"Ti trovo benissimo!"
"Grazie!"
"Davvero sei uno splendore!"
"Ma..adesso non esageriamo.."
"Ma davvero stai molto bene.."
"..sei gentile"
"Sul serio credo di non averti mai visto così bene!"
"..."
"Da quanto tempo scusa non ci vediamo?"
"Non saprei forse da prima delle mie pance.."
"Bè sì mi ricordo che Caterina era appena nata e tu quindi non avevi figli.."
"Sì mi ricordo Caterina in carrozzina quindi se Caterina è di maggio e il nano di settembre direi che ero incinta l'ultima volta che ci siamo viste.."
"Ma davvero guarda ti trovo benissimo..scusa se mi ripeto.."
"Grazie davvero..forse perchè l'ultima volta ero in gravidanza e nonostante quello che dicono sulla bellezza delle donne in gravidanza.."
"Sì infatti l'ultima volta non ti ricordo molto in forma è per questo che davvero ti guardo e ti riguardo e in confronto all'ultima volta sei bellissima".
Oggi M ha incontrato la nonna di Caterina, un'amica di NonnaG che non vedeva dalla primavera del 2006.
Nella primavera del 2006 checchè ne dica la nonna di Caterina, M alla sua prima gravidanza non era niente male, aveva preso solo 7 chili, aveva appena compiuto trentatrè anni, entrava ancora nei suoi vestiti e la sua chioma selvaggia le copriva buona parte della schiena.
Eppure oggi in confronto all'ultima volta sotto gli sguardi increduli dell'amica di NonnaG, M era talmente irriconoscibile che alla fine non è affatto sicura che i suoi fossero proprio complimenti.
mercoledì 9 maggio 2012
martedì 8 maggio 2012
La festa della mamma senza festa
Oggi per la festa della mamma era richiesta la presenza di M a scuola per assistere alla recita della poesia nella classe del mezzonano e dopo qualche minuto in quella del nano. Entrambe perfettamente riuscite.
A seguire erano schedulate le due riunioni di fine anno in due classi diverse allo stesso orario.
M si è barcamenata come ha potuto tra le due aule ascoltando di gite, pizze di classe, battelli sul tevere, saggi di ginnastica, giornate al mare con animazione gazebo e giochi a tema, seduta su minuscole seggioline.
La sorte ha voluto che M non si trovasse nella classe del nano nel momento in cui veniva nominata senza grande simpatia dalla mamma di A. perchè sicuramente avrebbe replicato nei suoi soliti modi diretti e implacabili e se ne sarebbe pentita subito dopo.
La sorte tuttavia non ha evitato che M assistesse un'ora dopo in giardino al primo scambio di botte vere con tanto di pugni in faccia tra il nano e amicodelcuore.
Se M non avesse visto, si sarebbe ben guardata dall'affrontare i due combattenti a brutto muso in un monologo di quasi cinque minuti.
Se in quel momento M avesse giocato a campana con il saltellante mezzonano, avrebbe potuto evitare il profondo senso di vergogna che ha provato quando, in un momento di alienazione extracorporea, si è vista da fuori mentre inveiva sui due bambini rannicchiati per terra sotto il paziente e pacato sguardo della mamma di amicodelcuore.
Oggi è la festa della mamma, ma non di M solo della mamma di amicodelcuore e di quelle pazienti e pacate come lei.
A seguire erano schedulate le due riunioni di fine anno in due classi diverse allo stesso orario.
M si è barcamenata come ha potuto tra le due aule ascoltando di gite, pizze di classe, battelli sul tevere, saggi di ginnastica, giornate al mare con animazione gazebo e giochi a tema, seduta su minuscole seggioline.
La sorte ha voluto che M non si trovasse nella classe del nano nel momento in cui veniva nominata senza grande simpatia dalla mamma di A. perchè sicuramente avrebbe replicato nei suoi soliti modi diretti e implacabili e se ne sarebbe pentita subito dopo.
La sorte tuttavia non ha evitato che M assistesse un'ora dopo in giardino al primo scambio di botte vere con tanto di pugni in faccia tra il nano e amicodelcuore.
Se M non avesse visto, si sarebbe ben guardata dall'affrontare i due combattenti a brutto muso in un monologo di quasi cinque minuti.
Se in quel momento M avesse giocato a campana con il saltellante mezzonano, avrebbe potuto evitare il profondo senso di vergogna che ha provato quando, in un momento di alienazione extracorporea, si è vista da fuori mentre inveiva sui due bambini rannicchiati per terra sotto il paziente e pacato sguardo della mamma di amicodelcuore.
Oggi è la festa della mamma, ma non di M solo della mamma di amicodelcuore e di quelle pazienti e pacate come lei.
lunedì 7 maggio 2012
La palla e la paura
La scorsa settimana.
"Cosa vuoi per regalo?"
"Non lo so, non mi serve niente"
"Lo so a nessuno di noi serve niente ma è il tuo compleanno avevo piacere a farti un regalo.."
"Grazie ma davvero non mi serve niente"
Qualche giorno dopo.
"Mi è venuta un'idea per il tuo regalo!"
"Davvero?"
"Sì l'ipad"
"L'ipad???"
"Sì è fichissimo ci sono delle buone offerte.."
"Ma non lo voglio l'ipad ma cosa me ne faccio??"
"E' un bell'oggetto e prima o poi io me lo compro!"
"Per il mio compleanno?"
"Ok ok"
L'altro ieri.
"Avevo pensato di farti un buono nel negozio qui sotto per il tuo compleanno, ma poi se vai e non trovi niente che ti piace come si fa? E allora ho pensato che ti regalo i soldi."
"I soldi?"
"Sì."
Lunedì prossimo è il compleanno di M e H come tutti gli anni è in piena ansia da non regalo. M ieri pomeriggio sul divano davanti a un vecchio film, mentre i nani giocavano in camera, ha espresso il suo desiderio.
"C'è una cosa che mi piacerebbe per il mio compleanno.."
"Bene! Cosa?"
"Una cosa che inizia con la P e finisce con la A"
"Una padella?"
"No"
"Una palla?"
"No ma la forma è quella"
"Ah ho capito.. no, ho troppa paura".
Anche la paura Inizia con P e finisce con la A.
"Cosa vuoi per regalo?"
"Non lo so, non mi serve niente"
"Lo so a nessuno di noi serve niente ma è il tuo compleanno avevo piacere a farti un regalo.."
"Grazie ma davvero non mi serve niente"
Qualche giorno dopo.
"Mi è venuta un'idea per il tuo regalo!"
"Davvero?"
"Sì l'ipad"
"L'ipad???"
"Sì è fichissimo ci sono delle buone offerte.."
"Ma non lo voglio l'ipad ma cosa me ne faccio??"
"E' un bell'oggetto e prima o poi io me lo compro!"
"Per il mio compleanno?"
"Ok ok"
L'altro ieri.
"Avevo pensato di farti un buono nel negozio qui sotto per il tuo compleanno, ma poi se vai e non trovi niente che ti piace come si fa? E allora ho pensato che ti regalo i soldi."
"I soldi?"
"Sì."
Lunedì prossimo è il compleanno di M e H come tutti gli anni è in piena ansia da non regalo. M ieri pomeriggio sul divano davanti a un vecchio film, mentre i nani giocavano in camera, ha espresso il suo desiderio.
"C'è una cosa che mi piacerebbe per il mio compleanno.."
"Bene! Cosa?"
"Una cosa che inizia con la P e finisce con la A"
"Una padella?"
"No"
"Una palla?"
"No ma la forma è quella"
"Ah ho capito.. no, ho troppa paura".
Anche la paura Inizia con P e finisce con la A.
domenica 6 maggio 2012
Sette chili in sette giorni
Giovedì sera.
"Abbiam portato le vongole, li facciamo due spaghètti?"
"Va bene.."
"I ragassi li mangiano?"
"Il mezzonano li adora, il nano non mangia niente per lui li lasciamo in bianco"
"Ok allora siamo sei.."
"Bè sei.. i nani non li considererei come due porzioni.."
"Sì va bene faccio mezzo chilo"
Venerdì pomeriggio in giardino, appena arrivata.
"Ciao H"
"Ciao"
"I tuoi?"
"Mio padre è lì..mia madre è a casa sta preparando un dolce da portare domani alla festa dello sdentato"
"Ah ma non avevamo detto che scongelavamo la sua torta di nutella e pere numero quattro avanzata dalla festa del mezzonano e congelata cinque mesi fa?"
"Lo so ma ne ha voluto fare uno nuovo"
"Ah"
Circa un'ora dopo a casa.
"Buonasera, H mi ha detto che sta facendo il dolce per lo sdentato.. grazie non c'era bisogno"
"Sì ne ho fatti tre!"
"Tre???"
"Sì uno lo portate alla festa e gli altri due sono per voi!"
"Voi chi??"
"Voi dai i ragassi.. sono rotoli di pan di spagna con panna e cioccolato.. non sono cattivi"
"..."
Domenica a mezzogiorno.
"Ho portato il macinato che faccio le polpette per i ragassi.."
"Avevo pensato di fare la carbonara che è l'unica cosa che mangiano tutti.."
"Sì sì mi va la carbonara, allora carbonara e (un centinaio di) polpette!"
Stasera prima di andare via di qui e tornare al camping.
"Domani andiamo a prendere i ragassi a scuola e dopo restiamo a cena che facciamo gli gnocchi!"
I suoceri camperisti sono venuti a trovare "i ragassi" giovedì scorso e si fermano una settimana. Non ci sono speranze per l'imminente prova bikini di M.
"Abbiam portato le vongole, li facciamo due spaghètti?"
"Va bene.."
"I ragassi li mangiano?"
"Il mezzonano li adora, il nano non mangia niente per lui li lasciamo in bianco"
"Ok allora siamo sei.."
"Bè sei.. i nani non li considererei come due porzioni.."
"Sì va bene faccio mezzo chilo"
Venerdì pomeriggio in giardino, appena arrivata.
"Ciao H"
"Ciao"
"I tuoi?"
"Mio padre è lì..mia madre è a casa sta preparando un dolce da portare domani alla festa dello sdentato"
"Ah ma non avevamo detto che scongelavamo la sua torta di nutella e pere numero quattro avanzata dalla festa del mezzonano e congelata cinque mesi fa?"
"Lo so ma ne ha voluto fare uno nuovo"
"Ah"
Circa un'ora dopo a casa.
"Buonasera, H mi ha detto che sta facendo il dolce per lo sdentato.. grazie non c'era bisogno"
"Sì ne ho fatti tre!"
"Tre???"
"Sì uno lo portate alla festa e gli altri due sono per voi!"
"Voi chi??"
"Voi dai i ragassi.. sono rotoli di pan di spagna con panna e cioccolato.. non sono cattivi"
"..."
Domenica a mezzogiorno.
"Ho portato il macinato che faccio le polpette per i ragassi.."
"Avevo pensato di fare la carbonara che è l'unica cosa che mangiano tutti.."
"Sì sì mi va la carbonara, allora carbonara e (un centinaio di) polpette!"
Stasera prima di andare via di qui e tornare al camping.
"Domani andiamo a prendere i ragassi a scuola e dopo restiamo a cena che facciamo gli gnocchi!"
I suoceri camperisti sono venuti a trovare "i ragassi" giovedì scorso e si fermano una settimana. Non ci sono speranze per l'imminente prova bikini di M.
giovedì 3 maggio 2012
Mutatis mutandis
Nel film, Bridget Jones si scambia mail divertenti e molto sconvenienti con il suo capo Daniel Cleaver.
Daniele Cleaver è fico stronzo ricco potente bello aitante e irresistibile ne suo look col ciuffo.
E' anche spiritoso, colto, amante dei viaggi e delle cose belle.
Lei è cicciottella, un po' sfigata, single, sull'orlo dell'alcolismo, ironica e disponibile.
Lui la corteggia con leggerezza e superflua sapienza, lei si innamora perdutamente.
Nella vita, M-BJ subisce scambi di mail sconvenienti e ripetitive con il suo capo.
Il Dir non è fico, non è ricco, non è potente, è la cosa più lontana dal bello che M conosca e non è dotato di ciuffo alcuno.
Non è nemmeno spiritoso, non è colto, non ha niente di irresistibile.
Lei non è sfigata, non è single, solitamente non beve, è ironica, affatto disponibile e un po' stanca.
Lui la tortura incessantemente con pedanteria e prepotenza, lei non ne può più.
In queste ultime settimane la situazione è andata aggravandosi.
"Mi consideri uno stalker?"
"Perchè me lo chiedi?"
"Perchè certe volte mi sembra di esserlo con te, tu mi ci fai sentire"
"Ah"
"Allora mi consideri uno stalker?"
"Un po'..."
"Che stronza"
Daniele Cleaver è fico stronzo ricco potente bello aitante e irresistibile ne suo look col ciuffo.
E' anche spiritoso, colto, amante dei viaggi e delle cose belle.
Lei è cicciottella, un po' sfigata, single, sull'orlo dell'alcolismo, ironica e disponibile.
Lui la corteggia con leggerezza e superflua sapienza, lei si innamora perdutamente.
Nella vita, M-BJ subisce scambi di mail sconvenienti e ripetitive con il suo capo.
Il Dir non è fico, non è ricco, non è potente, è la cosa più lontana dal bello che M conosca e non è dotato di ciuffo alcuno.
Non è nemmeno spiritoso, non è colto, non ha niente di irresistibile.
Lei non è sfigata, non è single, solitamente non beve, è ironica, affatto disponibile e un po' stanca.
Lui la tortura incessantemente con pedanteria e prepotenza, lei non ne può più.
In queste ultime settimane la situazione è andata aggravandosi.
"Mi consideri uno stalker?"
"Perchè me lo chiedi?"
"Perchè certe volte mi sembra di esserlo con te, tu mi ci fai sentire"
"Ah"
"Allora mi consideri uno stalker?"
"Un po'..."
"Che stronza"
mercoledì 2 maggio 2012
Semel in anno
M ha un rapporto particolare con i propri capelli. Il più delle volte le piacciono. Non richiedono cure particolari, non sono per lei fonte di pensieri, alla loro età mantengono ancora il colore naturale e non le procurano alcun fastidio.
M ha un rapporto ancora più particoare con i parrucchieri.
Nella sua vita da quando ha raggiunto l'autonomia decisionale sull'argomento, li ha sempre evitati portando chiome selvagge più o meno lunghe. Tanto che quando tornava a a casa dopo l'appuntamento annuale NonnaG, che all'epoca era solo MammaG, le chiedeva se avesse trovato chiuso.
Tuttavia ci sono dei momenti in cui senza un apparente motivo M decide di osare.
Il 12 aprile 1994 uscì di casa nel primo pomeriggio con i capelli lunghi alla vita, lisci e schiariti e vi fece ritorno con un taglio alla maschietto. Cortissimo e scuro.
Era irriconoscibile.
Le conseguenze furono disastrose. Pianse, si disperò, cadde in una forte crisi di identità, per mesi portò un cappello e non si presentò davanti a uno specchio e girava per casa tenendo nostalgicamente in mano la sua treccia falciata di netto, che la MammaG chiamava "il topo".
Nel febbraio del 1999 aveva di nuovo capelli lunghi e fluenti, ma un pomeriggio uscì di casa e tornò con un taglio corto "sbarazzino" che nell'unico documento fotografico che resta non le donava un granchè, ma che nonostante tutto portò per alcuni anni.
Nel maggio del 2008 ancora una volta ha provato l'ebbrezza di passare da Raperonzolo a Mafalda nel giro di poche ore perchè aveva deciso che a trentacinque anni rischiava di fare la fine "dietro liceo, davanti museo".
Oggi pomeriggio, a un anno di distanza dall'ultimo incontro, M ha rivalutato il "museo" ed è andata dal suo parrucchiere munita del solito foglio patinato.
"Come li facciamo?"
"Ti ho portato questa foto.."
"Ma sono più lunghi dei tuoi!"
"Sì infatti li vorrei lunghi.."
"Ah"
"Si può fare?"
"..certo che si può fare aspetta qualche mese e ritorna.."
M ha un rapporto ancora più particoare con i parrucchieri.
Nella sua vita da quando ha raggiunto l'autonomia decisionale sull'argomento, li ha sempre evitati portando chiome selvagge più o meno lunghe. Tanto che quando tornava a a casa dopo l'appuntamento annuale NonnaG, che all'epoca era solo MammaG, le chiedeva se avesse trovato chiuso.
Tuttavia ci sono dei momenti in cui senza un apparente motivo M decide di osare.
Il 12 aprile 1994 uscì di casa nel primo pomeriggio con i capelli lunghi alla vita, lisci e schiariti e vi fece ritorno con un taglio alla maschietto. Cortissimo e scuro.
Era irriconoscibile.
Le conseguenze furono disastrose. Pianse, si disperò, cadde in una forte crisi di identità, per mesi portò un cappello e non si presentò davanti a uno specchio e girava per casa tenendo nostalgicamente in mano la sua treccia falciata di netto, che la MammaG chiamava "il topo".
Nel febbraio del 1999 aveva di nuovo capelli lunghi e fluenti, ma un pomeriggio uscì di casa e tornò con un taglio corto "sbarazzino" che nell'unico documento fotografico che resta non le donava un granchè, ma che nonostante tutto portò per alcuni anni.
Nel maggio del 2008 ancora una volta ha provato l'ebbrezza di passare da Raperonzolo a Mafalda nel giro di poche ore perchè aveva deciso che a trentacinque anni rischiava di fare la fine "dietro liceo, davanti museo".
Oggi pomeriggio, a un anno di distanza dall'ultimo incontro, M ha rivalutato il "museo" ed è andata dal suo parrucchiere munita del solito foglio patinato.
"Come li facciamo?"
"Ti ho portato questa foto.."
"Ma sono più lunghi dei tuoi!"
"Sì infatti li vorrei lunghi.."
"Ah"
"Si può fare?"
"..certo che si può fare aspetta qualche mese e ritorna.."
martedì 1 maggio 2012
Grandi scoperte
M e famiglia in questo lungo ponte di primavera hanno aperto la stagione marina e sono andati in trasferta al mare dai Nonni. Con loro c'era anche lo sdendato, il cuginetto di quattro anni che tra i sette nani fino a questa trasferta ricopriva i ruolo di Mammolo.
E' stato un soggiorno rivelatore sotto molti aspetti e stasera M ha deciso di rendere pubbliche le grandi scoperte degli ultimi giorni:
1) La famiglia allargata è una figata
2) Non bisogna mai fare affidamento sulle previsioni del tempo
3) Il pacchetto tram-metropolitana-treno batte il trittico macchina-traffico-gomito senza storia
4) Il mare stanca, anche quando non si scende in spiaggia
5) Tre figli sono più di due ma comunque per una vasca da bagno non sono troppi, mentre per H sì
6) Le prime esposizioni al sole sono una prova durissima
7) In spiaggia avere sempre un secchiello a portata di mano può fare la differenza anche quando non si tratta di costruire castelli
8) Il filo dell'aquilone quando lo devi riarrotolare ha una lunghezza inversamente proporzionale alla durata dell'entusiasmo dei bambini nel giocarci
9) Nervosi si nasce e non c'è beach tennis che tenga
10) Si può stare quattro giorni lontani da casa e da mamma e papà senza mai nominarli nè avere voglia di parlarci al telefono anche se si hanno quattro anni e si è considerati Mammolo
11) Il silenzio è una gran figata ancor più della famiglia allargata.
E' stato un soggiorno rivelatore sotto molti aspetti e stasera M ha deciso di rendere pubbliche le grandi scoperte degli ultimi giorni:
1) La famiglia allargata è una figata
2) Non bisogna mai fare affidamento sulle previsioni del tempo
3) Il pacchetto tram-metropolitana-treno batte il trittico macchina-traffico-gomito senza storia
4) Il mare stanca, anche quando non si scende in spiaggia
5) Tre figli sono più di due ma comunque per una vasca da bagno non sono troppi, mentre per H sì
6) Le prime esposizioni al sole sono una prova durissima
7) In spiaggia avere sempre un secchiello a portata di mano può fare la differenza anche quando non si tratta di costruire castelli
8) Il filo dell'aquilone quando lo devi riarrotolare ha una lunghezza inversamente proporzionale alla durata dell'entusiasmo dei bambini nel giocarci
9) Nervosi si nasce e non c'è beach tennis che tenga
10) Si può stare quattro giorni lontani da casa e da mamma e papà senza mai nominarli nè avere voglia di parlarci al telefono anche se si hanno quattro anni e si è considerati Mammolo
11) Il silenzio è una gran figata ancor più della famiglia allargata.
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