra volta.
La vocina, quella che zittiamo tanto volentieri quando rivela verità che non vogliamo sentire, non mente mai. Basterebbe non avere paura di ascoltarla.
Il dolore persistente, la continua ricerca di un compromesso per sopravvivere, l’attaccamento morboso, non desiderare la realizzazione dell’altro come individuo, far intromettere amici e famiglie al punto da considerarli più autorevoli del nostro cuore, chiamatelo come vi pare, ma non amore.

Questo il post dell'omonima.
A M, che lo aveva letto un anno fa, è tornato in mente ieri.

martedì 4 marzo 2014

Dove lo porta il vento

La sagoma, il modo di camminare mentre si avvicina, e di iclinare la testa da un lato sono gli stessi.
I capelli si sono imbiancati e intorno agli occhi mille sottilissimi fili come i raggi del sole che disegnano i bambini.
L'iride non è più limpida e l'azzurro sembra un po' sfuocato.
La voce, il modo di parlare, le mani che si muovono tutto identico.
Così familiare e amichevole
così conosciuto e facile da comprendere
potrebbe stare zitto tutto il tempo e M capirebbe lo stesso quello che le vorrebbe dire.

Ieri M è andata a pranzo fuori con il suo Fidanzato Storico.
In realtà hanno mangiato un gelato, un cono lei e una coppetta lui, perchè lui non è mai stato capace di mangiare il gelato da passeggio, e lei questo no, non se lo ricordava.

E per tutto il tempo si è domandata perchè si riesce a stare così male per qualcuno, e poi a essere felici di averlo superato e archiviato.
Come si fa a passare dall'Amore del Primo Amore a questo senso di familiarità, di affetto distaccato, di legame pacato e sereno, fraterno.

Si è chiesta, mentre lui le raccontava della sua vita che non è come se l'era immaginata, se valga la pena amare e smettere di amare, superare e trasformare l'amore in qualcos'altro di meno pasionario e più maturo.

Una cosa è certa: quello che è destinato a noi, nessuno ce lo può portare via.
E quello che non era destinato a noi, che vada pure dove lo porta il vento.

lunedì 3 marzo 2014

Anche oggi abbiamo mangiato

Oggi c'è stato il funerale della nonna di ME.
ME è la compagna di banco di M da più di 13 anni.
E' anche mezza parente perchè è la moglie del Cugino Serio.
Anzi ME e il Cugino Serio, M li considera un po' come una sua creatura e ne va parecchio fiera.

La nonna di ME, M non l'ha mai conosciuta.
L'ha sentita parlare al telefono dall'altra parte del filo perchè parlava parecchio forte e anche ME di solito riservata e silenziosa, era costretta, quando parlava con lei, a alzare la voce smisuratamente, per farsi sentire.
La nonna di ME era sorda e napoletana come la nonna di M.

Aveva dei modi di dire che forse appartengono a tutte le nonne sorde e napoletane del mondo.

La nonna di ME non ha avuto una vita facile, un po' come tutte le nonne, anche quelle del nord che ci sentono benissimo, perchè hanno vissuto due guerre. Tuttavia la nonna di Me la vita ce l'ha avuta un po' più difficile delle altre nonne, almeno della nonna sorda e napoletana di M, perchè nei suoi 92 anni di vita, ha dovuto assistere alla cosa più terribile che c'è: la morte di un figlio, nel suo caso ancora paggio la morte di due figli.

La nonna di ME, se ne è andata mentre dormiva, che si dice sempre sia il modo più bello che c'è.
E ha lasciato un sacco di nipoti che oggi piangevano e raccontavano aneddoti divertenti su di lei.

La nonna di ME aveva un motto che ripeteva spesso: "anche oggi abbiamo mangiato", che voleva un po' dire anche oggi abbiamo vissuto, anche oggi ce l'abbiamo fatta.

Era un po' un grazie e un po' un evviva.