Mezzanotte.
DRIIINNNNN
"Pronto????"
"Ciao sono NonnaG"
"Che è successo???'
"Niente perché?"
"Be' a quest'ora.."
"E' tardi?"
"..sarà mezzanotte.."
"Mezzanotte? ...ah si hai ragione é mezzanotte"
(...)
"Stavo leggendo e non mi sono resa conto che fosse così tardi"
(...)
"Stavi dormendo?'
"Be', quasi.. insomma.."
"Scusa..."
"Non fa niente, ma mi hai fatto prendere un colpo.."
"E perché?"
"Ma che ne so, é mezzanotte sto quasi dormendo .. il telefono.."
"Ah"
"Ma cosa volevi dirmi?"
"Stavo pensando: non dire alla muta Mar di venire in spiaggia domani tanto se non fa il bagno é inutile, non mi da' nessun aiuto.."
"Ma quando ci siamo sentite due ore fa', non mi avevi già detto che doveva rimanere a casa con il mezzonano mentre tu andavi in spiaggia con il nano?"
"Ah sì hai ragione"
(...)
"Scusa ancora allora buonanotte, dormi dormi.."
Click.
giovedì 8 settembre 2011
mercoledì 7 settembre 2011
Il grembiule questo sconosciuto
M adora le divise, ha una morbosa passione per l'ordine e la disciplina e trova l'uniforme, in ogni sua espressione, elegante e aristocratica.
Inoltre, ha una maniacale perversione per i bambini vestiti uguali, preferibilmente parenti tra loro, ereditata geneticamente dalla NonnaG e dall'Arch.
Nella scuola dei nani è previsto il grembiule e M il primo giorno di scuola è solita immortalarli vicini, per mano, con indosso il grembiule nella sua unica occasione di impeccabile pulizia.
Le M però, com'è noto, non sono tutte uguali.
"Hai comprato il grembiule per lo sdentato?"
"Grembiule???"
"Sì il grembiule, io per il mezzonano sono riuscita a trovarli identici a quelli del nano, senza nessunissimo ricamo, sono così contenta!"
"Io devo aver proprio rimosso la necessità del grembiule.."
"Ma sei ancora in tempo"
"Ma a me fa schifo il grembiule"
"Ma come.. sono così carini.."
"No. Io lo portavo a scuola, grigio, lungo, da suora.. per carità"
"Ah"
"Ma.. come deve essere questo grembiule? Con i bottoni?"
"Sì, i bottoni, il colletto, le tasche, il classico grembiule da scuola.."
"No non ce la faccio, con i bottoni no."
Ci sono delle M a cui fanno schifo i ragni, molte sono terrorizzate dai topi, alcune si fanno venire un coccolone alla vista del filtro del lavandino intasata o a quella del sangue, e ce n'é una che non sopporta la vista dei bottoni.
P.s. Questa sera quello che dovrebbe essere Il Telegiornale con la T grande, ha dedicato un servizio all'abbigliamento adatto alla scuola. M si è convinta ancora di più della necessità di imporre grembiuli e divise, e di cambiare canale.
Inoltre, ha una maniacale perversione per i bambini vestiti uguali, preferibilmente parenti tra loro, ereditata geneticamente dalla NonnaG e dall'Arch.
Nella scuola dei nani è previsto il grembiule e M il primo giorno di scuola è solita immortalarli vicini, per mano, con indosso il grembiule nella sua unica occasione di impeccabile pulizia.
Le M però, com'è noto, non sono tutte uguali.
"Hai comprato il grembiule per lo sdentato?"
"Grembiule???"
"Sì il grembiule, io per il mezzonano sono riuscita a trovarli identici a quelli del nano, senza nessunissimo ricamo, sono così contenta!"
"Io devo aver proprio rimosso la necessità del grembiule.."
"Ma sei ancora in tempo"
"Ma a me fa schifo il grembiule"
"Ma come.. sono così carini.."
"No. Io lo portavo a scuola, grigio, lungo, da suora.. per carità"
"Ah"
"Ma.. come deve essere questo grembiule? Con i bottoni?"
"Sì, i bottoni, il colletto, le tasche, il classico grembiule da scuola.."
"No non ce la faccio, con i bottoni no."
Ci sono delle M a cui fanno schifo i ragni, molte sono terrorizzate dai topi, alcune si fanno venire un coccolone alla vista del filtro del lavandino intasata o a quella del sangue, e ce n'é una che non sopporta la vista dei bottoni.
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| Il nano con il grembiule, i bottoni e un ricamo |
martedì 6 settembre 2011
O logos deloi oti
C'era una volta un bambino che decise di cadere nel bagno della scuola e di sbattere gli incisivi sul bordo del lavandino nell'unica giornata che la madre aveva preso di ferie sotto natale, per fare i regali.
Era il 21 dicembre.
Fu così che l'accurata depilazione trimestrale, venne interrotta da una allarmante telefonata della maestranumerodue, che intimava alla madre di correre immediatamente a scuola. Dopo pochi minuti la suddetta madre, mezza donna liscia e mezza no, era a scuola davanti a una piccola bocca sanguinante e a un bambino in lacrime.
Nonostante i consigli della maestranumerodue, tenuta in scarsa considerazione, la madre in questione decise di non portare il bambino né al pronto soccorso, né dal pediatra, né di fargli controllare i denti da un dentista.
La ferita passò,
lo spavento passò,
il tempo passò.
Otto mesi piu' tardi, sulla gengiva del bambino comparve quella che la madre definì un'afta e che l'AltraNonna definì una mancanza di vitamine dovuta a una dieta povera e inadeguata.
Un mese dopo, quella che non è né un'afta né una carenza di vitamine, ma che si é rivelata un ascesso da infezione, è ancora lì a dimostrare che la maestranumerodue aveva ragione, che l'incisivo sbattuto morì su quel lavandino e che adesso con una cura canalare in due o tre sedute tutto sarà risolto.
E che non bisogna mai ridursi all'ultimo momento per comprare i regali di natale.
Era il 21 dicembre.
Fu così che l'accurata depilazione trimestrale, venne interrotta da una allarmante telefonata della maestranumerodue, che intimava alla madre di correre immediatamente a scuola. Dopo pochi minuti la suddetta madre, mezza donna liscia e mezza no, era a scuola davanti a una piccola bocca sanguinante e a un bambino in lacrime.
Nonostante i consigli della maestranumerodue, tenuta in scarsa considerazione, la madre in questione decise di non portare il bambino né al pronto soccorso, né dal pediatra, né di fargli controllare i denti da un dentista.
La ferita passò,
lo spavento passò,
il tempo passò.
Otto mesi piu' tardi, sulla gengiva del bambino comparve quella che la madre definì un'afta e che l'AltraNonna definì una mancanza di vitamine dovuta a una dieta povera e inadeguata.
Un mese dopo, quella che non è né un'afta né una carenza di vitamine, ma che si é rivelata un ascesso da infezione, è ancora lì a dimostrare che la maestranumerodue aveva ragione, che l'incisivo sbattuto morì su quel lavandino e che adesso con una cura canalare in due o tre sedute tutto sarà risolto.
E che non bisogna mai ridursi all'ultimo momento per comprare i regali di natale.
lunedì 5 settembre 2011
Meglio mi sento
"L'altra sera a casa mi sono messo a guardare vecchie foto"
"Dei nani?"
"No, nostre"
"Ah. Quali?"
"In generale, varie.., un po' un misto"
"Ah"
"Com'eri bella.."
(...)
"Eri bella si'"
"Ma come.."
"Si' be' e' un complimento.."
"Si' grazie, ma ERI.."
"Si', be'.. no.. anche ora lo sei certo.."
"Be' calcola due gravidanze, otto anni.."
"Si' volevo dire com'eri giovane".
"Dei nani?"
"No, nostre"
"Ah. Quali?"
"In generale, varie.., un po' un misto"
"Ah"
"Com'eri bella.."
(...)
"Eri bella si'"
"Ma come.."
"Si' be' e' un complimento.."
"Si' grazie, ma ERI.."
"Si', be'.. no.. anche ora lo sei certo.."
"Be' calcola due gravidanze, otto anni.."
"Si' volevo dire com'eri giovane".
domenica 4 settembre 2011
Dieci punti prima di ricominciare
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| Ultimo giorno |
1) "lo sport è come la vita: bisogna confrontarsi con la propria realtà e non spingersi oltre"
2) la vera magia di un mago a una festa di bambini non è far apparire dal nulla il coniglio alla fine dello spettacolo, che è sembrato al nano cosa normalissima e financo banale, ma trasformarsi da mago in coniglio
3) il primo settembre arrivano le vespe, ovunque
4) il vero segreto di un surfista da onde, alto poco più di un metro, è battere i piedi senza farlo vedere a nessuno, così "pensano tutti che il segreto è nelle onde"
5) dopo quaranta giorni di testa a testa con i nani, si può provare un insano brivido di eccitazione al pensiero di lasciarli al mare con i nonni ancora qualche giorno
6) che si può litigare per un campo da beach tennis a quindici come a sessanta anni, con lo stesso fervore
7) che l'uva ha poteri purificatori e che basta mangiarla a colazione pranzo e cena per tre settimane per godere dei suoi benefici effetti
8) che la fine dell'estate anche se non hai più quindici anni mette sempre un po' di malinconia addosso
9) e che il rientro in ufficio, come quello a scuola fa sempre un po' paura
10) che tornare a VR è ancora un'emozione.
venerdì 2 settembre 2011
Comprensibili preferenze
LdG è un avamposto della nostra famiglia. Siamo quasi tutti parenti, o meglio tutti i parenti dalla parte di NonnaG sono qui riuniti tutte le estati da oltre 30 anni, generazione dopo generazione. Quella dei nani è la terza. Viviamo in case diverse che distano l'una dall'altra non più di 20 metri. La discrezione è estinta, la solitudine un miraggio. La vita in comune regna sovrana, con tutte le sue comodità e, talvolta, i suoi svantaggi.
Ieri sera.
Sotto il portico.
Alla fine della cena, siamo alla frutta, in senso stretto e in senso lato.
Suona il campanello.
"Chi è?"
"Sono Fisherman"
"Entra"
"C'è anche il cuginetto Apprendista Stregone con me"
"..venite"
"C'è anche il cane..."
(...)
Entrano in giardino e si avvicinano al tavolo dove M sta mangiando con la NonnaG, l'Arch e i nani ambulanti.
"Sono passato perché stavo andando al cancello a buttare la spazzatura, ma il cuginetto Apprendista Stregone è stanco e non ce la fa a venire con me"
"E?"
"..e ho pensato che vi lascio il cuginetto Apprendista Stregone e che magari vi lascio anche il cane e vado da solo a buttare la spazzatura"
"Scusa Fisherman, in tutta onestà preferisco che ci lasci la spazzatura" interviene l'Arch.
Ieri sera.
Sotto il portico.
Alla fine della cena, siamo alla frutta, in senso stretto e in senso lato.
Suona il campanello.
"Chi è?"
"Sono Fisherman"
"Entra"
"C'è anche il cuginetto Apprendista Stregone con me"
"..venite"
"C'è anche il cane..."
(...)
Entrano in giardino e si avvicinano al tavolo dove M sta mangiando con la NonnaG, l'Arch e i nani ambulanti.
"Sono passato perché stavo andando al cancello a buttare la spazzatura, ma il cuginetto Apprendista Stregone è stanco e non ce la fa a venire con me"
"E?"
"..e ho pensato che vi lascio il cuginetto Apprendista Stregone e che magari vi lascio anche il cane e vado da solo a buttare la spazzatura"
"Scusa Fisherman, in tutta onestà preferisco che ci lasci la spazzatura" interviene l'Arch.
giovedì 1 settembre 2011
Debito sovrano e dilemmi anagrafici
Abbiamo lasciato i rispettivi nani nei letti a dormire (due io e uno lei) e ci siamo viste per una passeggiata di chiacchiere. Ci siamo ritrovate a camminare una di fianco all'altra, come le mamme che vedevamo passare la sera quando eravamo in piazzetta a giocare a fare i grandi. Anche noi in tenuta da riposo, sebbene più dignitosa dei camicioni al ginocchio fiorati, abbottonati davanti e gli zoccoli del dottor Scholls, che avevano quelle mamme lì.
Abbiamo parlato di figli, abbiamo spettegolato dei proprietari passando davanti alle loro case. Abbiamo scambiato opinioni sul lavoro, su quello che stiamo facendo, sulla difficoltà di educare le figlie femmine che non abbiamo avuto e sul tempo che fu.
Lei è la mia amica del mare da sempre, perennemente sui cinquanta chili, invidiabilmente alta e magra, che quando era incinta sembrava uno stuzzicadenti con un'oliva, intelligente e bella che lavora in tv, ma che una volta mi disse che io ero troppo di parte e che lei non era né sufficientemente bella né sufficientemente intelligente per divenatre davvero qualcuno, anche se per me lo è diventata lo stesso. E' la mia amica con il sorriso speciale, affetta da disorganizzazione cronica.
E' con lei che vidi il mio film preferito per la prima volta a quindici anni in un cinema che non esiste più.
Alla fine della passeggiata ci siamo salutate all'angolo col dilemma se siamo ancora ragazze o siamo già signore e siamo tornate ai nostri rispettivi nani e ai nostri rispettivi impegni: il debito sovrano lei, la sovrana erba io.
Abbiamo parlato di figli, abbiamo spettegolato dei proprietari passando davanti alle loro case. Abbiamo scambiato opinioni sul lavoro, su quello che stiamo facendo, sulla difficoltà di educare le figlie femmine che non abbiamo avuto e sul tempo che fu.
Lei è la mia amica del mare da sempre, perennemente sui cinquanta chili, invidiabilmente alta e magra, che quando era incinta sembrava uno stuzzicadenti con un'oliva, intelligente e bella che lavora in tv, ma che una volta mi disse che io ero troppo di parte e che lei non era né sufficientemente bella né sufficientemente intelligente per divenatre davvero qualcuno, anche se per me lo è diventata lo stesso. E' la mia amica con il sorriso speciale, affetta da disorganizzazione cronica.
E' con lei che vidi il mio film preferito per la prima volta a quindici anni in un cinema che non esiste più.
Alla fine della passeggiata ci siamo salutate all'angolo col dilemma se siamo ancora ragazze o siamo già signore e siamo tornate ai nostri rispettivi nani e ai nostri rispettivi impegni: il debito sovrano lei, la sovrana erba io.
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