lunedì 11 luglio 2011

Proprio così

Venerdì sera M e H hanno rivisto i nani dopo 12 giorni.
M aveva immaginato l'incontro un milione di volte nella sua testa, la notte prima non aveva dormito per l'eccitazione ed era affetta da mal di pancia da ansia come sempre nei momenti clou della sua vita.
Tuttavia, anche nelle sue più rosee fantasie, non aveva immaginato che l'incontro sarebbe stato proprio così.
E in effetti M deve ammettere che è stato proprio così. Come nei film.
M e H si sono presentati al mare davanti al cancello alle otto circa , senza chiavi di casa e hanno visto a trecento metri di distanza i nani che si avviavano in passeggiata con i nonni in direzione mare e pizze fritte a casa degli zii.
Per una strana coincidenza proprio mentre M e H intravedevano il quartetto all'orizzonte, i nonni si giravano e iniziavano a salutare con le braccia. I nani, rivolti verso di noi, restavano fermi immobili. M e H iniziavano a correre verso di loro, veloci e sorridenti e quando la distanza lo ha loro permesso e i nani realizzavano chi fossero quei due signori che correvano all'impazzata, il nano per primo ha fatto un sorriso gigante misto a urlo e ha cominciato a correre e il mezzonano, pur non capendo assolutamente cosa stesse succedendo, lo ha seguito.
Proprio così ci siamo corsi incontro tutti e quattro per cento metri circa come nel migliore dei film possibile, li abbiamo presi in braccio, M il nano e H il mezzonano e ci siamo abbracciati fortissimo, e sbausciati e emozionati e sì commossi.
"Ti vojo bene io" ha addirittura detto il mezzonano aggiungendo poi "adesso vai via?" completamente smarrito nel bailamme delle partenze e dei ritorni.
"Sei la mamma più migliore del mondo e io ti amoro" ha dichiarato il nano, felice, a una M estasiata.

M li ha trovati abbronzati, grandi e soprattutto cicciottelli, anche l'inappetente nano, che in questi 12 giorni è regredito al biberon.

E ancora più belli di come se li ricordava.

Il nano e la sua ragazza adorata
 Dopo i commossi convenevoli, la consegna dei regali di ordinanza e le pizze fritte (anch'esse commoventi a modo loro), tutta l'emozione è passata e il nano ha sostituito l'amorata M con la sua ragazza adorata.

sabato 9 luglio 2011

Nastri azzurri e carta bianca

M ha due figli maschi.
Prima della prima pancia aveva sempre immaginato che avrebbe avuto una figlia femmina, che l'avrebbe vestita con i vestitini punto smock appossitamente conservati dagli anni 70 per lei nella soffitta dei nonni, che le avrebbe somigliato nei capelli castani e nello sguardo mite.
I primi mesi della prima pancia M sognava la bambina, le aveva dato un nome e le aveva comprato un vestito rosa con le maniche a palloncino.

Il responso dell'amniocentesi non le diede ragione.

Quando, due anni dopo, scoprì che anche la seconda pancia conteneva un pisellino, M si rassegnò, pensando che l'importante era che stesse bene. H era contento e dopo tutto per i due fratelli era meglio così.

Tuttavia poco dopo ebbe un attacco di panico durante una riunione in ufficio, quando realizzò che i vestitini conservati sarebbero ammuffiti in soffitta per altri trent'anni, che non avrebbe avuto confidenze tra ragazze, che non avrebbe accompagnato nessuno in giro per vetrine, ne' fatto trecce e code di cavallo, mai.

Ieri pomeriggio grazie all'amica trimamma M ha però potuto realizzare un piccolo sogno. E' andata nel negozio di abbigliamento per bambini molto chic sotto casa e ha potuto sbizzarrirsi in acquisti rosa, colletti rotondi, maniche a sbuffo e fiorellini pastello, con in tasca un discreto budget affidatole con la massima fiducia nel gusto e la piena libertà nella scelta.
Il frutto di questo incarico svolto con l'entusiasmo delle prime volte, è stato molto apprezzato dalla committente e M oggi ha un nuovo incarico da portare a termine e un nuovo budget da spendere.

venerdì 8 luglio 2011

Prime impressioni e ultime verità

La verità è che:
quella che sembrava sempre incazzata, era timida e soprattutto "abusiva" frequentatrice del giardino e quindi sempre un po' sulle sue. Giravano voci, mai confermate, che avesse un figlio preferito e che abbandonasse l'altro di pochi mesi in balìa di gruppi di tate caciarone e invadenti.
Quello che sembrava un trio, era forse un duo, ma sicuramente non a numero chiuso.
Quella simpatica a tutte da subito, la preferita,  forse flirta con qualche H di troppo, ma nel frattempo qualcun'altra flirta con il suo.
Quella giovane è molto gelosa, ed è talmente giovane che alle medie invece di scambiarsi bigliettini come le altre, si scambiava sms.
Quella che è sempre in ritardo, stavolta è arrivata per prima, splendida in minigonna taglia S e tacchi, ma senza le "arie" di un tempo.
Quella che era considerata sexy, lo è davvero e infatti offriva un'ampia scollatura e luccicava di paillettes d'oro.
Quella che si considera una fifona, nelle situazioni più estreme sfoggia una sicurezza e un senso pratico risolutori, al gusto di limone.
E che un birraio stràmicio, nasconde un passato (prossimo) pop.

Stasera le MdVR sono uscite per la terza puntata. Hanno girovagato per il quartiere in cerca di cibo. Sono rimbalzate dal posto fighetto, dove non avendo prenotato non hanno avuto diritto nemmeno a una nocciolina, alla pizzeria sotto casa, transitando per il bistrot alla moda e il pub affollato. Si sono confidate canalizzazioni imbarazzanti e depilazioni coatte e una volta sedute a tavola hanno portato a termine la missione della serata: lo scambio delle prime impressioni reciproche, e hanno mantenuto la promessa di non offendersi.

La verità è che le prime impressioni forse non sono sempre giuste e che spesso vale la pena verificarlo.

giovedì 7 luglio 2011

Bimbi belli

M e i nani non si vedono da dieci giorni. Non era mai successo prima. M sente molto la loro mancanza, ma fa finta di niente e conta i giorni che mancano a venerdì sera, anche se una parte di lei sa benissimo che rimpiangerà questi giorni "senza bambini".
M per non essere sopraffatta dalla nostalgia, cerca di chiamare il meno possibile i nonni, di fare telefonate brevi e soprattutto evita accuratamente di farsi passare i nani. Era da lunedì della scorsa settimana che non sentiva la voce del nano.
Stasera ore nove:
"Buonasera sono M come va?"
"Tutto béne, sctiamo finéndo di manziare abbiam fatto tardi che sctascera sciamo sctati al mare fino alle otto che sci sctava béne.."
"Ah bene, sono contenta..sono bravi?"
"Sci sciono bravisscimi.. ascpètta che ti vuole parlare il nano.."
(...)
"Mamma..?"
groppo in gola
"lo sai che ho ritrovato i mazinghini? tutti e due, però a Mazinga Grande si sono staccate le ali"
"sono contenta che li hai ritrovati, bravo! vedrai che il babbo le riattacca"
"no non le voglio attaccate che adesso sono diventate un'astronavina"
"ok come vuoi"
In sottofondo:
"acche io vojo pailaie"
"acche io vojo pailaie"
"acche io vojo pailaie"
"acche io vojo pailaie"
"Mamma?"
"Dimmi"
"Lo sai che la sera usciamo dopo cena e andiamo in piazzetta?"
"Ma come...la sera col buio?? Ma sono cose da grandi non potete.."
"Tanto già l'abbiamo fatto quindi.."
In sottofondo:
"acche io vojo pailaie"
"acche io vojo pailaie"
"acche io vojo pailaie"
"acche io vojo pailaie"
Il mezzonano si è sempre rifiutato di parlare al telefono con M da quando è partita.
"Mamma, ti vuole parlare Francio, te lo passo"
lucciconi e pizzicore al naso
poi
rumori, caccapuzza, risate
"Sscuscia careina, ma sciono in gaszoia, ciao eh e sctate tranquilli che sctiamo benisscimo"
Clic.

I nostri bimbi belli sono cresciuti, escono la sera dopo cena e non chiedono più notizie sul nostro ritorno, né con quale meraviglioso gioco ci presenteremo al loro cospetto.
I bimbi belli della rassegna di Nanni Moretti siamo andati a vederli stasera al NS, dove abbiamo incontrato l'arch, visto un delizioso film e assistito a un interessante dibattito.

martedì 5 luglio 2011

Signore nuove e carpe virtuose

In questi giorni ho realizzato di essere cambiata. Cresciuta, invecchiata un po'. E' un processo lento e inesorabile, non risparmia nessuno. Per ognuno di noi esiste il momento in cui ci sentiamo diversi da prima. In cui ci sono delle cose che non riusciamo a fare più e altre che cominciano a darci fastidio.
Che sono "cresciuta" io l'ho capito quest'anno perché:
non riesco a fare a meno della crema idratante sul viso dopo la doccia;
riesco a stare tranquillamente un giorno intero in spiaggia senza fare il bagno,
ma se faccio il bagno devo subito fare la doccia, che il sale mi da fastidio;
non riesco a leggere senza occhiali;
ho dovuto aumentare la grandezza dei caratteri degli sms sul telefonino;
non conosco la maggior parte delle pop star di oggi;
ne' dei tennisti;
ne' dei telefilm
e posso dire che trenta anni fa facevo le elementari.
Ho qualche capello bianco, ma voglio godermi il mio colore fino a quando posso, perché non lo avrò più;
ho due figli e probabilmente non ne avrò altri e le pance mi sembrano una cosa da giovani.
Mi danno spesso del lei e per i bambini sono una "signora"e quando una volta ho chiesto al nano se secondo lui ero una ragazza o una signora, mi ha risposto una signora e quando ho insistito "..ma una signora vecchia?" lui mi ha risposto "no, nuova".
Faccio ancora il calcolo con le lire, se una cosa mi sembra che costi troppo.
Sono venticinque anni che mi faccio la ceretta.
A novembre per la seconda volta dovrò rinnovare la patente.
Ci sono dei vestiti che non mi sembra più il caso di indossare, e altri che con il passare degli anni sono rimasti gli stessi ma hanno cambiato nome.
Sono troppo grande per portare i capelli lunghi e evitare l'effetto Romina Power.
Non sono mai "la più giovane" da nessuna parte.
Quando sono nata c'era ancora Elvis.

Koi
Ps. Stasera serata giovane: aperitivo con amici e amiche, vecchi e nuovi. Drink, stuzzichini, il pollo più buono che la storia ricordi, chiacchiere e bancariello di gioielli.
M si è comprata un bracciale Koi (carpa in giapponese).
"Il koi - recita il biglietto - è un pesce che nuota controcorrente. E' un simbolo di fortuna e forza, saggezza e umiltà, perseveranza e coraggio di affrontare le avversità".
M non è sicura di avere tutte queste virtù, ma le sembra che la ragazza (non signora) che li crea le abbia e forse indossandone uno, qualcosa trasmetterà anche a lei.


Lokki & Koi
www.koi-ml.it

lunedì 4 luglio 2011

Il corpo e la mente

Il corpo è tornato in ufficio. Dopo la piscina, stamattina è passato ai tornelli, si è seduto alla scrivania, ha letto la posta arrivata negli ultimi giorni e ne ha cestinato la maggior parte, dando come sempre la priorità alle mail personali rispetto a quelle lavorative. Ha chiacchierato con le compagne di stanza, ha chiesto novità, ha ascoltato storie e aggiornamenti. Ha salutato colleghi e capi, è andato a fare colazione alla macchinetta con la collega trimamma, ne ha ascoltato i racconti mangiando un ventaglio e bevendo un cappuccino liofilizzato. Verso le 13.15 è salito in mensa, ha scelto il pranzo, ha mangiato, è tornato alla scrivania e ha lavorato spalla a spalla con il colleghino a un infinito quanto inutile database.
Alle 18 è uscito, è salito sul motorino ed è andato a trovare mmm.

La mente è rimasta in qualche caletta della S.
C'è chi giura di averla vista sott'acqua spiare i pesci che nuotano in branco o forse sul bagnasciuga ammirare quel mare così azzurro che l'occhio ci si perde dentro e non torna più in superficie. Alcuni dicono che vaghi tra i cespugli dell'isola che non c'è, l'amata C., tra i profumi di mirto e di sole. Altri sono certi di averla intravista in terrazza con un bicchiere accanto, affacciata a guardare giù la spiaggia, le barche, i gabbiani che volano lenti e che abbia provato a volare via anche lei.
C'è chi dice di averla trovata con un gelato in mano e i piedi a mollo, vagare su quella sabbia fatta di minuscoli sassolini solleticanti.

Non so se gli avvistamenti siano veri o fasulli. A quale credere e a quale non dare retta, fatto sta che la mente in ufficio proprio non s'è vista.

Ps. tra quattro giorni M rivedrà i nani e già sente forte l'emozione dell'incontro.

domenica 3 luglio 2011

L'amore non ha età

Lui è gentile, educato, sorridente. Ha i capelli chiari sbiaditi dal sole e i denti grandi, con lo spazio in mezzo. E' molto carino. Ogni tanto, quando è felice o emozionato batte le mani velocemente due, tre volte. La guarda, le sorride, le chiede quali sono i suoi gusti di gelato preferiti. E' un po' preoccupato al pensiero che lei partirà prima di lui, ma si lascia consolare dalla promessa che si rivedranno in agosto, dopo la montagna. Gioca in una squadra di calcio, in attacco. La mattina le bussa in camera per salutarla un'altra volta e assicurarsi che si vedranno dopo per cena. E' dolce e mette in mostra tutte le sue doti davanti a lei "tu lo sia fare questo?" e fa una capriola mezza storta nell'acqua. "E questo lo sai fare?" e cammina dritto come un soldatino. Ha sette anni, un principio di eritema sulle guance e si è innamorato di M. Cerca di prenderla in braccio, le salta al collo, le fa i massaggini sulle spalle e il solletico sui fianchi.
M sorride e si lascia corteggiare, immersa fin sopra i capelli nella nostalgia dei nani che non vede da ormai una settimana e che in questa settimana probabilmente l'hanno dimenticata, visto che non hanno mai chiesto di lei.

Siamo tornati a casa. Abbiamo disfatto le valigie, mandato una lavatrice e steso il bucato. La casa è silenziosa, il frigorifero vuoto e siamo usciti a mangiare una pizza. M ha realizzato che le partenze non sono più disperate come un tempo, quando quello che avevamo cominciato ad amare eravamo costretti a lasciarlo lì. Adesso le partenze sono più dolci e meno tristi, perchè quello che conta lo portiamo con noi a casa.

Ps. In S. si fanno molti incontri di vario tipo. Può succedere di conoscere un bambino di sette anni e di farlo innamorare e può succedere anche di incontrare più o meno spaventose specie di animali e di scappare a gambe levate. Eccone due incontrate da M a distanza di poche ore l'una dall'altro.
La biscia

Il biscione