A letto qualche sera fa.
Luce del comodino accesa.
H e M ognuno assorto nella propria lettura.
"Ah oggi non ti ho letto"
"Fa niente"
"No ti leggo ora"
Tempo di lettura 1 minuto.
"..dice davvero ppinasi il mezzonano al posto di spinaci"
"Già"
"Sbaglia un sacco di parole ancora.."
"Sì gli mancano parecchie lettere"
"Ormai parlerà per sempre così"
"???"
"Eh sì dai quanti anni anni ha, è grande.."
"Tre"
"Sì ecco tre, bè il nano non parlava così a tre anni, non gli mancava nessuna lettera a lui"
"E' vero ma non tutti i bambini sono uguali! Ma come fai a pensare che parlerà per sempre così scusa..."
"Bè non impara mai.."
"Non è vero l'anno scorso se ti ricordi gli mancavano anche i dittonghi invece durante l'estate li ha imparati"
"I...cosa???"
"I dittonghi"
"E cush'è chel'è??"
H ha fatto le scuole tecniche e da quando sono nati i bambini è tacito accordo che lui li affiancherà nei compiti di matematica e nello studio delle materie scientifiche, mentre M sarà per loro un riferimento nello studio della letteratura, della grammatica e della lingua italiana.
mercoledì 11 aprile 2012
martedì 10 aprile 2012
Morte e resurrezione
Sono stati giorni un po' pesanti queste "vacanze" di pasqua.
Prima si è ammalato il nano.
Poi è stato il turno del mezzonano.
Infine ieri, lunedì di pasquetta, giorno abitualmente dedicato alle gite fuori porta, H non è riuscito ad alzarsi dal letto "che debolèèèsss".
M si è domandata se il malessere dei tre maschi di casa fosse una causa o un effetto degli arresti domiciliari di questi giorni. Ed è arrivata alla seguente conclusione:
1) l'otite del nano, iniziata il fine settimana precedente a quello di pasqua, non poteva essere un effetto della clausura e ne è stata invece in parte la causa;
2) l'influenza con febbre a 38.5 del mezzonano cominciata il primo giorno di vacanze non poteva essere un effetto della clausura per lui non ancora iniziata;
3) il collasso di H ieri mattina è senza dubbio effetto della clausura.
M, dal canto suo, si è chiusa in un mutismo depresso e sordo. E' scoppiata in lacrime all'inizio del pranzo pasquale (alla pizza di formaggio per essere precisi) e si è dovuta ritirare nella sua stanza per riprendersi.
Causa della depressione l'infinita lotta psicologica con il nano e la perdita definitiva di quattro flutes da champagne regalatele dalla sua amica della macchinetta, trimamma, per il matrimonio e gelosamente custodite una a una nella carta velina, fino a domenica mattina quando il mezzonano con un unico movimento degno di un fine prestigiatore, le ha scaraventate per terra, rovinosamente.
Un ringraziamento perenne ai nonni che con la loro assidua presenza ci hanno "resuscitato".
Prima si è ammalato il nano.
Poi è stato il turno del mezzonano.
Infine ieri, lunedì di pasquetta, giorno abitualmente dedicato alle gite fuori porta, H non è riuscito ad alzarsi dal letto "che debolèèèsss".
M si è domandata se il malessere dei tre maschi di casa fosse una causa o un effetto degli arresti domiciliari di questi giorni. Ed è arrivata alla seguente conclusione:
1) l'otite del nano, iniziata il fine settimana precedente a quello di pasqua, non poteva essere un effetto della clausura e ne è stata invece in parte la causa;
2) l'influenza con febbre a 38.5 del mezzonano cominciata il primo giorno di vacanze non poteva essere un effetto della clausura per lui non ancora iniziata;
3) il collasso di H ieri mattina è senza dubbio effetto della clausura.
M, dal canto suo, si è chiusa in un mutismo depresso e sordo. E' scoppiata in lacrime all'inizio del pranzo pasquale (alla pizza di formaggio per essere precisi) e si è dovuta ritirare nella sua stanza per riprendersi.
Causa della depressione l'infinita lotta psicologica con il nano e la perdita definitiva di quattro flutes da champagne regalatele dalla sua amica della macchinetta, trimamma, per il matrimonio e gelosamente custodite una a una nella carta velina, fino a domenica mattina quando il mezzonano con un unico movimento degno di un fine prestigiatore, le ha scaraventate per terra, rovinosamente.
Un ringraziamento perenne ai nonni che con la loro assidua presenza ci hanno "resuscitato".
giovedì 5 aprile 2012
Braccio di ferro e la volpe
A tavola qualche sera fa.
"Chi vuole asaggiare gli spinaci?"
"Io 'i vojo assazzare"
"Io no: che schifo gli spinaci"
"Non si dice che schifo delle cose da mangiare.. Tieni mezzonano..come sono?"
"Mmm buonissimi"
"Bene sono contenta che ti piacciano, mangia piano però e mastica bene"
"Vojo anco'a ppinasi mamma"
"Certo tieni"
"Nano sei sicuro che non li vuoi nemmeno assaggiare? Hai visto quanto piacciono a tuo fratello? Forse non sono così cattivi come credi ma se non li assaggi non lo saprai mai!"
"Non li voglio gli spinaci"
"Non fare quella faccia schifata"
"Sono buoni 'i ppinasi invese"
"Certo mezzonano sono buoni e poi li mangia anche braccio di ferro perchè gli spinaci fanno diventare molto forti"
"Sì e io divento fotte fotte che manzo monti ppinasi"
"Eh già il mezzonano diventa forte e tu nano no?"
"No io no"
"Ah non ti interessa diventare forte?"
"Eh no perchè lui sarà anche forte, io sono furbo però".
"Chi vuole asaggiare gli spinaci?"
"Io 'i vojo assazzare"
"Io no: che schifo gli spinaci"
"Non si dice che schifo delle cose da mangiare.. Tieni mezzonano..come sono?"
"Mmm buonissimi"
"Bene sono contenta che ti piacciano, mangia piano però e mastica bene"
"Vojo anco'a ppinasi mamma"
"Certo tieni"
"Nano sei sicuro che non li vuoi nemmeno assaggiare? Hai visto quanto piacciono a tuo fratello? Forse non sono così cattivi come credi ma se non li assaggi non lo saprai mai!"
"Non li voglio gli spinaci"
"Non fare quella faccia schifata"
"Sono buoni 'i ppinasi invese"
"Certo mezzonano sono buoni e poi li mangia anche braccio di ferro perchè gli spinaci fanno diventare molto forti"
"Sì e io divento fotte fotte che manzo monti ppinasi"
"Eh già il mezzonano diventa forte e tu nano no?"
"No io no"
"Ah non ti interessa diventare forte?"
"Eh no perchè lui sarà anche forte, io sono furbo però".
mercoledì 4 aprile 2012
Monologo serale
"Ma come è possibile che non vuoi bene a tua mamma? Tutti i bambini dovrebbero voler bene alle loro mamme.. tu invece cosa fai per dimostrare che mi vuoi bene? Sono tornata a casa e stavi facendo piangere tuo fratello solo perchè sei un prepotente, senza motivi come sempre. Siamo andati a tavola e la pastina prima la volevi e poi no mi fa schifo poi volevi la piadina con il filadelfia e non hai mangiato nemeno quella, hai voluto la nutella a tutti i costi e poi l'hai lasciata.. Per farti prendere l'antibiotico tutte le volte una lagna che non finisce più, il muso, i pianti..mille storie che poi è solo per il tuo bene perchè non ti ricordi come stavi ieri con il mal d'orecchio?? Non sarà meglio prendere una medicina anche che non ti piace piuttosto che avere di nuovo quel dolore? Hai voluto che ti disegnassi Mazinga Z e te l'ho disegnato, che leggessi il libro degli Snorky e te l'ho letto, hai voluto vedere Chuck e ti ho acceso la tele.. ti ho lavato, messo il pigiama, messo a letto coccolato e sbaciucchiato e tu per tutta risposta dopo dieci minuti mi chiami per dirmi che ci sono tutte gocce di sangue nel letto?? Chissà perchè poi guardati il dito, quante volte te l'abbiamo detto che non devi metterti le dita nel naso che ti fai male? Guarda qua che macello..adesso devo cambiarti le lenzuola..ma guarda te..sei contento di vedermi sempre arrabbiata? Guarda è passato anche sotto..vado a prendere la spugnetta che devo pulirlo subito che non va più via..un principe sei.. esisti solo tu, non te ne importa di niente e di nessuno solo dei regali che ti fanno e di andare a casa dei tuoi amici, per il resto non ti importa niente..che tristezza..ecco il letto è pronto principe buonanotte..Iu-hu c'è qualcuno qui?? Ma tu mi ascolti quando parlo??"
"No perchè ho questo mal d'orecchio e proprio non ti sento"
Stasera M era a casa da sola con i nani, H giocava a calcetto. Il nano ha messo in piedi tutto il suo migliore repertorio e M è molto avvilita, ha parlato da sola per un quarto d'ora buono mentre lui la guardava assente senza mostrare alcun segno di pietà o di pentimento o di empatia. Niente.
"No perchè ho questo mal d'orecchio e proprio non ti sento"
Stasera M era a casa da sola con i nani, H giocava a calcetto. Il nano ha messo in piedi tutto il suo migliore repertorio e M è molto avvilita, ha parlato da sola per un quarto d'ora buono mentre lui la guardava assente senza mostrare alcun segno di pietà o di pentimento o di empatia. Niente.
martedì 3 aprile 2012
La deriva del brutto
Come ogni nonno che si rispetti, l'Arch adora i suoi nipoti. Li considera intelligenti, bravi, superiori in ogni cosa che fanno e soprattutto molto belli.
Ogni tanto M riceve un sms dell'Arch che recita "'nto sò belli" così senza ulteriori dettagli.
In una parola li adora.
Oggi l'Arch ha voluto accompagnare M e il dolorante nano in preda a otite febbre e vomito dal pediatra. "Per una volta che posso stare un po' con mio nipote, ho cancellato tutti i miei impegni" ha detto.
In macchina, alla guida, l'Arch ha cominciato con la solita solfa di (qua)nto sono belli i nani e come ogni mamma che si rispetti, M seduta dietro nella minicar con le ginocchia in bocca il nano lamentoso in braccio e i piedi arrampicati l'uno sull'altro, gongolava a dispetto dell'otite, della notte insonne dietro le spalle e di quella altrettanto insonne davanti.
"L'altro giorno dov'è che stavo...ah sì l'altro giorno ero in fila alla posta e ho notato uno"
"Un bambino?"
"No non un bambino"
"Ah che ne so stavi parlando dei nani.."
"No no insomma uno, un tipo"
"Un signore?"
"Sì un signore diciamo.. ma giovane, non un ragazzo ma giovane"
"Ok ho capito, e?"
"..e ho pensato che sarebbe potuto essere il mezzonano da grande"
"Ah sì gli somigliava?"
"Sì bè non ti so dire in cosa ma lo guardavo e ho proprio pensato che il mezzonano sarebbe potuto diventare proprio così da grande"
"Ah e com'era questo giovane?"
"Brutto"
"@_@"
"Sì brutto"
"Ma come brutto??? Che vuol dire brutto? Ciccione?"
"No no non ciccione.."
"Pelato?"
"No no nemmeno pelato"
"E allora brutto come?"
"Brutto brutto"
"@_@"
"Bè il mezzonano potrebbe diventare così, se prende la deriva del brutto."
Ogni tanto M riceve un sms dell'Arch che recita "'nto sò belli" così senza ulteriori dettagli.
In una parola li adora.
Oggi l'Arch ha voluto accompagnare M e il dolorante nano in preda a otite febbre e vomito dal pediatra. "Per una volta che posso stare un po' con mio nipote, ho cancellato tutti i miei impegni" ha detto.
In macchina, alla guida, l'Arch ha cominciato con la solita solfa di (qua)nto sono belli i nani e come ogni mamma che si rispetti, M seduta dietro nella minicar con le ginocchia in bocca il nano lamentoso in braccio e i piedi arrampicati l'uno sull'altro, gongolava a dispetto dell'otite, della notte insonne dietro le spalle e di quella altrettanto insonne davanti.
"L'altro giorno dov'è che stavo...ah sì l'altro giorno ero in fila alla posta e ho notato uno"
"Un bambino?"
"No non un bambino"
"Ah che ne so stavi parlando dei nani.."
"No no insomma uno, un tipo"
"Un signore?"
"Sì un signore diciamo.. ma giovane, non un ragazzo ma giovane"
"Ok ho capito, e?"
"..e ho pensato che sarebbe potuto essere il mezzonano da grande"
"Ah sì gli somigliava?"
"Sì bè non ti so dire in cosa ma lo guardavo e ho proprio pensato che il mezzonano sarebbe potuto diventare proprio così da grande"
"Ah e com'era questo giovane?"
"Brutto"
"@_@"
"Sì brutto"
"Ma come brutto??? Che vuol dire brutto? Ciccione?"
"No no non ciccione.."
"Pelato?"
"No no nemmeno pelato"
"E allora brutto come?"
"Brutto brutto"
"@_@"
"Bè il mezzonano potrebbe diventare così, se prende la deriva del brutto."
lunedì 2 aprile 2012
Guardare per guardare
In ufficio a mensa parlando con la collega alta in una più unica che rara occasione di un pranzo tutto al femminile, M ha scoperto che esistono due modi per guardare: guardare e guardare per guardare.
Il primo modo e cioè "guardare" è quello normale: si guarda la tele, si guarda il cielo, si guarda il semaforo e si aspetta che diventi verde, si guarda un documento presentato su uno schermo, il benzinaio che ci riempie il serbatoio, la pagina di un giornale, un film, si guarda un aereo che passa, un albero che fiorisce, il quaderno dei compiti, lo specchio.
Il secondo modo e cioè "guardare per guardare" è ben diverso: durante una dieta ferrea guardare una fetta di torta al cioccolato, quando un uomo guarda una donna ammirandone forme e desiderandone attenzioni, un assetato che incontra un'oasi nel deserto, una shoppingaholic davanti alla vetrina di uno show room, Carrie Bradshaw davanti a un paio di Manolo Blahnik, Biancaneve davanti alla mela avvelenata, Paperon de Paperoni davanti a una moneta.
La discriminante tra "guardare" e "guardare per guardare" è in una parola la bava.
La collega alta di M, che ne sa una più del diavolo, ha detto a M che sicuramente più di una volta le era capitato di essere l'oggetto di un "guardare per guardare"
"Pensaci M. Dai ti sarà capitato un sacco di volte.."
M ci ha pensato intensamente, ma non le è venuto in mente nemmeno un esempio.
M non è oggetto di bave. Tuttalpiù sbava.
Il primo modo e cioè "guardare" è quello normale: si guarda la tele, si guarda il cielo, si guarda il semaforo e si aspetta che diventi verde, si guarda un documento presentato su uno schermo, il benzinaio che ci riempie il serbatoio, la pagina di un giornale, un film, si guarda un aereo che passa, un albero che fiorisce, il quaderno dei compiti, lo specchio.
Il secondo modo e cioè "guardare per guardare" è ben diverso: durante una dieta ferrea guardare una fetta di torta al cioccolato, quando un uomo guarda una donna ammirandone forme e desiderandone attenzioni, un assetato che incontra un'oasi nel deserto, una shoppingaholic davanti alla vetrina di uno show room, Carrie Bradshaw davanti a un paio di Manolo Blahnik, Biancaneve davanti alla mela avvelenata, Paperon de Paperoni davanti a una moneta.
La discriminante tra "guardare" e "guardare per guardare" è in una parola la bava.
La collega alta di M, che ne sa una più del diavolo, ha detto a M che sicuramente più di una volta le era capitato di essere l'oggetto di un "guardare per guardare"
"Pensaci M. Dai ti sarà capitato un sacco di volte.."
M ci ha pensato intensamente, ma non le è venuto in mente nemmeno un esempio.
M non è oggetto di bave. Tuttalpiù sbava.
domenica 1 aprile 2012
Che macello
Alle cinque di pomeriggio di venerdì Lui, il giovane capo prodigio, chiedeva a M se prima di uscire poteva aprire un account google per il dipartimento dove lavorano. L'assertiva M rispondeva con un "certamente", si sedeva alla propria postazione e provvedeva.
Al termine dell'operazione M inviava ai colleghi e a Lui il nuovo account con annessa la password di accesso.
Sapendo di dover andare a recuperare il nano e l'amico G alla lezione di basket alle 17.30, M alle 17.20 spegneva il pc e si accingeva all'uscita.
Tuttavia, quasi arrivata alle scale, M veniva assalita da un feroce dubbio: aveva veramente creato un nuovo account per il suo ufficio oppure senza uscire dal suo account personale si era limitata a SOSTITUIRNE indirizzo mail e password e li aveva spediti a tutti i colleghi dando loro accesso diretto alla sua posta personale e all'erba con i privilegi di amministratori?
Per fugare ogni dubbio M tornava indietro, riaccendeva il pc, provava l'accesso al suo account e scopriva che il feroce dubbio era terrificante realtà.
Si affrettava a inviare un'errata corrige ai colleghi con un nuovo account e una nuova password di accesso.
In uno stato di agitazione palpabile e sudata fradicia, M segneva il pc, correva al motorino, alla lezione di basket, prendeva il nano e l'amico G, li portava di corsa alla festicciola organizzata in giardino per la sorellina di amicodelcuore, affidava alla muta Mar il nano e a nessuno l'amico G e tornava sul luogo del delitto perchè nonostante l'errata corrige non poteva avere la certezza che qualche collega distratto non accedesse con le sue credenziali al suo piccolo mondo segreto.
Soltanto a tarda notte, a casa, con il supporto del fedele H, M riusciva a recuperare la situazione, reimpostava la propria mail, eliminava per sempre l'inidirizzo inviato ai colleghi con annessa password e dormiva finalmente un sonno tranquillo.
Al termine dell'operazione M inviava ai colleghi e a Lui il nuovo account con annessa la password di accesso.
Sapendo di dover andare a recuperare il nano e l'amico G alla lezione di basket alle 17.30, M alle 17.20 spegneva il pc e si accingeva all'uscita.
Tuttavia, quasi arrivata alle scale, M veniva assalita da un feroce dubbio: aveva veramente creato un nuovo account per il suo ufficio oppure senza uscire dal suo account personale si era limitata a SOSTITUIRNE indirizzo mail e password e li aveva spediti a tutti i colleghi dando loro accesso diretto alla sua posta personale e all'erba con i privilegi di amministratori?
Per fugare ogni dubbio M tornava indietro, riaccendeva il pc, provava l'accesso al suo account e scopriva che il feroce dubbio era terrificante realtà.
Si affrettava a inviare un'errata corrige ai colleghi con un nuovo account e una nuova password di accesso.
In uno stato di agitazione palpabile e sudata fradicia, M segneva il pc, correva al motorino, alla lezione di basket, prendeva il nano e l'amico G, li portava di corsa alla festicciola organizzata in giardino per la sorellina di amicodelcuore, affidava alla muta Mar il nano e a nessuno l'amico G e tornava sul luogo del delitto perchè nonostante l'errata corrige non poteva avere la certezza che qualche collega distratto non accedesse con le sue credenziali al suo piccolo mondo segreto.
Soltanto a tarda notte, a casa, con il supporto del fedele H, M riusciva a recuperare la situazione, reimpostava la propria mail, eliminava per sempre l'inidirizzo inviato ai colleghi con annessa password e dormiva finalmente un sonno tranquillo.
Iscriviti a:
Post (Atom)