M è rientrata mani e piedi nel frullatore delle attività della stagione 2013/2014.
Ieri era il primo giorno di scuola del nano. Orario 8.30-16.15.
M lo ha accompagnato a scuola.
E' andata in ufficio.
E' andata a prenderlo all'uscita.
Lo ha portato in tutte le cartolerie del quartiere alla ricerca del diario di Mario, inutilmente.
E' andata a prendere la macchina a casa dei nonni.
E' andata a prendere il mezzonano a casa.
Li ha portati entrambi alla festa del cuginetto Pisolo, che ha compiuto 5 anni.
Li ha riportati a casa.
Ha riportato la macchina a casa dei nonni.
E' tornata a casa.
Oggi ha portato il nano a scuola.
E' andata in ufficio.
Ha comprato online il diario di Mario.
E' andata al caf a ritirare i 730 suo e di H che servivano oggi entro le 14 per il caclolo dell'Isee.
E' andata in banca per ritirare l'attestato della quota residua del mutuo, inutilmente.
E' riusicta a avere l'Isee entro le 14 pur non avendo l'attestato.
Ha comprato due ulteriori quaderni a quadretti da 5 millimetri uno con margini e uno senza.
Alle 4.45 è andata a prendere i nani a casa.
Li ha portati in piscina.
Li ha guardati nuotare, uno diligente, attento e impegnato e l'altro distratto, giocoso e disubbidiente.
Alle sei meno dieci si è data il cambio con la muta Mar nello spogliatoio, passandole il mezzonano come fosse il testimone di una staffetta.
Alle 6 si è avviata nella redazione dei panini, perchè è mercoledì e le tocca la lunga.
Tornerà a casa a mezzanotte.
E domani ricomincia la scuola anche per il mezzonano.
mercoledì 11 settembre 2013
martedì 10 settembre 2013
Coup de foudre con margini
Non è una seduttrice, almeno non ne ha il fisique du role. A metà tra la signorina Rottermaier e Mary Poppins, con la campanella per farli stare zitti e i capelli corti tagliati alla bersagliera. Ha un look sobrio, ma non è triste e soprattutto parla italiano. È la nuova maestra del nano che prende il posto di quella dell'anno scorso con gli zoccoli da schiava e le tette da concorso. Quella che "se non promuovo il nano non devo promuovere nessuno".
Per M è stato amore a prima vista oggi alle quattro all'uscita di scuola. Anche se M ancora niente sapeva di lei.
Solo a vederli uscire in fila per due invece che in quell'ammasso urlante e informe che formavano l'anno scorso si è emozionata.
Poi quando ha letto la lista delle cose da portare con la specifica dei margini, le è uscita una lacrima. Perché i quaderni con i margini, peraltro introvabili, sanno di ordine disciplina e attenzione.
Dai margini alle attaches per le orecchie ai fogli il passo è breve e M è qui in trepidante attesa.
Per M è stato amore a prima vista oggi alle quattro all'uscita di scuola. Anche se M ancora niente sapeva di lei.
Solo a vederli uscire in fila per due invece che in quell'ammasso urlante e informe che formavano l'anno scorso si è emozionata.
Poi quando ha letto la lista delle cose da portare con la specifica dei margini, le è uscita una lacrima. Perché i quaderni con i margini, peraltro introvabili, sanno di ordine disciplina e attenzione.
Dai margini alle attaches per le orecchie ai fogli il passo è breve e M è qui in trepidante attesa.
lunedì 9 settembre 2013
Dubbia paternità
Il fidanzato storico di M è ormai un personaggio noto ai più. Anche i nani nel tempo ne hanno sentito parlare e, seppure non lo associno al papà che ogni tanto passa a trovarli con le sue girls, qualcosa di lui conoscono. Qualcosa che M ha raccontato loro e di cui a volte si dimentica.
Domenica mattina M era in riva al mare con il nano. Stavano entrando in acqua per uno degli ultimi bagni dell'estate.
"Mamma io sono solo di figlio di babbo o sono anche figlio di quello che non si sapeva allacciare le scarpe?"
"...scusa nano chi è quello che non si sapeva allacciare le scarpe?"
"Quel tuo fidanzato..."
"Ah sì... Ma che c'entra lui scusa??"
"Non eravate innamorati?"
"Sì..bé io sì.. ma era tanto tempo fa.."
"E dall'amore non nascono i bambini?"
"Sì..ma non sempre! Poi con quel fidanzato è finita.."
"Vi siete mollati?"
"..sì.."
"Allora io sono solo figlio di babbo?"
"Sì nano solo figlio suo."
"Ok, facciamo il bagno ora".
M al più presto deve insegnare al nano come si allacciano le scarpe.
Domenica mattina M era in riva al mare con il nano. Stavano entrando in acqua per uno degli ultimi bagni dell'estate.
"Mamma io sono solo di figlio di babbo o sono anche figlio di quello che non si sapeva allacciare le scarpe?"
"...scusa nano chi è quello che non si sapeva allacciare le scarpe?"
"Quel tuo fidanzato..."
"Ah sì... Ma che c'entra lui scusa??"
"Non eravate innamorati?"
"Sì..bé io sì.. ma era tanto tempo fa.."
"E dall'amore non nascono i bambini?"
"Sì..ma non sempre! Poi con quel fidanzato è finita.."
"Vi siete mollati?"
"..sì.."
"Allora io sono solo figlio di babbo?"
"Sì nano solo figlio suo."
"Ok, facciamo il bagno ora".
M al più presto deve insegnare al nano come si allacciano le scarpe.
giovedì 5 settembre 2013
Il tuttologo
M lo conosce da quattordici anni. Non si può certo dire che siano migliori amici, forse non hanno mai mangiato insieme e nemmeno si sono fatti una confidenza.
Hanno lavorato sullo stesso progetto più volte, qualcuna anche discutendo.
Lui ha le foto di qualche anno fa dei suoi bambini attaccate al muro, facce grandi su fogli a4. La femmina è bionda con gli occhi celesti e in una foto è ripresa dall'alto con la faccia all'insù e le braccia tese per essere presa in braccio. Il maschio è paffuto e carino.
Oggi hanno qualche anno in più dei nani.
Lui in ufficio non è che sia considerato tra i più simpatici, un po' spocchioso e piuttosto saputello si dichiara esperto nella maggior parte degli argomenti e bravo in tutte le attività.
Tutto è merito suo e come conosce lui una materia non la conosce nessuno.
M e le sue amiche dell'ufficio lo chiamano il tuttologo e seppure non abbiano legato più di tanto in questi quattrodici anni, qualche mail di stima reciproca se la sono scambiata e hanno condiviso frustrazioni e ingiustizie più di una volta.
Da qualche anno la moglie del tuttologo, mamma della ragazza bionda e del bambino paffuto, si è ammalata. E M non ha mai trovato il modo la forza il coraggio le parole per dirgli qualcosa, chiedergli novità, dargli un conforto, perché ci sono cose così grandi che ci rendono impotenti e immobili. Che ci fanno paura da morire e ci paralizzano.
Ma da come si guardavano quando si incrociavano nei corridoi M sapeva che era come se si parlassero.
Oggi pomeriggio la moglie del tuttologo è morta.
E M ha pianto tutte le sue lacrime. Per lui, per i bambini nelle foto, per l'ingiustizia, il dolore. E perché per una mamma lasciare i figli deve essere terribile, e lasciarli senza vederli crescere, sapere che uomini e donne saranno, è una tragedia.
Hanno lavorato sullo stesso progetto più volte, qualcuna anche discutendo.
Lui ha le foto di qualche anno fa dei suoi bambini attaccate al muro, facce grandi su fogli a4. La femmina è bionda con gli occhi celesti e in una foto è ripresa dall'alto con la faccia all'insù e le braccia tese per essere presa in braccio. Il maschio è paffuto e carino.
Oggi hanno qualche anno in più dei nani.
Lui in ufficio non è che sia considerato tra i più simpatici, un po' spocchioso e piuttosto saputello si dichiara esperto nella maggior parte degli argomenti e bravo in tutte le attività.
Tutto è merito suo e come conosce lui una materia non la conosce nessuno.
M e le sue amiche dell'ufficio lo chiamano il tuttologo e seppure non abbiano legato più di tanto in questi quattrodici anni, qualche mail di stima reciproca se la sono scambiata e hanno condiviso frustrazioni e ingiustizie più di una volta.
Da qualche anno la moglie del tuttologo, mamma della ragazza bionda e del bambino paffuto, si è ammalata. E M non ha mai trovato il modo la forza il coraggio le parole per dirgli qualcosa, chiedergli novità, dargli un conforto, perché ci sono cose così grandi che ci rendono impotenti e immobili. Che ci fanno paura da morire e ci paralizzano.
Ma da come si guardavano quando si incrociavano nei corridoi M sapeva che era come se si parlassero.
Oggi pomeriggio la moglie del tuttologo è morta.
E M ha pianto tutte le sue lacrime. Per lui, per i bambini nelle foto, per l'ingiustizia, il dolore. E perché per una mamma lasciare i figli deve essere terribile, e lasciarli senza vederli crescere, sapere che uomini e donne saranno, è una tragedia.
mercoledì 4 settembre 2013
Io sono più forte
"Dove posso trovare qualcosa da mangiare?"
"E' arrivato il buffet!!"
"Posso aprire il pacco dei panini?"
"Se volete mangiare in fondo a destra"
"Aspetta che ne prendo un altro"
"Vado a mangiare e arrivo"
"Scusa che sto masticando.."
"Sono finiti i panini??"
M sta lavorando il mercoledì sera nella redazione di un programma televisivo.
Divide la stanza con altri ragazzi che come lei, ognuno con il suo pc, contribuiscono alla realizzazione della puntata.
Alle 19.30 arrivano i pacchi del buffet e scatta la corsa la panino.
Appena arrivati, ancora con il casco in testa, le borse dei pc a tracolla, il telefono in mano, corrono nella stanza in fondo a destra e ne riemergono masticando. Femmine maschi magri cicciotti, tutti con un panino in mano.
Come se non mangiassero da giorni, o pensassero di non poter mangiare mai più.
E M che non mangia "sel serio" da una settimana e non sa quando ricomincerà, li osserva con un misto di invidia e superiorità e si ripete "io sono più forte di un qualsiasi panino".
"E' arrivato il buffet!!"
"Posso aprire il pacco dei panini?"
"Se volete mangiare in fondo a destra"
"Aspetta che ne prendo un altro"
"Vado a mangiare e arrivo"
"Scusa che sto masticando.."
"Sono finiti i panini??"
M sta lavorando il mercoledì sera nella redazione di un programma televisivo.
Divide la stanza con altri ragazzi che come lei, ognuno con il suo pc, contribuiscono alla realizzazione della puntata.
Alle 19.30 arrivano i pacchi del buffet e scatta la corsa la panino.
Appena arrivati, ancora con il casco in testa, le borse dei pc a tracolla, il telefono in mano, corrono nella stanza in fondo a destra e ne riemergono masticando. Femmine maschi magri cicciotti, tutti con un panino in mano.
Come se non mangiassero da giorni, o pensassero di non poter mangiare mai più.
E M che non mangia "sel serio" da una settimana e non sa quando ricomincerà, li osserva con un misto di invidia e superiorità e si ripete "io sono più forte di un qualsiasi panino".
martedì 3 settembre 2013
Settimana 1
Colazione: un bicchiere di "bevanda al gusto di tè" della macchinetta e una merendina vitasnella alla marmellata di arance amare
Pranzo: due barrette dietetiche al cioccolato extra dark e acqua naturale a volontà
Cena 1: una confezione di bresaola
Cena 2: insalata mista poco condita anche se il collega siamese dice che le verdure rosse contengono carboidrati
Cena 3: zucchine lesse con il limone, una mela anche se la frutta seppur non rossa contiene zuccheri
Cena 4: come il pranzo
Cena 5: parmigiana di melanzane della NonnaG di nascosto dal collega siamese, ma dichiarata il giorno dopo e scontata con la cena 6
Cena 6: acqua naturale a volontà
Cena 7: insalata mista e una fetta di prosciutto.
Dopo la prima settimana di dieta M è uguale a prima solo un po' più triste.
Pranzo: due barrette dietetiche al cioccolato extra dark e acqua naturale a volontà
Cena 1: una confezione di bresaola
Cena 2: insalata mista poco condita anche se il collega siamese dice che le verdure rosse contengono carboidrati
Cena 3: zucchine lesse con il limone, una mela anche se la frutta seppur non rossa contiene zuccheri
Cena 4: come il pranzo
Cena 5: parmigiana di melanzane della NonnaG di nascosto dal collega siamese, ma dichiarata il giorno dopo e scontata con la cena 6
Cena 6: acqua naturale a volontà
Cena 7: insalata mista e una fetta di prosciutto.
Dopo la prima settimana di dieta M è uguale a prima solo un po' più triste.
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